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CONTRO LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE

Io sono contro gli assassini e i torturatori.

Io sono contro la sperimentazione dei farmaci sugli animali.

Io sono contro le industrie farmaceutiche e il Capitalismo.

Io sono contro i nazisti vestiti da medici.

Di conseguenza io non faccio donazioni per la ricerca scientifica.

Io sono contro i governi del mondo che permettono tutto questo.

Un giorno gliela faremo pagare molto, molto cara.

Come meritano.

Convivenza #107

Non si rende conto di quanto sia bello il nome che ha – quando lo dici ai tuoi amici o lo pronunciano i tuoi genitori, a essi si formano sempre le stelline negli occhi… * . *

Invece i nomi che lei avrebbe voluto avere, nell’ordine, sono…

1. Andrea (che invece a te non piacerebbe, per una ragazza).

2. Laura (che ti ricorda una certa Laura, che era una gran stronza, e pure troia, e quindi anche in questo caso non ti sarebbe piaciuto se si fosse chiamata così).

3. Allegra (e questo ti fa molto ridere. Perché sarebbe molto comico che una ragazza che si inalbera facilmente come lei si chiami proprio… Allegra! 😀 ).

2 albi della Cosmo di buona fattura di circa dieci anni fa

Ho già parlato di questo albi i quali utilizzano personaggi arcinoti della letteratura mondiale non soggetti a diritti d’autore per (ri)scriverne nuove versioni e nuove vicende che solitamente non deludono (troppo). Ora ne ho letti un altro paio da aggiungere alla mia collezione… 😉

Sherlock Holmes e il Necronomicon

Eh! Ho anche già detto che questi tipi utilizzano Sherlock Holmes più come vettore di avventure che paladino della logica e dei gialli. Qui arriva al punto di trovarsi invischiato in una brutta storia lovecraftiana nella quale Moriarty tenta di metter le mano sul famoso libro in grado di portar nel nostro mondo gli spaventosi e terribili Antichi… Ma quest’ultimo rimarrà talmente fregato… che voi non potete immaginare quanto!

Questa sinora è la storia più bella che ho letto. Disegni di qualità, narrazione che sfiora la perfezione. Trama ad orologeria…

*

Sherlock Holmes – Le cronache di Moriarty

In questo numero invece scopriremo la terribile sorte del professore cattivo – che però (faccio una critica) ho sempre immaginato molto più vecchio e molto meno dinamico di come viene qui mostrato.

Il professore è imprigionato nel mondo degli Antichi, dove viene torturato senza soluzione di continuità. Ma il bastardone riesce comunque a scantonare con un piano molto audace e quando torna sulla Terra è intenzionato a trovare per poi distruggere tutte le copie ancora rimaste del librone necromantico, imbattendosi così in un fottio di altri peculiari personaggi super-malvagi… 😉

Lillina e il pandoro smarrito

«Quindi tu mi stai dicendo che non hai proprio idea di che fine abbia mai potuto fare quella fetta di pandoro avanzato che pure ieri c’era ancora e si era detto di conservarci per la colazione di domenica prima di andare in chiesa, ho capito bene?», chiede Papino a Lillina, la quale asserisce convintamente con la testolina, cominciando però a divenire rossa. Mentre il suo labbro superiore, ancora contaminato dallo zucchero a velo, però racconta tutt’altra storia…

“Deve esser colpa dello gnometto dispettoso…”

Un horror e un western di buona fattura ;)

Sinister II

Secondo film di questa saga horror che colpisce sempre molto, il quale si occupa di portare avanti la vicenda fornendo un contesto che arricchisce la prima pellicola, spiegando ciò che lo spettatore avrebbe potuto chiedersi una volta ultimata.

Il film è sufficientemente riuscito, turba abbastanza, anche perché ci sono di mezzo bambini e violenze efferate, fisiche e psicologiche. Ma perde qualcosa in freschezza di idee, come preventivabile.

Un ex vice sceriffo ha compreso cosa leghi terribili scenari di fatti molto cruenti in cui furono sterminate intere (o quasi) famiglie. Individua un altro di questi luoghi ma… scopre che attualmente ci vive una famiglia che tra l’altro ha una situazione molto ingarbugliata e sopratutto infelice alle spalle, precisamente c’è una madre in fuga, con i suoi due bambini, dal padre/marito violento, ormai sulle loro tracce.

Riuscirà l’ex vice sceriffo a evitare l’ennesima strage prima che si compia ancora una volta qualcosa di bruttissimo?

*

Old Henry

Un uomo – ormai vedovo da anni – vive un po’ isolato dal mondo nella propria fattoria, assieme al solo figlio il quale però è nel periodo della ribellione e non accetta più tanto servilmente di fare la muffa in quel luogo, dove si sente sprecato. A dare una scossa alla vita di entrambi ci penserà l’inatteso arrivo di uno straniero armato, ferito, moribondo ma piuttosto pericoloso, che i due decideranno di curare ugualmente facendo attenzione che egli non possa nuocer loro. Ma il problema più grosso non sarà rappresentato tanto da questo straniero bensì dal gruppetto di agguerriti criminali che lo inseguono, che non andranno molto per il sottile per riaverlo indietro.

Una volta che questa grande minaccia si paleserà, il ragazzo redarguirà il genitore facendogli pesare di non aver mai voluto insegnargli a sparare. Non sapendo però che in realtà il padre non è solamente quel mite bovaro che sembra e anzi proviene da un passato piuttosto burrascoso e avventuroso che non lo rende certo la vittima sacrificale che il figlio si aspetta…

Un western moderno, violento, a tratti brutale, che si segue con attenzione, se i western hanno ancora presa su di voi. 😉

ITDIDEU: Il profeta (2/7)

Secondi dopo il dibattito riprese piede.

«…Perché la Chiesa si cura dei bambini più di chiunque altro! Nessuno ha premura dei bambini, come voi, meglio di noi…», rispose il prete a una delle prime interrogazioni.

Nemesis parlò senza neppure accorgersene, come se un pensiero gli fosse zampillato autonomamente dalla testa.

«…Se si eccettuano i numerosi casi di pedofilia che accadono tra le vostre fila.»

Il prete si arrestò inorridito.

«Scusi, lei chi è? Desidera qualcosa?», disse piccato.

«Io? Nessuno. Scusi se mi è scappata questa frase. Delle volte mi capita di parlare senza accorgermene, specialmente in questo periodo. È un mio limite. Capisco che lei non voglia essere interrotto…»

Ma il prete, facendo intendere ai suoi piccoli adepti che in quella chiesa si respirava aria di libertà e soprattutto di confronto disponibile, aveva sempre detto loro che non avrebbe mai ostacolato il dialogo con nessuno. Per questo si sentì in dovere di spalancare le porte del discorso anche a quel singolare ospite mai veduto prima che aveva la lingua così sciolta e affilata.

«Per carità! Se vuole può intervenire quando vuole. Qui non si censura nessuno…»

Nemesis lo prese alla lettera.

«Davvero posso?»

«Ma certo. Però, mi raccomando! Con moderazione! Che ho un indottrinamento da tenere, io. Inoltre lo spazio sarebbe per i più piccini. Non vorrà mica toglier loro questo spazio vitale, riservato tutto a loro, nevvero?»

«Okay, con moderazione…», disse Nemesis conciliante.

E il prete avrebbe proseguito diritto, ma quell’intervento aveva dato la stura anche alle interpellanze di qualche altro bambino. Così, un piccolo, di evidenti origine coreane, osò domandare:

«Signor prete, ma è vero che Gesù era biondo e non aveva gli occhi a mandorla?»

Il volto del prete si fece sorridente, con dentro qualche segreta fierezza di appartenere alla razza giusta.

«Sì. Come si vede dai quadri, infatti…»

«…E perché?», gli fece quello, che voleva domandargli come mai, se Gesù era davvero il salvatore di tutti, quindi anche suo, allora non aveva i lineamenti come i suoi bensì come quelli degli occidentali.

«Vedi piccolino, Gesù doveva pur avere una faccia… Comunque una sarebbe valsa un’altra…»

Tutti i bambini fissavano Nemesis. Il prete se ne accorse e allora lo trovò con una mano alzata, a chieder udienza.

«Permette?», chiese Nemesis.

«Come no…», disse smarrito il prete.

«Vede, se davvero, come pare che sia, Gesù è esistito transitando per quei luoghi che si dice… Allora è altrettanto vero che la sua pelle e le sue apparenze non corrispondano affatto a quelle che gli hanno sempre attribuito i pittori al servizio della Chiesa. Per esempio, è indubbio che Gesù non avesse gli occhi azzurri e avesse invece la pelle scura, perché, nelle terre dalle quali proveniva, quelli erano i colori vigenti…»

Il prete si trovò in imbarazzo. Aveva già sentito quella argomentazione affiorare nel corso della sua vita, ma in quel momento non gli sovveniva quale fosse il modo migliore per far crollare le fondamenta di quell’affermazione così sediziosamente e virtualmente blasfema. I bambini lo guardavo attoniti aspettandosi da lui una replica, che però non gli continuava a venire. Nemesis aveva il potere di confonderlo e interdirlo.

«Beh, questa cosa non è proprio così… Ma ve la spiego un’altra volta…», disse rivolto loro facendo intendere che la questione fosse assai più complessa di quanto appariva e che al momento non disponessero degli strumenti adatti per vagliarla al meglio.

Nabokov: Lolita

Ultimamente avevo sentito una blogger parlare molto male di questo libro. Allora, visto che era nella mia lista da secoli, ne ho approfittato finalmente per leggerlo.

All’inizio ne sono rimasto entusiasta. Ho trovato l’autore istrionico e brillante. Sicuramente è scritto in uno stile non convenzionale, anche un po’ arrogante, da uno che vuol far vedere che è bravo – e in genere dapprincipio ci è riuscito.

Poi però, anche prima della metà del libro (che conta circa 450 pagine), e precisamente nel momento in cui il protagonista, appena divenuto vedovo, ha cominciato a viaggiare con la sua Lolita per non farsi trovare… mi ha cominciato ad annoiare e ho cominciato a ritenere il suo stile molto meno efficace, talvolta tronfio, confuso, fumoso, sicuramente molto meno “sul pezzo” di prima. Da quel momento leggere questo libro non è più stato il bel piacere di prima. Sul finale poi un po’ si riprende ma… non è riuscito a farmi pensare di star leggendo un vero e proprio capolavoro della Letteratura mondiale. Si dilunga troppo in questioni irrilevanti, mentre altre che avrebbero potuto rappresentare notevoli apici emozionali le liquida con poche parole (delle volte senza quasi che me ne accorgessi).

Mi sono pentito di aver letto questo libro?

No. Per prima cosa perché comunque si tratta di un testo, anche se incostante, potente, con una storia potente, che a ogni modo rimane dentro. E va dato atto all’autore di aver voluto affrontare questa storia così difficile da narrare nonostante i vari ostacoli, prima di tutto quelli rappresentati dalle case editrici stesse che non volevano pubblicarla.

Poi proprio la storia lo rende assolutamente unico, perché parla della vicenda di un vero pedofilo (un giovane uomo attratto solamente da bambine dai 12 anni fino forse al massimo i sedici). Dico “vero pedofilo” perché ci sono dei pedofili che vanno con i bambini solo poiché spinti ad approfittarsene (e andrebbero pure coi vecchi, o minorati, solo per potersi fare una scopata che ritenessero “facile”).

Ho apprezzato che il protagonista non nasconda affatto i suoi veri pensieri. Nonostante questo, ovviamente, non si tratta di un libro eccessivamente licenzioso o tanto meno pornografico.

Vorrei anche parlarvi delle differenze con il film – tuttavia si tenga presente che la pellicola l’ho vista qualche anno fa, quindi i miei ricordi potrebbero essere un po’ imprecisi. Dunque per prima cosa nel film non avevo avuto l’impressione che si trattasse di un vero pedofilo. Se non erro, ero propenso a ritenere che il protagonista fosse stato attratto da Lolita per un caso fortuito o per una sorta di balzano colpo di fulmine. Inoltre nel libro il protagonista è un giovane uomo avvenente; nel film mi sembra proprio che non sia così e che si tratti di un uomo molto più maturo. Infine, circa il ruolo dell’odioso terzo incomodo, trovo che Peter Sellers lo abbia incarnato alla perfezione. Anche se nel film l’ho detestato molto più che nel libro, probabilmente poiché più presente e visibile e non solo una specie di fantasma aleggiante qua e là.

Questo libro è importante e verosimile perché riporta il reale pensiero dei pedofili: il quale sarebbe che nei bambini si nasconda una parte ambigua e voluttuosa. Noi “normali” sappiamo che non è così; ma loro, i pedofili veri, pensano che dietro certi sguardi o atteggiamenti ci possano essere pensieri sessuali o finanche provocatori – quando invece proviene tutto da loro, dalla loro testa malata.

Infine parliamo di alcune questioni che il libro mi ha lasciato in testa. Questioni dolorose e irrisolvibili… Per esempio… Lolita sembra una ragazzina invero superficiale e indisponente. Tanto che delle volte subisce le violenze/attenzioni del patrigno senza lamentarsi troppo. Ma è davvero così? Quanto hanno impattato su di lei le azioni del pedofilo se poi essa (come lui stesso considera nel libro) pur di sganciarsi da lui è pronta a legarsi sentimentalmente a un uomo qualunque, banale, con poche prospettive, che a ogni modo non l’avrebbe mai amata come invece sarebbe stato capace di fare lui? Evidentemente lui le ripugnava talmente tanto da esser pronta a tutto pur di allontanarsene – anche se poi sarà lei a mettersi in contatto con lui per mere questioni economiche e non si paleserà poi troppo shockata all’idea di rivederlo. In ogni caso, una bambina, buona o cattiva che sia, non dovrebbe mai esser messa di fronte a certe situazioni lascive come possono esserne alcune ingenerate dal sesso. Non dovrebbe essere oggetto di adorazione di nessuno, perché non è giusto che debba gestire tali situazioni che anche un adulto faticherebbe assai a gestire.

PS: Adesso rammento che una volta una persona mi disse che Il dono di Nabokov era il libro più bello che avesse letto. Allora la prossima volta che mi cimenterò con questo autore leggerò proprio questa opera. 🙂

Un libro, un fumetto e un film ;)

Ernst Weiss: Jarmila – Una storia d’amore boema

In questo racconto lungo (non mi azzardo a chiamarlo romanzo breve perché non voglio rischiare di “elevarlo” troppo) si parla di orologi difettosi, donne (disumane) che strappano le penne alle oche quando ancora sono vive e un amore abusivo bislacco tra due persone che sarebbero già accompagnate (da altri). Lo stile non mi è piaciuto. Il tema neppure – giusto l’aspetto amoroso avrebbe potuto interessarmi ma non lo ha fatto e l’ho trovato troppo annacquato da altri fattori. Allora, giunto a metà, ho deciso di sospendere la lettura.

C’è a chi invece è piaciuto, questo racconto. Non escludo di averlo letto nel momento sbagliato, quando ero poco propenso a coglierne il meglio e avevo bisogno di altro.

*

Tom Gauld: Siete solo invidiosi del mio zaino a razzo

Tom Gauld è un brillante fumettista inglese autore da decenni di imperdibili strisce per una nota rivista inglese. Questo volume è una racconta di esse.

I suoi temi sono la Letteratura, alcuni storici autori inglesi, la storia inglese, l’umorismo bristish… e anche surreale.

Il suo stile è davvero adorabile. Anche se delle volte effettivamente c’è molta (troppa) inglesività nelle sue strisce affinché risultino completamente comprensibili per un non-inglese.

Son curioso di leggere altre sue opere più “strutturate” (meno fucking-english!). :)))

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Crazy, stupid, love

Commedia che comincia coi botti ma via via diventa sempre più buonista e prevedibile (ed è un peccato). Completamente incentrata sull’amore, ogni personaggio (di ogni età) è innamorato o ha problemi in questo ambito. In particolare un uomo maturo a cui la moglie confessa di volere il divorzio poiché s’è trombata un collega d’ufficio.

Il tizio, che rimane assai scosso dalla rottura, conosce casualmente uno sciupafemmine il quale lo prende in simpatia promettendogli di farlo tornare a essere un uomo virile desiderato dalle donne…

Si scopriranno incredibili intrecci tra i vari personaggi…