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CONTRO LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE

Io sono contro gli assassini e i torturatori.

Io sono contro la sperimentazione dei farmaci sugli animali.

Io sono contro le industrie farmaceutiche e il Capitalismo.

Io sono contro i nazisti vestiti da medici.

Di conseguenza io non faccio donazioni per la ricerca scientifica.

Io sono contro i governi del mondo che permettono tutto questo.

Un giorno gliela faremo pagare molto, molto cara.

Come meritano.

ITDIDEU: Il distaccamento della medaglietta #10 – Fine

Mentre era impegnato a riflettere sulla sua prossima vacanza e se davvero fosse stato il caso di farsi anche un viaggetto – …ma, dove andare da solo? Nessun posto gli poteva esser congeniale –, quello stesso giorno avvenne uno strano episodio. Gli si staccò la medaglietta di Gesù Cristo che portava sempre al polso. Infatti, da piccolo, una delle sue molto devote nonne gli aveva regalato una di quelle classiche catenine d’oro con su un lato l’effige di Gesù, mentre sull’altro la beneaugurante scritta “Dio ti protegga”. Nemesis col tempo aveva preso a indossare quella catenina, ma fin dal principio, a tenerla al collo, gli aveva ingenerato un qualche fastidio fisico difficilmente descrivibile. Allora, per non rinunciare al prezioso dono che gli fungeva anche da ricordo della nonna ormai scomparsa, se l’era intrecciata più volte al polso destro trasformandola in pratico braccialetto, portandola così sempre con sé… Ma ora la medaglietta gli si era spezzata.

Nemesis prese quell’accaduto come una specie di fatalità: doveva staccare la spina dal lavoro. Però, d’altro canto, si chiese per quale ragione proprio quello era stato il modo in cui Gesù avesse voluto dargli quel consiglio. Non era forse un cattivo presagio che fosse accaduto proprio ciò e non qualcos’altro? Forse Gesù non l’avrebbe più accompagnato lungo quel sentiero che lui si apprestava a percorrere – era quello il reale messaggio larvato? Forse non lo avrebbe più protetto da tutto quello che gli sarebbe accaduto in seguito? Nemesis non credeva più da un pezzo nelle religioni, per molteplici ragioni, soprattutto perché trovava che fossero troppo imperfette rispetto agli alti concetti a cui si ripromettevano di aspirare. Tuttavia era disposto a credere ancora nell’esistenza di Dio. E quella medaglietta rappresentava per lui Dio…

Pochi minuti prima, Pitone si era infilato nell’ufficio dell’editore riferendo:

«L’ho mandato a riposo. È ormai fuori di zucca. Ha la testa da tutta un’altra parte. Non può lavorare in queste condizioni…»

«Allora hai fatto bene. La qualità dei suoi pezzi non era più la stessa… E come mai il disgraziato si è ridotto così?», chiese il vecchio editore che si fidava ciecamente del verdetto di Pitone.

«Ma niente! Un’insensata storia d’amore con una donna della redazione, che da un momento all’altro lo ha accannato, per chissà quale ragione. E lui non se ne riesce a dar pace… Delle volte penso che Nemesis sia troppo sensibile per stare in questo giornale. Delle volte che lo sia anche solo per sopravvivere nel mondo…»

«Una cosa è certa: se non si riprende, lo sbattiamo fuori!»

«Speriamo che si riprenda. Era un ottimo elemento prima che cominciasse ad avere la testa fra le nuvole.»

«Non ci servono sognatori o lavativi. Noi dobbiamo pensare solo al profitto e a far soldi per la pensione!»

“Povero scemo!”

Joyce: Dedalus

Un… deux… trois…

An… de… truà…

Anni fa chiesi a una mia amica che, al contrario di me, amava Joyce, se egli avesse mai scritto un libro che si potesse considerare “normale”, tenendo conto lo stile utilizzato. Mi rispose che, per quanto ricordava lei, era questo

Recentemente mi sono imbattuto in quel nostro scambio di opinioni scritto. Per questo ho deciso di dare un’opportunità a questo romanzo che in pratica sarebbe una sua autobiografia un po’ mascherata… Detto ciò, potrebbe anche essere che avessi già provato a leggerlo in precedenza, ma non lo ricordassi, dato poi come sono andate le cose…

Insomma, mi son messo lì placido placido sul divano, bello pronto a iniziare – e avevo pure una gran voglia di leggerlo…

Comincio con la prima pagina…

Simpatica. Eh. Divertente.

Proseguo.

Ah. Però non ha perso il vizietto di saltare di palo in frasca da un paragrafo all’altro… Gasp!

Che poi sarebbe pure “bello” (per certi versi), come stile…

Sì, ma per un singolo (fottuto) racconto (di poche pagine)… In questo modo si potrebbe creare un delizioso racconto destrutturato da leggere anche più volte (e a ogni lettura si acquisirebbe maggior confidenza col testo stesso).

Ma per un intero romanzo… Si rischia un immane buco nell’acqua…

Procedo un altro po’ e…

La mia mente detona andando in pezzi! Esplode in ogni direzione. E non mi rimane niente nella testa di ciò che ho appena letto.

Allora così non va bene.

È come se, appena acquisito, un concetto finisse subito nel cestino, dopo aver sperimentato appena poche suggestioni. Sì, perché al paragrafo dopo si salta altrove e si ricomincia il gioco da capo…

Tempo cinque pagine e così decido di sospendere per sempre la lettura. E mai più Joyce nella mia breve vita, troppo breve per uno come lui.

Detto ciò, se a voi piace, la cosa non mi offende affatto.

Anzi, son felice per voi.

Ma per me non va bene.

Il suo modo di scrivere è troppo schizofrenico. Talmente tanto da annullare completamente il contenuto che avrei voluto introitare.

Addio per sempre, Joyce!

“Mi sto decostruendo…”

2 film “utili” ma artisticamente poco validi

1. Concrete Utopia

Film orientale apocalittico senza molto a pretendere, tutto focalizzato nel portare alla luce il bieco egoismo e la vile natura umana. E la cosa desolante è che… film come questi serviranno sempre per sbattere in faccia alla gente come è fatta davvero!, nella (fievole) speranza che un giorno possa migliorare – ma tanto quando mai può migliorare gentaglia di questo tipo?!

Succede un qualche grosso cataclisma che spazza via praticamente tutte le case a Tokyo, a parte un condominio moderno di più piani, che rimane miracolosamente in piedi. Povertà e indigenza si spargono come la peste. Ben presto i residenti del condominio decidono di non condividere più con gli altri la loro casa e le loro risorse, in una corsa sfrenata all’individualismo senza limiti. Vien fuori il peggio della gente e la loro natura fascista. I residenti eleggono anche un delegato che li guidi nel difficile momento. Scelgono un uomo deciso che, guarda caso, loro ancora non lo sanno, è anche il più psicopatico tra loro… Ma tanto al dunque non farà alcuna differenza (anzi, forse è anche meglio per loro che il tipo sia così spostato)…

Ma che campa a fa’ questa masnada di stronzi nel mondo? Che diritto hanno di esistere? In realtà è grazie a tale gente se questo mondo fa così schifo, se i soldati sganciano bombe su bambini innocenti, se ai potenti del mondo è concesso di fare il bello e il cattivo tempo, se vengono impoverite intere popolazioni (per non parlare di come vengono trattati gli animali!) e nessuno fa niente. Quando ve ne renderete conto sarà sempre troppo tardi. La verità è che la maggior parte delle persone non sono esseri umani: sono subumani.

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*

2. Threads – Ipotesi Sopravvivenza

Peculiare film tv inglese, non certamente un capolavoro dal punto di vista squisitamente artistico, sicuramente datato ma… con un suo senso e ancor valido oggi. E il motivo è che parla di un argomento che non è andato affatto fuori moda – e non ci andrà mai, temo! –: un ipotetico bombardamento, in questo caso dell’Inghilterra, con bombe nucleari. Il film è una ricostruzione presumibile di ciò che accadrebbe nel breve, medio e lungo periodo. Tutto ciò è qualcosa di davvero impressionante, che colpisce.

Fallout. Inverno nucleare… Tutte cose molto brutte.

Una bomba nucleare è un pervertimento della natura a livelli mastodontici.

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Chloé Cruchaudet: Poco raccomandabile

Un fumetto interessante che ci narra una vicenda ispirata alla storia vera di un uomo francese che, ormai sfinito della vita di trincea durante una guerra mondiale, decide di disertare. Tuttavia un’esistenza da recluso perenne non gli è congeniale e lo mortifica oltremisura. Allora un giorno ha la brillante idea di farsi passare per donna pur di poter uscire e vivere una parvenza di vita umana.

Col procedere del tempo la sua recitazione e i suoi accorgimenti si faranno sempre più accorti e precisi, fino al momento in cui praticamente il personaggio creato diverrà una parte integrante (ed essenziale) di sé necessitante di esprimersi.

L’autrice si dimostra molto brava nella scansione della narrazione, un po’ meno a illustrarla (non amo particolarmente i suoi disegni semplici, che giudico bruttini), seppure, giovandosi di una colorazione perfetta, riesce a creare un’atmosfera in grado di compensare quasi totalmente le sue carenze grafiche.

Riflessione finale… Certe cose è meglio non farle. Perché il nostro cervello è assai delicato e basta poco per romperlo. Basta poco per prendere una strada dalla quale non sappiamo più uscire. Meglio non scherzare troppo con fortissime energie primigenie come a esempio quelle inerenti il sesso. Nel caso specifico dell’uomo in questione, c’è da aggiungere che sicuramente i traumi vissuti in guerra c’entrarono parecchio per dare l’abbrivio alla sua trasformazione.

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Ninetto e le parole incrociate

Ninetto d’estate si metteva anche lui a fare le parole crociate per passare il tempo cercando di non pensare troppo al gran caldo che lo assiepava. Ma alcune lo facevano proprio incacchiare perché non riusciva a risolverle!

Per esempio c’erano quelle molto brevi. Fiumi mai sentiti, con nomi assurdi, che ovviamente non risolveva mai. O, peggio, le parole di due sole lettere, che per lui erano proprio inconcepibili…

Come… Il dittongo di Raimondo… Al che lui pensava a Raimondo Vianello e non riusciva a capire che diavolo potesse mai essere il suo dittongo…

La fine del viaggio… Lui allora si figurava un viaggio e si chiedeva come potesse esistere una singola parola di due lettere in grado di esprimere quel concetto, parola che lui non aveva mai sentito nominare manco di striscio.

Oppure incontrava la definizione il cuore del carciofo, che ignorava totalmente come si potesse chiamare ma malediva ugualmente coloro che avevano scelto di utilizzare quella definizione.

Rime senza pari era un’altra che non sapeva minimamente come risolvere. Dunque esistevano delle rime particolarmente belle che si potevano esprimere con due sole lettere! Anche queste non le aveva mai sentite! A scuola non se ne era mai parlato!

Un po’ di caffè… Era sicuro che la soluzione dovesse essere goccio, o al limite goccia. Ma ovviamente non ci andava. Allora immaginò di ficcarci dentro solo go, ma chiaramente quella risposta sembrava totalmente sbagliata…

Articolo di superbo lo infastidì anch’essa. Non riusciva neppure a mettere a fuoco quel che voleva dire…

Senza parlare di quando trovava parole che sembravano quasi giuste, ma in quel contesto, per un motivo o per l’altro, non lo erano! Sembravano la soluzione giusta ma poi c’era sempre qualcosa che non andava. O la parola era troppo lunga, o corta, oppure qualche lettera proprio non c’entrava con gli altri incroci – allora immaginava un impossibile errore di stampa!

Per esempio gonfia la gengiva a lui sembrava di ricordare che quella cosa si chiamasse accesso, ma c’era una lettera che proprio non ci poteva stare.

A resi meno folti scrisse diramati.

Zio degli States scrisse Tom.

Roulotte per cavalli era abbastanza scuro che fosse box ma toppò alla grande.

A incantesimo scrisse magia ma doveva esistere un’altra parola simile…

Per flosce valeva un discorso simile. Scrisse molli ma doveva essere qualcos’altro…

A divertirsi coi giochi scrisse alietarsi anche se gli sembrava potesse esserci una “l” in più (e infatti non era quella la parola!).

Gara fuori strada… scrisse rally invece di trial

A riassunto essenziale scrisse sinossi ma la parola era sintesi.

Generica imbarcazione… scrisse navetta invece di natante.

Tra due tic… Questa definizione lo fece impazzire! Che diavolo ci poteva essere tra due tic nervosi? Tutto lasciava intendere che ci fosse un altro tic, a giudicare dagli incroci. E invece no! Era un tac!

Termina nel mento… Ninetto scrisse naso invece di viso.

Pillola… scrisse pastigla (senza l’ultima “i”, per farcela entrare!) invece di pasticca.

A dicerie, ciance invece di ciarle.

Magazzini negli scafi vide che cominciava con “st” e allora mise store invece di stive.

Fior fiore della società scrisse creme (e si fece i complimenti perché mostrò di conoscere anche una parola francese) ma invece avrebbe dovuto scrivere elite.

Poco raccomandabili scrisse foschi invece di loschi.

Fatti col compasso… cerci (senza “h”) invece di tondi.

Serpi velenose scrisse vipere invece di aspidi.

Cerchio di luce… aurea invece di alone.

😀

“Mannaggia agli Asburgo!”

Viale del tramonto

Billy Wilder rimane uno dei più grandi registi di sempre. Punto. Pur avendo realizzato film molto diversi tra loro, che vanno dalle commedie più scatenate ai drammi più tristi.

In Viale del tramonto ci parla di uno scrittore in bolletta che casualmente finisce per conoscere una un po’ attempata e dispotica attrice che vive sola (a parte il fedelissimo maggiordomo, innamorato di lei) nella propria grande villa in via di disfacimento – esattamente come lei. Per questioni economiche accetterà di riscrivere un pessimo copione cinematografico con il quale la diva sogna invano da decenni di rilanciarsi, finendo per rimanere invischiato nel mondo della donna e facendosi ospitare da lei a tempo indeterminato.

Solo che presto la ex diva si innamorerà (non contraccambiata) di lui, il quale si troverà nella scomodissima posizione di respingere l’egocentrica donna che gli dà il pane, la quale per di più minaccia concretamente di suicidarsi, se rifiutata.

E certo questa tematica del ricatto amoroso, portata avanti in tali termini, è un qualcosa di molto affascinante e universalmente attuale anche al giorno d’oggi.

ITDIDEU: Il distaccamento della medaglietta #9

Pitone tacque comprendendo che il suo intervento non era stato per nulla benefico per Nemesis, il quale ora appariva anche più disorientato di prima, e stremato. Per cui concepì che fosse ora di cambiar aria: non sarebbe mai potuto esser d’aiuto a un idealista sentimentale come Nemesis. Alla stessa conclusione giunse anche Nemesis: troppo diverso era il loro modo di intendere la vita. Erano agli antipodi e forse, anche se nessuno di loro avrebbe voluto ammetterselo, di fazioni insanabilmente differenti e opposte. Ma prima di andarsene Pitone gli svendette un ultimo suggerimento.

«Comunque, dato che ti vedo così spento, perché non ti prendi un periodo di pausa? Se non sbaglio hai anche diversi giorni di ferie da impugnare, no? Ne avrai accumulati una quarantina…»

«Ad averceli ce li ho. Ma io… non so se…»

«Dai! Prenditeli. Parlerò io con l’editore. Non si opporrà. Non siamo mica nei periodi caldi: è appena primavera… Vai in vacanza. Schiarisciti le idee. E vedrai che quando tornerai sarai molto più pimpante. Ah! E ricordati che “chiodo schiaccia chiodo”!», gli fece un gesto osceno con la mano. E poi abbandonò la stanza come fosse stato un temporale estivo.

Dunque era deciso, si sarebbe preso un periodo di pausa. Tuttavia Nemesis poteva immaginare che avere qualcosa da fare, anche se di malavoglia, avrebbe forse – una regola fissa per queste cose non esisteva – potuto essergli di maggior conforto: perché una depressione profonda, che avrebbe potuto acuirsi con la solitudine e la pigrizia, era ormai praticamene dietro l’angolo per lui…

“Ti serve una vacanza!”