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CONTRO LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE

Io sono contro gli assassini e i torturatori.

Io sono contro la sperimentazione dei farmaci sugli animali.

Io sono contro le industrie farmaceutiche e il Capitalismo.

Io sono contro i nazisti vestiti da medici.

Di conseguenza io non faccio donazioni per la ricerca scientifica.

Io sono contro i governi del mondo che permettono tutto questo.

Un giorno gliela faremo pagare molto, molto cara.

Come meritano.

Spider-Man: Un nuovo universo

Quando questo film (animato) uscì alcuni sostennero che era il miglior film sull’Uomo Ragno mai realizzato sino allora. Io non ero e non sono affatto d’accordo, ma certo la veste grafica e la storia sono belle – al netto di alcuni punti in cui si va troppo veloci e sopratutto non viene spiegato (perché tra l’altro è un’assurdità! E quindi non si può spiegare!) come cacchio sia riuscito Kingpin a mettere le mani su un congegno in grado di viaggiare tra le dimensioni e possa minimamente sperare di padroneggiarlo per ricongiungersi con la consorte morta. Inoltre ci sono molte battute, alcuni colpi di scena e molte variazioni sul tema (nella fattispecie del personaggio dell’Uomo Ragno) che intrigano.

Un ragazzino nero – ovvio che sia stato scelto così per una questione di “politicamente corretto” e di ampliamento dei mercati di vendita – viene morso da un ragno radioattivo (proveniente da un’altra dimensione?) che gli dona grossomodo dei poteri da Spider-Man. Nel frattempo altre versioni alternative dell’eroe sono piombate nella sua realtà a causa di un macchinario che sta incasinando un poco i possibili mondi paralleli…

Il difetto della storia è che, dato che va molto, troppo veloce, ci si perde per forza di cose qualcosina cammin facendo. Comunque, anche a causa di questa caratteristica, si presta a esser rivisto più volte.

ITDIDEU: La gorilla (IX)

Poi venne il turno di servizio in cui Purezza non riuscì mai a metter dentro la prima concedendo alla sua avversaria ben due doppi falli. L’arpia che aveva dall’altra parte della rete ne approfittò immediatamente pressandola già dalla risposta, inducendola all’errore e prendendosi con merito quei punti rimanenti.

Purezza si trovò inesorabilmente sotto di un break. Le cose si mettevano male per lei. Purezza guardò languidamente in direzione del suo clan, come se qualcuno di loro, per magia, avesse potuto fornirle la soluzione di quel rebus che l’attanagliava e le stava sempre più sfuggendo di mano.

La russa era impietosa nelle statistiche: aveva appena il 5% di errori non provocati, contro il 25% di Purezza. La quale boccheggiava sempre più spossata mentre l’altra sembrava appena uscita da una doccia rinfrescante. Il fisico di Purezza era, sì, un terribile congegno capace di sprigionare un’immane potenza distruttiva; ma tale possanza andava facilmente dissipandosi se costretta a svigorirsi correndo da una parte all’altra del campo macinando chilometri su chilometri, e se le sue sovreccitate e doloranti giunture delle ginocchia e delle caviglie dovevano usurarsi in interminabili e bruschi cambi di direzione.

Purezza annaspava stentando. Fu in quel frangente però che vide sedersi al solito posto destinato al suo toyboy, in tribuna, il nuovo giovinetto che la sua combriccola le avrebbe donato quella sera, ovvero un prestante ragazzotto con i capelli rossi abbastanza somigliante a Boris Beker. A quella vista Purezza si magnificò sorridendo. Abbandonando per un attimo la racchetta con l’impugnatura zuppa di sudore sulla sedia accanto a lei, fece cenno al suo staff con entrambe le mani indicando il numero dieci. La madre e la sorella maggiore si guardarono smarrite. Ma subito, per non contrariarla, le risposero facendole di sì col capo. E forse fu il lieto pensiero di come si sarebbe conclusa quella notte a farle recuperare energie sino allora rimaste ignote munendola dell’astuta esortazione che le permise di svoltare il match…

Purezza si rese conto che doveva tentare qualcosa di insolito, altrimenti la sua avversaria avrebbe prevalso. Così collaudò una fiacca palla corta. I colpi di finezza non erano certo la sua specialità; però era altrettanto vero che la russa, esattamente come lei, appariva molto impacciata nei fioretti nei pressi della rete.

La russa si fiondò come un ossesso su quella palla, che riuscì a raggiungere facilmente, ma che poi mandò lunga. Da quel momento in poi, Purezza, incoraggiata dal benevolo esito di quel punto, cominciò ad alternare colpi devastanti a mediocri palle corte, le quali in genere la russa faceva in tempo ad acciuffare, sì, ma che poi non sapeva gestire nel migliore dei modi.

Tran-Nhut: L’ombra del principe – Un’indagine del Mandarino Tan

Non mi aspettavo molto da questo giallo orientale (raccattato casualmente in un contesto di bookcrossing) ma per fortuna non mi ha deluso.

Le sorelle Tran-Nhut, autrici di questo romanzo, si sono dimostrate abili e ironiche al contempo, sia da un punto di vista stilistico – a proposito, trovo che il loro vocabolario sia molto superiore a quello solitamente applicato ai gialli, il quale suole essere più sbrigativo e di sostanza – che per quanto riguarda lo sviluppo misterico della trama. Così le promuovo appieno e mi riservo in futuro di leggere altri loro gialli. 🙂

La storia parte da una serie di omicidi apparentemente senza capo né coda – ma si scoprirà che il modo di scegliere le vittime ha un nesso logico eccome – sulle quali deve indagare il giovane ma valente Mandarino Tan, assieme ai suoi compagni di viaggio, un letterato che lo aiuta a ragionare razionalmente e un medico che gli torna utile per le informazioni che si possono trarre dalle salme.

In realtà ogni cosa in questa storia è collegata, prima fra tutte una caccia tenutesi anni addietro che vedeva protagonisti gli stessi personaggi che oggi si trovano a gestire questi eventi delittuosi…

Si affronteranno anche temi etici di non facile soluzione, come l’amministrazione del Potere e la corruzione che esso induce sempre in chi lo esercita…

Le autrici si sono divertite almeno un paio di volte a far credere al lettore che l’assassino potesse essere una persona piuttosto che un altra… Vi sfido a capire chi è in realtà l’assassino prima che venga svelato! Ce la farete?

😉

Il Mandarino

Lovecraft + Sergio Vanello: La musica di Erich Zann e altri racconti

Tre racconti tratti da Lovecraft adattati dal bravo illustratore Vanello che si è fregiato della sua alta tecnica pittorica per realizzare dei suggestivi acquarelli. Unico appunto: forse le sue illustrazioni appaiono un po’ statiche per un fumetto. Ma questa è una mia opinione.

Racconto I. Un atto violinista deve suonare per ammansire qualcosa che c’è fuori la sua stanza. Lui dice che suona per tener lontana l’Oscurità

Racconto II. Un viandante, durante il suo girovagare, si ferma davanti una casa diroccata. Scoprirà che ci vive un vecchio disadattato apparentemente mite il quale però si rivelerà tremendamente attratto dal sangue e dal gusto del macabro in genere…

Racconto III. Le angosce di un uomo prendono forme paranoiche conducendolo a distorsioni spazio temporali e trasfigurazioni varie del proprio corpo…

Questo fumetto all’epoca fu gentilmente offerto gratuitamente in formato elettronico dalle Edizioni Nicola Pesce durante il periodo della pandemia e del lockdown.

Un grazie a tutti coloro che allora si sono sentiti di fare qualcosa di veramente utile o di compiere un qualsiasi gesto umano proveniente dal cuore per far star meglio gli altri – al contrario di tanti altri che nella pandemia hanno dato il peggio di loro facendo vedere le merde che erano davvero; e io non me li scordo.

…Zan! Zan!

J. Michael Straczynski: Midnight Nation (2 volumi)

Straczyski, decenni fa, era un nome caldo del fumetto USA. Proveniente dal piccolo schermo, si gettò nei supereroi con entusiasmo, non rinunciando al suo tipico taglio da “serie tv”. Ed ebbe un buon successo. Oggi non so che fine abbia fatto… Midnight Nation è di quel periodo. Una storia di genere fantastico.

Un poliziotto muore. Si ritrova in un mondo “di mezzo” in cui finiscono tutti coloro i quali sono o stanno per essere dimenticati. In pratica si tratta dello stesso mondo di prima ma in cui non si è più in grado di comunicare con i vivi. A complicare le cose c’è il fatto che un oscuro signore sembra stia radunando una serie di “dimenticati” sotto il suo giogo, dimenticati resi ormai demoni a lui devoti… La storia si trasformerà in una faccenda fortemente mistica e anche religiosa, quasi cosmogonica, direi. 😉

Questi due volumi sono interessanti anche se forse hanno i soliti pregi e difetti già riscontrati in questo autore, che parte sempre alla grande, con idee bomba, ma poi si perde un po’ per strada e nella conclusione. In questo caso però mi sembra che la qualità complessiva dell’opera si tenga su discreti livelli con qualche intuizione più che interessante.

Breaking Bad (serie di 5 stagioni)

Un uomo di mezza età, disilluso professore di chimica di un liceo americano, scopre di avere il cancro ai polmoni. Vista la non rosea situazione economica familiare – la moglie è pure incinta e hanno un altro figlio disabile – si convince che deve lasciar un po’ di denaro per quando non ci sarà più.

La cosa più semplice da fare gli sembra utilizzare le sue conoscenze chimiche per immetter sul mercato degli stupefacenti di prima qualità. Quando scopre che un suo studente (tra i peggiori per rendimento e condotta) spaccia (e si fa), si mette in società con lui per smerciare la droga. Ma tra spacciatori spietati, omicidi, doversi sbarazzare di cadaveri, cartelli della droga incazzati, violenze varie e un parente poliziotto che si occupa proprio di traffici illeciti, le cose non andranno quasi mai lisce come sperava.

Questa serie si segue con piacere. Le puntate alternano eventi drammatici a episodi quasi esilaranti che si occupano di smaltire la gran parte delle tensioni accumulate potenzialmente angoscianti.

I maggiori pregi della serie sono due: gli attori molto bravi che ci recitano; e che è scritta davvero molto bene. Per esempio più volte ho apprezzato sfumature psicologiche non da poco nei personaggi, riuscendo a comprendere pienamente perché abbiano agito in una maniera piuttosto che in un’altra. Solo sul finire della quarta stagione invero ho avuto come l’impressione che gli autori avessero un po’ troppo calcato la mano e i fatti narrati cominciassero a esser un po’ troppo esasperati e illogici.

Ci sono cinque stagioni. Tenete presente che le ho viste tutte anche se, di fatto, il tema della serie (lo spaccio di droga) non mi interessava per niente. 😉

Because I’m bad! I’m bad! I’m bad!…

Lei, Lui: Quando lei ha la febbre

Lei rincasa con dieci buste della spesa.

Lui la percepisce subito lievemente affaticata.

«Che c’è? Hai il fiatone…», dice quasi a riprenderla.

«Oggi va un po’ così… [Pant!]… Eppure non ho fatto tutte queste cose…», afferma mentre già comincia a mettere in ordine.

«Che hai fatto?», le chiede con noncuranza.

«Beh, mi sono alzata alle sei e sono andata a correre un’ora.»

«Poi?»

«Poi oggi era il giorno della prova di danza. Così abbiamo provato per tutta la mattina il saggio…»

«Bazzecole. Poi?»

«Poi a lavoro ho avuto prima una riunione di due ore con i giappo. Poi l’azienda si è inventata che dovevamo cambiare di stanza a dei computer per il call center… ovvero caricarceli sulle spalle…»

«Quanti?»

«Boh, saranno stati un centinaio…»

«E in quante eravate a spostarli?»

«Eravamo quattro donne.»

«Che ci vuole? Appena venticinque a testa… Poi niente altro?»

«Poi, tornando a casa, ho bucato ben due ruote e ho dovuto cambiarle…»

«Avevi la doppia ruota di scorta?»

«No, ne avevo una, ma sono riuscita a riparare l’altra con la gomma da masticare…»

«Ottimo. Ricordati in settimana di passare dal gommista per prendere quella nuova, eh. E poi?»

«Poi ho fatto la spesa per due settimane, per risparmiare tempo… E ora eccomi qua, lievemente affaticata…»

«Vedrai che non sarà niente. Cioè, se non hai neppure la febbre…»

«Beh, ho dimenticato di dirti che me la sono misurata prima di andare a lavoro…»

«E quanto avevi?»

«39 e 9 periodico…»

«39?! Beh, dai, un po’ di riposo e vedrai che ti riprendi. Io quando ero piccolo andavo a scuola con quella temperatura, dopo aver fatto cinque chilometri a piedi, e al ritorno replicavo…»

«Ma non mi hai sempre detto che ti accompagnava il babbo?»

«Sì, si, hai capito. Si fa per dire… Vedrai che con un’aspirina risolvi tutto e domani potrai scavare quel pozzo come avevi promesso, dopo aver arato la terra per tutta la mattinata, ah!, e dopo esserti fatta un paio d’ore in miniera. Sai, credo che ti farà bene stare un po’ all’aria fresca…»

«Sì, caro…»

Lei, Lui: Quando lui ha la febbre…

«Cara, devo dirti una cosa molto importante…»

«Cosa?»

«Ti ho preparato un video messaggio con le mie ultime volontà testamentarie…»

«Ancora?»

«Beh, che c’è di male se sono così previdente e preciso? Per la cronaca, sarai felice di sapere che ho espresso chiaramente la disposizione di lasciarti tutta la mia collezione di vinili rimasta a casa dei miei…»

«Capirai… Che me ne frega di quei gruppi italiani sfigati progressive… Ma c’è qualche motivo se ti sei sentito di fare (l’ennesimo) testamento?»

A lui vengono i lucciconi agli occhi.

«Amore! Te lo dirò, perché è giusto che tu sappia… Credo di star per morire…»

Lei parla come se niente fosse.

«E da cosa lo avresti dedotto (stavolta)?»

«Complimenti per la tua flemma, amore. Sono orgoglioso di te. Lo fai per non far piangere anche me, vero? Sei davvero una donna eccezionale!… Da cosa l’ho dedotto, dici? Beh, è che stamattina avevo uno strano dolore al braccio destro… Poi potrei aver accusato una strana puncicata al polmone… Ma sopratutto stamane mi sento molto stanco, eppure non ho fatto niente per esser ridotto in queste condizioni. Infine mi è venuta una febbre che sicuramente sarà il sintomo ultimo di qualche brutto male…»

«L’hai misurata? Quanto hai?»

«Beh, sì, l’ho misurata. Ma, come sai, il mio corpo è particolare e la temperatura è solo indicativa. Cioè, c’è gente che è morta perfino con trentacinque gradi…»

«E tu quanto avresti?»

«Io? Trentasei e mezzo (e un’anticchia)! Ma ti giuro che per me anche un decimo di grado fa la differenza! Per questo ho fatto testamento!»

John Douglas: Caccia nelle tenebre

John Douglas è stato un esperto profiler, ovvero un poliziotto psicologo incaricato di tracciare il profilo mentale di criminali – in genere particolarmente efferati. Uno di quelli che ha lavorato a Quantico – gli amanti di alcune serie crime capiranno al volo ciò che questo stia a significare.

Nel corso della sua vita ha scritto diversi libri parlando di ciò che ha visto e appreso sul campo. Libri molto affascinanti, se a uno interessa comprendere come funzioni il cervello malato di alcuni criminali. Diciamo che l’approccio di questo libro è molto accattivante, molto simile ad alcune trasmissioni crime che passano sull’8 o il 9 (ma meno pecoreccio).

In questo libro ci parla di serial killer, stupratori, pedofili. Ci racconta come capire chi si ha di fronte a seconda dei segni lasciati sulla scena del crimine. Ci riporta decine di casi a cui ha partecipato all’indagine. Su uno – che ha seguito molto da vicino – si dilunga particolarmente, romanzandolo. Inoltre uno degli ultimi capitoli è dedicato al celebre caso di O. J. Simson, di cui traccia un profilo psicologico accurato. Infine fornisce la sua opinione su pena di morte e attuale sistema giudiziario…

Diciamo che in certi punti non è una lettura semplice. Ho impiegato diversi mesi per completarla perché è tanto istruttiva quando impressionante – ovvero: ho dovuto diluire nel tempo le parti più macabre. Tuttavia garantisco che Douglas in questo libro non abbia mai rimestato nel torbido. Dunque non è un libro per sadici, questo. Ma sicuramente bisogna avere lo stomaco un po’ per queste cose, sennò non ce la si fa a leggerlo.