Vasco: Toffee

Ho sempre immaginato, dato ciò che viene raccontato e la natura nostalgica e malinconica della canzone, che sia la storia di un amore finito male, in cui lei lo lascia senza dirgli niente mentre lui sta facendo la doccia. Per questo a un certo punto lui le chiede di passargli un asciugamano ma lei non glielo passa. Perché nel frattempo se n’è andata…

😥

Sigle: Daltanious!

Altro robot che segnò senz’altro un’epoca fu Daltanious.

Ricordo come fosse ieri le emozioni che mi suscitava; il mistero delle prime puntate, con la comparsa dapprima del robot base e poi del misterioso robot-leone, che poi si andava a incastrare con l’altro originando un guerriero meccanico molto più potente…

Ma la cosa che mi colpì maggiormente all’epoca fu la sigla, molto coinvolgente e ironica, in cui i vari personaggi del cartone si abbandonavano diffusamente a balli smodati, come a voler smorzare il carattere drammatico (?) della guerra con i soliti invasori alieni…

😉

Ben is back (film)

Altro pregevole film su un drogato in cura per uscire dal baratro della dipendenza. Un giorno si presenta a sorpresa a casa, quando, da accordi precedenti, non avrebbe dovuto farlo. La madre è felice di accoglierlo, seppur rimane molto guardinga, mentre l’altra figlia e il padre non vedono la cosa di buon occhio, ricordando i trascorsi non edificanti del ragazzo. Ovviamente il ragazzo, che prima di entrare nel tunnel delle droghe era stato anche spacciatore, ha molte persone che lo odiano per via del suo passato. Per questo, una volta che essi lasciano la casa incustodita, qualcuno entra nella loro abitazione e porta via loro qualcosa di molto prezioso…

C’è una scena del film in cui Julia Roberts, la madre coraggio, guarda il figlio con uno sguardo pieno d’amore. Impossibile non commuoversi in quel punto… :’)

La giuria (film)

Questa pellicola presenta una storia e un taglio molto intriganti. C’è una commissione popolare che deve stabilire se sia lecito che la moglie di un uomo morto per via di un’arma da fuoco debba percepire un risarcimento milionario dalla fabbrica costruttrice dell’arma. In realtà la sentenza è particolarmente importante non tanto per il caso specifico ma perché, qualora la moglie del defunto vincesse, ciò aprirebbe la strada a risarcimenti milionari anche per tutte le persone che si sono trovate in situazioni simili.

Ora, in questo gioco spietato, ci sono tre parti in causa. La prima è quella dell’avvocato della donna, dell’accusa, integerrimo e idealista, che vuole, sì, vincere la causa, ma solo rispettando le regole. La seconda è quella del cattivissimo esponente dell’industria di armi che invece è disposto a tutto pur di vincere, perfino barare, corrompere o ricattare i giurati. Ma a queste due controparti, che già basterebbero a imbastire una bella trama, imprevedibilmente si unisce una terza componente formata da un ragazzo e una ragazza che si dichiarano in grado di pilotare il verdetto a piacimento, i quali fanno proposte economiche alle due parti istituzionali: quella che offrirà di più otterrà i loro favori e vincerà la causa…

Cast importante. Vanno citati almeno Dustin Hoffman, l’avvocato buono, Gene Hackman, l’esponente molto cattivo dell’industria d’armi, e John Cusack, l’apparentemente amorale ragazzo della coppia che vuol manovrare la sentenza.

Si passa sopra a qualche inverosimiglianza e ci si diverte.

Alla ridda camuffata dell’impostura (Parte VI)

Il problema di far passare il tempo si riproponeva incessantemente e Nemesis non sapeva proprio come risolverlo. Pensò perfino di uscire dall’edificio e tornare successivamente. Poi anche di uscire e non tornare più, simulando un’improvvisa malattia. Tuttavia il Pelato lo aveva visto, e anche reguardito, e quindi si sarebbe ricordato di lui deducendone che aveva messo in piedi una sceneggiata. E allora… chi lo avrebbe sentito quello lì?!

Poteva trincerarsi in bagno per una mezz’ora come fosse stato indisposto. Perché no? Ma doveva stare attento a prendere il cesso giusto. Quel giorno non avrebbe sopportato la vista della merda liquefatta di qualcun’altro che colava giù da un water…

Infine però Nemesis non fece nulla di tutto ciò. Semplicemente si spense in un angoletto sorseggiando ossessivamente dal proprio bicchiere. E, quando lo svuotò, finse che fosse ancora pieno e continuò con quel gesto illimitatamente, poiché il liquido della bibita gli faceva troppo schifo e non voleva introdursene altro nel sangue. Eppure gli serviva di eseguire quell’azione (che in breve divenne rito) per mascherare la sua incommensurabile amarezza.

Così, incredibilmente, un’ora passò. E da ultimo fece il suo ingresso, tutto impettito, come un potente collerico regnante, il Boss Nano. Ciò voleva dire che ci sarebbe stato il brindisi finale, il quale avrebbe posto termine a quel tormento.

Aveva al solito una faccia seria e irrazionalmente arrogante. Teneva il mento alto come chi disprezza la plebe alla quale si deve tuttavia mischiare per mere questioni di etichetta. I suoi occhi non si soffermavano su nessuno dei vili villani, i quali non meritavano il suo sguardo, i quali attraversava nel corpo come fossero stati invisibili. Annoiato, teneva un grosso boccione di spumante dritto per dare il là a tutti gli altri. In un secondo, i team leader dovettero arraffare in fretta il loro boccione di competenza e sincronizzarsi con lui per eruttare tutti quanti nello stesso identico momento.

Da uomo consumato qual era, il Boss Nano impartì una inappuntabile lezione circa la perfetta tecnica per stappare una bottiglia e non far versare a terra neppure una stilla di preziosa sostanza con le bollicine – chissà le volte che aveva replicato quel gesto in vita sua. Nessuno degli altri riuscì a imitarlo. Ci andò vicino solo il Pelato; ma anche lui dovette inchinarsi alla forza centrifuga che da ultimo spinse l’alcol fuori più velocemente di quanto avesse potuto gestirlo. Il Boss Nano, aspettandosi che i suoi servitori non sarebbero stati alla sua altezza, almeno in quell’occasione non si infuriò verso loro per aver irrorato il pavimento, dimostrandosi altresì oltremodo comprensivo.

Con fare compassato distribuì poi lui stesso il contenuto del suo intero boccione, così come Gesù lavò i piedi dei suoi apostoli, che pure gli erano inferiori. Ebbe però l’avvedutezza di tenere l’ultimo bicchiere per sé. Infine fece sentire il vocione – il quale immancabilmente conservava qualcosa di invariabilmente iracondo – e disse un artificiosissimo «Auguri a tutti!», alzò il calice – divenuto Santo Graal –, e tutti gli altri pecoroni gli andarono dietro alzando il loro incompostabile bicchierino di plastica. Quindi fu sancita la piena riuscita della festa e il Boss Nano sparì così come era apparso, e le ultime parole che disse, battendo le mani, a mo di far fretta, furono: «Adesso però si lavora! Non approfittate della mia pazienza!» E allora tutti i team leader scattarono all’unisono e si industriarono per far sparire al più presto i resti mangerecci della festicciola; i quali resti vennero in larga parte impacchettati in fogli di alluminio, in modo da poter essere riutilizzati e consumati forse a capodanno – forse l’anno dopo.

Ma Nemesis a capodanno non ci sarebbe stato. Fu infatti in quel momento che maturò la convinzione che per nessun motivo al mondo avrebbe più dovuto rivivere quello strazio. Inoltre, quando si era brindato, era stato l’unico che non aveva voluto condividere con tutti gli altri quell’ignobile momento di falsa partecipazione. Per questo aveva mirato con astio il nano infame, considerato la giusta personificazione di quell’azienda alienante, ed era insorto odiandolo con sincera malignità, assieme a tutti gli altri che non gli si opponevano. E Nemesis non se ne era accorto ma, in quel mentre, era stato ancora una volta il Pelato, che ormai lo piantonava fisso, a notare come quella sua non adesione contenesse già i primi germi dell’insubordinazione più fragorosa. E il Pelato aveva pensato, con molto disprezzo verso lui: questo qui è fatto al contrario! prima vuol lavorare, quando non si deve! e poi non brinda, quando lo fanno tutti! ah, ma dopo mi sentirà! Ma quando poi lo cercò tra le postazioni di coloro che riprendevano servizio, non lo trovò più perché Nemesis se n’era andato, con l’intenzione di non mettere mai più piede in quel luogo nefasto.

Lo sciacallo – Nightcrawler

Un ragazzo, ladro di rame, piuttosto sveglio e spregiudicato al tempo stesso, si mette in testa che un modo facile e veloce in cui potrebbe far soldi sarebbe quello di trasformarsi in uno di quegli operatori che forniscono sempre tempestivamente materiali video ai tg che si occupano di cronaca e fatti violenti.

La sua bravura in accoppiata con la sua assenza di scrupoli lo rendono presto uno dei più ricercati del ramo. Tuttavia egli è molto ambizioso e vuole arrivare sempre più in alto. Così, quando si imbatte in una sparatoria con morti ammazzati, nasconde delle informazioni alla polizia per ricavarne maggior profitto possibile…

Il film dura due ore molto piene in cui succederanno tante cose senza che ci si perda un sol momento in trastulli. Già solo con la prima ora ci si sarebbe potuto tirar fuori un buon copione sull’immoralità dei media, i quali, per aumentare gli ascolti, farebbero di tutto. Il film si è tuttavia portato oltre riuscendo a intrattenerci un’altra oretta. Con buon profitto.

Andrea de Carlo: Treno di panna

Come forse saprete ho letto molti libri di questo autore. Dunque in lui ho visto più cose positive che negative. Tuttavia questo libro mi ha un po’ sorpreso, in negativo. Nel senso che è il suo primo, e rappresenta anche il suo successo apripista, e io non capisco perché, dato che è un libro normale e ha un paio di caratteristiche che personalmente reputo molto fastidiose (in realtà tipiche dell’autore), che a me sono subito saltate agli occhi. E dire che poi ci hanno fatto anche un film – con Rubini nel ruolo del protagonista, un film che si perde abbastanza nel finale, quando sul principio sembrava promettente, strambo e quasi grottesco, sicuramente comico. Un film che se non erro lo stesso autore ha diretto… E qui mi viene da pensare. Cioè, uno fa il suo esordio letterario con un libro normale che però ottiene un gran successo, e poi riesce pure a dirigere il film! Non è mica da tutti… Viene da pensare che Andrea abbia avuto qualche santo in paradiso. Ed effettivamente, scartabellando su internet, avrei trovato qualche suo appoggio che certo gli ha reso molto più facile l’esordio. In ogni caso, in seguito ha scritto anche dei libri bellissimi, almeno tre o quattro, per rimanere bassi. E me ne mancano ancora di suoi da leggere… Quindi non sto discutendo il suo valore oggettivo. Solo faccio notare che ben pochi possono contare su appoggi rilevanti quando esordiscono. E tante volte, questo dell’appoggio, può benissimo fare la differenza tra un autore pubblicato e uno che non lo sarà mai…

Ma dicevo delle cose che mi hanno infastidito, che sono: la narrazione sempre in prima persona (tipica di molti suoi romanzi), ma sopratutto al presente, che proprio non sopporto. Poi mi secca parecchio che in ogni suo libro ci siano sostanziose parti in cui perde tempo a descrivere le azioni pratiche (più che le reazioni psicologiche) dei suoi personaggi. Non sono assolutamente interessato a quelle parti. Se posso, quando scrivo un racconto, le taglio sempre perché le valuto inutili. Inoltre, nei suoi libri, tali scene finisco anche per comunicarmi un’ulteriore sensazione negativa, perché fanno apparire gli esseri umani per i miserabili che sono – io ci traggo questa lezione, che ci volete fare? –, poiché essi si affannano a compiere azioni che per l’appunto, a vederle da fuori, dall’esterno, fanno capire quanto le loro esistenze siano insulse e deleterie. E io non ho bisogno che questa occorrenza che ho ormai incamerato e do per scontata mi venga continuamente ricordata.

Con questo non voglio affatto dire che il suo intento sia stato quello. Anzi, probabilmente semplicemente egli ritiene che sia consono, quando si narra una storia, arricchirla il più possibile di codeste descrizioni che a me sembrano pura aria fritta…

Un giovane va a stare da amici italiani che cercano di sfondare, in America. La convivenza però diventa insopportabile. Così, alla prima occasione, il ragazzo va a convivere con la cassiera di un ristorante italiano (in cui lui fa il cameriere ed è l’unico italiano a parte il padrone) con la quale ha un flirt. Forse una delle parti più belle del romanzo è proprio questa in cui l’autore esporre le dinamiche di un cameriere. Comunque a un certo punto al giovane il lavoro risulta insopportabile, dunque si licenzia e per sua fortuna viene subito preso come professore di italiano che impartisce lezioni linguistiche ad americani. Anche qui, dopo alcune esperienze controverse, approda a fornire lezioni a una famosa attrice, molto bella. Di cui lui ovviamente si invaghisce, e sembra che in parte sia contraccambiato, nonostante essa abbia già un marito, per la verità assai strepitante ed eccessivo…

Il finale del libro è abbastanza diverso da quello del film, se non ricordo male.

Sigle: Chobin!

Ero indeciso se metterla questa sigla… Poi mi son detto: ma sì, è carina e senz’altro in molti se la ricordano…

Chobin è il nome di un simpatico alieno nano saltellante che si sbatte molto per proteggere la Terra da un altro alieno cattivone… Non sembra ma le puntate di questo cartone avevano un certo pathos…

BOING! BOING!

It comes at night (film)

Siamo in un futuro in cui si è diffusa una fantomatica epidemia molto contagiosa che ha reso di conseguenza gli esseri umani assai guardinghi, egoisti e smaliziati. C’è questa famiglia che vive isolata, in campagna, in una casa quasi tutta sprangata. Un giorno un uomo tenta di introdurvisi. Ma il capofamiglia lo cattura e gli chiede cosa vuole. L’intruso dice che anche lui tiene famiglia ed era venuto solo a cercare acqua da bere e altri beni essenziali per i suoi cari. Ci sarà da fidarsi? Nel frattempo il figlio del capofamiglia non fa che avere incubi nefasti che non gli permettono di riposare bene la notte…

Probabilmente la storia funzionerebbe ancora meglio come libro, piuttosto che come film, dato che nel film vediamo praticamente solo questi pochi personaggi e come interagiscono tra loro, senza che si approfondisca come si sia giunti a quel punto…

https://www.raiplay.it/programmi/itcomesatnight