Un giro su Feis-Buuk

 

Non sono un gran frequentatore di Feis-Buuk. Però si dà il caso che ultimamente ho avuto modo di rinfrescare un po’ il mio profilo.

Così ne ho approfittato per fare un giro alla ricerca di gente che conoscevo.

La prima persona che ho cercato ovviamente non poteva che essere lei. Colei che più di tutte mi ha trapanato il cuore. Ma di lei, come sospettavo, non vi è la minima traccia. E il motivo è presto detto. Lei non vuole essere rintracciata, anzi. Ha fin troppa gente che ancora la tormenta. Lei è una che cambia numero di telefono almeno una volta l’anno, con tutti i guai che si procura e procura ai maschi…

Poi ho cercato Rovinosa. E anche qui non ho sorprese. Il suo profilo non è troppo fitto, però si vede che la tipa si è impegnata per trovare con pazienza le immagini e le cose giuste da aggiungere. Nessuna foto di lei, bensì l’avatar con il controverso personaggio di un cartone animato che va per la maggiore. Me lo aspettavo. Nonostante sia carina, lei non è mai stata fotogenica e preferirebbe darsi fuoco piuttosto che pubblicare un’immagine che la ritragga mentre (non) sorride o ha quell’aria da “svuotata”, senza anima. A ogni modo dalla sua pagina ricavo una sensazione di quiete: come se la sua vita si fosse cristallizzata a quando era ancora una ragazzetta molto prudente (ma granitica nella sua impossibilità a lasciarsi andare)…

Talita la rintraccio solo perché alla fine, facendo un grosso sforzo di memoria, ho reminiscenza del suo cognome. Eccone un’altra che non mette la sua faccia! Strana circostanza, eh?, che tutte quelle che cerco non vogliano offrire al mondo quella parte di loro… Ha messo la foto del cane. Si capisce che il suo profilo è stato realizzato giusto per esserci, perché nella vita può sempre servire un profilo su Feis-Buuk. Ma anche lei deve essersi sia super-sistemata che resa refrattaria a riallacciare contatti con il suo passato. Infatti anche lei ne ha avute di storiacce che ha presto voluto lasciarsi alle spalle…

Poi tocca a Malizia. Ecco una che invece è fotogenica e che ci tiene a sembrare lieta e bella (come in verità non è). Ha pubblicato un mucchio di foto, anche foto che avrebbe dovuto mostrarmi quando ero ancora in contatto con lei, ma che invece non mi ha mai nemmeno ventilato che esistessero.

La sua faccia sta appassendo. Molto più di quanto ricordassi… Mi sorprende l’immagine con un suo dito tozzo. Sono tentato di scriverle che non dovrebbe pubblicare foto così brutte, ma poi mi calmo. L’ultima cosa che voglio è darle un altro ennesimo motivo di litigio, a lei che è una delle persone più permalose del mondo! No, no, no! Non ci ricadrò. Adios, Malizia!

Poi cerco quella certa tipa che mi rendo conto che non dovrei proprio cercare. Il motivo è che la disprezzo. Che cosa vorrei ottenere rintracciandola? Non lo so. Ma lei non c’è. Un po’ perché è un po’ impedita con queste cose. Un po’ perché immagino la sua vita così circostanziata e definita che non abbia alcun interesse a modificarla con nuove presenze, o presenze che tornano dal suo passato. Meglio non aver trovato questa bagascia…

Fin qui tutte donne, vero? Beh, è chiaro che mi attirano (in senso lato) più le femmine, e non solo per questioni sessuali.

Ma ora è il turno di qualche maschio. Quelli che potrebbero interessarmi non sono molti. Chissà come mai dal mio passato remoto riaffiora la sua faccia. Il suo nome ce l’ho scolpito nella mente, dunque lo cerco… Eccolo, è lui! Come è cambiato… La sua testa è diventata più quadrata, ma credo di essere abbastanza certo che, nonostante i decenni trascorsi, sia lui. Sorride come ebbro, contornato dai suoi bambini. Ci avrei scommesso che uno come lui avesse figliato! Uno che a dieci anni era già in grado eiaculare se ne sarà fatte di scopate in vita sua!… Da bambino era molto più fragile di quanto potesse sembrare. Poteva essere un numero uno, ma era come se la pressione circostante lo schiacciasse. Sospetto che non sia molto cambiato da allora e che dietro quei sorrisi…

Ecco un altro nome che mi viene in mente. Questo tipo mi era molto simpatico. Eccolo! Trovato. Ce n’è solo uno. Ma il suo profilo è assolutamente spoglio: c’è solo il nome e il cognome. Forse ha nascosto tutto il resto, ma considero come se non l’abbia fatto e ne traggo la sensazione che non se la passi troppo bene… E mi dispiace assai…

Altro nome… Quel mio vecchio grande amico. Lui non lo troverò, penso. E infatti non c’è. D’altronde lui ha sempre voluto conservare solo le amicizie recenti: è quindi normale che persista a obliarsi dal suo passato (non sono così anche io?). Addio, amico mio, ovunque tu sia…

Poi il tempo finisce. Devo andare via, fare altro. Non mi posso più gingillare in queste sciocchezze. Solo allora mi rammento che avrei dovuto cercare altre persone (ed è un fiume di nomi)… Ma per oggi ho chiuso con le frivolezze.

IL PD È RIPUGNANTE

 

Quando Enrico Letta diceva: “Mai con B.”

cari elettori del PD, e adesso che cosa direte? che cosa direte dopo che il PD ha appoggiato col PDL un governo di ultra destra (cioè il governo monti) e la legislatura successiva si è nuovamente appaiato col PDL stesso?! così la legge sul conflitto d’interessi non si farà neppure questa volta… sono vent’anni che non trovano il tempo di farla! c’è sempre crisi! per questo non la fanno!… e voi, elettori del PD, ancora lì a bevervi le loro balle! vergognatevi voi per primi!…

Psicologia politica: il governo Letta è il sintomo di una nevrosi

Letta, Grillo, Berlusconi e le dieci bugie oggi di moda

Il Pd si è suicidato ma il 25 aprile è più vivo che mai!

Perugia, giornalisti per 3 euro a pezzo

Fatto Tv, ‘Media e potere’: lo speciale con Travaglio, Gomez, Sarzanini e Abbate

George W. Bush vive (e tortura) insieme noi

Atene, Alba dorata ‘occupa’ un ospedale
“Raccolta sangue solo per cittadini greci”

i fascisti non hanno diritto di esistere…

Gente a dieta

 

«Ultimamente sto mangiando meno perché voglio buttare giù qualche chiletto… C’ho una pancia!… Allora sto cercando di eliminare pane e pasta. Come dice il dottore… Quando vai dal dottore e gli dici che vuoi dimagrire ti dice sempre di diminuire pane e pasta. E di preferire il riso. Il riso fa dimagrire. Infatti oggi ho fatto riso per pranzo. E adesso ho fame. Cioè lì per lì mi aveva saziato. Mi ero fatta un piattone!… Ma ora mi è venuto un languorino… Beh, adesso ti lascio che siamo da amici per festeggiare un compleanno. Abbiamo portato un sacco di cose da mangiare, così posso fare merenda. Per questo a pranzo avevo mangiato poco… In previsione di fare una scorpacciata qui…»

Sogno #49: Il bambino satiro

 


Sono venuto qui che era già presente, sbattuto poco più là, dietro le grosse radici dell’albero secolare, coperto di sole, che pareva un sacco vuoto abbandonato. Quasi subito l’ho udito mormorare. Che cosa diceva? In principio non capivo… Mi sembrava piagnucolasse piano piano per non farsi ascoltare da me. Per venire a capo di quell’enigma fui tentato di alzare gli occhi su di lui. Ma non volevo. Non volevo dargli alcuna prominenza. E qualcosa dentro di me mi suggeriva che, qualora l’avessi fatto, poi mi sarei dovuto sobbarcare tutti gli oneri di quella situazione spinosa: stargli dietro fino in fondo, redimere quella questione la quale poteva rivelarsi essere anche molto, molto complicata.

Per questo tentai di ignorarlo. Fui un vile? Qualcuno potrebbe pensarlo. Ma in seguito mi sarei convinto io stesso che avevo fatto la cosa più saggia e che il mio intuito (come sempre) non aveva fallito, indirizzandomi sulla strada per me più vantaggiosa.

Ero lì che leggevo il libro e la voce del bambino si fece sempre più insinuante. Altroché… Quel bambino voleva proprio suscitare la mia attenzione. Mi aveva visto entrare e gli ero subito parso uno stupendo oggetto del desiderio

Lo guardai meglio senza farmene accorgere. Era un bambino di forse dieci anni (forse meno). Capelli corti, ben paffuto, anzi già obeso. Si cullava: si trastullava inebriandosi lui per primo dei suoni che emetteva con quell’efebica voce incorrotta. Ma che cosa stava facendo, sbattuto a terra a quel modo? Solo allora me lo domandai. E mi risposi che in qualche maniera eseguiva un suo gioco di fantasia, una specie di bel sogno muliebre a occhi aperti. Eh, sì perché il bambino aveva tutta l’aria di baloccarsi come avrebbe fatto un bimbo che avesse già manifestato appieno tutte le sue inclinazioni effeminate…

Tornai immediatamente alla mia lettura sdegnato, sdegnato perché aveva tentato di impietosirmi, irretendomi con quel suo tono mieloso e lamentoso assieme.

Nonostante l’ignorassi, quello però continuava, continuava e ancora continuava sempre di più. Non la finiva, e all’opposto ormai sfoggiava la sua voce da usignolo senza alcuna premura. Emetteva quel suono che all’inizio era atroce supplizio romantico, e poi finiva per essere fine squittio da satiro lascivo.

A un certo punto udii la sua voce muovermisi sempre più vicina. Il bambino paffuto si era alzato in piedi e ora sfilava davanti a me per mettersi ancora in maggior risalto. E io, chino con gli occhi affondati nel libro, non gli volevo dare alcuna soddisfazione, altrimenti già sapevo che non me lo sarei più tolto di torno e che presto si sarebbe attaccato alla mia gamba non volendola più lasciare.

Udivo il suono di quella sua voce insopportabilmente affascinante (voce che il bambino doveva aver imparato fosse l’unica cosa in grado di cagionare emozioni allettanti nelle altre persone) e qualche volta invero cadevo in errore e davvero pensavo che stesse piangendo. Ma mi era sufficiente attendere qualche altro secondo e la voce, come per magia, come era stato in ogni sua propagazione, passava dalla scala della tragedia a quella del sublime, terminando con quella risata femminea da prima ancella di un matrimonio di fate…

Ecco che ricominciava, ecco che voleva urtare i miei nervi… Ma io, ancora severo, non gli avrei ceduto.

Si era spostato alla mia sinistra senza che me ne fossi accorto. Mi dissi che se le cose non fossero mutate presto avrei potuto prendere in seria considerazione l’idea di andarmene altrove (seppur non avessi voluto dargliela vinta).

Sarebbe stato così facile guardarlo, facendo in modo che mi si avvicinasse ancora… Potevo immaginare come lui non attendesse altro. E allora mi avrebbe fatto un sorriso e con una scusa si sarebbe spinto a pochi centimetri da me. E dunque mi avrebbe fatto capire che mi si sarebbe volentieri concesso… E io avrei potuto prenderlo così facilmente… perché in ultima istanza non ero certo io a farlo cadere nel mio tranello, quanto invece lui a voler stramazzare nelle mie mani (le quali sarebbero però diventate irrimediabilmente sordide qualora avessi accettato quel gioco indecente)…

Ma ormai la mia battaglia era vinta. Infatti, quantunque ancora continuasse con quella sua nenia, adesso essa gli si era fatta più stanca, come se anche lui non vi credesse poi più molto. Inoltre ormai l’alternava all’odioso schiocco di un pallone fatto con una gomma da masticare, che strideva assai con quel suo proponimento precipuo.

Di lì a poco il paffuto bambino si inerpicò per la salita boschiva e mi lasciò in pace. Se ne andò dove il suo canto avrebbe saputo solleticare appetiti ben più affamati e debosciati dei miei, appetiti i quali, in quel senso, in me propriamente non albergavano…


La teoria del complotto I


 id: hT44cUPZQ2o

Un permanente 25 aprile…

 

25 aprile, “Non esiste fascismo buono”

25 aprile, Donne e Resistenza. Un contributo chiave per liberare l’Italia

25 aprile, cari bambini vi racconto di una donna che ha fatto la Resistenza

25 Aprile 2013

Un fiore al partigiano

Per chi Fischia il vento

Saviano: “La storia ci chiederà conto”

Travaglio: “Giorgio Lincoln Johnson”

Travaglio vs Fassina: “Inciucio permanente Pd-Pdl da 20 anni”

Governo, anche se ci crediamo assolti siamo lo stesso coinvolti

Deputati trombati ritrovano posto tra le braccia del Secolo d’Italia

Chi inquina non paga: inciuci europei e lobby del carbone

Viterbo, sos arsenico nell’acqua: “Abbiamo paura per i nostri figli”

Bersani: «Noi siamo una storia di successo». Come dissero i Jalisse dopo la vittoria a Sanremo con “Fiumi di parole”

Opus senzasosta#3

 

un turlupinante abboccamento per abborracciare l’abbordabile diversabile defalcandogli lo scomputo di quell’abbecedario per poi abboffarsi a quattro palmenti in un ambrato abbrivio di turpitudine a iosa senza centellinare o abbonacciare il subisso e anzi riboccare in oversize condensando nell’abiezione tutto l’abdicatario decoro della dirittura ormai aberrato nell’abbreviamento dell’abbrancare pensavan essi mentre l’imperito abburattava il loro aire setacciando i praticoni armeggioni sbozzandoli di quel canovaccio e ripetendo quella minuta che essi indoravano compendiando ancora e ancora abducendo e adducendo mentre il loro amplesso atto ad abbozzolarlo nello scorcio lo abbruciacchiava nell’abiettezza abbrunandolo nonostante albeggiasse

[pinocchio]

Ascanio Celestini, spettacoli, tv e b

 

Ascanio Celestini: Scemo di guerra

Torna il 25 aprile e pure io sono tornato a vedere questo egregio spettacolo teatrale di Ascanio Celestini, forse il primo che fece, attualizzato per l’occasione con qualche ritocchino, sicuramente comunque il primo che me lo fece conoscere.

Ascanio ci parla delle memorie del padre circa i tempi della Seconda Guerra Mondiale e di quel particolare momento molto caotico in cui gli americani sbarcarono in Italia… Così alterna vicende realmente narrategli dal genitore morto (di cui alla fine dello spettacolo si udirà anche la voce) a storie fantastiche frutto delle sua inventiva, in uno stile narrativo molto simile ai libri che riprendono storie che riportano altre storie, oppure a quelli che ripetendo alcuni fatti aggiungono ogni volta qualche particolare inedito…

Ribadisco tutta la mia stima per questo artista e per questo uomo.

Ho in mente di iscrivermi all’ANPI, l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani.

*

Appuntamento al buio

Esecrabile trasmissione per guardoni allineati al Grande Fratello Fininvest. Becerume a iosa. Delle persone, intorno massimo ai trenta anni o anche meno, si dimostrano pronti a tutto pur di apparire in televisione. A costo pure di comparire mezzo svestiti, o farsi vedere esattamente per le nullità che sono.

Finché esisteranno trasmissioni e persone che le popolano come queste, esisterà sempre la contrapposizione loro-noi.

*

L’insostenibile leggerezza del prezzo

Seppur probabilmente creata con l’intento di stupire o al massimo di farci apprezzare di più quello che abbiamo, è indubbio come, vedendo questa trasmissione televisiva, si possano facilmente comprendere le implicite, atroci conseguenze del Capitalismo, almeno se uno non si vuole coprire gli occhi…

*

Il dottor Oz è vulcaniano?

Il dottor Oz è sempre molto sicuro di sé…

Il dottor Oz si sente un mago…

…Ma le donne americane sono tutte così ignoranti, obese, stereotipate, appiattite alla mediocrità come sembrerebbe a giudicare dalla sua trasmissione?

Il dottor Oz sforna una nuova dieta a settimana, e ogni volta garantisce che sia davvero quella giusta per perdere peso…

Il dottor Oz fa il crossover con Ofra e allora le loro ributtanti sinergie vengono pure raddoppiate, perché i due si avallano a vicenda…

Che mondo disgustoso deve essere quello del dottor Oz, così ricolmo di adipe, flaccidume, vacuità, allarmismi, miracoli (della scienza) e pomiciate con donne grasse con il quoziente intellettivo inferiore alla media della popolazione mondiale…

*

La donna giusta per berluscopi

…Appariscente, formosa, giovanile, con tanta voglia di ballare e muoversi, sorride sempre, si trucca molto, indossa scarpe con il tacco alto… Ecco il ritratto della donna ideale per berluscopi!

Devi trombarti questa, b! Non le bambine! Questa è fatta appositamente per te!