Hulladrigas

 

Quarto giorno del mese quarto

quattro giorni consecutivi che non mi parli

sto contando i giorni

i giorni di separazione

voglio vedere fin dove vuoi arrivare

quando saremo a dieci cosa farò?

festeggerò portandoti una fetta di torta?

forse sono uno stupido a chiedermi quando mi riparlerai

perché tu non mi riparlerai più, vero?

Certo ho sbagliato

ma ho come l’impressione

che contino più i tuoi umori che i miei errori

come potevi essere fino all’altro giorno così stupenda

e oggi aver deciso di troncare tutto?

non è tremendamente orribile tutto questo?

Io sono colui che raccogliesti dall’erba

come bel fiore raro e selvaggio

io sono il quasi barbone con cui un giorno ti sfogasti

nel giorno in cui volevi quasi portarmi su da te

il giorno dopo però eri un’altra persona

ti vergognavi di avermi rimorchiato

volevi ristabilire le distanze

ma mi trovasti ancora benevolo

buono verso te

così decidesti di continuare in quel gioco

in quella strana avventura del non sapere fin dove spingersi

e quella in definitiva fu la settimana più bella di tutte le altre che seguirono

Mettesti in scena la tua recita schizofrenica

scusarti implicitamente con me se mi tradivi con l’altro

come non avessi potuto farne a meno

mi colpì molto che tornasti indietro a parlarmi

dopo aver lasciato l’altro con una scusa

il giorno dopo non mi feci trovare

il giorno ancora dopo eri lì ferma che mi aspettavi alla mia roccia

quando mi vedesti avesti un sussulto

quel sussulto che avevi sempre quando mi vedevi da lontano

Ero felice di darti quelle sensazioni

di far battere il cuore di una donna così bella

una donna che dava il meglio di sé

mentre si sistemava i capelli

mentre presenziava di fronte a me

mentre ti squadravo dalla testa ai piedi

ammirando la tua propagazione di bellezza

e tu lo sapevi

e ne eri fiera

ci scambiavamo sensazioni belle

il nostro era un patto armonico

Oscillavi

delle volte ti sforzavi di ridere e di essermi propizia

oscillavi tentando di cadere inavvertitamente sul mio corpo

già, inavvertitamente, vero?

però il giorno dopo eri come pacificata

sembrava non ti interessassi più

la sera prima avevi trovato quel che cercavi

lo avevi trovato in un altro

dunque io non ti attiravo più

e questo si vedeva anche nelle occhiaie incipienti

che mostravi tirando su gli occhiali

come avessi voluto informarmi di quel tuo tradimento

che tu facevi così

che se volevo esserti vicino dovevo accettarlo

altrimenti meglio ti avessi respinto subito

E io ci provai a respingerti certo

perché il mio istinto mi urlava di andarmene prima di cadere

di cadere col cuore rotto nelle tue torbide sabbie mobili immorali

per una settimana mi obbligai a nascondermi

tuttavia non ho mai saputo se tu sapessi dove ero

comunque sapevi che non ero più nel nostro solito posto

in quel periodo mi ripetevo sempre

che non avevi voluto darmi il tuo numero

ma allora perché eri tornata indietro a scusarti?

che senso aveva quello?

a quel punto non potevi semplicemente mettermi di fronte al fatto compiuto?

perché ingarbugliare ancora le cose?

insomma ti piaccio oppure no?

rispondi: ti piaccio oppure no?

Quella settimana mi ripiombò nella mia vita grama

enucleata da tutti

avulsa da ogni piacere

così mi dissi:

ma cosa stai facendo?

meglio lei che questo inferno!

prenditi tutto quello che ti dà

qualsiasi cosa,

anche l’amore,

anche l’odio

e ringraziala di tutto

perché ti ha fatto sentire ancora capace d’amare

anche se sei morto da tempo

da tempo!

Tornai da lei

e lei era lì

che mi aveva aspettato

un poco risentita

più dispiaciuta che risentita

della mia assenza

sulla mia roccia

Provammo a riprendere

ma qualcosa era già cambiato

io ero cambiato

lei era cambiata

qualche incomprensione ci avvolse

divenne tutto più complicato

complicato sapere cosa volesse da me

e io quel giorno, quell’ultimo giorno che lei mi concesse

mi palesai pavido

avevo le parole in gola che non volevano uscire

pensavo sarebbe stato semplice invitarla a cena

ma fu così difficile che non vi riuscii

Da allora solo due volte la vidi

da allora non volle esser baciata quando ci lasciavamo

da allora ha cominciato a passarmi davanti senza salutarmi

lo fa con sempre maggiore disinvoltura

neppure fa più finta di non avermi visto

così la vedo da lontano

vedo quella donna straordinaria

straordinaria e misteriosa

che in fondo non ho mai capito completamente

la vedo passare

adesso è quasi sempre sola

come mai?

adesso che si è liberata di me

sembra aver perso interesse anche per gli altri

sarebbe un insulto per me sapere

che per lei sono solo uno come tanti

che ha fatto fuori tutti

e che in quei tutti ci sono anche io

io voglio essere un caso particolare

Vedo da lontano quella donna stupenda

quella donna stupenda che mi aveva raccolto dalla strada

che si era fidata di me

e io non sono stato capace di farla stare bene

di tenermela con me

la vedo da lontano e penso:

un tempo lei era qui con me e mi rendeva felice

un tempo lei mi amava e fremeva quando mi vedeva

un tempo io e lei sdraiati nell’erba facevamo invidia agli altri

anche alle altre coppie vere

un tempo flirtavamo complici

e quel tempo è passato incredibilmente veloce

e lei adesso vorrebbe ripudiarlo

fare finta che non sia mai accaduto

è questo che rende le donne, ogni donna

diversa da me

io non sarei mai capace di buttare tutto nel cesso

anche le cose belle

io le cose belle vorrei cullarmele nella memoria per sempre

portandole sempre con me

per sempre

perché erano vere

perché erano naturali

perché avevano un senso

il senso più bello del mondo.

hulladrigas

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Arianna (film)

È la storia di una ragazza che sta facendo delle cure ormonali, perché sembra che il suo sviluppo sessuale sia molto in ritardo rispetto alla norma. Arianna scoprirà che i suoi genitori le hanno sempre nascosto una verità fondamentale che la riguarda.

L’atmosfera è per lo più campagnola. Arianna si trova in vacanza in una casa immersa nel verde. Il regista mostra grande maestria nel sapersi servire di quello spettacolo naturale dedicandogli il giusto peso e le giuste inquadrature.

Faccio solo un appunto al film: la voce narrante della ragazza, all’inizio, trovo che sia inopportuna. Difatti mi ha indotto a pensare una cosa, che in parte era vera in parte era falsa, ma a cui ritengo sarebbe stato meglio non avessi proprio pensato. Così, arrivando alla fine, non mi sarei sentito in parte gabbato.

arianna

Che lei

che non le servano i miei baci

che non accusi la malinconia

che la felicità sia con lei senza che se ne accorga

che non mi cerchi nel suo passato

che non si volti indietro nelle nebbie

che non mi rievochi negli occhi di uno sconosciuto

che non provi la mia mancanza

che non umilino la sua dignità

che le sia normale esser felice

che sia capace di affrontare anche l’inferno

che sia la prima e unica

che sia la migliore

che non mi rimpianga

che non abbia paura del buio

che non fugga la luce

che le sia caro il canto degli uccellini

che ami gli animali tutti

che il vento le soffi tra i capelli per carezzarla

che il sole la scaldi per non farle sentir freddo

che la mente non le impazzisca per un dolore

che non debba mai esser schiava di niente e nessuno

che sia da esempio alle altre donne, agli uomini, a tutto il mondo

che non cerchi sofisticazioni in mentitori

che gli affabulatori non le irretiscano il cervello

che sia come l’acqua che scorre sempre, infermabile

che non senta la tristezza

che se commette degli sbagli, non siano irreparabili

che viva, viva lei mentre gli altri muoiono

che i suoi occhi ammalino, ma feriscano solo gli ingiusti

che le sue mani tocchino la carne per confortarla

che il sangue le scorra fiero nelle membra

perché lei è lei

non un’altra

la veridica

che con la sua bellezza abbacinate

annienti ogni forma di male.

angelo

Monk (serie)

Adesso che le repliche della serie The Flash sono terminate, dovevo trovare qualcos’altro che occupasse quella fascia oraria in cui voglio riposarmi guardando sdraiato sul letto qualcosa di rilassante… Così la mia scelta è caduta su Monk.

Si tratta delle avventure di un brillante detective, ex poliziotto, tanto arguto quanto pieno di manie. Le storielle poliziesche non sono sempre un granché ma è il personaggio, così particolare, a cui ci si affeziona molto, da subito, grazie a chi lo ha ideato e a chi lo interpreta, a rappresentare il bello della serie…

Curiosità: sono quasi certo che l’attore di cui sopra abbia fatto una comparsa che in pochi ricordano in una delle prime stagioni di X-Files, moltissimi anni fa, nel ruolo, se non erro, di un fisico che aveva dei poteri particolari (in cui forse c’entrava l’ombra!). Non ho voglia di andare a controllare se è vero, ma secondo me è così… 😉

Adrian_Monk