Mr Consumatore

Io e Mr Consumatore facevamo un lavoro simile. O meglio quel che facevo io si poteva assimilare al cinquanta per certo a quello che faceva lui. E all’epoca non è che ci fossero poi così tanti altri con cui esistesse questa concordanza. Ciò me lo rese assai piacevole, dapprincipio.

Seppure fossimo diversi anche nelle cose che ci rendevano comparabili. Lui aveva un approccio insopportabilmente oggettivo, ovvero si sforzava di essere oltremodo impersonale, nell’ottusa ottica di ottenere un risultato superpartes, inattaccabile da alcuno, ineccepibile e pronto a farsi apprezzare da tutti. Per me era il contrario. Io facevo quel lavoro proprio per poter esprimere la mia visione, il mio punto di vista. Io ritenevo che le mie sentenze valessero più di ogni altra sentenza discorde. Io pensavo che quel che era troppo diverso da me fosse per forza sbagliato.

A ogni modo cominciai a interloquire con lui quasi giornalmente. Lui all’inizio mi rispondeva con sufficienza come fossi un parente stupido. Col tempo prese quasi a ignorarmi. Ero già mezzo stufo di lui quando gli feci una critica. Gli dissi chiaro e tondo che non si capiva cosa pensasse di un certo argomento. Lui rispose serafico. Ma di fatto la mia valutazione era stata molto più profonda di quel che non sembrasse. Difatti… a quale scopo mettersi su un piedistallo a parlare di qualcosa se alla fine non veniva comunicato neppure un giudizio parzialmente positivo o negativo? Che scopo aveva quel suo starnazzare? Che scopo aveva la sua esistenza dedita a quella futile missione? Era questo che gli avevo detto tra le righe!

Lui dovette incamerare quell’appunto con gradualità, in modo che piano piano gli entrò dentro. Così penso che avvenne che gli divenni oltremodo antipatico e fastidioso.

Poi un giorno ci fu la goccia che fece debordare il vaso. Una tizia prese a interloquire con lui lodandolo a più non posso, lui e il suo mestiere. Introdusse anche argomentazioni del tutto avulse da quella discussione che implicavano coinvolgimenti molto superiori di quelle poche stupide battute pronunciate da lui.

Quello mi fece infuriare. Non conoscevo la tizia, non l’avevo mai vista partecipare a una discussione con lui, eppure essa sembrava essere assai ad agio in quelle digressioni, e lui, da pari, le rispondeva come essa fosse stata un’amica di lunga data.

Mi intromisi nella discussione come una bomba dirompente. Dissi la mia; distrussi gli argomenti di lei; volli ottenere l’attenzione assoluta di lui. Lei decise di non replicare affatto. Lui pure mi trattò come un povero minorato e, ignorando totalmente la mia dotta e veritiera affermazione, decise di intrattenersi da quel momento unicamente con lei.

Fui certo che lei fosse una puttana e lui un poco stimabile omuncolo. Da allora lo abbandonai al suo destino. Non partecipai più ad alcuna discussione con lui perché il parteciparvi implicava già un’ammissione di accettazione nei suoi confronti.

Così oggi vi ho insegnato che non ci si mette al tavolo a parlare garbatamente con uno che non stimi. Se lo fai è come se tu affermassi che la sua opinione è rispettabile e vale quanto la tua. E lui vale quanto te.

Consumati ‘sto ç@$$°

Cold in July

La cosa divertente di questo film, che narra una storia che si svolge negli anni Ottanta, è che sembra un film girato negli anni Ottanta. Gli attori sono agghindati in tal modo, in primis uno dei protagonisti, che ha un tipico taglio di capelli che si è visto solo in quell’epoca – lascio a voi il divertimento di indovinare quale. Poi nel film compaiono quelle musichette elettroniche-dance tipiche di quegli anni. Infine la regia sbrigativa, anch’essa può allacciarsi ad alcuni filoni d’epoca. Per non parlare dell’inizio, che ricalca proprio le atmosfere di tanti thriller degli anni Ottanta in cui un nucleo familiare si deve attivare per proteggersi da qualche sorta di violenza senza controllo, esterna, che la polizia non riesce ad arginare.

Un uomo una notte sorprende un ladro in casa e, essendo in America, gli spara facendolo secco. La polizia del luogo gli fa pure i complimenti. Il padre del ragazzo perito però, che è stato diversi anni in galera ed è uscito da poco, si fa vivo con l’uccisore promettendogli di rifarsi sul figlioletto…

Sembrerebbe un film di un certo tipo, vero? Sennonché poi la trama prende una svolta imprevista. L’uccisore si accorge che i tratti somatici del ragazzo morto non corrispondono a quelli di chi gli hanno detto che sia. In più, una notte sorprende la polizia mentre tenta di inscenare una specie di incidente in cui il padre del ragazzo morto verrà ucciso da un treno…

Il film è tratto da un libro di un autore di romanzi che Celia ama molto. Per i dettagli, chiedete a lei. A me ha detto che nelle storie di questo scrittore ci sono un sacco di personaggi “ambigui”, che all’inizio sembrano cattivi, ma spesso poi sta unicamente a loro risolvere le questioni e sporcarsi le mani per far ripristinare un minimo di giustizia, che altrimenti non ci sarebbe.

Uno di questi tre sembra bresciano…

Song to song

No, qui Malick ha toppato. Ed è questo il pericolo in cui può incorrere più facilmente questo regista indiscutibilmente bravo, con il suo ben preciso stile sontuoso, fatto di colori pastello, che si riconosce subito fin dalla prima inquadratura: di dissiparsi nel suo stesso (per quanto squisito) brodo primordiale, perdendo di vista la storia, essendosi concentrato troppo sulla forma…

Così, la vicenda di queste persone che ruotano tutte attorno l’ambito musicale – qualcuno definisce assurdamente questo film un “musical”!, solo perché ci sono diversi brani d’accompagno e compare Patty Smith –, che formano triangoli, che si tradiscono, si lasciano e si rimettono assieme… appare alla fine troppo frammentaria. Il regista avrebbe potuto concentrarsi solo su un triangolo… ma no, a lui non bastava; allora ecco entrare in scena altri tre personaggi, anche loro che sembrano non approdare ad alcunché, nonostante la profusione di ottimi attori e ottime interpretazioni di grande intensità. Alla fine lo spettatore medio confonderà tra loro i personaggi e le loro vicende inficiando del tutto ogni seppur modesta parvenza di senso logico…

Qui recitano: Michael Fassbender, Ryan Gosling, Rooney Mara, Cate Blanchett, Natalie Portman, Val Kilmer. C’era pure Christian Bale ma il suo ruolo è stato tagliato!

PS: noterete che quasi tutti gli attori sono… nani! 😀

https://www.raiplay.it/programmi/songtosong

Vivere storie promiscue serve solo a incasinarsi!

Convivenza #21

Un altro episodio circa il suo sonno.

Una notte, intorno le quattro, ti svegli, ti giri nel letto e la urti. Precisamente il tuo ginocchio destro finisce sulla sua mano destra. E lei – da incosciente – che fa? Comincia a carezzartelo, come fosse un prezioso gattino, con la sua piccola manina da bambina. La bambina pura più buona che ci sia.

Cartoni irrinunciabili: L’uomo Tigre!

Tra i cartoni animati più violenti e belli che abbia mai visto c’è il mitico Uomo Tigre! È la storia di un orfano che entra a far parte di una spietata organizzazione criminale che forma lottatori di wrestling professionisti che usano ogni mezzo (anche quelli scorretti) per vincere gli incontri. L’organizzazione si chiama Tana delle Tigri e infatti i lottatori più forti che sforna sono tutti ispirati a questo felino.

L’Uomo Tigre è il più brillante tra tutti i lottatori di Tana delle Tigri ma a un certo punto, nauseato dai loro metodi, fugge e si mette in proprio. Da allora Tana delle Tigri gli promette che lo assassinerà, magari proprio sul ring.

L’Uomo Tigre esordisce nel circuito di lotta professionistica all’inizio utilizzando i metodi malvagi di Tana delle Tigri ma in seguito si sforza di seguire le regole e non arrecare danni permanenti ai suoi avversari e non ammazzarli. Da questo momento questo sarà un leitmotiv della serie, che risalterà fuori ogni volta che l’Uomo Tigre si troverà in seria difficoltà sul ring, e magari starà affrontando anche un lottatore scorretto. La sua coscienza sarà tentata di tornare alle vecchie abitudini sentendosi quasi giustificato a farlo. Cederà solo praticamente nello struggente finale, in cui, dopo aver affrontato i lottatori più forti di Tana delle Tigri, Grossa Tigre, Tigre Nera e il Re delle Tigri, proprio con l’ultimo di essi, abbandonandosi alla rabbia e ormai senza maschera, certificherà che non è stato in grado di redimersi nonostante tutti i suoi sforzi.

Questa conclusione si rivelerà particolarmente amara, non solo per lui, ma per tutti i suoi fan che vedevano in lui un campione di rettitudine e forza. I più delusi e scioccati saranno i bambini dell’orfanotrofio da cui lui proveniva al quale lui continuava a tornare fornendo aiuto e mezzi economici.

A questa serie ne seguì un’altra in cui l’Uomo Tigre se non erro era incarnato proprio da uno dei ragazzini dell”orfanotrofio di cui sopra ormai cresciuto. Questa seconda serie è di buonissima fattura e molto più fluida e di qualità per quanto riguarda disegni e animazione, tuttavia non riesce a raggiungere il lirismo tragico della prima, che la surclassava anche in violenza.

Ho sentito poi che ci sarebbe una terza serie che si collocherebbe a cavallo tra queste due stagioni ma di essa non ricordo assolutamente nulla.

PS: nel cartone apparirono lottatori reali che all’epoca spopolavano in Giappone, tipo il mitico Antonio Inoki!

Il sospetto (2012)

Uno di quei film che raccontano una storia che fa molto arrabbiare. Uno di quei film che però sono assolutamente necessari.

Un maestro di asilo viene accusato, per ripicca, da una bambina, di averle fatto vedere il proprio membro. Per la precisione non è esattamente la bambina a puntare il dito su di lui bensì tutti coloro che vengono a conoscenza del presunto fatto. Così anche gli amici storici dell’uomo, tranne pochissime eccezioni, non credendo alla sua innocenza, lo abbandonano. In breve quest’uomo non sarà più libero neppure di andare a fare la spesa. Si troverà totalmente emarginato dalla comunità di cui prima era un membro assai integrato e attivo.

Una volta che l’uomo sarà finalmente scagionato e reintegrato in tutto e per tutto nel gruppo a cui apparteneva, gli verrà riservata un’amara sorpresa…

Questo film dovrebbe far riflettere coloro i quali si macchiano di simili infamie – ovvero se la prendono con un innocente. Ma non credo che riuscirà nel suo intento poiché la gente è molto ipocrita e troppo stronza per pentirsi di qualcosa o impegnarsi a diventare persone migliori.

Il sospetto (2012)

L’invasa

Cade la pioggia

sulla tua landanima.

La tua terra santa

in balia delle invasioni.

Incendi e distruzione.

Poi cala una pace avvolgente,

fino alla prossima campagna.

Ti faccio mangiare l’insalata,

le verdurine nella pasta,

così te ne nutri.

Con la manina tieni

la forchettina.

Eccomi qua.

Il tuo salvatore.

Sono il crociato

del tuo inverno rivoluzionario.

La spada in alto

stretta nelle mani,

lo sguardo fiero.

Non mi fermerò finché

non sarai liberata.

Ma per te invasore

son pur io

perché prima non c’ero

adesso ci sono.

Povera bambina:

i miei buoni intenti,

il tuo mondo a ferro e fuoco.

La tua sottile ragnatela

a fatica

tiene uniti i pezzi.

La mia venuta sconquassa.

I mutamenti rovesciano.

Devi avere il controllo.

Il nuovo che entra

potrebbe annientarti.

Più entra

più ti dissolvi.

È il prezzo da pagare

per questo Male.

Quand’io non esistevo,

quando la tua terra era assediata,

in preda ai demoni,

quasi la preferivi.

Perché, seppur nella mestizia,

la conoscevi meglio.

Adesso invece c’è questo crociato,

alto e maschio,

che vuole salvarti.

In certa misura

per te

demone anche lui.

L’invasa

Kiss of the dragon

Felice di aver ritrovato recentemente questo “vecchio” – si fa per dire, è dei primi del 2000 – film di Luc Besson (qui nelle vesti di ottimo sceneggiatore) che ovviamente omaggia ed è ispirato alle pellicole di Bruce Lee.

Se vi piacciono i film d’azione non rimarrete delusi. Anche perché qui il buono è molto buono, il cattivo molto cattivo – davvero un tipo detestabile che si vorrebbe uccidere per quanto è stronzo – e c’è anche una povera ragazza da salvare nascosta dietro le apparenze di una donna di strada…

Niente da dire. Un film di qualità. 😉

Uccidi i cattivi!