Convivenza #39

Devi prenderne atto: stai con una nudista.

Così, ogni volta che deve fare il bagno, accade inderogabilmente che vaghi per casa dapprima discinta, poco dopo totalmente ignuda.

Per lei è normale. Non le interessa niente di vicini spioni e maniaci sessuali. Essendo abituata alla semi-campagna, non le interessa niente di finestre spalancate e obiettivi telescopici camuffati da altro. E non ha intenzione di cambiare il suo atteggiamento per nessuna ragione al mondo.

Per cui devi essere tu a prevenire qualche sciagura in anticipo occludendo il suo passaggio con tende tirate al volo o frapponendo il tuo corpo a mo’ di sacra egida. Senza che lei se ne accorga, tra l’altro, perché sennò c’è pure il caso che si arrabbi perché ti poni una questione che non “esiste”, dice lei.

D.N.A. – Decisamente non adatti

Lillo e Greg mi piacciono, e non per puro campanilismo. Il loro stile comico rientra nei miei gusti. Inoltre, quando fanno cose “loro” (come in questo caso), tendono, guarda caso, a esser piuttosto fedeli a loro stessi, e questo risulta dunque esser sicuramente un pregio.

Su questo film li aspettavo un po’ al varco. Mi chiedevo: avrà la qualità delle loro gag comiche oppure, sforzandosi di raccontare una storia lunga, il livello del loro humour si sarà assottigliato fino ad arrivare a quello di un comune cinepanettone boldidesicano?

Fortunatamente è andata più come speravo che come temevo. Il film è decente. Fa pure ridere, a tratti. Certo, non rimarrà negli annali della storia della cinematografia, ma almeno lo hanno fatto loro e ha il loro marchio. Dunque è più onesto di tante altre bischerate che si vedono in giro, che i media pompano a più non posso.

È la strampalata storia di due uomini agli antipodi, che si conoscono fin da bambini. Quello che era un timido secchione vittima di bulli è diventato un grande professore universitario seppur poco rispettato dalla gente (in primis dalla propria famiglia). Quello che invece era un bulletto di strada che rubava i soldi al secchione di cui sopra, è divenuto il braccio violento di una spietata compagnia che si vuol sempre più espandere sul mercato. Ora, il primo scopre un siero in grado di scambiare le personalità di due individui; e questo avvicendamento finisce per sperimentarlo proprio su loro due…

Asterix e il segreto della pozione magica (film)

Alla fine è successo: hanno reso Asterix e compagnia un cartone come un altro… E ci hanno infilato dentro perfino in qualche modo i supereroi. Così Asterix non mi piace…

Un giorno il druido Panomarix si fa male a un piede. Questo lo fa riflettere parecchio sull’età che avanza. È ormai anziano e deve pensare a trovare un successore a cui affidare il segreto della formula della pozione magica che rende superforti, pozione senza la quale il suo villaggio gallico sicuramente soccomberebbe ai romani. Allora si mette alla ricerca di un erede… Nel frattempo però una sua vecchia conoscenza, un druido rinnegato capace solo di sprizzar fuoco dalle mani, viene a conoscenza della notizia e decide di tramare per metterci le mani lui su quella formula, la quale, una volta ottenuta, smercerà proprio ai romani…

Il fallimento di questo film sta tutto nel fatto che si è dato più risalto a cinghiali e cinghialetti e personaggi nuovi e secondari. Asterix è un comprimario! Allora meglio Peppa Pig!

PS: ho letto molti fumetti di Asterix e non tutti erano esilaranti. Ovviamente c’erano delle storie venute meglio e altre peggio. Inoltre, da quando è morto lo scrittore ufficiale della serie, ci avevano messo un po’ per riprendersi. Con questo voglio dire che magari il torto di questo film è stato solo quello di ispirarsi a una delle storie meno riuscite. Che però non è un torto da poco…

https://www.raiplay.it/programmi/asterixeilsegretodellapozionemagica

Fuga da Reuma Park

Gli ultimi film del trio comico Aldo, Giovanni e Giacomo in genere hanno fatto abbastanza pena, ahiloro e ahinoi. Ma questo fa eccezione, per fortuna! 😉

Le caratteristiche che lo hanno reso un bel film sono due (correlate tra di loro). La prima è che è stato utilizzato un umorismo surreale. La seconda è che sono riusciti in qualche modo a coinvolgere nella storia e recuperare la loro ricca storiografia di esilaranti personaggi azzeccati (tratti dal teatro e dalla tv) a cui finora al cinema non avevano mai attinto. Così ne è venuto fuori un film nostalgico e surreale che ha centrato perfettamente l’obiettivo che si prefiggeva, cioè tornare a fare un film che facesse ridere e fosse almeno decente.

Trama: Aldo, ormai vecchio, viene abbandonato dai suoi due figli degeneri (nell’occasione degli ottimi Ficarra e Picone) in uno ospizio camuffato da luna park. Qui scopre casualmente che risiedono anche Giovanni e Giacomo, molto diversi e invecchiati ma pur sempre loro. A un certo punto i tre anziani programmano una fuga. Tuttavia la coriacea, straniera tenutaria dello ospizio-lager non è intenzionata a lasciarli scappare facilmente, anche perché, a causa di un quiproquò, si è innamorata di Giovanni, il quale crede sia attratto fisicamente da lei…

Quando la navigata minestra è meglio dei nuovi piatti insapore.

Zerocalcare: Un polpo alla gola

Una delle prime opere di Zarocalcare, è la comica storia di un bambino e della sua cricca di amici che si devono costantemente confrontare con le logiche del branco. Seguiremo i ragazzi crescere mentre sullo sfondo permarrà un mistero da risolvere: un mistero che ha come elementi da mettere assieme un teschio umano e la sparizione di alcune persone. Anche se forse il filo conduttore di tutta la vicenda sarà sopratutto il senso di colpa del protagonista, nato per non essersi comportato bene quando ancora era piccolo.

Sigle: LA PANTERA ROSA!

Ero indeciso se parlare di questo cartone nella sezione “Cartoni irrinunciabili” (dedicata ai must)… Poi ho optato per questa. In realtà l’importante è che lo ricordi. 😉

Dunque questo geniale cartone andava molto forte quando fu ideato. Si caratterizzò da subito per la sua diversità e il suo stile unico. Faceva molto ridere!

Addirittura, col tempo, il suo successo fu in grado di creare e ispirare i noti film con Peter Sellers prima e Benigni dopo.

Parte del successo poi, sicuramente, fu dovuto al peculiare tema della canzone, di Henry Mancini se non sbaglio…

Accattatevillo! 😉

Rat-Man Il film – Il segreto del supereroe

Ottimo cartone del super-roditore più simpatico di tutti i tempi. La qualità del prodotto è superiore ai cartoni della serie animata.

La Fraudolent, un’azienda ricchissima che si sta espandendo un po’ in tutti i settori possibili dell’industria commerciale, per divenire ancora più ricca, si mette in testa di mettere in produzione dei supereroi da vendere, supereroi identici a Rat-Man. Per farlo dovrà ricorrere a una tecnologia in larga parte in loro possesso che permetterà loro nientepopodimeno di clonare Rat-Man…

Risate no-sense, demenziali e politicamente scorrette infarciscono tutta la storia in perfetto stile Ortolani (l’autore del fumetto). Promosso.

😉

NINNINI: Ninnini odia il nuoto

Nelle lezioni successive l’istruttore bagnino gli insegnò gli altri stili di nuoto aggregandolo integralmente con il gruppo dei bambini che nuotavano già molto meglio di lui.

Ninnini però, un po’ come avrebbe fatto un calciatore indolente a cui non fosse piaciuto allenarsi, provava a scansare il più possibile la fatica. Allora, quando vedeva l’istruttore voltato di schiena, si asteneva da ogni possibile sforzo, per poi riprendere coscienziosamente a nuotare quando quello si rivoltava avendo ancora sulla faccia uno di quei suoi sorrisi tanto splenditi quanto falsi che sfoggiava di continuo con le madri dei bambini a bordo piscina.

E una volta, e due, e tre, e quattro… Alla quinta volta il bagnino metronomo si accorse che, curiosamente, quando si voltava, coglieva sempre Ninnini nello stesso punto della piscina dove lo aveva lasciato (dove guarda caso si toccava) che sembrava riprendesse a nuotare proprio in quel momento. Così, non potendolo picchiare davanti a tutti (come avrebbe fatto volentieri) e non potendolo obbligare a pulire i cessi per punizione, lo tenne d’occhio per un po’ non staccandogli più gli occhi di dosso; e se per caso Ninnini gli sembrava si adagiasse troppo, gli urlava dietro imprecazioni varie dicendogli di darsi da fare, che se fosse stato inseguito da un alligatore o da uno squalo a quest’ora sarebbe stato già morto, o altre idiozie simili, le quali la madre di Ninnini non captava mai per un motivo o per l’altro, o perché in quel momento era impegnata a parlottare con un’altra madre, o perché Ninnini era troppo lontano da lei e quindi essa non sentiva nulla di quello che si diceva dall’altra parte della piscina.

Il bruto bagnino si vendicava anche facendogli fare la doccia fredda, sia prima di entrare in acqua che dopo, quando si usciva. Ma vabbè, quello era il suo hobby preferito e quel tormento lo assegnava equanimemente a tutti quelli che gli passavano sotto.

Volete sapere come finì la storia della piscina per Ninnini? A un certo punto Ninnini si lamentò con la madre dicendole che l’istruttore era troppo severo e lui non si divertiva ad andare a lezione. La donna cercò di non farlo mollare, ma anche lei in fondo sapeva che Ninnini dal suo punto di vista aveva ragione. Così un giorno, a fine lezione, parlottò più approfonditamente del solito con l’istruttore bagnino. Ninnini lo osservò che non sfoderava più quei suoi sorrisi brillanti acchiappa-baci, anzi più volte allargava le braccia come sconsolato guardandosi intorno seccato.

Così, da ultimo, anche l’istruttore bagnino diede il suo beneplacito affinché Ninnini smettesse di venire. Certo ci perdeva una retta, però aveva in meno sul groppone un bambino che pisciava sempre nella piscina. E pensò che tutto sommato lo scambio non fosse così sconveniente.

Cartoni irrinunciabili: Charlie Brown!

Ricordo pomeriggi stupendi a contemplare in beatitudine questi meravigliosi cartoni di Charlie Brown. Credo che all’inizio li passarono sulle reti Fininvest, tuttavia me li godetti molto di più quando vennero spostati su altre reti private (che sicuramente non osavano interromperli con la pubblicità, inoltre dovevo essere meno pischello per apprezzarli maggiormente).

Il loro segreto è la scoperta dell’acqua calda: erano così belli poiché davvero molto simili alle note e ampiamente collaudate strisce fumettistiche del genio cartonistico Schultz, di cui conservano in pieno lo stile.

Così si poteva assistere alla problematica esistenza di Charlie Brown, un piccolo bambino sfigato con perenni insormontabili problemi, alle battaglie di Linus per conservare la sua coperta (senza la quale era perso), alle fantastiche avventure di Snoopy, eccetera.

Qual era il vostro Peanuts preferito e perché? Forse il mio era proprio Linus, un bambino molto bravo e sicuro di sé, ma con un grosso punto debole capace di metterlo in ginocchio…

NINNINI: Seconda agghiacciante lezione di nuoto

La volta dopo però l’istruttore bagnino si ricordava perfettamente di lui, di quel bambino che gli stava dando problemi perché non voleva imparare a nuotare, a suo dire. Così, paventando che presto sarebbe stato ritirato dal corso senza aver pagato le altre rette, decise che doveva fargli imparare i vari stili di nuoto al più presto, con le buone o con le cattive, in maniera che la madre di Ninnini, che lo accompagnava sempre a lezione e con la quale il provolone si fermava a parlare alla fine del turno, fosse contenta. Le avrebbe fatto vedere i risultati concreti, e lei avrebbe pagato anche tutte la altre rette, magari tutte assieme, per togliersi il pensiero.

Dunque l’istruttore bagnino morse subito le caviglie a Ninnini. Lo mise a fare il morto a galla, gli sgonfiò per metà la ciambella di salvataggio: gliela mise dietro il collo imponendogli di nuotare con le gambe, da un lato all’altro della piscina, per tutto il tempo della lezione.

Ninnini cercò di esaudirlo. Tuttavia rimase oltremodo scandalizzato appurando come, in piscina, al contrario del mare salato, se non ti muovevi …non stavi a galla! Allora è una gran fregatura!, esclamò Ninnini una volta compresa la magagna. Ma allora sarebbe stato molto meglio fare le lezioni direttamente in mare, quando avrebbe potuto! Ah, ad averlo saputo prima!, pensò Ninnini dolendosi del suo infausto destino che lo faceva faticare molto più di quanto sarebbe stato giusto.

Il solito crampetto giunse ad affastellarsi ai problemi che già di suo Ninnini collezionava. Ma Ninnini non si perse d’animo seppur, con terrore, si accorse che era rimasto intrappolato nella parte della piscina dove non si toccava con i piedi; dunque se il crampo non gli fosse passato …era finito!, perché sarebbe andato a fondo come un masso cascato dalla montagna nel mare.

Si sa che la necessità aguzza ingegno, così a Ninnini venne spontaneo stringersi la ciambella al collo accumulando così tutta l’aria disponibile in un punto solo, proprio dietro la testa, così poté contare su un ausilio ben più efficace di quello che aveva preposto per lui il maestro cattivo. Il quale, dopo una ventina di minuti, si accorse di essere stato giocato da un mero bambinetto con quel trucco arguto, e ci andò in puzza. Allora si avvicinò a Ninnini e gli tolse del tutto la ciambella. Adesso nuota come tutti gli altri, senza niente!, gli disse sdegnoso, convinto che così avrebbe spezzato il suo spessore morale. Al che Ninnini pensò: acciderbolina, qui le cose si fanno sempre più difficili, non so se ce la farò; e se morissi?

Tuttavia Ninnini non morì. Ma alla fine della lezione, negli spogliatoi, per la fatica, vomitò un’altra volta, mentre il bagnino provolone vantava le lodi del suo metodo empirico dicendo alla madre che con lui tutti i marmocchi imparavano sempre a nuotare, anche quelli lavativi e “non portati” come Ninnini.