Café Society

Gli ultimi di Allen non sono più imperdibili, si diceva qualche tempo fa. Sì, ma noto con piacere come siano comunque di qualità, come in questo caso.

Un giovane sta cercando la sua strada e un impiego. Un lontano zio, che opera nel magico mondo del cinema, gli propone di aiutarlo lavorando per lui. Dato che è nuovo della città, lo affida alla giovane e valente segretaria. Con la quale il ragazzo finisce per legarsi molto, e innamorarsi. Tuttavia lei sta già con un tipo più grande di lei, che invero sarebbe pure sposato…

Ci saranno vari intrecci amorosi… 😉

L’intruso (film)

Un uomo di mezza età vende a malincuore una grande e bella villa a una giovane coppia di colore. Dovrebbe partire e andarsene dalla figlia ma… continua a orbitare intorno quel luogo in cui ha riversato tutte le energie di una vita. Si presenta non richiesto; si mette a fare piccoli lavori domestici… Il ragazzo della coppia è molto infastidito e si allarma. La ragazza invece prende con più leggerezza le ingerenze del vecchio proprietario provando anche molta compassione per lui…

Un thriller passabile che si sa già come finirà, che dunque non riserva nulla di nuovo.

Sherlock Holmes – La valle della paura

Altro sceneggiato rai in 3 puntate, molto simile al precedente di cui ho già parlato. Leggermente inferiore all’adattamento del mastino dei Baskerville, ma solo perché il racconto da cui è tratto è meno solido da un punto di vista logico.

Stavolta Holmes e Watson vengono chiamati a interessarsi di un caso apparentemente semplice, in cui per giunta sembra sia stato già trovato il colpevole, ovvero un ragazzo ubriacone. Una volta sul luogo del delitto però i due amici si rendono conto delle numerose incongruenze che la storia porta con sé. Inoltre sembra che quasi ogni persona interrogata, per un motivo o per l’altro, menta. Dunque le cose non sono sicuramente andate come la polizia vorrebbe far credere per chiudere sbrigativamente il caso…

https://www.raiplay.it/programmi/sherlockholmes-losceneggiato

Sherlock Holmes – L’ultimo dei Baskerville

Meraviglioso vecchio sceneggiato rai, in 3 puntate, in bianco e nero (quando ancora l’azienda produceva lavori di gran qualità) adattato dal celebre racconto dell’investigatore di Londra.

Il pregio primario di questa messa in onda, oltre l’attenta sceneggiatura e i grandi ed efficaci attori, è il tempo che si prende per narrare le vicende misteriose, lasciando che ogni elemento vada al suo posto e ogni più o meno celata psicologia venga alla luce.

Imperdibile per gli amanti del detective e per ogni amante del giallo.

Trama: S. H. si trova a indagare un curioso caso in cui sembra che una maledizione, sotto forma di cane demoniaco, sia in grado di uccidere tutti i successori di una data casata, evidentemente maledetta da qualcuno… Ma si tratterà davvero di un caso paranormale?

Lo trovate comodamente online, gratis, qui:

https://www.raiplay.it/programmi/sherlockholmes-losceneggiato

Il mondo dei robot

Ricordo di aver visionato questo film di fantascienza da bambino e che mi era piaciuto moltissimo. Però, a rivederlo oggi, pare molto più modesto e ingenuo. Dunque sicuramente non va messo nei film migliori di questo genere ma semmai solo tra i più iconici di quel periodo.

Due amici si regalano una vacanza in un mondo artificiale del passato: per la precisione scelgono uno scenario western, in cui potranno vivere avventure di tutti i tipi essendo sicuri né di rimetterci la pelle né di pagar dazio per loro azioni teoricamente scellerate. Questo perché in realtà intorno a loro non avranno altri esseri umani ma solo robot impossibilitati a far loro vero male.

I due amici hanno una diatriba con un focoso pistolero con la camicia nera. Lo uccidono in un duello con le pistole, chiaramente. Ma quando quello viene riparato comincia a diventare la loro ossessione. Tuttavia non è questa la brutta notizia. È che, a causa di un misterioso guasto, i robot impazziscono e non rispettano più il precetto di non arrecar danno agli umani.

A rivederlo oggi, ribadisco, molte incongruenze saltano agli occhi.

Tratto da un libro di un noto scrittore contemporaneo.

Lasciami entrare

Discreto horror svedese che si svolge in un paese innevato, dove c’è questo ragazzino vittima di bulli. Attraverso la conoscenza di una nuova ragazzina sistematasi da poco in loco trova il coraggio di ribellarsi. Nel frattempo cominciano a esserci strane uccisioni in zona, con gente dissanguata…

Non fatevi fregare: qualche scena forte e raccapricciante c’è, seppur all’inizio non ci scommettereste mai…

Ratataplan

Adoro Maurizio Nichetti. Per me è un mezzo genio. Tuttavia la mia onestà intellettuale mi fa dire sempre quel che penso. Per cui se c’è da criticare qualcuno che pur stimo, lo faccio.

Come in questo caso. Ora, spero che quel che cercherò di esprimere risulterà abbastanza chiaro e verrà compreso… Non sono sicuro che vi riuscirò.

Dunque il film, nel suo genere, è un capolavoro. Sì, ma capolavoro di cosa? Non proprio di comicità. Non solo… Ecco, qui dovrei promettere che l’ho visionato in un momento in cui ero oppresso dalla nausea. Quindi forse il mio giudizio può esser stato fortemente influenzato da questo… A ogni modo, proprio tramite la nausea, questo film, che pure per certi versi è un capolavoro, mi è risultato orribile, nauseabondo. Il motivo è che mostra un tipo di umanità totalmente disfatta, marcescente. Tutti i personaggi, per come l’ho vista io, schiacciati talvolta da una povertà che non lascia scampo, talvolta, al contrario, oppressi da meccanismi di potere i quali anch’essi rendono prigionieri, …sono delle merde. Conducono esistenze inutili. Si sforzano di vivere, sì, ma mica è vita quella. È ottusa ostinazione a permanere in vita: è il contrario di quel che dovrebbe esser la vita.

Detto questo, se si fosse trattato di un fumetto di satira, probabilmente le mie considerazioni sarebbero state del tutto opposte…

Ora, sono quasi sicuro che nessuno vedendo questo film penserà queste cose, primo fra tutti lo stesso Nichetti. Ma io la penso così…

La storia la possiamo riassumere in questo modo. In una prima mezzora c’è un tizio che scopre casualmente una specie di elisir di lunga vita capace di ridonare le gambe anche ai paralitici… Nella seconda parte, c’è questa compagnia teatrale che vive molto caoticamente, tutta ammassata, che si reca al lavoro, dove però poi finisce che il pubblico, insoddisfatto del loro miserabile spettacolo, gli fa la festa, allora scappano via. Tra tutti i personaggi, in questo punto, spicca il detestabile impresario malvagio… Infine c’è una terza parte in cui il tipo della prima parte, che ovviamente era anche uno degli attori della seconda parte, interpretato da Nichetti, per conquistare la sua bella, che non lo vede proprio, si mette in testa di costruire un robot con le proprie fattezze. Il quale, per motivi imponderabili, infatti avrà successo con la donna, ma finirà anche per andare in tilt…

Il film è una schifezza. Ma un capolavoro di schifezza, in cui io ci vedo un pessimismo cosmico nei riguardi della presenza umana sulla terra.

Nichetti penserà che son matto, ma pazienza.

Sigle: Forza Sugar!

Non amavo particolarmente questo cartone che parla di un ragazzino sfortunato (mi sembra orfano) che si dà alla boxe indottrinato dall’amorevole padre. Perché prima c’era stato un anime, sempre sul mondo della boxe, molto più intenso, ovvero Rocky Joe (di cui ho già parlato). Per cui il povero Sugar, schiacciato da tale raffronto, ci rimetteva…