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Perché l’accanimento contro i non vaccinati è semplicemente fascista (spiegato facile, anche per citrulli)

Supponiamo che il governo una mattina si alzi e dica: gli zingari rubano. Ora, noi sapiamo che, è vero, qualcuno di loro ruba, ma sarebbe scorretto, oltre che razzista, oltre che fascista affermare che tutti gli zingari rubino.

Ora supponiamo che un giorno il governo si alzi e dica: gli zingari non possono più prendere i mezzi pubblici (dato che rubano). Questo sarebbe oltremodo fascista, non è vero? Ci sarebbero alzate di scudi, dall’ANPI, dalla CGIL, da Michela Murgia e Ascanio Celestini, da tutte le associazioni che si dicono antifasciste, dalla sinistra istituzionale e da quella dei centri sociali, giusto? Ci sarebbero i giuristi e i costituzionalisti, i garantisti e i libertari, i radicali che direbbero che quella cosa non si può fare, poiché fascista al cento per cento!, giusto?

Ora sostituite a “zingari” “non vaccinati”. E a “rubare” “diffondere il virus”.

Così la premessa sarebbe che tutti i non vaccinati diffondano il virus, che è una premessa sbagliata – tanto più che noi sappiamo che in proporzione invece sono maggiormente i vaccinati (che si sentono stocazzo) a diffonderlo, dato pure che draghi gli ha detto che con quel vaccino potevano tornare a fare quello che facevano prima.

Di conseguenza è fascista fare in modo che i non vaccinati non possano più prendere l’autobus o accedere a certi luoghi, se per l’appunto non si sono vaccinati.

Capito? Questo è un discorso logico. Inattaccabile. Non è retorica come se ne sente tanta al giorno d’oggi. E nessuno lo può smentire.

Ora, per quale motivo l’ANPI, la Sinistra (che comunque ormai non esiste più), Landini, Michela Murgia e Ascanio Celestini, i giuristi, i garantisti e i libertari non dicono che quella restrizione è insindacabilmente fascista?!

Attendo una loro risposta (non retorica).

In evidenza

CONTRO LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE

Io sono contro gli assassini e i torturatori.

Io sono contro la sperimentazione dei farmaci sugli animali.

Io sono contro le industrie farmaceutiche e il Capitalismo.

Io sono contro i nazisti vestiti da medici.

Di conseguenza io non faccio donazioni per la ricerca scientifica.

Io sono contro i governi del mondo che permettono tutto questo.

Un giorno gliela faremo pagare molto, molto cara.

Come meritano.

ALTRA TESTIMONIANZA VERA…

Comunque anche oggi abbiamo dato, eh.

Suona il campanello. Raccomandata.

Scendo senza mascherina; ero di corsa e sinceramente ho pensato che l’avesse la postina.

Invece lei non l’aveva, io però son dovuta tornare su a pigliarla perché, testuali parole: “Se non avete la mascherina non consegnamo”.

Per la cronaca, eravamo al cancello, all’aperto.

Ho proposto di tenere la mano davanti alla bocca, ma niet!

Il fascista si riconosce per la stolta e cieca applicazione della legge – qualsiasi legge, anche la più assurda e contraddittoria e discriminatoria. E anche perché, quella stessa legge che per te vale, per lui può anche non valere.

Fate schifo. Vergognatevi di esistere. Siete merda pura. Non siete esseri umani come me.

Leggi a cazzo e comunque mai uguali per tutti!

American Horror Story: Apocalypse (OTTAVA STAGIONE)

Non ci credevo più, eppure questa ottava stagione è risalita a livelli che non vedevo da un bel po’!, tanto che ora la posso annoverare proprio tra le migliori due viste (assieme alla seconda)! Benissimo!

Delle bombe nucleari distruggono la vita su quasi tutto il pianeta – poi verrà spiegato come si è giunti a tanto. Vengono salvati solo i ricchi e i più ”meritevoli”… Salta fuori un enigmatico e inquietante personaggio che a sua volta vuole fare una cernita dei sopravvissuti in base a imperscrutabili criteri tutti suoi. Sennonché… tornano alla grande le streghe di qualche stagione fa – ve le ricordate?! Sarà loro compito salvare quel che resta del mondo da quel tipo che forse… è proprio l’Anticristo!

La storia procede praticamente al contrario spiegandoci come si è giunti a tanto. Una sottile ironia pervade piacevolmente gran parte della saga. Vengono ripresi svariati vecchi personaggi di altre stagioni. Difatti l’Anticristo in realtà è stato generato nella casa infestata della prima stagione! Ricompare perfino la mia amata Jessica Lange!

Imperdibile, se avete visto la stagione con le streghe e la prima.

3:-)

Una testimonianza vera di ordinaria discriminazione

In farmacia per prenotare i tamponi (che pagherò da me per poter lavorare), l’incaricato mi ha chiesto per quale motivo dovessi farli.

Alla mia risposta, prima di correggere il tiro dicendo che gli ordini sono di “dare la precedenza” alle scolaresche, si è lasciato sfuggire un “mi hanno vietato di farlo a chi lavora”.

Serve aggiungere altro?

Naturalmente. Una discriminazione tira l’altra. Se fanno leggi assurde, si produrranno a cascata una serie di comportamenti parimenti assurdi.

Ora, un lavoratore che dovrebbe fare secondo questi? Esser licenziato perché non può farsi il tampone?! E poi di seguito morire di fame?!

LA COSA GRAVISSIMA È CHE QUESTI INDIVIDUI CHE DISCRIMINANO NON SI SENTONO PER NULLA IN COLPA (D’ALTRONDE LORO SEGUONO “SOLO” LE DIRETTIVE CHE VENGONO DALL’ALTO, SENZA ALCUN SENSO CRITICO, ESATTAMENTE COME FACEVANO I NAZISTI). E LA SERA DORMONO TRANQUILLISSIMI.

Una legge ha senso solo se c’è equità e uguaglianza

Dalle ombre #7

. Incarognirsi

Nonostante agli occhi dei maschi L.C. avesse cominciato a notarsi poiché davvero incarognitosi, per le femmine non cambiò sostanzialmente nulla. Anzi, se prima lo ignoravano inconsciamente, adesso ci stavano alla larga volontariamente perché avevano capito che gli si era come guastato il sangue ed era meglio non finire dalle sue parti.

Non vidi mai neppure una volta una singola ragazzina anche solo scambiare mezza parola con lui. Il suo uscire allo scoperto, dunque, da quel punto di vista, era stato del tutto infruttuoso. Solo oggi mi chiedo come avesse potuto viver male, vedendo sempre quelle ragazzine intorno che flirtavano con gli altri, escludendo però lui. Solo oggi posso cominciare a comprendere quanto il suo disprezzo si gonfiò fino a prender le sembianze di un vero, smisurato odio.

GIORNATA DELLA (S)MEMORIA

Anche quest’anno depreco questa giornata così ipocrita in cui si invoca, con tanti buoni sentimenti, grondano mielosità a profusione, “che queste cose non si ripetano più!”, quando invece queste cose non si vuol vedere che accadano ogni giorno, ogni singolo istante di un giorno, sempre, da qualche parte del mondo.

La guerra nella ex Jugoslavia ve la ricordate? Ah, ma quella non andava bene però…

Lo sterminio sistematico dei tutsi (credo si scriva così), quell’etnia africana…

Le persecuzioni dei curdi…

Gli Stati che fanno leggi fasciste, liberticide, omofobe (vi stanno fischiando le orecchie? Chissà quanto lontani saranno questi Stati così cattivi, eh? Sono così lontani che forse non stanno su questo pianeta, allora magari devono trovarsi su Marte)…

E queste sono solo le prime cose che mi vengono in mente…

Un mondo che ha ormai del tutto smarrito ogni parvenza di credibilità, logica, e verosimiglianza.

Si è trasformato tutto in una sovrastruttura di pura forma, senza più alcun contenuto.

Un barattolo vuoto, con solo l’etichetta, che parla di cose che non sono mai state dentro il barattolo.

City of crime (film)

Poteva esser un buon prodotto. Invece alla fine mi ha dato fastidio per via delle numerose inverosimiglianze, oltre che per certi dialoghi assurdamente enfatici che manco Shakespeare in calzamaglia avrebbe avuto il coraggio di proferire secoli fa…

Dei criminali rubano un grosso carico di droga accoppando diversi poliziotti. Ma qualcosa non quadra: difatti il quantitativo di stupefacenti disponibile è dieci volte quello che si sarebbero aspettati, senza contare le strane ingerenze della polizia. Si scatena una caccia spietata ai ladri assassini. Il commissario incaricato di catturarli, decide praticamente di chiuderli in un quartiere di New York…

Carne da macello di destra

La scusa dell’anpi, per non unirsi alle proteste contro il green pass, è che, dato che a gridare nelle piazze ci sono facinorosi di destra, loro, l’anpi, non potrebbero mai unirsi a quei loschi figuri. Dunque anche quelle proteste non devono essere così considerevoli, dopo tutto, se le fanno i facinorosi di destra…

Stessa cosa mi aveva rinfacciato ascanio celestini quando abbiamo avuto uno scambio di vedute sui social…

Ora, a lui e all’anpi dico questa cosa, che loro dovrebbero conoscere però già benissimo, se davvero conoscono la storia come dicono e se davvero sanno cos’è il fascismo… Da sempre quel tipo di gente di destra viene usata come carne da macello da chi li comanda per spostare equilibri.

Delle volte per fare pressioni sulla cittadinanza.

Delle volte per ricattare qualcuno.

Altre volte perfino per screditare manifestazioni sane, in modo che si possa dire: vedete? Ci sono i fascisti! Allora la manifestazione è fatta da gente violenta (e magari la si deve pure reprimere). È un trucco vecchissimo come il cucco. Da che mondo e mondo pure la polizia (che tra l’altro è fascista per sua natura) usa gli infiltrati nei cortei per far finta che un intero corteo vada represso…

E con questo ho risposto a celestini e l’anpi. Aggiungo solo…

I ragazzi di destra che si prestano a queste strumentalizzazioni non sanno esattamente quello che stanno facendo. Non sanno che i loro capi, che decidono cosa fare e cosa non, sono i criminali peggiori, da sempre ammanicati spesso con quei poteri i quali delle volte sarebbero proprio coloro contro cui si batterebbero teoricamente quei ragazzi. Quei ragazzi che in genere, sì, molte volte sono facinorosi con la voglia di menare le mani, gente ignorante che vuole sfogare la propria frustrazione per una società che almeno per quanto riguarda alcuni aspetti, li respinge.

Insomma, quei ragazzi di destra sono marionette nelle lerce mani di chi li comanda a bacchetta, sono pura carne da macello. Ma la cosa tragicomica sapete qual è? È che ormai queste cose le sanno tutti. Come mai quei ragazzi non le sanno? Non le sanno perché sono talmente ignoranti che non le vogliono sapere. Queste cose su cui ci hanno fatto ormai pure dei film sopra. Il principale è American History X.

La cosa divertente è che le dinamiche che fanno sì che questa carne da macello sia tale sono ovunque uguali. Uguali in America. Uguali in Germania. Uguali in Italia. Eppure finiscono per esser ugualmente carne da macello, nei vari luoghi del mondo. Sempre nella stessa identica maniera.

Lucille (fumetto)

Ludovic Debeurme ha un tratto estremamente semplice che quasi sembra quello di un bambino. Ma ha il suo stile, riconoscibile e sopratutto efficace, con il quale sa render bene i sentimenti dei suoi personaggi. Ecco dunque perché questo è un bel fumetto, certo un po’ triste, visto la storia di cui si narra, ma sicuramente di valore. A dimostrazione, come ribadito più volte, che se una storia è valida e si è in grado di esprimerla come si deve, si riesce sempre ad emozionare il lettore/spettatore. Basta poco. Basta la sostanza, o che qualcosa venga dal cuore. O che sia molto vero.

Lucille è un’adolescente che si sente brutta. Da bambina era grassa. Una serie di esperienze la portarono a desiderare di esser diversa, per prima cosa magra. Da lì all’anoressia il passo è stato breve.

Vladimir invece è il figlio balestrato di un pescatore che vive eventi abbastanza traumatici per lui.

Poi un giorno casualmente Vladimir, diventato postino, consegna un pacco nella casa di Lucille, dove può conoscerla e innamorarsi di lei…

Un’epopea di oltre 500 pagine che però scorre veloce, dato i dialoghi rapidi e i disegni scarni, spesso di una sola vignetta.

So che esiste almeno un altro volume di questa avventura. Non so dirvi quindi se la storia terminerà “abbastanza” bene oppure no. Di certo i due protagonisti, all’inizio molto infelici, devono superare diverse prove per migliorare il loro stato…

Mi è piaciuto anche perché ci sono scene di sesso estremamente naturali, così come avviene sul serio nella vita. Mi è piaciuto perché il fumetto comunica una sensazione di grande autenticità e sembra riecheggiare storie assolutamente vere.

Consigliato.

Lucille

“…Ma allora perché non ti fai dare l’esenzione?!”

Eh, già. Ci voleva il genio di turno a dirmelo!

Ma perché non ti fai dare l’esenzione?! Vai dal medico, gli dici che hai, quello ti dà l’esenzione, e il gioco è fatto, vero? Esiste apposta, l’esenzione, per quelli come te! Se ti spetta, te la danno!…

Sì, corcazzo. Il bello di questo paese mai stato così ipocrita come oggi è che un conto è quello che si dice, un conto sono poi i fatti. Un conto è la teoria, un conto la squallida pratica realtà.

Allora, dovete sapere che è difficile farsi dare l’esenzione dal vaccino, perché hanno stabilito criteri molto ristretti, e se non rientri in quei criteri ti attacchi e tiri forte. Così, noi che temiamo il vaccino più che di prenderci la malattia, dovremmo assumerci questo rischio e incrociare le dita perché un giorno qualche stronzo si è alzato e ha stabilito che il vaccino te lo devi fare sennò puoi essere fuorilegge o comunque ti è impedito di vivere una vita normale come succede invece agli altri?!

Ma col cazzo! Vaccinatevi tutti quanti voi altri. Vaccinatevi più volte. Fatevi pure il mio vaccino. Poi ne riparliamo tra un po’. Poi vediamo se per caso qualcosina succederà pure a voi, che pure eravate sanissimi fino a poco tempo prima…

Un conto è la legge. Un conto è l’applicazione della legge. O la realtà…

Come quella donna a cui dicevano sempre: ma come? Stai con uno che ti picchia da anni? Ma perché non lo denunci?

Poi quello l’ha ammazzata. Dopo che lei aveva fatto oltre trenta denunce, tutte a carico di quell’uomo, per violenze fisiche, psicologiche, maltrattamenti vari, percosse, minacce di morte, tentativi di assassinii…

Un conto è cosa si vuol far credere che sia il mondo. Tutt’altro è quello che è davvero.

NINNINI: Ninnini e la benza

Un giorno Ninnini era con tutta la famiglia, ovverosia col padre e la madre. Si trovavano in automobile e stavano andando in vacanza in una località estiva.

A metà viaggio, dato che la benzina, detta benza per gli amici, stava finendo, e dato pure che poteva esser disdicevole fare i bisogni corporali direttamente all’interno dell’abitacolo automobilistico, e dopo tutte quelle ore di viaggio qualcosa doveva pur esser fatto, se non lì perlomeno in un gabinetto pubblico, ma non prima di aver apposto semmai alla tavoletta di un generico gabinetto sconosciuto una pratica bustina per coprire la tavoletta tutta, perché dovete sapere, bambini, che sennò ci sarebbe il rischio di beccarsi qualche malattia contagiosa che poi potrebbe essere assai fastidiosa da debellare, per non dire un’eruzione cutanea grattifera che potrebbe ulcerare tutte le parti intime, sopratutto quelle più intime, che sarebbe un bel problema qualora questo dovesse accadere sul serio, sapete… Insomma erano lì in viaggio quando il padre di Ninnini decise che era il momento opportuno per fare una pausa all’autogrill, sia per rilasciare piacevolmente il contenuto della vescica in un contenitore acquoso già predisposto per accoglierla, sia anche per fare benzina, perché la macchina che possedevano, la benza, più che utilizzarla, se la ciucciava proprio come fosse stata acqua corrente e il motore fosse stato un corridore sempre assetato.

Tolte le chiavi dall’accensione, il padre aprì lo sportello e uscì fuori tornando in posizione eretta. Similmente fece la madre di Ninnini, che si diresse al bar a comprare cornetti per tutti. Ninnini invece, che come detto aveva le chiappe un po’ pigrette – e poi questo si ripercuoteva sulla sua famosa stitichezza – decise di rimanere seduto in macchina. Così non poté non essere investito da una fortissima puzza di benzina che lo colpì molto.

L’essenza era così pungente che non fu certo gli piacesse, seppure una parte di lui, interrogata su quella questione, sicuramente avrebbe ammesso convintamente che, sì, gli piaceva un mondo.

Quando dieci minuti dopo la madre tornò in macchina trovò Ninnini con una faccia trasognata. Sembrava che pensasse a chissà cosa. Gli disse: ohibò, quanto è forte questa puzza di benzina. Tu la senti, Ninnini?

E Ninnini, quasi incosciente, le rispose facendo sì con la testa a ciondoloni.

Di seguito anche il padre rientrò nell’abitacolo. Anche lui notò la possanza di quell’odore petrolifero. Ma poi rimise in moto e non ci fece particolarmente caso.

Il giorno dopo il padre lesse sul giornale che proprio in quella pompa di benzina dei benzinai si erano lasciati cadere a terra un po’ di benza, e che poi c’era stato un incidente ed era esploso tutto perché qualcuno doveva aver buttato inavvertitamente a terra un mozzicone di sigaretta ancora acceso.

Nonostante ciò Ninnini, ancora estasiato nell’animo da quell’odore così forte e potente che era stato in grado di disorientarlo, si disse che da grande senz’altro avrebbe fatto il benzinaio.