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CONTRO LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE

Io sono contro gli assassini e i torturatori.

Io sono contro la sperimentazione dei farmaci sugli animali.

Io sono contro le industrie farmaceutiche e il Capitalismo.

Io sono contro i nazisti vestiti da medici.

Di conseguenza io non faccio donazioni per la ricerca scientifica.

Io sono contro i governi del mondo che permettono tutto questo.

Un giorno gliela faremo pagare molto, molto cara.

Come meritano.

Leo Ortolani: Diario dalla zona rossa

Serie di strisce comiche quotidiane che il celebre autore di Rat-Man scelse di realizzare a partire dal primo indimenticabile giorno di chiusura per il covid, lo scorso anno.

Ci avete fatto caso? È passato un anno e per certi versi non è cambiato molto. Mentre per altri è cambiato tutto. Ciò fa parecchio riflettere. Comunque all’epoca ci si provava a scherzare parecchio su questa pandemia (io stesso su facebook mi davo molto da fare per tenere alto il morale della ciurma). Primo, per allentare la tensione, che altrimenti sarebbe stata insostenibile. Secondo, perché le presunte verità che ci sciroppavano cambiavano di continuo – come pure le dichiarazioni dei politici di turno, che un giorno volevano tutto aperto e il giorno dopo tutto chiuso – salvini ti fischiano le ‘recchie? Terzo, perché ancora tante cose rimanevano incredibilmente confuse e dunque contestabili…

Sicuramente questo libro umoristico, tutto realizzato con vignette “in tempo reale” rimarrà nella storia, visto la singolarissima contingenza in cui è nato.

Riesumazioni: Info evasione fiscale

Buongiorno.

Ho visto che per fare una denuncia per evasione fiscale devo scaricarmi e poi compilare il modulo preposto e poi portarvelo in caserma. Mi chiedevo se però debba per forza lasciare che l’evasione si compia, ovvero devo lasciare che non mi facciano lo scontrino; oppure, in questi casi, già la sola, palese intenzione di non rilasciarlo valga proprio come se il reato si fosse verificato? Ovvero, se glielo chiedo sicuramente me lo fanno; ma glielo debbo chiedere, sennò di regola non me lo fanno. Già il fatto che hanno finto di non ricordarsi… può valere come se non me lo hanno fatto?

Già che ci sono vi pongo anche quest’altra questione… Non so quando mi sarà agevole recarmi in una vostra caserma per fare la denuncia. Per questo mi chiedevo se esiste una sorta di prescrizione dal giorno in cui una certa evasione si è verificata. Faccio un esempio: se il giorno X vengo in una vostra caserma a denunciare un’evasione di un anno prima, non è che poi mi dite che la denuncia non è valida? Che limiti di tempo di prescrizione esistono in tal casi?

Cordiali saluti e grazie per l’attenzione

Cippo Lippo

Donnie Darko [da non confondersi con “Brasco”!]

O non avevo mai visto questo film (confondendolo continuamente con Donnie Brasco! :-D) oppure lo avevo fatto a suo tempo, probabilmente non comprendendolo in pieno. Difatti il film non è perfetto e forse qualche passaggio avrebbe potuto essere espresso meglio. Sicuramente, se lo avevo visto (prima di oggi), dovevo essermi focalizzato su chi fosse questo diavolo di Frank con la maschera da coniglio – che poi si scopre, eccome se si scopre – e dopo aver assistito al brusco finale dovevo aver sentenziato che il film era una cagata…

Nondimeno rivedendolo oggi posso apprezzarlo maggiormente. Molti fan di questo film ammirano anche, per dirne una, la parte spiritual-esistenziale di Donnie, polemica e problematica assieme, tipica dei ragazzi adolescenti…

La storia: c’è questo Donnie che è un ragazzo che prende psicofarmaci, presumibilmente perché qualche tempo prima ha dato fuoco alla casa di un vicino. Si dibatte tra il depresso, l’insicurezza (con le ragazze) e la contestazione della società in cui vive. Ma oltre questo ha delle visioni in cui vede una specie di terribile coniglio antropomorfo che gli dice che tra qualche giorno verrà la fine del mondo.

Questo adorabile coniglio assassino lo sprona a fare delle cose, alcune delle quali possono sembrare decisamente nefaste, e Donnie le fa. Tra le varie, il coniglietto della sfortuna lo porta a interessarsi alla teoria dei viaggi nel tempo, cosa che prima o poi sicuramente c’entrerà con quello che deve ancora succedere…

Poi Donnie conosce una ragazza nuova con la quale si mette subito assieme, la quale sembra fatta apposta per lui. Ma la sera in cui scopre anche chi è Frank succede un certo fattaccio. A questo punto Donnie capisce il suo destino…

È uno di quei film che una volta terminati avrete la netta sensazione che potrebbe esservi sfuggito qualcosa. E difatti a rivederlo in un secondo momento probabilmente noterete e capirete dei particolari che prima non avevate afferrato.

So che è diventato un film di culto. Ma non so ancora dirvi quanto a ragione. Dovrei rivederlo nuovamente e rifletterci sopra…

La commessa: Mora-bionda 4

Oggi, dopo tanto tempo, ho riavvistato la commessa mora-bionda. Però da lontano.

Lei non mi ha degnato di una sola vera occhiata (quando è chiaro che mi ha visto) e io idem, tanto il pane non lo dovevo prendere. 😛

Nel reparto frutta per un paio di volte mi sono quasi scontrato con una bella gnara vestita tutta di nero, con una gonna che lasciava trapelare la bella vista sui suoi polpacci pieni, da addentare come fossero frutti maturi. Ci siamo osservati con brama. Ci fosse stata l’occasione, ci saremmo anche annusati il posteriore come fanno i cani. Sennonché in lei si percepiva nettamente il messaggio “vorrei tanto ma proprio non posso, scusami”. Presto ho capito il perché.

Di lì a breve ha infatti sgranato gli occhi e cominciato a chiamare «Papà?!», come si fosse persa il genitore-cagnolino con il quale era arrivata. Il quale genitore si è materializzato dietro l’angolo in tutta la sua bizzarria. Indossava una tuta con sopra un piumone invernale; sorrideva ebete come fosse stato felice per un attimo di far perdere le proprie traccie. Forse non ci stava molto con la testa.

Ma la sorpresa principale relativa a questa bella tosa – che non poteva ma avrebbe tanto voluto abbandonarsi nelle mie braccia – mi è stata rifilata pochi secondi dopo, quando d’un tratto sento uno che la saluta cordialmente chiedendole come le va con gli esami e tutto il resto.

All’inizio presumo si tratti di un altro cliente. Ma sbaglio. Scopro che è uno che lavora lì. E lo conosco pure bene, anche se non lo avrei mai detto, perché nell’occasione il mascalzone si è messo su la sua maschera più affabile e gentile, ha anche cablato il tono della voce addolcendola parecchio. Per questo non lo riconoscevo! Per non parlare di quella sua faccia solitamente da bastardo incarognito, ora del tutto spianata verso un’apparente, serena rettitudine… Si tratta di quel bastardo del Norcino! Incredibile! Questo la dice lunga circa la reale pericolosità di questo individuo, in grado di fingere di essere una persone del tutto diversa da quella che è, almeno per qualche minuto.

Le rimane nauseantemente appiccicato finché lei non se ne libera con la scusa che deve andare. Capisco che lei non abbia la minima idea di chi egli sia davvero perché gli riserva una gentilezza notevole. Evidentemente lo ha sempre conosciuto con la faccia buona.

Lui cerca di tirarla nella sua rete chissà da quanto tempo. Ma stavolta si attacca al tram e tira forte. L’innocente vittima si è salvata, per fortuna.

Schifato, pago quel che ho preso e me ne vado.

Bevanda dissetante per l’estate (a base di tè e salvia)

Ingredienti per 4 persone…

Portate ad ebollizione un litro d’acqua in cui avete messo mezzo cucchiaino di cannella in polvere (che si occuperà di profumare gradevolmente la vostra bevanda) e una foglia fresca di salvia (che le infonderà un aroma assai rinfrescante; occhio a non esagerare che la salvia contiene un veleno!).

Lasciate in effusione tre bustine di tè.

Aggiungete limone quanto volete (più ce ne sarà più sarà dissetante ma se siete stitici bastano due/tre gocce, meglio non andar oltre).

Per dolcificare ho usato un cucchiaino di miele, uno di stevia e due di zucchero.

Provatela apportando le variazioni che ritenete opportune e poi ditemi come la preferite voi.

Nota importante: premesso che il mio organismo è tutto particolare e finora non ho incontrato medici in grado di spiegarmelo, ho scoperto che su me la salvia, che di norma avrebbe effetto lenitivo e rilassante, produce un leggero effetto stimolante (quasi come fosse caffeina). Dunque assaggiate bene prima di buttarne giù un’intera tazza! 😉

It (serie tv)

Recentemente ho rivisto questa vecchia serie degli anni 90, in due parti, sul famoso pagliaccio assassino di Stephen King.

Devo dire che all’epoca era ritenuta quasi un capolavoro, anche considerando la scarsa riuscita di altre trasposizioni televisive delle opere del maestro del terrore. Rivedendola oggi appare sicuramente datata, e non solo per gli effetti speciali. Tuttavia la bontà della pellicola è testimoniata dall’impegno profuso nel realizzarla. Certo, il finale appare piuttosto veloce, visto le premesse ansiogene e le fattezze del mostro aracnide, in fondo davvero pacchiano e risibile; tuttavia l’opera è accettabile, anche perché pone l’accento sui rapporti d’amicizia che si instaurano tra i sette ragazzini che poi crescono e riaffrontano It dopo trenta anni.

In questa trasposizione le vicende passate e presenti sono praticamente amalgamate assieme con continui flashback, mentre nel film recentissimo di cui ho parlato qualche tempo fa le avventure dei ragazzini si condensano in un’unica parte.

Non malaccio come pensavo.

Lo strano finale di Daitarn 3

Scoprii Daitarn 3 da piccolo e mi sembrò subito molto figo. Il fatto che ancora oggi venga replicato sta a testimoniare la bontà della produzione. Poi è chiaro che rivedendolo alla luce della mia maturità odierna alcuni difetti che da infante non notavo mi appaiono stentorei. Ma non è tanto di questo che voglio parlare – tra parentesi sto vagliando la possibilità di dedicare dei post ai cartoni più irrinunciabili della storia della tv – bensì del fatto che per anni non ho mai saputo che avesse un finale, ovvero che effettivamente il Daitarn 3 e la sua allegra brigata si scontrassero come da copione contro il cattivone di turno, Don Zauker, e la sua fida assistente, Koros. Eppure più volte rividi le repliche… Come mai la puntata finale mi sfuggì sempre seppure per me questo era un cartone immancabile e di conseguenza non avrei mai dovuto perdermi una puntata? Mistero!

Non so spiegare questa cosa. Posso fare ipotesi, però. Per esempio posso supporre che, dato quel che succede nell’ultima puntata, qualcuno avesse deciso di non farla proprio vedere. Infatti dovete sapere che a quei tempi la censura era molto presente anche nei cartoni. Ci son stati cartoni in cui cambiavano palesemente i dialoghi. Ce ne sono stati altri in cui omettevano puntate intere o parti di esse (e poi non si capiva bene come si fosse giunti a un certo punto!). Oppure ce ne sono stati altri che si sono divertiti a rimontare completamente. In un caso ricordo anche di più serie fuse assieme!

Dunque il mio sospetto è oltremodo legittimo, ma non so se si tratti proprio di questo. In rete non mi sembra che se ne parli, ma non ho fatto ricerche serie…

Comunque che succede in questa fantomatica ultima puntata? Diciamo che non rimarrà nella storia per epicità. E diciamo pure che risulta parecchio deludente. Ci sono un sacco di errori concettuali. Avvengono e si dicono cose strane e incongrue. Per esempio vien fuori che Koros ama Don Zauker! E poi lo stesso, per una volta, parla! Ma come?! Aveva la bocca sigillata! Per comunicare gli si illuminava il cervello ed i suoni che emetteva, che solo Koros era in grado di interpretare, avevano tutta una lingua loro, non c’entravano niente con la lingua umana! Nella puntata viene spiegato che talvolta il Don poteva parlare, se si sentiva molto sollecitato. Ah, ecco.

In questa puntata Daitarn uccide sia Koros che Don Zauker eppure Banjo appare come pentito (!!!) perché si rende conto di aver fatto fuori due esseri che bene o male si amavano (!!!). E quella è l’ultima inquadratura di Banjo, che da quel momento scompare totalmente dai radar! Gli ultimi minuti del cartone vedono gli altri componenti della banda dividersi per tornare sfrontatamente alle proprie mansioni, come niente fosse, neppure salutandosi calorosamente come ci si sarebbe aspettati (!!!). E nessuno accenna a Banjo, cioè non si capisce affatto che diavolo di fine abbia fatto e se ancora nutra dei dubbi sull’aver ammazzato Don Zauker!

Forse la mia memoria ha fatto sempre in modo di obliare questa puntata, perché non mi piaceva…

A ogni modo, finché al mondo ci saranno meganoidi/fascisti dovremo opporci alla loro merda. Proprio come Daitarn 3 ha fatto nel cartone.

Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo

Ennesimo bel film di Gilliam su cui sembra calato come un velo di oblio. Come mai film come questi compaiono così poco in televisione? Come mai Terry Gilliam non è un regista osannato da pubblico e critica quanto meriterebbe? Sono dei misteri a cui ancora sto cercando di dare una spiegazione…

Parnassus è un uomo divenuto immortale che un tempo fece un patto scellerato col diavolo, il quale si rifà vivo poiché è giunto il momento di riscuotere quel che aveva vinto. Parnassus è in grado di far viaggiare la gente (attraverso uno specchio) in un proprio mondo di fantasia nel quale il viandante potrà scegliere che futuro darsi.

Parnassus se ne va ormai in giro per il mondo con una scalcinata compagnia comprendete un ragazzo, sua figlia e un nano, vivendo praticamente da povero teatrante da strada. Un giorno si imbatte in un uomo che era stato impiccato ma è ancora vivo…

Tra parentesi quell’uomo è Heath Ledger alla sua ultima interpretazione. Purtroppo per lui morì prima di terminare il film. In un primo momento questo doveva causare la sospensione definitiva del progetto. Ma poi, cambiando la sceneggiatura, si fece in modo che nelle scene che mancavano si potessero usare ben altri tre attori per sostituirlo. Secondo me l’operazione riuscì alla grande.

Da vedere se amate i film fantastici.

Suspiria (di Guadagnino)

In un gruppo facebook di cinema che frequento, questo film non ha riscosso molto successo. La maggior parte dei membri, vedove tristi di Argento, si sono dichiarati delusi. C’era qualcuno che lo preferiva alla prima versione ma essi rappresentavano un’eccezione. Per questo motivo, io che non avevo amato neppure la prima incarnazione, ero piuttosto pessimista circa questa nuova trasposizione…

Invece mi sono ricreduto. Probabilmente il film è troppo lungo (2 ore e mezza) e lento e mette troppo al centro la danza (per i miei gusti), ma non c’è niente da eccepire: è un bel film, fatto bene, molto curato esteticamente, visionario. Certo la storia è abbastanza diversa dall’originale ma fa niente, visto che questa nella versione “argentata” era davvero inconsistente.

Guadagnino ha scelto di ambientare le vicende in un anno specifico: il 1977. Perché?, domanderete voi. Per due motivi. Il primo è che quello fu un periodo storico molto particolare, carico di pulsioni, interessante per lui – in Italia il terrorismo brigatista era al culmine, per esempio. Per secondo perché è stato l’anno in cui uscì nelle sale il Suspiria di Argento.

Altra curiosità: il vecchio che fa lo psicologo è stato davvero uno psicologo nella vita di tutti i giorni. E quello è l’unico film che ha fatto (se non ne ha fatti altri dopo).

Trama: una ragazza si trasferisce in una scuola di danza tutta al femminile, sulla quale però c’è come una cappa di tensione e terrore, dalla quale scuola scompaiono un po’ troppo spesso ragazze. In realtà è un covo di streghe che si stanno preparando per rifondere un po’ di vita in un’anziana strega che dice di essere una delle tre più importanti…

C’è anche Tilda Swinton in uno dei ruoli chiave.