Reazioni involontarie

«No, molte volte una donna non ti dirà apertamente se e quanto sia interessata a te. Perché non vorrà scoprirsi, per non darti la possibilità di approfittarne. Cercherà anzi di farti credere che non sia affatto così. Però, in taluni casi, non riuscirà a essere sufficientemente accorta e potrà forniti possibili reazioni involontarie che dovessero scatenarsi in lei. Per esempio manifestando del nervosismo in presenza di altre donne; oppure palese gelosia. Da quello si può capire ciò che non sarebbero mai disposte ad ammettere. Ricordalo sempre, ragazzo.»

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The hateful eight (film)

Insolito western in riconoscibilissimo stile tarantiniano. 🙂

Una diligenza viaggia in mezzo a una tormenta di neve. Viste le condizioni proibitive, i suoi occupanti, un cacciatore di taglie e una prostituta sua prigioniera che dovrà essere impiccata, imbarcano a bordo altri passeggeri: un presunto nuovo sceriffo, e un nero che si è distinto nella guerra tra sudisti e nordisti, i cui echi non si sono ancora sopiti, in particolare nell’animo del presunto nuovo sceriffo (che è razzista).

Già questo basterebbe a far da propellente esplosivo al film, ma c’è dell’altro. A causa della neve, queste persone devono fermarsi presso una taverna nella quale sembrano cambiate molte cose e molto in fredda dall’ultima volta in cui uno di loro c’è stato. Qui vi trovano altre bizzarre persone. Tra cui c’è n’è almeno una che finge di essere chi non è…

Così la storia si trasforma in un giallo psicologico spatter con reiterati colpi di scena. In cui, è facile immaginare, alla fine ci saranno molti morti ammazzati.

Oltre due ore e quaranta di goduria pura che gli amanti di Tarantino adoreranno.

Ahhhh!, mi è proprio piaciuto. Era da tempo che questo regista non mi entusiasmava così con una sua pellicola.

Disponibile sul circuito di RAIPLAY. Ma certo al cinema doveva essere ancora più bello…

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La colf

Il Signore piscia nel lavandino.

Perché lo fa?!, vi chiederete voi oltremodo scandalizzati e disgustati.

Risposta: perché è un padre-marito-padrone-coglione-stronzone. Se trova il bagno occupato, non può tollerare questo affronto. Per cui va in cucina e la fa lì, nel lavandino. Non vuole aspettare qualche minuto come ogni persona civile farebbe. No. Lui non vuole. Lui è un gran stronzo, in definitiva.

L’ultima volta che l’ha fatto neppure ha lavato il lavandino. Così i suoi schizzi di piscio si potevano rinvenire anche due giorni dopo. Ci ho pensato io a lavare. Sennò, chissà, fosse stato per lui, ancora sarebbe tutto lì come prima.

La Signora invece spesso aggiunge la candeggina o la varechina al liquido per lavare i piatti. Beh, forse lo fa anche per via di suo marito…

Fattostà che non si dovrebbe mai fare una cosa del genere. Perché la candeggina e la varechina sono sostanze FORTEMENTE TOSSICHE. Per cui, se uno ci lava i piatti, non basterebbe poi eseguire una normale sciacquata. Bisognerebbe risciacquare per bene per molto tempo – sennò quelle sostanze non vanno via – fino a quando la sensazione di scivoloso non sia sparita. Cosa che non avviene mai quando lei lava i piatti.

Spesso lei non sa che lui ha appena pisciato nel lavandino quindi, credendolo pulito, ci lava tranquillamente la verdura!

Così, lui piscia nel lavandino. E lei, o ci lava la verdura, o ci avvelena piano piano con la candeggina… Beh, anche lui forse ci avvelena piano piano, col suo piscio…

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La vita di Adele (film)

Storia di una giovane che scopre l’amore saffico attraverso il sentimento per un’estrosa ragazza con i capelli blu.

Le due attrici principali sono bravissime. Ma la cosa forse migliore del film sono le appassionate scene di sesso in cui (finalmente!) si vede come due lesbiche lo fanno (per davvero!), senza ipocrisia.

Nonostante questo, ha pretese, secondo me giuste, di film d’autore, anche se quelli di Cielo sicuramente lo mettono nella schiera dei film softporno…

😉

Risulta forse un po’ troppo lungo, con scene superflue – inserite, immagino, per annacquare le scene calde – che sarebbe stato meglio fossero state tagliate. Allora sì che sarebbe stato un film di primissimo piano!

Spero che questa pellicola contribuisca ad aprire la strada dei film di livello con scene esplicite di sesso. Sarebbe ora di non lasciare la sessualità solo al porno di bassa lega. La sessualità fa parte della vita, non capisco perché tuttora debbano sussistere simili tabù. Ci sarebbero molti meno maniaci sessuali se la sessualità fosse vissuta in maniera più normale e con meno sensi di colpa.

Storia tratta da un fumetto (che non ho letto, ma ricordo di aver intravisto in fumetteria).

Rumorini

Delle volte sentivo uno di quei caratteristici rumorini tipici suoi che faceva. Mi voltavo, e lo vedevo là, che mi stava vicino – perché lui si fidava molto di me, questo mi commuoveva sempre.

Non mi sbagliavo. Mi ero abituato a riconoscere quei piccoli fruscii…

Oggi lui non c’è più. Ma curiosamente quei rumorini delle volte mi sembra di avvertirli lo stesso. Come è possibile? Non lo so.

So solo che prima non mi sbagliavo mai quando pensavo che mi fosse alle spalle, vicino ai piedi. Adesso mi sbaglio sempre.

Ovviamente non mi volto più a cercarlo perché non avrebbe alcun senso farlo.

E niente. È così e basta.

Forse son io che me lo voglio tenere vicino.

Forse è lui che mi sarà sempre vicino.

Però vi assicuro che quei rumorini ci sono, non me li invento io. E prima li produceva lui. Oggi non lo so chi li faccia.

Io e Marley (film <3)

Film che si lascia vedere, che narra tra l’altro di un cane labrador, dei guai che combina, e di tutta la sua vita “ingombrante”, fino alla morte.

Ecco, questo sì che è un film cinofilo che parla un linguaggio che tutti quelli che hanno avuto un cane sanno corrispondere. Al contrario del filmetto con Richard Gere con quel cagnolino, realizzato così male che in passato infatti lo avevo criticato aspramente dicendo che gli autori non sapevano minimamente di cosa parlassero…

Una vita in sofferenza, storia di un bambino debole #5

5 Nausee

A undici anni provai per la prima volta una sensazione per me fino allora del tutto sconosciuta: la nausea. Infatti il passaggio dalla scuola elementare a quella media inferiore mi causò molta ansia, e tale ansia prese sempre più corpo per l’appunto concretizzandosi in una crescente nausea. Fu allora che scoprii che succhiando una caramella potevo in gran parte imbrigliare la nausea.

La mia nausea era, credo, in parte di natura psicosomatica. Infatti, nell’ultimo anno delle scuole medie, quando ormai mi ero abituato all’ambiente nuovo e a tutti, ricordo che non l’avevo più tanto. Però, a ripensarci adesso, sono convinto che sia nata anche per via dello smog che cominciò a erodermi i polmoni e il fisico tutto. Ormai la scuola elementare col giardino annesso me la potevo scordare, immerso come ero in una pesante cappa di smog per tutto il giorno.

Qualcosa stava cambiando nel mio sistema cardiovascolare.