Contrattempo (film)

Una coppia di amanti clandestini ha un incidente stradale casuale che cagiona la morte di un giovane. Per non portare alla luce la loro relazione, i due decidono di non rivelare il corretto andamento dei fatti e far sparire l’auto con il cadavere del ragazzo in un corso d’acqua. Però la ragazza finisce per esser ospitata dai genitori del ragazzo i quali in quel momento lo danno per disperso e si renderanno conto che forse essa è legata in qualche modo a lui.

Da lì il film comincia a riservare molte sorprese. Infatti i due amanti subiscono un tentativo di ricatto e la ragazza muore. L’amante della stessa quindi è costretto a rivelare a un difensore legale alcune verità che sino allora aveva negato od omesso con pervicacia. E mano a mano che emergeranno nuovi particolari ci renderemo conto che la storia è (o poteva essere) molto più complessa di quanto appare…

Fin dove si può arrivare per avere giustizia?

Buon thriller spagnolo raccontato con gusto che mi ha ricordato un De Palma d’annata.

https://www.raiplay.it/video/2019/07/Contrattempo-bf6c87c1-2f64-4f61-b182-0e6504fd1390.html

Miss Violence (film)

Una ragazzina è in casa a festeggiare con la famiglia un compleanno. All’improvviso si avvia al balcone e si butta giù…

La famiglia della ragazzina è all’apparenza molto pulita, unita, educata. Ma dietro quella patina di buona creanza si nasconde una persistente atmosfera infernale fatta di soprusi quotidiani, violenze, imposizioni che provengono tutte dal dittatoriale capofamiglia…

Questa verità si scopre facilmente nei primi minuti di film, dunque, se come me odiate che vi si mostrino queste cose, potete anche fare a meno di vederlo.

La storia si conclude con il liberatorio assassinio del padre-padrone (che è pure incestuoso) da parte della moglie, dopo aver subìto tutta una vita.

Sinceramente non mi piace vedere film come questi in cui non c’è speranza, o in cui non ci sono personaggi positivi. Per cui lo consiglio solo a chi ama questo genere.

3 film che si svolgono nel mondo dei supereroi (di cui uno bellissimo)

1 Ant-Man

Film più che dignitoso che serve per introdurre un personaggio che poi sarà fondamentale (almeno all’inizio) per risolvere la saga del guanto dell’infinito.

Mi aspettavo molto peggio, invece è un film anche superiore alla media dei super. Mi aspettavo pure che sarebbe stato più comico, dato che questo personaggio, nella saga di Thanos, fa sbellicare. Ma mi sono reso conto che solo lì gli hanno affibbiato quel ruolo di alleggerimento mentre in codesto film a lui dedicato è piuttosto serio.

Un uomo ruba casualmente una tuta che serve per rimpicciolirsi. Nel frattempo c’è uno scienziato cattivo che sfruttando la medesima tecnologia (scippata al legittimo proprietario, Michael Douglas), ha sviluppato una tuta appositamente per la guerra. Lo scontro sarà inevitabile…

Formichina, formichina…

2 Superman Returns

Avevo recuperato questo film poiché convinto di non averlo visto. La verità era molto peggiore: come al solito me l’ero scordato per quanto mi aveva deluso!

La cosa brutta di questo film è che ci si sono impegnati un sacco! Per molti aspetti sarebbe pure “curato”; i dialoghi lo sono, la psicologia dei personaggi lo è… Ma manca proprio della sostanza più importante: la ciccia! E per una storia con i supereroi è proprio la parte in cui Superman deve sventare la minaccia, che è completamente deludente e scarsa.

Trama: Superman torna sulla Terra dopo sette anni di assenza in cui ha compiuto un viaggio per sapere cosa è rimasto della sua terra natia. Nulla ovviamente! E lo sapeva già! Lo sapevamo tutti… Quando torna comunque trova Loise che è quasi sposata con un altro e ha pure avuto un figlio! Luthor invece, il suo nemico storico, in pratica si è impossessato di un cristallo della sua Fortezza della Solitudine e l’ha usato per terraformare spazi aperti di mare. Solo che perde rapidamente la mano della questione e tocca a Superman risolverla.

Il film riverbera un po’ della luce degli anni 80 e 90 che si voleva dare a questo eroe (con i film con Christopher Reeve), e questo sarebbe un bene. Ma il finale è talmente ‘na chiavica che per anni questo film ha fatto sì che il personaggio di Superman non venisse più sfruttato poiché ormai… tombato!

Se devi tornare così… era meglio se non tornavi!

3 Joker

Avevo sentito parlare così bene (e continuativamente) di questo film che mi ero anche stufato. Temevo quindi che vedendolo sarei rimasto deluso. Fortunatamente però non è stato il caso.

Il film ha un difetto, su cui si può benissimo sorvolare, e tanti pregi. Il difetto è che il fumettistico personaggio del Joker è molto lontano da questo. Però il risultato del film è talmente potente e verosimile nel proporre il ritratto di una persona di quel tipo – e anche triste, perché ci fa provare immensa empatia per questo sfortunato – che si rimane molto commossi e soddisfatti dalla qualità dell’esperienza emotiva.

La storia è un lungo excursus su un uomo, da bambino abusato dal padre, che ha una malattia che lo obbliga a ridere in certi momenti. L’uomo, preso a calci da tutti, a un certo punto non ce la fa più, e quando gli tolgono anche le medicine sbrocca e diventa un assassino, sentendosi tra l’altro molto meglio e neppur minimamente in colpa per il cambiamento. D’altronde questo Joker è una vittima della società che diventa carnefice, non solo un carnefice. E forse non gliene si può fare alcuna colpa. Un film da Oscar.

And the winner is…

Appena un minuto

Film di e con Max Giusti, pensato per esser qualcosa di estremamente leggero, volatile e usa e getta, …ma che finisce per esser sicuramente meglio di qualsiasi cinepanettone boldidesichiano. Perché in esso c’è una bella dose di Max Giusti (anche autore della sceneggiatura) e della sua brillante comicità.

Il pretesto per innescare l’azione è un certo cellulare (comprato dai cinesi! :D) che permette di tornare indietro nel tempo di un minuto. Con esso il nostro eroe, sbalestrato da avversità che gli hanno fatto perdere affetti familiari e non solo, cercherà di rimettere le cose a posto per inseguire una felicità a buon mercato.

Pieno di gag e battute. Qui si ride per davvero, non per finta come altrove.

Ma (film)

Si tratta di un horror, sì, ma non aspettatevi ritmi incalzanti e squartamenti a gogò. Gli autori si prendono tutto il tempo necessario per narrarci di questa vicenda che nasce da un passato con una brutta esperienza mai realmente assorbita dalla protagonista, esperienza che ha determinato tutta la sua vita successiva, anche se non sembra.

Un giorno dei ragazzi minorenni tentano di farsi comprare degli alcolici per una festa da una donna di colore. La donna alla fine accetta. E fa anche di più: propone loro di spostare la festicciola nella sua cantina. I ragazzi accettano. Col tempo le feste diventano sempre più frequenti e si allargano a molte altre persone: quella cantina diventa un po’ una zona franca per il divertimento di minorenni. Ma quali sono le vere motivazioni della donna?

Film con una sua dignità, di buona fattura.

Ma però non si dice…

Buffalo ’66

Un ragazzo esce di prigione. Non sa dove andare. Torna dai genitori, che lo credevano in giro per il mondo. Ma prima sequestra una ragazza la quale dovrà fingere di essere la sua compagna!

La sua prossima mossa sarebbe quella di ammazzare la persona che lui ritiene colpevole della propria passata detenzione in galera. Ma tra lui e la ragazza nascerà qualcosa che forse sarà in grado di salvarlo dal suo destino autodistruttivo…

Un film cult di e con Vincent Gallo, che non passano mai in tv. Un po’ bizzarro. Forse anche grottesco. Con momenti piuttosto ironici. Che mescola leggerezza con dramma. Registicamente interessante. Sicuramente bello. Con fatti e dialoghi che sono certo siano piaciuti molto a Tarantino. Capisci ammia! 😉

Dio li fa poi li accoppia

Tom King + Walta: Visione – Visioni del futuro

Primo fumetto supereroistico che leggo di questo scrittore che ora va per la maggiore. Il protagonista è Visione. Se avete visto i film degli Avengers/Vendicatori dovreste conoscerlo. Nato – costruito – dal supercattivo Ultron, stranamente venne fuori più umano e null’affatto malvagio, nonostante per l’appunto il suo padre creatore. Visione è un sintezoide autocosciente (che è un modo strambo per dire un robot dotato di intelligenza artificiale) con il potere di smaterializzarsi. In questo fumetto Visione, dopo la relazione andata male con Scarlet (e chissà se ne ha avute altre) si mette in testa la balzana idea di metter su una famiglia, annessa di donna e un paio di figli, per vivere in provincia proprio come fosse un comune cittadino americano. Ma… i supereroi hanno sempre tragedie dietro l’angolo che li attendono. Così un giorno un supercriminale gli va a casa incazzato nero e tenta di fare una strage. La moglie reagisce d’istinto ammazzandolo – quando sicuramente avrebbe potuto trovare altri modi per ridurlo all’impotenza, ma nell’occasione forse si dimostra troppo umana. Ora, Visione non ucciderebbe mai un nemico, ma sua moglie – che però non è esattamente come lui – lo ha fatto. Da questo ne seguono una serie di ripercussioni. La situazione precipiterà sempre più perché la moglie sceglierà di non dire niente a nessuno. E poi verrà ricattata…

Così vi anticipo che Visione si ritroverà costretto a compiere azioni che il Visione che conosco io non avrebbe mai compiuto. E con questo faccio una critica a Tom King, lo scrittore di questo fumetto in 12 parti, affermando che avrebbe potuto trovare altri escamotage più “realistici” per creare il solito scontro fratricida con gli altri suoi compagni d’armi (bug di programmazione, trojan dormienti, virus vari nei suoi software). Questa saga in definitiva è stata bella da leggere ma sul finale mi ha un po’ deluso.

Ultimi due appunti. I disegni, di un certo Walta, sono piuttosto naif (andrebbero pure bene) ma di certo non lasciano il segno né impreziosiscono l’opera. Funzionali e nulla più.

Infine ho letto che King un tempo ha lavorato per la CIA, e adesso mi spiego meglio perché abbia scritto Sheriff of Babylon, di cui vi ho già parlato in precedenza.

Roland Topor: L’inquilino del terzo piano

Romanzo da cui è stato tratto il celebre film. Un tale si trasferisce in un nuovo appartamento dove prima c’era una che fa appena in tempo a conoscere prima che muoia (suicida). Presto va incontro a dei problemi perché fa troppi rumori.

Proprio questo fatto dei rumori è uno dei temi principali e scatenanti della storia. Spesso ne verranno prodotti di inconsulti di provenienza ignota e lui continuerà a esser accusato ingiustamente di essere il colpevole.

Il romanzo è una perfetta parabola paranoica. Mano a mano che si va avanti il protagonista si troverà sempre più solo e comincerà a pensare che ci sia un complotto per fargli abbandonare l’appartamento o anche farlo fuori come fu per l’inquilina precedente.

Rispetto al film di Polanski ci sono delle differenze. Nel libro il protagonista mi è parso molto più solo. Insomma, si capisce che la storia è tutta incentrata sulla paranoia. Nel film questo aspetto è più ambiguo. Inoltre nel libro viene spiegato il perché di certi comportamenti del protagonista che nel film rimangono maggiormente confusi. Nel film la ragazza con cui il protagonista ha una relazione sessuale risulta più importante per lui di quanto non lo sia nel romanzo. Anche il finale è leggermente diverso. Nel film appare più rapido di quanto non lo sia nel libro.

In conclusione posso affermare che il libro è scritto in maniera estremamente semplice e non risulta certo un capolavoro, seppur abbia tutto il fascino di una storia paranoide. Il film, essendo più enigmatico, seppur in alcuni aspetti avrebbe potuto essere più chiaro, finisce per esser maggiormente intrigante.

Ultima annotazione su Topor, l’autore del libro: fu anche un ottimo pittore che però aveva temi sempre tendenti al macabro, l’asocialità, la solitudine e l’angoscia dell’essere umano e della società. Sotto, un esempio, che avrebbe potuto essere tranquillamente la copertina del libro.

Baby Driver

Un ragazzino un po’ peculiare ha la grande dote di saper guidare come pochi le automobili. Per questo è finito nelle spire di un tipo che non fa che pianificare rapine…

Un film non male, in parte prevedibile – con Kevin Spacey nel ruolo del cattivo – che mi è piaciuto sopratutto per le varie gamme di personaggi offerte e le interazioni tra loro.

PS: mi fa sempre sbellicare quando nei film americani vedo dei ragazzini guidare (lì la patente si prende prima, anche da minorenni).

PPS: bella colonna sonora.