“GARANTIRE IL VOTO AI NON VACCINATI”?!

…“GARANTIRE IL VOTO AI NON VACCINATI” PER ELEGGERE IL VOSTRO STRAMALEDETTO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA FASCISTA ITALIANA?!

MA PORCOZIO… SE UNO È UN NON VACCINATO NORMALE, CIOÈ NON È UN POLITICO, VIENE BULLIZZATO, UMILIATO E MESSO ALL’ANGOLO IN TUTTI I MODI, TUTTI I GIORNI… MA SE UNO È UN POLITICO ALLORA QUESTI LO VOGLIONO FAR VOTARE PURE SE È POSITIVO?!

MA ANDATEAFFANCULO!!! SIETE SOLO DELLE GRANDISSIME MERDE!!!

Personaggi perlopiù insignificanti dell’agenzia Voli di Gabbiano #18 (Parte II)

Nemesis si guardò nei paraggi. Nel marasma della moltitudine brulicante di persone, uomini e donne, che si aggiravano senza posa in quella agenzia, fu rischiarato da una considerazione spaventosa. Molti di loro – perfino lui stesso – si trovavano in quell’azienda proprio per la grande e irretente quantità di offerta umana che vi si poteva trovare. Cioè, vi era un tale convegno di uomini e donne, che era statisticamente valido poter ritenere che molte di quelle persone sostassero lì non solo per portare a casa uno striminzito stipendio a fine mese, ma soprattutto per avere dei rapporti sociali, i quali il più delle volte sfociavano fatalmente nell’attrazione fisica. E i dirigenti di quella compagnia non potevano non saperlo. Dunque capì che quella mescolata e costante promiscuità, il lavorare tutti ammassati, delle volte anche calcati uno sull’altro, era sia un metodo calcolato per risparmiare sulle spese sia principalmente un metodo per render più allettante quel soggiorno, che per molti di loro sarebbe dovuto essere solo un momentaneo porto d’attracco in attesa di una sistemazione più sicura, duratura e di valore. Con il trascorrere del tempo, quel momentaneo soggiorno diventava una sorta di volontaria reclusione volta all’ergastolo. Questo gli apparve improvvisamente roboante e mefistofelico: venivano trattati come polli d’allevamento ai quali rendevano più interessante la villeggiatura prima della macellazione, la quale alla fine sarebbe immancabilmente avvenuta. E quella mattazione equivaleva al dilapidare della loro unica ricchezza: la giovinezza.

In quell’insano ambiente lavorativo, quanta gente si inebriava di nuove storie, complicità, amicizie, ma anche contrasti e nefandezze e scontri – tutti accadimenti che comunque facevano sentir vivi. Ciò costituiva per gli sfruttati un notevole incentivo a rimanere, anche se lo stipendio era sottopagato, non si rispettavano i diritti sindacali e venivano spinti a rifocillarsi di valori deviati utili all’azienda.

Quell’occorrenza era aberrante, pensò Nemesis in un momento d’irrefutabile lucidità. E allora la sua nausea crebbe a dismisura e infine maturò l’idea di andarsene da quel limbo che pietrificava il corretto svolgimento della vita tentando di renderla viziata e contorta.

L’assordante silenzio del mondo della cultura su queste leggi liberticide e fasciste

Dove sono finiti tutti quei paladini dell’antifascismo? Dove sono tutti coloro che si opponevano strenuamente a berlusconi quando scese in politica? Dove sono finiti i partigiani che fecero la Seconda Guerra Mondiale combattendo il fascio-nazismo?! Che fine ha fatto il popolo viola? E le associazioni ebraiche? E i sindacati? Si sono tutti sciolti al sole, annientati dalle criminali fake news e dalle omissioni dei tg di regime – compreso lo spot che invita a vaccinarsi e invoca di non credere alle fake news! Ma se sono loro le fake news!

Vi ricordate quel post (che ho messo pure in evidenza) in cui spiego bene perché queste leggi sono fasciste? Ecco dovete sapere che ad alcuni dei soggetti che menzionavo sono davvero andato a rompere le scatole sui loro social media…

Eccone qui un breve resoconto…

Sono andato a rompere a una rivista culturale ebraica – perché teoricamente loro dovrebbero un tantinello indignarsi ogni volta che risalta fuori un regime fascista – e ho lasciato il testo di quel famoso post. Risultato: sono stato ignorato. Solo una persona mi ha chiesto conto che avessi messo nella mia lista della gente che avrebbe dovuto dire qualcosa ma non l’ha fatto la Murgia…

Sono andato sul profilo della cgil e anche lì il mio commento è stato ignorato, ma in quel caso perché ce n’erano un mucchio di altri che criticavano aspramente landini e la sua sparata che tutti i lavoratori dovrebbero vaccinarsi. landini, mi fai semplicemente schifo. Sei un opportunista. La prova lampante è il tuo cambio di strategie, in ogni ambito, da quando sei nel sindacato più importante di Italia. È chiaro che questa tua sparata l’hai fatta solo per allinearti con gli altri, perché se non ti esponevi qualcuno avrebbe potuto pensare che sull’argomento vaccini eri ambiguo. Ecco, adesso sappiamo che sei filo governativo, di un governo fascista. Sì, sì, applaudite draghi, che non si è mai visto che la cgil plauda un personaggio come quello. Fate schifo, ve l’ho già detto?

Anche sul profilo dell’ampi, cioè dei partigiani, sono stato semplicemente ignorato. In un post ho trovato però scritto perché non si sentivano di opporsi: perché non volevano esser accomunati coi fascisti che protestavano. E vi sembra una ragione sufficiente?! Dedicherò un post speciale a questa argomentazione… Ne riparliamo poi…

Veniamo a qualche personaggio noto a cui ho rotto il cazzo. Li elenco in ordine di delusione, dalla minore alla maggiore…

Murgia

Il profilo di Michela Murgia non è attivo da mesi (ovvero non pubblica niente di nuovo). Che starà facendo adesso questa scrittrice? Di sicuro non si sta opponendo a questo governo fascista, altrimenti lo avrebbe scritto da qualche parte e sicuramente i media l’avrebbero già messa all’angolo e additata come novax, cosa che non è avvenuta. Così, anche in questo caso, il mio commento è stato semplicemente ignorato, e non so neppure se lo ha letto. Ma certo è curioso che una paladina di antifascismo come lei taccia, una che ha scritto pure un libro su come diventare fascisti, non sappia riconoscere un regime fascista quando ci vive dentro. Michela Murgia, sei colpevole di non saper usare il cervello come si deve. Eh, sì, è grave, perché da te mi aspettavo che prima o poi ti saresti palesemente esposta, invece non l’hai fatto. Per questo ti condanno.

S. Guzzanti

Poi è stato il turno di Sabina Guzzanti. Il mio intervento è capitato proprio a fagiolo perché in questo periodo, allarmata che berluscopi possa diventare presidente della repubblica, ha dato nuovamente il suo contributo satirico per screditarlo. E allora in aggiunta le ho detto: ma come, quando si tratta di berluscopi, torni a essere antifascista, ma quando un intero governo vara leggi fasciste non dici neppure mezza parola e non ti schieri?! Ovviamente non ho ricevuto alcuna risposta al mio commento caustico.

A onor del vero però Sabina mezza parola l’aveva detta. Più precisamente, qualche tempo fa, velatamente, sui vaccini aveva manifestato dei dubbi. Ma visto che la maggior parte dei suoi devoti fan erano decisamente già indottrinati dal governo, questi l’hanno ripresa severamente, e allora lei, che è sempre una piena di dubbi, nel dubbio ha preferito non toccare più nemmeno lontanamente l’argomento… Lei che fa i film d’inchiesta impegnati che gli altri non fanno. Lei che ha parlato del saccheggio di L’Aquila, che ha celebrato Zapatero quando ha vinto le elezioni, che ha perfino fatto un film sulla trattativa tra Stato e mafia… lei non ha detto niente su questo governo fascista. Sabina, forse un giorno ci farai un film sopra? E come lo intitolerai? “Tutti morimmo a stento – la storia di un pese intero divenuto fascista che se la prendeva con i non vaccinati essendosi del tutto dimenticato di cosa volesse dire essere fascista”?

Celestini

Infine la persona e l’artista che mi ha deluso di più: Ascanio Celestini, uno che ha fatto un sacco di spettacoli in cui parlava di fascismo a più livelli e pure di guerra. Ho già detto che l’ho trovato messo molto male. Ha preso spunto da una dichiarazione di un vecchio guru anarchico per aderire completamente alle direttive del governo. Ho battibeccato con lui, ma è stato totalmente inutile. Ormai aveva il cervello totalmente in pappa. Inutile dirgli che Chomsky affermava quelle cose basandosi soprattutto sui gruppi fascisti americani, che si oppongono a mascherine e ogni restrizione e se ne vanno in giro armati. Chiunque è contro quegli idioti! Comunque quando poi gli ho fatto l’esempio più articolato, sugli zingari, anche lui non ha risposto.

Tutto questo per ribadire, anche agli artisti, i quali dovrebbero essere il motore culturale della nazione, che se certe cose le ho capite io, anche loro avrebbero dovuto farlo, seppur indottrinati 24 ore su 24 da media di regime.

Artisti che invero sono stati i primi a vaccinarsi. Infatti ricorderete come furono gli ultimi a riaprire tutto. Artisti dunque che se non si fossero vaccinati rischiavano di morire di fame… Ma non li giustifico ugualmente. Perché moriamo tutti di fame, se non siamo ricchi!

Sapete invece una comunità che non mi ha deluso? Gli anarchici, quelli veri. Seppure quest’argomento sia stato molto divisivo e abbia scatenato feroci critiche interne, alla fine l’associazione che seguo si è dichiarata apertamente contro il green pass. Che poi è la cosa più importante. Loro, i fascisti, li sanno ancora riconoscere, anche quando sono mascherati da altro. ❤

The visit (film)

Da questo regista, Night Shyamalan, ci si aspetta sempre molto, sopratutto nel campo dei film fantastici e paranormali. Sarà per questo che codesto film ha deluso alcuni: perché è un horror, sì, ma senza né elementi fantastici, né paranormali. A ogni modo il film è buono e sicuramente riuscito.

Due ragazzini, precisamente un maschietto e una femminuccia, vengono parcheggiati ai nonni materni (che non hanno mai visto) per favorire la vita sentimentale della madre, la quale vorrebbe farsi un viaggetto propiziatorio con il suo nuovo spasimante. I nonni li accolgono a braccia aperte. Molto presto però cominciano a manifestare strani comportamenti. In breve emergerà come la nonna soffra di una malattia che le faccia andare fuori di testa, ma solo la notte. Mentre il nonno, più ombroso e introverso, pare collezionare pannoloni sporchi (di merda) nel granaio. Man mano che i giorni procedono aumentano i comportamenti alienati degli anziani. Fin quando i ragazzini non decidono di mettere una telecamera in salotto per capire meglio cosa succede la notte…

I segreti della nonnina…

Chi sono i contagiati – Le MIE statistiche sul covid

Io non mi sono vaccinato, così come pure la mia ragazza. Conosco almeno un altro paio di persone che non l’hanno fatto. Tutti quanti noi non ci siamo vaccinati per varie ragioni, ma la principale è nettamente che, avendo patologie o malattie particolari, riteniamo che sia un grosso rischio per noi vaccinarsi, ovvero temiamo di lasciarci la pelle. Ovvero riteniamo che siano più alte le probabilità di andare incontro a grossi problemi vaccinandoci piuttosto che di prenderci il covid.

Detto questo, durante questo inverno nessuno di noi si è ammalato neppure di influenza – tra parentesi, io l’influenza non me la prendo da almeno dieci anni, e quando mi viene la febbre, le poche volte che succede, mi dura ormai al massimo tre giorni, e non supera più certe temperature altissime come invece accadeva quando stavo “maggiormente in società”.

Invece ho notato che a questo giro un mucchio di persone vaccinate che conosco, che lo scorso inverno non si erano presi il covid, se lo sono preso. Come mai?! È solo perché questa nuova versione sembra più contagiosa della precedente… oppure le persone, dopo essersi vaccinate, hanno allentato un po’ la presa e sono state meno rigorose nell’applicare quelle norme che avrebbero dovuto tenere, istigati anche dal banchiere bugiardo che ha detto loro che col vaccino potevano “tornare alla normalità”?

Ecco, io protendo per la seconda ipotesi, vista la quantità spropositata di miei parenti o conoscenti o amici che hanno contratto la malattia a questo secondo turno.

E allora? Allora qualcuno vuole ancora affermare che siano i non vaccinati a diffondere la malattia? I non vaccinati, se sono persone con la testa sulle spalle, sono anche quelle che non fanno assembramenti, non baciano e non abbracciano persone, non festeggiano un cazzo perché non c’è nulla da festeggiare. Io e la mia ragazza praticamente siamo enucleati dal mondo. Io neppure mangio più coi miei genitori allo stesso tavolo (sapendo che loro vanno sempre in giro a veder gente), pensate un po’.

Allora chi cazzo è che diffonde il virus?! Allora perché queste leggi fasciste contro i non vaccinati?!

Queste leggi esistono solo per potersela prendere con qualcuno, per trovare un colpevole a tutti i mali del mondo, quando si sa che i mali del mondo derivano sempre dai politici. Sono loro che governano. Loro è sempre la responsabilità maggiore. Loro gli assassini.

Ma ovviamente questo non toglie che chi gli va dietro non sia esente da responsabilità, tutt’altro.

La morte di Ivan Il’ic (audiolibro)

Celebre racconto capolavoro di Lev Tolstoj, qui presentato in un audiolibro molto interpretato che sembra preso proprio da un lavoro teatrale – compresi gli applausi alla fine. Insomma il più che gradito risultato è molto simile a certi sceneggiati radiofonici che una volta spopolavano.

Si tratta dell’amara storia di un uomo che un giorno, dopo una caduta accidentale, accusa un malessere che progressivamente lo porterà alla morte, tra medici ignoranti che non sanno curarlo e il menefreghismo di falsi affetti; in una parola, l’ipocrisia imperante della borghesia, a cui egli stesso pur apparterrebbe, almeno finché non emerge il suo dramma personale. Quest’uomo morirà nella quasi indolenza generale, eccettuate pochissime persone che davvero lo hanno a cuore, tra iene che mirano ai suoi averi e gente che già si apparecchia l’esistenza per quando egli non ci sarà più.

Davvero un gioiellino, sia il racconto che l’audiolibro.

Avrei potuto ricordare (dott. Cerbini) — Brezza d’essenza

– 𝐀𝐕𝐑𝐄𝐈 𝐏𝐎𝐓𝐔𝐓𝐎 𝐑𝐈𝐂𝐎𝐑𝐃𝐀𝐑𝐄 –Dott. Raffaele Cerbini 𝑹𝒂𝒇𝒇𝒂𝒆𝒍𝒆 𝑪𝒆𝒓𝒃𝒊𝒏𝒊 – ✅ 👉🏻 Ricorda (…) Ed allora, avrei potuto iniziare ricordando come da tempo mi definisca un “correct-vax”, ovvero un forte sostenitore della medicina basata sulle evidenze scientifiche, da applicare anche alle vaccinazioni, mentre sia totalmente contro le ipotesi non dimostrate che hanno caratterizzato la gran […]

Avrei potuto ricordare (dott. Cerbini) — Brezza d’essenza

NINNINI: Partorirai con dolore

Ed eccoci giunti all’avventura di Ninnini che forse fu la più importante della sua intera esistenza…

Ninnini ebbe una bella grana da pelare che lo angustiò per interi anni della sua vita; ma non tutti i giorni, per fortuna, sennò a questo punto sarebbe già esploso. Ninnini era…stitico!

Eh, già. C’è chi nasce bello, chi brutto. Chi loquace, chi silente. Chi alto, chi basso. Chi secco allampanato, chi cicciabomba. E c’è anche chi nasce stitico e chi con la colite. E Ninnini era stitico.

Così, ogni tre o quattro giorni, si riproponeva la questione. Gli prendeva un certo dolore alla pancia che poteva essere più o meno debilitante, il quale gli veniva proprio da dentro – Ninnini pensava dalle “budella”. Quando accadeva non poteva concentrarsi adeguatamente su niente, perché quel tormento era troppo probante per esser sopportato seppure egli fosse un bambino intrepido, coraggioso e stoico.

Dunque Ninnini non poteva che appellarsi ai suoi genitori implorandoli di risolvergli la problematica, perché lui era troppo piccolo e non sapeva come fare. Allora la madre gli diceva che avrebbe dovuto muoversi maggiormente e non stare sempre buttato sulla poltrona a guardare passivamente la tv. Vabbè, ma ormai l’ho fatto, pensava Ninnini.

Il padre gli ricordava che se ogni tanto avesse mangiato anche le verdure ai pasti probabilmente non si sarebbe mai ritrovato in quelle condizioni angustianti. E pure questo era vero; ma che ci poteva fare se a lui piacevano solo patatine fritte, carni dure rinsecchite stracotte bruciacchiate e quasi niente altro sulla faccia del pianeta? Era forse colpa sua se Dio lo aveva fatto così?!

Il record di stitichezza di Ninnini, cioè senza andare di corpo, era di ben sette giorni consecutivi – primato che resiste tutt’oggi seppure il buon Ninnini abbia più volte tentato invano di batterlo per entrare nel Guinness dei primati.

Quando la stipsi era molto grave, i genitori gli impartivano il vecchio consiglio della nonna, che invero funzionava abbastanza, almeno per mitigare i doloretti più contorcenti: mettersi sdraiato sul letto a pancia sotto. Tale stratagemma gli permetteva di far uscire l’aria, ovvero quelle maleodoranti sostanze gassose che gli umani solitamente emettono con costanza dal loro posteriore. Infatti, per qualche ragione, se uno è stitico, per facilitare l’espulsione delle feci solide, deve dapprima liberarsi di quelle sostanze gassose dall’odore piuttosto fogniario custodite in sé; così in seguito sarà più semplice disfarsi della cacca vera e propria, bella solida e dura, che subdolamente si è annidata nell’intestino del povero malcapitato.

Il guaio però è che non sempre questo metodo bastava. Allora, delle volte, nei casi più disperati, se i genitori di Ninnini lo vedevano particolarmente provato, decidevano di portarlo dal medico, come a metter le mani avanti dichiarando al mondo: non è colpa nostra se questo non fa una vita sana, e se muore non vogliamo responsabilità con la polizia, che noi a questo glielo abbiamo detto quello che deve fare!, ma lui non lo fa mai perché è pigro e testone e non ci dà mai retta, a costo di rimetterci la pellaccia, che sia stramaledetto!

Dunque lo portavano dal medico, il quale ormai lo conosceva bene. Egli sapeva che se Ninnini gli era stato condotto innanzi c’erano il cinquanta per cento di possibilità che fosse lì per il solito motivo. Così, appena lo vedeva, gli faceva una faccia lievemente seccata e diceva: ancora problemi a evacuare come Cristo comanda? E Ninnini, nel cinquanta per cento delle volte, con il volto contratto e colpevole, doveva ammettergli che, sì, era proprio per quel motivo. Allora il medico lo guardava con una faccia del tipo: ma che ti posso fare io?!, se continui a non avere una vita sana un giorno finirai all’ospedale per davvero, che ti dovranno aprire la pancia per farti uscire tutta la popò accumulatasi in questi anni!; e ce ne sarà davvero molta da tirar fuori, secondo me, e puzzerà anche molto più della solita cacca normale, secondo me.

Dopo averlo terrorizzato a dovere, il medico gli prescriveva qualche sciroppo per sturarlo come un “lavandino ingolfato”. Ed effettivamente quel provvedimento aveva un effetto redditizio, anche se piuttosto dirompente. Tuttavia, purtroppo, non gli garantiva, tranne nel caso degli ultimi modelli di sciroppi spurganti, che la cacca uscita non sarebbe stata dura dura. Perché capirete bene, bambini, che un conto è farla dura dura mentre tutt’altro è farla che è una soffice delicatezza, magari anche liquida, al limite. Se è liquida magari schizza ma esce che è una meraviglia; ma se è dura bisogna impegnarsi a spingere, spingere a più non posso, e ci si stanca pure. Così si può dire che, anche se Ninnini era maschio, alla sua età aveva già conosciuto le dolorose miserie del travaglio e del parto.

La storia della stitichezza andò avanti per anni in Ninnini, fin quando un giorno comprese che esistevano rimedi naturali per sturarsi comodamente senza prendere alcuna medicina, ed erano le prugne secche e lo yogurt, ma sopratutto doveva fare un po’ di moto e non starsene sempre fermo, oltre che mangiare le verdure. E per fortuna in seguito Ninnini prese a praticare lo sport del nuoto e poi anche a mangiar vegetali. Scoprì che ne esistevano, di vegetali, anche buonissimi, e alcuni gli rendevano la cacca percettibilmente morbida e modellabile come fosse stata pongo, come il cavolo e i broccoli, le quali però sapevano e avevano un odore non sempre auspicale, un odore di cavoli e broccoli!, che chissà come mai richiamava un po’ l’afrore di certe puzzette intestinali…

Il saggio rimedio di mettersi a pancia sotto…

File in farmacia per umiliare i non vaccinati

A parte che i tamponi non sono così affidabili da affidarci il destino di una persona, della comunità che frequenta quella persona e di tutto un paese ricolmo di dementi…

A parte questo, la faccenda è molto semplice: basterebbe poter prenotare un tampone a una certa ora per evitare di dover fare ogni volta una fila chilometrica in farmacia. Infatti le poche farmacie che lo fanno non hanno torme di persone sempre più incazzate fuori ad aspettare il proprio turno.

Tutte le altre perché non accettano prenotazioni?

Perché non gli va di stare al telefono?

Perché tanto a loro non cambia un cazzo e anzi così si devono pure risparmiare la scocciatura di rispondere al telefono?

Perché godono nel veder umiliati i non vaccinati (che si accomunano bellamente a tutti i malcapitati che hanno bisogno di un tampone negativo per poter sopravvivere)?

Perché hanno ricevuto direttive sottobanco dai piani alti per comportarsi così – sempre per lo scellerato motivo di spingere il più possibile la gente a vaccinarsi?

Comunque sia… siete degli infami.

Zerocalcare: A Babbo morto – Una storia di Natale

Una sera Babbo Natale viene scambiato per un comune ladro e ammazzato. Ciò scatena una serie di disgrazie a catena circa la sua azienda, da sempre incaricata di realizzare e distribuire pacchi natalizi su tutto il globo… Alla fine anche le befane verranno colpite da una crisi e dunque non rimarrà più nessuno a recapitare doni ai bambini!

Un Zerocalcare mai visto così sanguinoso, politicamente scorretto e caustico, il quale, narrando una storia umoristica, coglie l’occasione per far echeggiare le più o meno velate vergognose attualità del ributtante mondo di oggi.

Non regalate questo fumetto a natale a nessun bambino – ci rimarrebbe troppo male. Però per gli adulti va bene. o<|:-)