La Ragazza Meraviglia nell’era di Apocalisse

…E poi un giorno giunse l’Apocalisse (l’era di Apocalisse)! Nessuno se ne era accorto per tempo, nonostante i numerosi segnali annunziatori, come l’invasione delle locuste. Nonostante morgan e bugo… Nonostante… (chi scrive neppure si ricorda più quali fossero gli altri segnali; per dire quanto la pandemia assunse un ruolo centrale nell’esistenza globale e cancellò tutto il passato!).

Certo, poi incombeva sempre quella certa questioncina di quel certo asteroiducolo che forse avrebbe spazzato via la Terra dalla faccia del Sistema Solare, ma la gente era tutta rinchiusa dentro casa e se ne sbatteva il cacchio, in barba agli Avanguardisti Testimoni di Genova della Chiesa Sacra del Nuovo Millennio Millenario, che lo avevano sempre sostenuto nei loro bigliettini da visita… (Tra parentesi poi un giorno l’asteroide venne, ma siccome nessuno se lo inculava di pezzo, esso decise di non distruggere la Terra come avrebbe benissimo potuto fare; sarà al prossimo giro, semmai, pensò insolentendosi quell’ammasso di rocce provenienti dallo spazio siderale di Star Trek che per non farsi mancare niente era anche scappato da un buco nero e poi si era fatto un viaggetto nel tempo. Ma lassiam perdere che questa è tutta un’altra storia, non mi sembra il caso oggi di narrare le strabilianti avventure di Aster, l’asteroide gibboso…).

Insomma, c’era un gran casino sulla Terra, proprio bello grosso! Ma, a sorpresa, la Ragazza Meraviglia si rese conto che lei non stava male, lei non si lamentava (almeno una volta che poté risolvere la problematica inerente il reperimento della carta igienica). Dirò di più: lei stava pure meglio! Meglio del solito, e meglio di tutti gli altri esseri viventi e real-cyborg che infestavano il mondo.

Il suo superpotere di sopravvivere alla merda era infine emerso: nella fine imminente, lei se ne sarebbe sbattuta il bubbolo. Lei aveva già dato ampiamente prima, quindi che cosa poteva esser per lei una semplice pandemia mondiale? Lei, essendo preparata già al peggio, si rese conto che era la persona che più di tutte la vedeva “rosa”.

E forse un giorno il mondo avrebbe avuto bisogno di lei e del suo superpotere per sfangarla, questo lei lo sapeva, sì. Ad ogni modo, per ora si godeva quella santa pace…

🙂

Merav

Fido (film)

In un’alternativa America anni ’50 o giù di lì, accade un evento (una nebbia radioattiva?) che fa sì che la gente che muore diventi zombie. Così ci si ritrova pieni fino al collo di questi morti viventi. Allora che fare?

Ovviamente qualche imprenditore dritto pensa subito di inventare un collare in grado di calmarli, per utilizzarli praticamente come schiavi. Se il collare però si rompe o è difettoso? E se poi finisce che ci si affeziona a quegli zombie? E se qualcuno se li tromba pure?

Penso spesso a quanto sia incredibile che il concetto di zombie sia entrato così in profondità nella cultura americana (e di conseguenza anche mondiale). Anche a me divertono… ma perché questo successo?

Horror carino. La cosa migliore è la caratterizzazione dei personaggi e del mondo creato. Talmente efficace che affermo senza paura di smentita che da questo film avrebbe potuto tranquillamente trarsi una bella serie.

Altra nota positiva: in uno dei ruoli principali compare quella mora di cui all’epoca ci innamorammo tutti, in Matrix (se non erro lì si chiamava Trinity), qui ormai donna matura, milf con prole al seguito. Felice di averla rincontrata.

🙂

fido

https://www.raiplay.it/video/2018/03/Fido-6c6ecdf3-a57c-416b-811b-c91dde90d5ff.html

Angelo Branduardi: Alla fiera dell’est

In questa celeberrima canzone non ci vedo solo una semplice cantilena che si richiama forse a tradizionali narrazioni orali. Ci vedo molto di più. È come fosse una specie di metafora della vita dell’uomo, del suo inestricabile legame con la natura e anche una specie di racconto sull’ineluttabilità del destino.

Oh!, sarò strano io, ma questo è quello che ci vedo… 😉

Poi ho messo anche la dissacrante presa in giro di questa canzone, di Lillo e Greg… 😉

Delirius Dementhia: Trappole

Ricordo bene quel che diceva il suo ex. All’epoca lo vedevo un po’ esagerato. Invece ora mi rendo conto di quante volte quel santo uomo – che quando me la portai via mi fu così grato – avesse cercato di allertarmi circa i grossi guai in cui mi ficcavo mettendomi con lei. Per esempio raccontava sempre questa storia delle trappole. Le trappole, le trappole… Come lei fosse stata una cacciatrice di frodo e lui un povero animale vittima delle sue macchinazioni.

Io lo credevo paranoico. Ma adesso so che non era così! Perché quelle stesse trappole mai disinnescate oggi ricadono completamente su me!

Che cos’è una “trappola”? La trappola è uno dei suoi atteggiamenti disturbati che determinano un sicuro problema futuro. Alcuni esempi…

C’è un qualche vestiario, lenzuolo, coperta che non entra più in un armadio – dove ovviamente fino a qualche tempo fa era sempre entrato –? Lei che fa? Ce lo ficca dentro a forza; poi richiude lo sportello. Così, quando qualcuno – compresa lei! Questa è la parte amena della sua malattia! – andrà a riaprire quello stesso armadio si troverà di fronte una valanga di vestiti o simili che gli franeranno addosso.

Altro esempio… Torna da uno dei suoi tanti viaggi? Ovviamente decide di lasciare le voluminose valigie dove non dovrebbe mai! Un corridoio particolarmente stretto, dove non sarà più possibile passare agevolmente come prima. Oppure magari le ficca poco sotto il tavolo, o dietro una poltrona, dove uno non le vede e finisce per inciamparci.

Per non parlare dei pericoli della cucina… Una sua caratteristica è quella di lasciare sempre la cucchiarella in legno in bilico sulla pentola o su un coperchio. In maniera che qualora cadesse ci sarebbe la concreta possibilità che finisca sul fuoco, magari innestando un incendio…

Per non parlare dei tappetini in bagno. Ho fatto una lotta su questa faccenda, ma lei ancora non l’ha capita. Non ha capito che a una certa età è un attimo inciamparci e rompersi qualcosa. Che poi lei, che soffre di osteoporosi, dovrebbe essere la prima a porsi il problema. Ma al solito non gliene frega niente. E un po’ lo fa per il suo spirito d’essermi sempre contraria, un po’ perché è una testona naturalmente attratta dalle cose sbagliate.

Ogni tanto riesco a farglieli togliere spaventandola a morte con la storia del femore fratturato, dipingendo uno scenario in cui lei si ritrova sulla sedia a rotelle non riuscendo più a farsi guarire l’osso. Ma nemmeno questo basta a terrorizzarla a dovere e, puntualmente, quei cacchio di tappetini rispuntano fuori predisposti per far cadere la gente.

Sono curioso di scoprire chi di noi due sarà il primo a lasciarci le penne. Questo ancora non lo so. Però già so chi sarà a rimetterci di più in ogni caso: io.

DDtrap

Personaggi perlopiù insignificanti dell’agenzia Voli di Gabbiano #1

Durante la sua permanenza all’agenzia Voli di Gabbiano Nemesis ebbe modo di conoscere svariate persone – per la maggior parte del tutto ributtanti – che in una maniera o nell’altra lo influenzarono e gli insegnarono molte cose. Partiamo dai team leader, cioè dalle persone che erano state preposte per la formazione, la motivazione e l’attuazione delle scelte strategiche dell’azienda nell’ambito della pulizia.

Per primo Nemesis conobbe Strabic Boy. Strabic Boy era un ragazzetto asciutto, sulla trentina, biondiccio, con una barba spessissima e un accento del nord. Aveva un leggero strabismo ad entrambi gli occhi che gli sfarfallavano più esternamente del dovuto facendolo somigliare a uno di quei cani di piccola taglia che spesso accusano tal difetto. Strabic Boy pareva a tutti un uomo di grande sicurezza, freschezza, comprensione e intelligenza, anche per via della sua voce suadente e sensuale, ma presto Nemesis capì che il suo fascino fosse del tutto millantato. Lo afferrò nel momento in cui gli fece una domanda di lavoro alla quale questi, per ignoranza, non riuscì a rispondere. Gli chiese se in un prodotto che la ditta usava ci fossero disciolti un certo quantitativo di acidi fosforici tossici. E Strabic Boy gli disse dapprima di no, quasi rimproverandolo con vigore e riprendendolo perché aveva avuto la stravagante idea di porgli quella interrogazione; ma poi, quando Nemesis insistette dicendogli che quegli elementi li aveva letti nell’etichetta della descrizione compositiva di un solvente, Strabic Boy fece subito retromarcia e provò ad accampare scuse:

«Ah, sì… Quello è perché non abbiamo ancora avuto l’okay dal Ministero della Salute. Ma stai tranquillo che presto lo otterremo, oppure modificheremo la composizione del prodotto. Non siamo mica matti! Non ci vogliamo mica prendere una multa milionaria… Devi sapere, Nemesis, che la legge prevede un certo tempo sperimentale per saggiare sul campo il lancio di un nuovo prodotto. Durante questo periodo le ditte produttrici possono incorrere in qualche involontaria omissione, o problemino, che però potrà essere facilmente sistemato nel proseguo… Certo, hai fatto bene a segnalarmelo… Ma stai sicuro che noi facciamo le cose per bene!»

Nemesis finse di essersi convinto, ma da allora iniziò a coltivare cospicui dubbi sulla moralità dell’azienda. E il suo sospetto fu confermato quando assistette allo svenimento di Strabic Boy durante una sua lezione, dopo che per due ore filate egli era stato a contatto con i tossici effluvi di un prodotto per pulire le mattonelle incrostate dalla melma. Nemesis lo vide cadere come una pera cotta e, dentro di sé, ne gioì, dicendosi che chi semina poi non si deve lamentare di quel che raccoglie…

Oltre a Faccia di Luna e Faccia di Pesce, altri individui appartenenti alla categoria dei team leader erano il Pelato, CicciaBrutta, Susy Posacenere

Il Pelato fin dal principio Nemesis lo trovò insopportabile. Era un tipo senza capelli che praticava la palestra per aumentare la propria avvenenza, la quale evidentemente doveva avere qualche intoppo. Anche il Pelato, come molti lì dentro, appariva un tipo onesto e disponibile, salvo poi all’occorrenza rivelare la sua vera indole. Nemesis non sopportava che molti lo stimassero nutrendosi semplicemente delle scemenze che egli elargiva a iosa.

Anche con il Pelato successe un fatto simile al deliquio di Strabic Boy e da ciò Nemesis ebbe la prova che la ditta nella quale lavorava in realtà fosse un’associazione con declinazioni sinistramente criminali – e pure molto più di quanto si intuisse.

Il Pelato ci teneva che Nemesis rispettasse i ferrei turni del sabato, Nemesis però voleva fare a modo suo, dato che aveva riscontrato come i veterani dell’azienda potessero soprassedere sugli orari senza esser ripresi. Così una volta gli disse che aveva il mal di testa e che doveva andare via. Il Pelato cincischiò tentando di leggere nei suoi occhi se quella fosse solo una scusa per battersela più presto. Ma quando Nemesis gli aggiunse con trasporto che quel fatto di accusare mal di capo gli capitava molto spesso da quando lavorava là e gliene chiese conto, il Pelato impallidì, la sua faccia si intenerì visibilmente e il suo tono tornò a essere dolce. Infine gli confessò:

«Non sei il solo ad accusare questo tipo di problema. In diversi lo hanno. Delle volte capita perfino a me…»

Così Nemesis poté andarsene tranquillamente a casa senza fornirgli maggiori spiegazioni. In seguito gli giunse la voce che il Pelato fosse stato allontanato improvvisamente dall’oggi al domani, proprio come la ditta soleva fare con i meri impiegatucoli come Nemesis. La notizia lo rallegrò assai. Nemesis pensò che il Pelato avesse avuto quel che meritava…

CicciaBrutta era invece una paffuta donna che navigava verso i cinquanta abbondanti. Aveva perennemente i capelli tagliati molto corti per mascherare il più possibile la sua enorme testona sproporzionata. Inoltre doveva aver rinunciato da tempo a sentirsi una bella donna. Era una signora stagionata che per metà sferzava i suoi sottoposti con atteggiamenti brutali – e difatti essa sembrava di primo acchito molto aggressiva con loro –, mentre per l’altra metà si comportava come fosse stata una grande e condiscendente figura materna, e difatti alcune delle persone che avevano a che farci dicevano che tutto sommato lei fosse la migliore lì dentro, da quel punto di vista, anche se Nemesis non ne fu mai convinto.

Un giorno Nemesis le chiese un’informazione e CicciaBrutta gli si avvicinò dapprima riprendendolo seriosamente, chiedendogli dove era stato quando avevano spiegato quella cosa; ma dopo gli fece quasi una carezza sul capo prima di lasciarlo avendogli fornito la soluzione del quesito.

CicciaBrutta era una dei bersagli preferiti del Boss Nano il quale si divertiva a umiliarla e riprenderla pubblicamente. Era comandata a bacchetta e doveva mandar giù ogni giorno diversi bocconi amari. Tuttavia CicciaBrutta aveva famiglia e sarebbe stata disposta anche a mangiar merda pur di mantenersi quel posto dove si poteva in fondo anche sentire una piccola regina ogni tanto, quando non doveva soggiacere alle bizzose volontà del capo…

Susy Posacenere era invece il contrario di CicciaBrutta. Di base era più carina ma, per via dei suoi numerosi e imperituri eccessi, era ormai costretta a non dover mai abbandonare la gigantesca maschera di make-up alla quale si aggrappava. Si truccava così tanto che la sua pelle rischiava di soffocare se lei non le prestava dei conforti rinfrescandola con dell’acqua dopo che per due ore filate era stata sotto i potenti neon dell’agenzia.

Susy Posacenere fumava da far schifo: ogni scusa era buona per prendersi una pausa spippettando assieme anche ai ragazzi che formava – per questo passava per una che fosse dalla loro parte. E mentre si attaccava a quel letale gas mortifero i suoi occhi si facevano vaghi e sembrava che il suo cervello si colmasse di nebbia. E se qualcuno le faceva qualche domanda c’era anche il caso che faticasse a ragionare.

Susy Posacenere aveva un corpo molto femminile ma Nemesis provava ripulsa per lei e in nessun caso si sarebbe mai concesso un amplesso con una che aveva un posacenere incorporato nella bocca…

Posacenere

Quel prostibolante mercimonio del giornalismo #5

Ballerina Ballerini è da parecchio che va in giro. Avrà cominciato giovanissima. Oggi ha i suoi annetti e bene o male è conosciuta e si è fatta una fama.

Era molto brava nel suo settore specifico. Poi aveva una bellissima voce che certo impreziosiva ancor di più la sua professionalità. Sembrava una bambina vivace con un cervello fino che si emozionava per i fatti del mondo!

A dire il vero non ho mai capito perché non abbia mai realmente sfondato. La sua carriera ha avuto dei picchi in alcuni posti importanti. Ma poi si vede che ogni volta c’era qualcosa che non funzionava. Immagino i rapporti con chi le stava sopra. Con loro che premevano affinché lei andasse in una direzione, e lei che, pur volendo soddisfarli per tenersi il posto, però più di tanto non ce la faceva, perché non sarebbe stato divertente e giusto quello che le chiedevano di fare, se la sua natura la portava a esser in maniera diversa – che poi qui neppure parliamo di mera prostituzione fisica, ma solo intellettuale; che però è di gran lunga peggio…

Così infine Ballerina Ballerini ha trovato posto in quest’altra redazione, nella quale sta da un po’ di annetti e sembra ormai consolidatasi e che non si sposterà più. Qui invero è apprezzata e può essere abbastanza come le pare. Anche se è palese come sia diversa da tutti gli altri, sia maschi che femmine: come quasi a voler dimostrare che lei non si integrerà mai al cento per cento da nessuna parte, perché evidentemente nessuno vede le cose come lei.

Un giorno ho scoperto l’esistenza di un gruppo Facebook in suo onore con un nome assurdo, tipo: se non la fate lavorare mi ammazzo dopo essermi evirato in diretta… Eh sì, perché lei di charme ne avrebbe: in tutti questi anni, di fan, ne deve aver accumulati parecchi, sia per meriti che sopratutto empatia, cioè per la simpatia che ti prende a forza di sentir parlar qualcuno comunque dotato di una passione verace per il suo lavoro.

Anche se Ballerina Ballerini non sarebbe strabellissima. In realtà per anni l’ho guardata rammaricandomi amaramente poiché mi rendevo conto che non avesse trovato uno stile, il suo stile!, un modo di vestire in grado di impreziosirla. Eppure, una donna, a un certo punto della sua vita dovrebbe trovarlo! Cioè, tutte le donne capiscono a un certo punto se stanno meglio con i capelli lunghi o corti, se debbano preferire la gonna o i pantaloni, se rimangano meglio con abiti larghi o aderenti, se siano più attraenti scoperte o più coperte possibili, se abbiano belle gambe o no, in che maniera valorizzare il proprio seno… Ma lei no! Per anni e anni, per tutta la sua giovinezza e oltre, sembrava si fosse vestita, truccata e pettinata con gli occhi chiusi, cioè a casaccio!

Ecco, parliamo della sua capigliatura… Tendeva a tenere i capelli sempre molto corti, ma ciò la rendeva più brutta. Poi comunque, a ogni nuovo taglio, la sua faccia permaneva sempre un po’ strana. Cioè aveva appena cambiato look… e mi sembrava peggiorata! Così mi chiedevo come cacchio potesse toppare tutti quei tagli anche se li cambiava a getto continuo e delle volte radicalmente…

Adesso che ha superato i quaranta e la faccia le si comincia moderatamente a sfaldare, da ultimo, forse ha imbroccato uno stile che si possa dire accettabile, anche se a dire il vero potrebbe essere semplicemente che, conoscendola da tanto tempo, mi sia abituato io a vederla in ogni sua propagazione. Ahhh (rammarico): su di lei avrei tanto voluto metterci le mani; ovvero, per una volta, avrei voluto trasformarmi in stilista per tentare di trovare qualche abito e look capaci di abbellirla a dovere…

Ballerina Ballerini comunque è abbastanza magra, ha la faccia lunga, e i seni che si stanno sempre più rinseccolendo.

Ballerina Ballerini un tempo la stimavo, ma oggi, a vedere come si prostra quando un politico le capita a tiro, con quella disgustosa servilità, non la stimo più tanto.

Alla fine si è convertita anche lei al partito della pagnotta: non è più battitrice libera – sempre ammesso che lo sia mai stata. Penso che un tempo fosse più ribelle. Oggi, dopo anche tante sgrugnate che ha avuto nella vita, deve essersi arresa al Sistema anche lei. Come quelli che da giovani andavano alle manifestazioni contro il Capitalismo… e poi alla fine, trovando un posto in banca, se lo tengono stretto.

Ma che è vita, quella? E la dignità, dove te la metti?

ballerina