Lei rincasa con dieci buste della spesa.
Lui la percepisce subito lievemente affaticata.
«Che c’è? Hai il fiatone…», dice quasi a riprenderla.
«Oggi va un po’ così… [Pant!]… Eppure non ho fatto tutte queste cose…», afferma mentre già comincia a mettere in ordine.
«Che hai fatto?», le chiede con noncuranza.
«Beh, mi sono alzata alle sei e sono andata a correre un’ora.»
«Poi?»
«Poi oggi era il giorno della prova di danza. Così abbiamo provato per tutta la mattina il saggio…»
«Bazzecole. Poi?»
«Poi a lavoro ho avuto prima una riunione di due ore con i giappo. Poi l’azienda si è inventata che dovevamo cambiare di stanza a dei computer per il call center… ovvero caricarceli sulle spalle…»
«Quanti?»
«Boh, saranno stati un centinaio…»
«E in quante eravate a spostarli?»
«Eravamo quattro donne.»
«Che ci vuole? Appena venticinque a testa… Poi niente altro?»
«Poi, tornando a casa, ho bucato ben due ruote e ho dovuto cambiarle…»
«Avevi la doppia ruota di scorta?»
«No, ne avevo una, ma sono riuscita a riparare l’altra con la gomma da masticare…»
«Ottimo. Ricordati in settimana di passare dal gommista per prendere quella nuova, eh. E poi?»
«Poi ho fatto la spesa per due settimane, per risparmiare tempo… E ora eccomi qua, lievemente affaticata…»
«Vedrai che non sarà niente. Cioè, se non hai neppure la febbre…»
«Beh, ho dimenticato di dirti che me la sono misurata prima di andare a lavoro…»
«E quanto avevi?»
«39 e 9 periodico…»
«39?! Beh, dai, un po’ di riposo e vedrai che ti riprendi. Io quando ero piccolo andavo a scuola con quella temperatura, dopo aver fatto cinque chilometri a piedi, e al ritorno replicavo…»
«Ma non mi hai sempre detto che ti accompagnava il babbo?»
«Sì, si, hai capito. Si fa per dire… Vedrai che con un’aspirina risolvi tutto e domani potrai scavare quel pozzo come avevi promesso, dopo aver arato la terra per tutta la mattinata, ah!, e dopo esserti fatta un paio d’ore in miniera. Sai, credo che ti farà bene stare un po’ all’aria fresca…»
«Sì, caro…»