Master & Commander [ovvero Molto Rumore Per Nulla!]

Per primo diciamo la cosa più importante di tutte: HA UN PESSIMO AUDIO. Il che vuol dire che dovrete sempre stare col telecomando in mano, perché in certe scene i personaggi amano sussurrare all’inverosimile, mentre in altre, nelle guerriglie, i rumori di fondo sono così alti che… se non abbasserete l’audio diventerete presto sordi!

Già per questo il film sarebbe da mettere all’indice. Per il resto, trovo sia assolutamente sopravvalutato. La tensione è incentrata quasi tutta dalla competizione navale con susseguenti strategie messe in atto tra due galeoni da battaglia dotati di cannoni. Tale tensione bene o male regge fin quando non sbarcano a terra per una pausa. Da quel momento il film perde mordente. E questo è tanto vero che addirittura la battaglia finale con la nave antagonista si consuma così velocemente che lo spettatore medio potrebbe esclamare: già fatto?!

Russell Crowe col passare dei minuti mi è sembrato sempre più risibile e ridicolo, in quegli abiti da intrepido navigatore.

PS: una curiosità… Non ricordo di aver visto mezza donna nemmeno a pagarla oro in questo film! Alla lunga questa mancanza si avverte… 😉

Cartoni Irrinunciabili: Bia – La sfida della magia!

Un cartone che parla di magia: Bia!

Pure questo ci teneva tutti incollati alla tv quando andava in onda sulla RAI. Teoricamente sarebbe stato per ragazze ma ovviamente lo vedevano tutti i bambini senza alcuna distinzione di sesso!

Bia viene da una famiglia di streghe, difatti anche la mamma lo è. Mentre il padre, citrullo pantofolaio, non sospetta minimamente che le due abbiano poteri magici.

Bia è in forte competizione con una certa Noa, per la quale a dire il vero impazzivo quando ero piccolo, perché la trovavo più intrigante, anche se lugubre, con quella carnagione così cadaverica. Bia invece era più solare e aveva un incarnato rosa rosa, tipo una maialina, e stava sempre in gonna mostrando quelle sue lunghe gambe nude, sulle quali mi interrogavo spesso e già avevano il potere di eccitarmi…

Bia si trovava spesso in mezzo a grossi guai per via del mondo magico. Delle volte aveva bisogno dell’aiuto della sua coetanea antagonista per risolvere qualche faccenda, altre volte invece era proprio essa che rappresentava il suo problema da sistemare…

Infine c’era quella sigla con quella canzone bellissima che ancor oggi non so perché mi fa sempre venire la pelle d’oca…

I draghi hanno le gambe corte, anzi cortissime

Bene. È passato un altro anno e tutte le menzogne che il governo ha detto, oggi, sempre che vogliate vederle, appaiono ormai lampanti.

Attualmente ci sono molti contagiati (di cui la maggior parte vaccinati), un centinaio di morti al giorno (di cui la maggior parte vaccinati) e alcune terapie intensive sotto pressione in alcune regioni.

Dunque non è più sostenibile la balla che sarebbe colpa dei non vaccinati se siamo ridotti così.

La colpa di fatto è dei comportamenti scellerati che applica la gente: ovvero degli assembramenti, il non uso delle mascherine, il non lavarsi le mani. Mentre ovviamente a monte la colpa più grave è, al solito, dei politici.

I vaccini hanno solo parzialmente arginato alcuni aspetti ma non sono e non potranno mai essere (almeno questi vaccini) lo strumento principe su cui dei politici seri si possano basare per risolvere una tale pandemia – e ometto di parlare di alcune questioni comunque rilevantissime, anche se sarebbe il caso di farlo e infatti l’ho fatto già in precedenza.

Ciò che permette la proliferazione del virus sono i comportamenti tenuti sopratutto dai vaccinati (coglioni) i quali, dato che draghi gli ha detto che possono tornare alla normalità come prima, si comportano… di conseguenza.

Proprio su draghi c’è una notizia molto divertente da diffondere: rischia di essere denunciato per procurato allarme dal codacons se non rettificherà alcune affermazioni false (tra le tante) che ha dichiarato.

Poi, a proposito dei vaccinati che si son beccati il virus, nessuno fa mai loro una domanda che se fossi giornalista io gli farei subito, anzi ci farei proprio su un’inchiesta. La domanda è questa: adesso che ti sei beccato il virus, puoi dire di esserti comportato bene, seguendo tutte le regole, oppure no? Secondo te, come te lo sei preso? Ti senti un po’ in colpa oppure no per i tuoi comportamenti?

Jovanotti, secondo te come te lo sei preso il virus?

Ferragnez vi sentite un po’ in colpa per la vita che avete fatto oppure ritenete che siate stati solo sfortunati?

Calciatori… ma voi fate per caso le orge con le prostitute? Per questo nelle quadre di calcio nascono sempre focolai?

Federica Pellegrini quante mani hai stretto, quanti abbracci hai dato, quanti baci hai ricevuto quando ti prendesti il virus?

Cartoni irrinunciabili: Jenny la tennista!

Un cartone che comprende sia tematiche sentimentali che sportive e che all’epoca rappresentò decisamente una novità fu senz’altro Jenny la tennista.

Si parla di questa giovane ragazza, molto insicura, che giocherebbe a tennis praticamente solo per hobby. Ammira molto la tecnica di un’altra tennista bella e bionda facente parte del suo circolo, Madame Butterfly, da tutti amata e rispettata per l’eleganza e l’efficacia del suo gioco. Jenny teme il serissimo e poco loquace allenatore del circolo il quale però incredibilmente la punta e insiste per spronarla a dare il meglio di sé. Il furbone ha l’occhio lungo e ha intravisto in lei delle potenzialità da campionessa…

La storia va avanti così, tra le crisi esistenziali di Jenny, gli allenamenti duri, i primi amori adolescenziali, l’invidia e la competizione spietata tra tenniste e la scalata alle classifiche…

Bohemian Rhapsody (film)

Alcuni hanno trovato questo film un “capolavoro”. Altri ne sono rimasti mortalmente delusi. Il mio giudizio è a metà tra questi due modi di vederla. Mi è piaciuto, nel complesso. Mi ha molto commosso il finale, ma trovo che si sarebbe potuto far meglio.

I dilemmi della storia – tutte questioni che gli autori si sono sicuramente posti – sono stati: quanto deve essere realistico, ovvero corrispondere al vero? Quanto spazio va dato alla musica? Ci si possono prendere, e se sì, in che misura, delle licenze poetiche?

Diciamo che sarebbe stato difficile non riuscire a commuovere lo spettatore – che sicuramente già conosceva e pure bene il front-man dei Queen – dopo avergli narrato che Freddy sarebbe morto di lì a poco e che doveva fare forse quello che sarebbe stato il suo ultimo concerto, mettendoci per di più dentro alcune delle canzoni più catartiche dei complesso rock, e proprio in quegli ultimi minuti finali della pellicola. Da questo punto di vista, la missione si può considerare compiuta.

Tuttavia rimane il dubbio che se si fosse scavato un po’ di più in alcuni momenti, e si fossero usate più canzoni – porcaputtana! Sembra siano andati al risparmio! – il film e il personaggio di Freddy sarebbero apparsi meno superficiali e macchiettistici.

Nanana-nnannna-nannannnnaaaa…