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CONTRO LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE

Io sono contro gli assassini e i torturatori.

Io sono contro la sperimentazione dei farmaci sugli animali.

Io sono contro le industrie farmaceutiche e il Capitalismo.

Io sono contro i nazisti vestiti da medici.

Di conseguenza io non faccio donazioni per la ricerca scientifica.

Io sono contro i governi del mondo che permettono tutto questo.

Un giorno gliela faremo pagare molto, molto cara.

Come meritano.

Bananarama: Venus

Trovo la canzone gradevole.

Loro invece mi fanno davvero repulsa. Le trovo insopportabili. Non le trovo per niente piacenti o piacevoli. Per me puzzano! 😛 Si pongono in una maniera che detesto. Nessuna donna e nessuna persona dovrebbero porsi in questo modo.

Per me sono disgustose!

2 fumetti di fantascienza che non mi hanno entusiasmato particolarmente

Ennis + Percio: Caliban

Serie fantascientifica con atmosfere alla Alien, di Ennis, in sette numeri, che non mi ha particolarmente convinto.

La Caliban è un’astronave commerciale che viaggia nei buchi neri (per far prima). Ma proprio dentro uno di essi avrà un incidente terribile: per qualche motivo, si fonderà in parte con un’altra astronave aliena di origini sconosciute (più precisamente entrambe le navi tenteranno di occupare parzialmente medesimi spazi fisici).

Oltre gli ovvi problemi del caso, il loro dilemma sarà che la nave aliena trasporta campioni di varie specie prelevate in giro nell’universo. E una di esse è particolarmente letale e predisposta all’annichilimento delle altre. Auguri!

La narrazione di Ennis non mi ha entusiasmato. Nella storia ci ha infilato ben due storie omosessuali (che in realtà non stonano affatto). Come successo altre volte, in altre sue opere, alcuni passaggi nei dialoghi li ho trovati un po’ troppo confusi.

Per quanto riguarda i disegni di Percio, sono passabili ma non mi hanno entusiasmato neppure loro.

Insomma, oggi come oggi, questo vecchio fumetto credo che nessuno se lo ricordi o lo rimpianga troppo.

*

Venditti-Brett: The surrogates

In un mondo abbastanza futuristico gli esseri umani si giovano di surrogati robotici per vivere una vita virtuale che ha oramai quasi del tutto soppiantato quella reale. A un certo punto salta fuori questo tipo che frigge (ovvero dà la scossa) ai vari surrogati che incontra per strada, distruggendoli. Il suo è un gesto sovversivo lungamente e scientemente concepito che va contro tale uso smodato della tecnologia, percepita come qualcosa di ormai fin troppo innaturale. Dei poliziotti devono fermarlo prima che succeda qualcosa di grosso…

Gli autori cercano di calarci in un mondo fantascientifico tipo quelli di Asimov. Il risultato è abbastanza mediocre, inconcludente e carente. Non basta una buona idea, uno spunto iniziale magari anche non malvagio, per dare il la a una storia che poi autonomamente dovrebbe risultare avvincente. Dunque purtroppo la storia non riesce a coinvolgere e neppure ad approfondire alcunché. I disegni sono piuttosto carenti anch’essi (e forse pure di più), perennemente bidimensionali nonostante si sia tentato di accrescere il loro valore tramite l’avveniristico aiuto del computer.

Impegnatevi di più.

“Cattivo… sì, ma elegante!”

Lei, Lui: INDISPOSTA!

«Sono INDISPOSTA!», dice lei, come annunciandolo al mondo intero. Ed è come se la maga più potente del mondo, di fronte al demone più potente del mondo, infilasse con forza il proprio bastone magico nel terreno e gli dicesse: DI-QUI-NON-PUOI-PASSARE!

In quel preciso momento in lui scatta però qualcosa, e anche se fino a un momento prima non la desiderava affatto, dato che ora non può più averla, comincia ad anelarla smodatamente.

«Che intendi per “indisposta”?!»

«Dovresti saperlo bene.»

«Si, ma precisamente che intendi? Di corpo o di anima?»

«Di corpo! Ho il ciclo! Ma se anche fosse solo di anima… che cosa cambierebbe mai? Sempre indisposta sarei! Quindi è inutile che insisti in quel senso, te lo dico già…»

«Ma…»

«Non voglio sentire nessun ma!»

«…Ma lo sai che tante donne la danno anche se indisposte – te lo dico giusto come argomento di gossip scientifico, tanto per conversare aumentando le nozioni che favoriscono l’accrescimento del nostro rispettivo bagaglio culturale.»

«Non mi interessa! Scordati che io possa dartela! Di qui non si passa!»

E così sarà.

“QUI-NON-PUOI-PASSARE!”

Due film animati abbastanza recenti che hanno conquistato tutti :)))

Inside Out

Ho scoperto che le donne piangono quando vedono questo film. Chissà perché. Forse perché sentono di avere dentro più componenti spesso in antitesi fra loro che rischiano di destabilizzarle parecchio, proprio come succede alla ragazzina della storia… 😛

Beh, sì: il film ha parzialmente commosso anche me, ma non sono mica arrivato alle lacrime, io! 😀

La vicenda penso ormai la conoscano tutti, dato il notevole successo incamerato da questo film Pixar. Si parla di una bambina e delle varie anime che la governano, visualizzate come pupazzetti nella sua testa che agiscono autonomamente in maniera da regolare conseguentemente le sue azioni e i suoi umori. Ci sono Gioia, che è quella predominante e si dà un gran da fare; ma anche Tristezza, Rabbia, eccetera… A un certo punto questa ragazzina cresce. Sarà per questo che le cose dentro lei diventano improvvisamente ingestibili e molto diverse da come procedevano prima… In realtà probabilmente il bello del film sta nel fatto che si possono cogliere messaggi anche a più livelli, per chi li vuol valutare e apprendere.

Comunque il tutto finisce bene, come tradizione vuole ma… prepara il campo per un seguito nel quale la fanciullina dovrà attraversare un momentino un attimino delicato…: l’adolescenza! E in questo caso mi aspetto proprio un terremoto! :)))

*

Mostri contro alieni

Uno dei più grandi successi della Dreamworks.

Non so perché sono molto legato a questo film, il quale mi scatena probabilmente più partecipazione del dovuto, evidentemente perché tocca delle corde personali che sono un po’ scoperte. Fattostà che per me è sempre un piacere rivederlo.

In questo film animato i cattivi sono gli alieni, mentre i buoni sono una sgangherata squadra composta da creature mostruose di vario tipo, da cui emerge una ragazza gigantesca, rifiutata dal fidanzato, spietato reporter scandalistico, la quale solo in quel frangente (quando diventa un “mostro”) si renderà conto della vera natura del deprecabile uomo.

Tanta avventura, buoni sentimenti a secchiate (ma di quelli che non stufano e non eccedono) e uno sguardo satirico alla attuale realtà è quel che garantisce questo film secondo me ormai entrato nella Storia del Cinema. :)))

ITDIDEU: Libro III – Il tempio, Belzebù e il profeta

Introduzione

Nemesis andò in vacanza come gli aveva suggerito Pitone tracimando presto nell’indolenza più spinta. L’apatia divenne il suo pane quotidiano. I primi giorni li trascorse buttato sul divano a rimirare il vuoto cercando di non pensare alla fine della brutta storia avuta con Margherita. Fu assai difficile per lui non farlo.

Poi, una volta tornatogli l’istinto di scrivere di qualche importante fatto di cronaca del quale avrebbe voluto occuparsi se fosse stato ancora al giornale, scoprì che non riusciva più a farlo in modo decoroso, come fosse diventato quasi un barbarico illetterato.

Quando invece componeva le sue poesie, come era solito fare dall’età di diciassette anni, queste gli venivano sempre bene – o almeno così pareva a lui. Lo stesso si poteva dire per i racconti fantastici dei quali alcune volte trovava feconda ispirazione nei mirabolanti sogni che in quella stagione compiva non di rado. Prese difatti ad appuntarseli scrupolosamente, come da essi avesse potuto trarre l’unica possibile, inconscia salvazione per uscire dal suo momento di intenso accasciamento.

Il tempo cominciò a perder di significato e, quando si trattò di ventilare un ritorno al suo impiego, si accorse con sconcerto che già da tre giorni avrebbe dovuto farvi rientro. Ciononostante nessuno al giornale lo aveva reclamato. Allora decise di prendere una decisione drastica che da quel momento non avrebbe minimamente esitato a perseguire: staccò il telefono, si rese irreperibile e abbandonò per sempre l’impiego al giornale. Si disse che non doveva nulla loro, e che loro non dovevano nulla a lui. Fu la deliberazione più risoluta e anarchica della sua vita, la prima che gli capitò di prendere veramente. Successivamente ne sarebbero seguite di incredibili altre.

E ora cosa avrebbe fatto? Avrebbe terminato quell’abbozzo di libro a cui aveva lavorato? E come lo avrebbe fatto evolvere? Ancora non lo sapeva, ma era chiaro che sarebbe stato infarcito di tutte le sensazioni destabilizzanti e colme di disillusione che lo attanagliavano in quel periodo…

“Il Diavolo si nasconde nei dettagli”

Simenon: Il gatto

La mia compagna è una fan sfegatata, collezionista, di Simenon (per il quale, ho già detto, io invece non stravedo, pur apprezzandolo a sufficienza). Per cui abbiamo in casa un mucchio di suoi romanzi. Così, ogni tanto, vado lì e me ne leggo uno. Stavolta le ho chiesto se ce n’era uno che mi avrebbe consigliato tra quelli non polizieschi. Tra i quattro cinque che mi ha evidenziato ho scelto a caso questo…

Si tratta di una storia assai amara, nella quale, al solito, la psicologia dei personaggi è molto approfondita. Un uomo e una donna anziani, molto diversi tra loro (lei, ricca decaduta; lui, onesto lavoratore proletario. …Ma diversi anche su molti altri piani), già stati sposati (con altri) in passato, si ritrovano vedovi. Si conoscono. Si piacciono. Decidono di sposarsi e andare a vivere assieme. Ma fin da subito tra i due qualcosa non funziona e non riescono neppure a consumare un rapporto sessuale completo decente. Inoltre lui ha un gatto di cui lei è terrorizzata e lei un pappagallo che lui detesta. Così i due cominciano a sentirsi in una situazione di convivenza forzata che li rende assai insoddisfatti. Finché un giorno accade qualcosa che peggiorerà ulteriormente i loro rapporti instradandoli su una via purtroppo per loro senza più ritorno. Lui si ammala… Lei deve occuparsi del suo gatto… Che però muore proprio in quel periodo (secondo il marito, avvelenato da lei). Ciò produrrà una fortissima e violenta reazione nell’uomo. E da quel momento i due decideranno di non parlarsi più (!). Se non tramite fogliettini in cui non si risparmieranno reciproche ostili malignità…

Un libro che ci racconta la vita vera. Degli odi abissali di cui è capace la gente. Di meccanismi che stritolano dai quali non si può scantonare, anche se li vedi arrivare da lontano…

“Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco…”

Convivenza #103

La neuropsicologa, per scovare indizi in fatto di autismo e altro nella tua squinzia, ha chiesto, tre le altre cose, di farle avere le sue vecchie pagelle scolastiche delle elementari.

Ed effettivamente le pagelle parlano! Perché non sono pagelle di una bambina normale – sulle tue non hanno mai scritto cose del genere!

Vengon fuori: la sua grande difficoltà a lavorare in gruppo; la sua ostinazione nel fare le cose come dice lei e talvolta il netto rifiuto di eseguire dati ordini dell’insegnante (!); alcune sue fobie; la sua rabbia, difficilmente gestibile; il fatto che delle volte si fosse palesata sgarbata anche verso i prof; il suo rifugiarsi in un mondo fantastico e solitario…

Tutte cose di cui lei non si ricordava granché ma che la dicono lunga sulla sua… genetica. Ovvero che ci è proprio nata così!

L’indagine è ancora in corso ma è già appurato ufficialmente che lei… è sicuramente autistica.

“Adesso che sono ufficialmente autistica potrò finalmente avere la patente per guidare i razzi”