Ratataplan

Adoro Maurizio Nichetti. Per me è un mezzo genio. Tuttavia la mia onestà intellettuale mi fa dire sempre quel che penso. Per cui se c’è da criticare qualcuno che pur stimo, lo faccio.

Come in questo caso. Ora, spero che quel che cercherò di esprimere risulterà abbastanza chiaro e verrà compreso… Non sono sicuro che vi riuscirò.

Dunque il film, nel suo genere, è un capolavoro. Sì, ma capolavoro di cosa? Non proprio di comicità. Non solo… Ecco, qui dovrei promettere che l’ho visionato in un momento in cui ero oppresso dalla nausea. Quindi forse il mio giudizio può esser stato fortemente influenzato da questo… A ogni modo, proprio tramite la nausea, questo film, che pure per certi versi è un capolavoro, mi è risultato orribile, nauseabondo. Il motivo è che mostra un tipo di umanità totalmente disfatta, marcescente. Tutti i personaggi, per come l’ho vista io, schiacciati talvolta da una povertà che non lascia scampo, talvolta, al contrario, oppressi da meccanismi di potere i quali anch’essi rendono prigionieri, …sono delle merde. Conducono esistenze inutili. Si sforzano di vivere, sì, ma mica è vita quella. È ottusa ostinazione a permanere in vita: è il contrario di quel che dovrebbe esser la vita.

Detto questo, se si fosse trattato di un fumetto di satira, probabilmente le mie considerazioni sarebbero state del tutto opposte…

Ora, sono quasi sicuro che nessuno vedendo questo film penserà queste cose, primo fra tutti lo stesso Nichetti. Ma io la penso così…

La storia la possiamo riassumere in questo modo. In una prima mezzora c’è un tizio che scopre casualmente una specie di elisir di lunga vita capace di ridonare le gambe anche ai paralitici… Nella seconda parte, c’è questa compagnia teatrale che vive molto caoticamente, tutta ammassata, che si reca al lavoro, dove però poi finisce che il pubblico, insoddisfatto del loro miserabile spettacolo, gli fa la festa, allora scappano via. Tra tutti i personaggi, in questo punto, spicca il detestabile impresario malvagio… Infine c’è una terza parte in cui il tipo della prima parte, che ovviamente era anche uno degli attori della seconda parte, interpretato da Nichetti, per conquistare la sua bella, che non lo vede proprio, si mette in testa di costruire un robot con le proprie fattezze. Il quale, per motivi imponderabili, infatti avrà successo con la donna, ma finirà anche per andare in tilt…

Il film è una schifezza. Ma un capolavoro di schifezza, in cui io ci vedo un pessimismo cosmico nei riguardi della presenza umana sulla terra.

Nichetti penserà che son matto, ma pazienza.

Giole Dix: Manuale dell’automobilista incazzato

Libro che riporta forse uno dei primi e più grandi successi di questo artista.

Il tema centrale è, come si capisce, l’automobilista. La cosa che mi ha sorpreso è che Dix ha affrontato l’argomento praticamente a 360 gradi. Vi troverete celebri pezzi comici che hanno visto luce in tv, racconti più o meno umoristici, capitoli dedicati a temi specifici. Alla fine ci sarà perfino un quiz per capire che tipo di automobilista siete. Senza contare dei nuovi falsi quiz di scuola guida, da sbellicarsi.

Se vi piace l’autore, non vi annoierete.

😉

Sigle: Dragonball!

La forza principale di questo cartone (che ormai conoscono tutti) è quel tipo di serialità che ne incoraggia la visione. Dunque se si inizia a guardarlo si tende a continuare a farlo per vedere poi come andrà a finire… Solo che la fine è molto, molto lontana…

Ricordo come fosse ieri quando, all’incirca venticinque anni fa, un mio amico che comprava il fumetto, sbalordito della piega combattistica che ormai avesse preso la storia, se ne uscì dicendomi: non si regolano più!, stanno decisamente esagerando!, adesso Goku sfida pure Dio! – e non aveva torto.

Forse non tutti sanno che agli inizi Dragonball non era affatto solamente un prontuario infinito di combattimenti tra superguerrieri… Difatti nelle prime puntate si poteva trovare un mucchio di ironia. Akira Toriyama (l’autore del manga, che ancor oggi si sorprende lui stesso del successo conseguito da questa opera) al principio non aveva previsto dove sarebbe andato a parare, per cui lo aveva infarcito del suo tipico umorismo alla Arale

Qui riporto la sigla, perché è comunque carina…

Anime gemelle (film)

Uno Steve Martin in forma è il mattatore di questo vecchio film degli anni ’80 ingiustamente caduto nel dimenticatoio, nonostante la buona fattura. È la storia di un single incallito che si sente molto solo e del suo fraterno amico, afflitto dallo stesso problema. “L’uomo solo” le proverà tutte per non esserlo più, solo, ma avrà molta sfortuna nelle scelte con l’altro sesso. Finché a un certo punto si innamorerà di una donna che sembrerà perfetta per lui. Il problema però è che questa donna, con alle spalle una lunga serie di fallimenti sentimentali, per la troppa paura di soffrire ancora tenderà ogni volta a lasciarlo spezzandogli il cuore…

Uno humour un po’ alla Woody Allen prima maniera, dunque pieno di paradossi comici. Consigliato.

Ci vuole un gran fisico

Film passato in secondo piano ma con grandi pregi. Per prima cosa presenta una serie infinita di gag a getto continuo, alcune anche diverse dal solito, tra una comicità più classica e una più fantasiosa. Ci sono un mucchio di personaggi funzionali alla storia, anche se la mattatrice assoluta è un Angela Finocchiaro in grande spolvero, un’attrice bravissima con ottimi tempi comici, capace di reggere da sola un intero film sulle proprie spalle e la propria bravura. Ed è così da sempre!

La storia parla di una mamma che si arrabatta per far combaciare tutti i pezzi della propria vita, tra un lavoro che si fa sempre più complicato e competitivo, un amore odierno che non esiste, l’amore antico che è stato un fallimento assoluto, una figlia con cui non c’è dialogo e una madre con cui anche lì non è che ci si capisca molto. Senza contare un curioso angelo custode che tenta di darle una mano, con risultati esilaranti. Nel variegato cast compaiono anche Aldo, Giovanni e Giacomo, in personaggi riusciti.

Credo che si tratti di un film che rimarrà nella storia del cinema italiano e che in seguito diverrà un piccolo cult e verrà sicuramente rivalutato.

Mordecai

Film comico tra La pantera rosa, di Blake Edwards, e Una pallottola spuntata, con Laslie Nielsen… 😀 Con Johnny Depp – mi scuso se in precedenza l’ho sempre scritto Deep, ma è più forte di me – nei panni di un arruffone esperto d’arte in bolletta che viene incastrato nella pericolosa ricerca di un quadro di Goya che si credeva ormai perduto, quadro su cui vogliono metter le mani in tanti e dietro cui tra l’altro ci sarebbe un’indicazione che porta direttamente al tesoro segreto di un famoso e ricco nazista.

Sicuramente bello se amate questo tipo di comicità.

https://www.raiplay.it/programmi/mortdecai

NINNINI: Ninnini arrossisce ma non è colpevole

Ninnini si trovava in aula, all’istituto per l’infanzia. A un certo punto la maestra disse a voce alta: chi ha sgraffignato la biglia di Lory?, quella che le avevo sequestrato quando stavamo facendo Matematica perché sennò Lory si distraeva a giocarci?

Accanto a lei, in piedi, c’era per l’appunto Lory, che era proprio un bel pezzo di bambina, bionda, con gli occhi azzurri, gli occhiali, e aveva l’orologio di Sailor Moon… Adesso il suo ruolo di quasi ex galeotta, conquistato poche ore prima per essersi lasciata sorprendere a giocare con la biglia durante la lezione, era stato del tutto soppiantato da quello di povera, angelica vittima, e lei ci si trovava benissimo. Infatti, per nulla turbata che qualche bambinetto manolesta le avesse sottratto la sua proprietà, sorrideva felice e beata, come chi è senza peccato e anche senza pensieri.

Allorquando quella domanda fu posta, Ninnini avvampò immediatamente. Era una cosa che gli capitava sempre, o perlomeno spesso, quella di aver talmente paura d’esser tirato in ballo in una faccenda infamante, da sentirsi proprio come fosse stato davvero lui il colpevole a cui si cercava di attribuire una colpa. Così divenne rosso come un pomodoro. Poi anche come un peperone – che aveva una gradazione ancora più rossa –; poi come se gli avessero dato un sacco di pizzicotti sulle guanciotte. Divenne così rosso che si sentì la testa in fiamme come l’Uomo Cerino, tanto che sulla fronte avrebbe potuto cuocerci perfino un uovo. Era talmente bollente che se gli avessero misurato la febbre in quel preciso momento il termometro avrebbe segnato una temperatura tipo ottantasette virgola due gradi centigradi (periodico).

Per fortuna Ninnini si trovava all’ultimo banco, quindi nessuno si accorse che era avvampato, neppure la maestra, che ovviamente lo conosceva bene e comunque sapeva che Ninnini non avrebbe mai potuto macchiarsi di un tal disonore; e infatti ella aveva dei sospetti circostanziati che ricadevano su un paio di bambinetti tra loro compagni di merende, al secondo banco.

Più tardi, quando era quasi ora di uscire per tornare ognuno alle rispettive casette, la maestra – che ancora non aveva trovato il reo confesso del furto, ma tanto ormai nessuno pensava più a quella faccenda, neppure lei –, pungolata da un bambino al primo banco che non si faceva mai gli affaretti suoi, il quale si sventolava insofferente il quaderno davanti con una faccia schifata per farsi aria, decise di porre un’altra ennesima domanda, non troppo dissimile da quella che l’aveva preceduta ore prima, perché si trattava anche qui di scovare un colpevole. E allora disse: bambini, chi ha sganciato questa atroce puzzetta? Non vi sarete mica cagati addosso proprio adesso, eh? Ma che vi danno da mangiare a casa i vostri genitori, le uova marce?

Al che, Ninnini, sentendosi tirato in ballo, anche se pure stavolta non c’entrava assolutamente nulla, e a dire il vero lui le puzzette cercava sempre di trattenerle in pubblico, per non essere beccato, e la storia di cagarsi addosso all’istituto gli era successa solo in una occasione senza tra l’altro che nessuno se ne fosse accorto, ancora una volta si imporporò violentemente. Ma per fortuna nessuno pensò a lui. Difatti pareva che la puzza fosse più forte davanti piuttosto che dietro. Tanto che lui la sentì qualche istante dopo degli altri, dopo che furono aperte le finestre per areare la stanza.

Il piccolo assassino meteorista non venne mai trovato. In compenso quel giorno si fecero tutti un sacco di grasse risate.

Chi la sente per primo l’ha fatta…

Convivenza #33

Un giorno le hai scattato una foto in cui si vedeva una sua ascella.

Non hai resistito… L’hai tagliata in modo che sembrasse altro. E la stavi per spedire ai tuoi amici, con l’intento di divertirti un mondo a osservare le loro reazioni, che sarebbero state sicuramente assai scomposte… Ma lei, appena l’ha saputo, ha sventato il tuo piano criminale imponendoti di non farlo…

Tuttavia tu ritieni che avrebbe potuto lasciarti fare questo innocente scherzetto. Perché alla fine avresti indubbiamente svelato il gioco. Dunque che male avresti fatto?

3:-)

Wolinski: Non ci sono più uomini!

Vecchio libro della Granata Press che raccoglie strisce fumettistiche che nella prima parte sono particolarmente politiche e in alcuni casi troppo dentro la questione francese per interessarci. Per fortuna nella seconda si riscatta un po’ concentrandosi in quella che si potrebbe definire una forte critica satirica della società contemporanea.

(rielaborata) “Non è vero che c’hai le ragnatele!”

Convivenza #31

Lei… risolve problemi! Non riesci a cambiare la suoneria a un tuo contatto sul cellulare? Glielo passi un attimo a lei e… lei te lo risolve!

Certo, la questione non era molto logica – per questo un gran maschione iper-razionale come te non è riuscito a districarla… – ma il punto è che c’era un problema e lei te l’ha risolto. Perché lei è molto sveglia per certe cose… 🙂

Mentre per altre, ovvero quando proprio non ha voglia di sbattersi perché teme chissà quali complicazioni, sei tu che ti devi impegnare per estinguere la magagna.

Come quella volta che le si accendeva una spia alla lavatrice e le hai dovuto scaricare il manuale dell’elettrodomestico da internet trovando pure il punto esatto dove si parlava di quel difetto specifico…

Insomma: divisi siete due schiappe… ma insieme siete una bomba! E risolvete un sacco di ghigliottine in più all’Eredità!

😉

Amore, lo mandiamo un razzo sulla luna?