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CONTRO LA SPERIMENTAZIONE ANIMALE

Io sono contro gli assassini e i torturatori.

Io sono contro la sperimentazione dei farmaci sugli animali.

Io sono contro le industrie farmaceutiche e il Capitalismo.

Io sono contro i nazisti vestiti da medici.

Di conseguenza io non faccio donazioni per la ricerca scientifica.

Io sono contro i governi del mondo che permettono tutto questo.

Un giorno gliela faremo pagare molto, molto cara.

Come meritano.

Paul Pope: Battling Boy

Molto accattivante graficamente, questo fumetto di Pope, il quale mostra di saper disegnare molto bene (quando vuole!) pur non rinunciando al suo stile “sporco” e underground.

L’opera è piuttosto ambiziosa. Infatti l’impressione è che si sia voluto creare un universo fantasy-horror piuttosto sfaccettato e dunque serva del tempo per descriverlo accuratamente. Che tradotto vuol dire che questo primo volume è un po’ interlocutorio da giudicare – probabilmente nelle puntate successive si vedrà meglio dove si vuole andare a parare. Per ora l’opera è un po’ un ibrido di tante cose e presenta diversi personaggi.

Sennonché mi ha molto infastidito il formato del volume della Bao, molto probabilmente rimpicciolito rispetto l’originale – come già riscontrato altre volte per altre opere. Il risultato è stato che talvolta si fatica un po’ a leggere e sicuramente ci si perde un mucchio di particolari del disegno ottimamente dettagliato di Pope (che qui si è impegnato al massimo delle sue possibilità, ed è un peccato che gli si faccia questo torto).

Storia: un ragazzino con evidenti potenzialità superumane viene spedito dal super-padre su un altro mondo, infestato di mostri (perché sembra che questo facciano in famiglia: uccidano mostri). Ma il ragazzino imberbe ancora non ha manifestato in pieno i suoi poteri quindi si trova in grande difficoltà ad affrontarli. Per sua fortuna gli darà una grossa mano la figlia di un eroe (appena defunto) protettore di quel mondo…

Lillina e il bagnetto maledetto

Lillina era stata male, con la febbre alta così. Dunque, per precauzione, si decise che poteva saltare il solito bagnetto della domenica, in modo da non farle prender freddo. Lunedì però si provò a farglielo fare. Tuttavia lei obiettò:

«E no! Oggi non ho tempo! Che devo andare pure a catechismo! E poi sono ancora convalescente!»

Allora si tentò di farglielo fare il giorno dopo. Ma lei dissentì:

«E no! Oggi devo studiare per il compito in classe! Non sono mica agli ordini del bagnetto, io! È il bagnetto che deve sottostare alle mie volontà!»

Gliela si diede vinta pure quella volta, ma il giorno dopo, nonostante la bambinetta accampasse altre scuse, la si obbligò a fare il bagnetto.

Giunti a domenica le si propose di ripristinare la vecchia abitudine del bagno domenicale, ciononostante lei sindacò:

«E no! Adesso sono coperta per almeno una settimana, quindi non se ne parla proprio di fare il bagnetto questa domenica!»

“Io odio il bagnetto!”

2 serie (che non ci hanno convinto troppo) che ci hanno aiutato a passare il tempo boia quest’estate

Il tenente Sheridan: La donna di fiori

Sei puntate, mediamente di un’ora e dieci, che, se la matematica non è un’opinione, fanno sette ore piene, per questa vicenda poliziesca con un ritmo un pochino lento che, pur essendo di dignitosa fattura, mi ha un po’ sfracassato i gioielli di famiglia. Beh, sì: alla fine si palesa un attimino vetusta. ‘:)

La vicenda ruota attorno l’acquisizione di un terreno appartenente a un certo casato che fa gola almeno a due facoltosi concorrenti pronti a tutto pur di farlo loro. Ci saranno diversi morti e soprattutto un mistero da risolvere. Perché il primo uomo che viene assassinato si sentiva tanto sicuro di riuscire finalmente a far pender la bilancia dalla sua parte giovandosi semplicemente di una vecchia foto che lo ritraeva assieme a due belle, giovani e felici ragazze? Molti personaggi in ballo. Uno di loro (almeno) deve essere il colpevole…

Comunque di Sheridan esistono altre serie, sempre della rai, di quegli anni, con lo stesso attore protagonista, che condensano però le avventure in una sola ora, o giù di lì, e penso si riveleranno più confacenti al mio diletto la prossima volta che avrò voglia di gingillarmi con questo tenente.

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…Perché all’epoca non l’avevo voluta vedere? Semplice: perché già allora ne percepivo gli evidenti limiti! No, non sopporto quando si scomoda la parola “capolavoro”, quando non c’è proprio aria di capolavoro. La tal cosa mi infastidisce parecchio e potrebbe ingenerare in me una reazione direttamente contraria, proporzionale allo sproposito affermato. Comunque possiamo convenire che nel suo genere (cioè l’azione) è fatta “abbastanza bene”, al netto delle enormi inverosimiglianze e discrepanze ululanti alla realtà. Cioè, è evidente che si tratti di una serie che fa di tutto per coinvolgerti fin dall’inizio, per buttarti in quel calderone, sperando che presto ti ci assuefarai, volendo vedere come andrà a finire, che poi è quello che è successo anche a me (seppur son rimasto pienamente cosciente del trucchetto subliminale utilizzato e avrei potuto smettere quando volevo!).

Anche l’idea di base è vecchia come il cucco, come il mondo del cinema, seppur ammetto che tale trovata non sia affatto passata di moda, né mai lo sarà. Cioè quella di (far finta di, o comunque dare a bere di) seguire certi fatti quasi in tempo reale.

La cosa che mi ha fatto sbellicare è che ogni puntata ci parla di un’ora ma… dura quaranta minuti! 😀 Se non erro, quando qualcuno ha fatto notare questa discrepanza agli autori, essi hanno risposto che ogni puntata dura venti minuti in meno perché… in essa sono compresi tempi “morti” che non avrebbe avuto molto senso mostrare, in cui si mangia, si va in bagno e si dorme! 😀 Macccerto! 😀 Ma perché la gente la vuol fare comunque fuori dal vaso anche quando viene tanata?!

Seguiamo molti personaggi in contemporanea. La vicenda che fa da motore coinvolge in particolare due di essi: il primo candidato a presidente nero degli stati uniti (obama ancora doveva palesarsi); e un valente superpoliziotto che lavora all’antiterrorismo il quale viene a sapere che proprio il probabile futuro presidente subirà a breve un serio attentato alla propria vita. E mentre il poliziotto sarà impegnato a sventare il fatto criminoso venendo anche a conoscenza che nella sua squadra esiste almeno una talpa che trama affinché ciò si verifichi, accadrà pure che la figlia venga rapita… dagli stessi tipi che vogliono accoppare il senatore nero…

Vedendola oggi ci è difficile credere a molte cose che accadono perché siamo tutti molto più smaliziati. Praticamente io e la mia compagna abbiamo indovinato tutti i colpi di teatro previsti prima che si verificassero. 😉

Per dire, la serie Homeland, molto più recente, anch’essa tutta action e incentrata sull’antiterrorismo, è su un livello nettamente superiore, per quanto riguarda la verosimiglianza e quanto sia avvincente la trama.

Insomma, l’abbiamo presa e ce la siamo sorbita tutta solo perché d’estate ci serviva una serie lunga da vedere per distrarci dal caldo immondo che girava…

PS: noi ci siamo fermati alla prima stagione ma ne esistono diverse altre! Orkaboia!

ITDIDEU: Il profeta (1/7)

Nel suo indefinito e scostante girovagare fisico, emotivo e intellettuale, Nemesis finì accidentalmente nei pressi di una chiesa. Veduti dei bambini giocare a pallone nell’oratorio della comunità, attirato da antiche rimembranze infantili, poiché anche lui era stato uno di loro un tempo, rimase a contemplarli scattare, vociare e divertirsi.

A seguire, tra il primo e il secondo tempo della partita, ci fu una specie di omelia all’aperto, tenuta direttamente sul campetto. Nemesis si adagiò sul comodo muretto che fungeva sia da perimetro del campo che da linea divisoria tra il territorio ecclesiastico e la strada comunale, e rimase in ascolto.

L’ordinario prete cinquantenne attaccò subito con una gargantuesca geremiade. Ma poi toccò alla parte aperta della discussione farsi largo, cioè al momento in cui erano gli stessi bambini che avanzavano le eventuali istanze più disparate accumulate durante la settimana. Il prete disse loro:

«Adesso sotto con le domande! Suvvia, non siate timidi.»

Nel frattempo, non riuscendo a resistere al fascino di una bionda, si era acceso una sigaretta con la quale soleva dare il via al tutto. Nemesis prese non invitato la parola.

«Mi scusi, buonuomo, anche io avrei una domanda, se permette… Ma fumare non è peccato?»

Tentò di essere meno invadente possibile, poiché capiva che il sacerdote avrebbe potuto trovarsi in difficoltà circa quella tautologica questione. Tuttavia l’argomento lo aveva sempre intrigato e voleva vedere come se la sarebbe cavata un simil prelato stimolato su una tal faccenda.

Prevedibilmente, il prete si trovò in impaccio. Così ci pensò qualche istante e poi, con fare salomonico e saggio, disse:

«Indirettamente sì.»

“Indirettamente”? E che voleva dire?! E perché non direttamente?! Tutti ormai sapevano che fumare faceva male, faceva soprattutto morire, tanto che le industrie del tabacco avevano dovuto adattarsi a scrivere sulle loro confezioni “IL FUMO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE”! Nemesis avrebbe voluto lasciarlo stare poiché l’omuncolo gli faceva già pena, ma non resistette dall’incalzarlo.

«Perché indirettamente? Non si muore, forse, tramite il fumo?»

Tutti i bambini, adesso che Nemesis lo aveva fatto notar loro, erano d’accordo con lui. Il prete, visibilmente a disagio, per metter fine alla controversia, decise di spegnersi la sigaretta a terra schiacciandola con la suola della scarpa. Nemesis si placò, lasciandogliela passare.

«Ha ragione lei! Oggi non fumo. Anzi, da domani smetto!», disse il pastore per toglierselo dalle scatole mentre nel proprio animo imprecava verso lo sconosciuto che gli toglieva quel piacere così particolare, al quale non sapeva rinunciare, e infatti non l’avrebbe mai fatto.

Un film spagnolo e un film che finge di essere… latino (ma è solo di Latina) ;)

Almodovar: Dolor y gloria

Film meno intenso da un punto di vista drammatico (o anche effervescente) di altri di Almodovar, film che sembra una specie di pausa di riflessione, un momento di immersiva malinconia scaturito allorché, a una certa età, si getta uno sguardo al proprio passato, si comincia a fare un po’ un bilancio dovendosi ormai confrontare con malattie conclamate fortemente debilitanti con le quali si è costretti a convivere. E benvenuto nel club, amico! 😉

Un quasi anziano regista non riesce più a lavorare, travolto com’è da numerosi mali fisici che lo estenuano profondamente anche nell’anima. Ripensa allora alla sua infanzia, in particolare alla amorevole figura della madre (che però non accettò mai davvero la sua omosessualità, e questo lo fece molto soffrire). Mentre indaga la natura delle proprie patologie e il vero stato della propria salute, si imbatte in un attore con il quale realizzò il suo primo film, ma con il quale all’epoca ebbe degli insanabili diverbi che li allontanarono. Adesso sembra si siano create le premesse affinché in qualche modo ci possa essere un riavvicinamento… Senza contare il riavvicinamento dietro l’angolo che avverrà col suo primo grande amore…

*

America Latina

Un dentista di mezza età vive una vita apparentemente serena e appagante, nel proprio lavoro come in famiglia, nella quale è circondato da donne. Oltre la moglie, ha infatti due figlie di diverse età. La sua quiete da mulinobianco viene però totalmente rimescolata nel momento in cui un giorno si reca in cantina, dove scopre l’esistenza di qualcosa di tanto mostruoso quanto insostenibile.

Senza volervi rovinare il gusto di svelarlo da voi cosa trova, posso dirvi che quel rinvenimento diventa centrale per tutta la sua esistenza. Da quel momento infatti cerca di indagare nella cerchia dei suoi amici e parenti per trovare la persona o le persone che possano aver creato quella situazione molto difficile da accettare e fronteggiare…

In breve però, durante quel percorso di ricerca, il dentista si scopre molto più fragile di quanto si credesse, dipendente da droghe e alcol oltre ogni limite. Così alla fine, dopo aver sospettato perfino delle donne che ha in casa – tutte in combutta tra loro che tramano alle sue spalle?! Potrebbe mai essere?! – colpisce una delle figlie, colpevole di averlo disturbato suonando il pianoforte, nel giorno del suo compleanno. Ciò lo porterà a scusarsi con tutta la famiglia determinando anche la svolta della storia. Infatti l’uomo, per giustificarsi e far comprender loro perché ultimamente è tanto sconvolto, le condurrà giù in cantina con lui…

Il film mi è piaciuto ma, dato il tipo di storia, mi sarebbe piaciuto se alcune questioni avessero avuto maggiore spessore…

Convivenza #105

Se un giorno malauguratamente solo uno di voi due dovesse morire… l’altro potrebbe passare seri guai!

Sì, perché, durante l’autopsia, sul tuo corpo troverebbero lividi alle gambe (perché stai sempre a sbatterle) e bruciature sulle mani (perché ti scotti sempre maneggiando padelle, tielle, pentole e coperchi bollenti).

Mentre sul suo troverebbero anche in quel caso lividi su tutto il corpo – poiché esso è particolarmente delicato e le si formano subito ecchimosi anche per minimi traumi –, ma anche tracce di morsi, perché quando fate l’amore la stringi energeticamente e talvolta, nel pieno della frenesia amorosa, la mordicchi un po’!

Allora… meglio che moriate assieme!

😀

Sebastiano Vilella: Friedrich: Lo sguardo infinito

Terza volta che leggo un fumetto di Vilella ispirato a un artista realmente esistito. Terza volta che realizza una specie di thriller metafisico. Ed ennesima volta che non delude.

Stavolta Vilella ci parla di un pittore peculiare, tale Caspar David Friedrich, famoso per aver realizzato dei quadri molto caratteristici in cui l’elemento naturalistico assume connotazioni quasi celesti, verso il quale l’essere umano non può che rimanere stupefatto, estasiato o in stato contemplativo. Che è proprio quel che accade ad alcuni personaggi che nel fumetto hanno acquistato opere di Friedrich. Il quale viene ora ricercato dalla polizia per capire cosa c’entri in questa oscura faccenda. Ma si dà il caso che in quel mentre egli abbia scelto di divenire irreperibile, ritirandosi per concentrarsi sul proprio lavoro in dei luoghi vietati dall’autorità poiché da sempre nuclei di enigmatici e pericolosi accadimenti…

😉

Lei, Lui: Vivaldi

«Ah, che bella questa canzone! La conosco sicuramente ma non ricordo di chi sia…»

«È sicuramente Vivaldi!»

«Vivaldi? Ma sei sicura? Non sembra tanto il suo stile…»

«Ma certo che è lui! Vuoi che non lo sappia riconoscere, proprio io che da bambina avevo la raccolta di tutti i suoi singoli e non facevo che ascoltarla incessantemente dalla mattina alla sera?!»

«Sarà…»

Non è molto convinto. Segretamente pensa: bah, a me ricorda più Michael Jackson nel suo periodo blu.