Secondi dopo il dibattito riprese piede.
«…Perché la Chiesa si cura dei bambini più di chiunque altro! Nessuno ha premura dei bambini, come voi, meglio di noi…», rispose il prete a una delle prime interrogazioni.
Nemesis parlò senza neppure accorgersene, come se un pensiero gli fosse zampillato autonomamente dalla testa.
«…Se si eccettuano i numerosi casi di pedofilia che accadono tra le vostre fila.»
Il prete si arrestò inorridito.
«Scusi, lei chi è? Desidera qualcosa?», disse piccato.
«Io? Nessuno. Scusi se mi è scappata questa frase. Delle volte mi capita di parlare senza accorgermene, specialmente in questo periodo. È un mio limite. Capisco che lei non voglia essere interrotto…»
Ma il prete, facendo intendere ai suoi piccoli adepti che in quella chiesa si respirava aria di libertà e soprattutto di confronto disponibile, aveva sempre detto loro che non avrebbe mai ostacolato il dialogo con nessuno. Per questo si sentì in dovere di spalancare le porte del discorso anche a quel singolare ospite mai veduto prima che aveva la lingua così sciolta e affilata.
«Per carità! Se vuole può intervenire quando vuole. Qui non si censura nessuno…»
Nemesis lo prese alla lettera.
«Davvero posso?»
«Ma certo. Però, mi raccomando! Con moderazione! Che ho un indottrinamento da tenere, io. Inoltre lo spazio sarebbe per i più piccini. Non vorrà mica toglier loro questo spazio vitale, riservato tutto a loro, nevvero?»
«Okay, con moderazione…», disse Nemesis conciliante.
E il prete avrebbe proseguito diritto, ma quell’intervento aveva dato la stura anche alle interpellanze di qualche altro bambino. Così, un piccolo, di evidenti origine coreane, osò domandare:
«Signor prete, ma è vero che Gesù era biondo e non aveva gli occhi a mandorla?»
Il volto del prete si fece sorridente, con dentro qualche segreta fierezza di appartenere alla razza giusta.
«Sì. Come si vede dai quadri, infatti…»
«…E perché?», gli fece quello, che voleva domandargli come mai, se Gesù era davvero il salvatore di tutti, quindi anche suo, allora non aveva i lineamenti come i suoi bensì come quelli degli occidentali.
«Vedi piccolino, Gesù doveva pur avere una faccia… Comunque una sarebbe valsa un’altra…»
Tutti i bambini fissavano Nemesis. Il prete se ne accorse e allora lo trovò con una mano alzata, a chieder udienza.
«Permette?», chiese Nemesis.
«Come no…», disse smarrito il prete.
«Vede, se davvero, come pare che sia, Gesù è esistito transitando per quei luoghi che si dice… Allora è altrettanto vero che la sua pelle e le sue apparenze non corrispondano affatto a quelle che gli hanno sempre attribuito i pittori al servizio della Chiesa. Per esempio, è indubbio che Gesù non avesse gli occhi azzurri e avesse invece la pelle scura, perché, nelle terre dalle quali proveniva, quelli erano i colori vigenti…»
Il prete si trovò in imbarazzo. Aveva già sentito quella argomentazione affiorare nel corso della sua vita, ma in quel momento non gli sovveniva quale fosse il modo migliore per far crollare le fondamenta di quell’affermazione così sediziosamente e virtualmente blasfema. I bambini lo guardavo attoniti aspettandosi da lui una replica, che però non gli continuava a venire. Nemesis aveva il potere di confonderlo e interdirlo.
«Beh, questa cosa non è proprio così… Ma ve la spiego un’altra volta…», disse rivolto loro facendo intendere che la questione fosse assai più complessa di quanto appariva e che al momento non disponessero degli strumenti adatti per vagliarla al meglio.