Scooby Doo e Batman – Il caso irrisolto

Gradevole film d’animazione in cui l’eroe della Justice League, Batman, unisce le forze col cane Scooby Doo e tutta la sua brigata del mistero. Molto umorismo, enigmi da risolvere e sopratutto un sacco di supereroi e supercriminali provenienti dallo sgargiante mondo della DC Comics caratterizzano questo lungometraggio.

Nell’archivio segreto di Batman esiste un solo caso che egli non riuscì a risolvere ai primi tempi della sua carriera da vigilante mascherato e riguarda degli scienziati che stavano creando una macchina avveniristica nella quale uno di loro venne risucchiato… Ora sembra che quel tipo, nelle sembianze di un mostruoso essere informe, sia tornato per vendicarsi di Batman. Il quale verrà aiutato dall’allegra comitiva di Scooby Doo per risolvere il rebus della vera identità dello spettro e sopratutto capire quali siano le sue reali motivazioni…

Nice! 🙂

PS: voglio aggiungere solo una postilla su Scooby Doo. Da piccolo odiavo quei suoi cartoni che mi dovevo sorbire sempre. Mi sembravano molto stupidi e infantili. Per me l’unico interesse era scoprire chi si celasse sotto le fattezze del mostro di turno. Non so dire se il mio giudizio fosse oggettivo, o meglio se rivedendoli oggi, da grande, li apprezzerei molto di più. Sta di fatto che le più recenti rivisitazioni di Scooby, talvolta intraviste oggi, mi hanno colpito positivamente e non mi sono sembrate affatto male… 😉

Funeral parti

Trovo la sua foto su un giornale locale online. Dicono che era conosciuto nella zona (non dicono che era noto pure alle forze dell’ordine). Dicono che ci mancherà. Dicono che è stato sfortunato a finire sotto una macchina.

Mah. Io me lo ricordo diverso. Ricordo che puzzava sempre di ascisc, da fare davvero schifo. Lo incontravo al parco, dove infatti lo riconoscevo dalla puzza quando si avvicinava.

Ricordo quel giorno che attaccò bottone. Sembrava un mezzo sbandato. Voleva sapere dove abitavo. Ma fatti i cazzi tuoi!, ci sarebbe stato da dirgli.

Non sapeva parlare. Poteva sembrare anche ritardato. Probabilmente lo era diventato a causa della roba che si faceva incessantemente, senza che ci fosse un qualche genitore, un qualche pseudo amico che gli dicesse che stava esagerando, la merda.

E poi, sì, ricordo quella sua faccia da cazzo. Nella foto sul giornale ha la stessa espressione di sempre: sfacciata. Da demente che però si crede più dritto degli altri. Sì, sì. Vedi come sei stato dritto?

Addio coglione.

Beh, ogni tanto qualche buona notizia. Ti svegli una mattina e qualche rompiballe non c’è più. Peccato però che queste cose non te le godi. Te le goderesti molto di più se sapessi il giorno esatto della dipartita, penso.

ciao merda

Convivenza #30

Lei digerisce pure i sassi e si può coricare tranquillamente a letto anche un minuto dopo essersi ingozzata.

Tu invece devi stare attento a non mangiar troppo o troppo tardi la sera sennò poi non digerisci e devi alzarti per favorire i rutti – se non lo fai, finisci per aver acidità. O, peggio, vomiti.

Questo, decisamente, glielo invidi.

W pasta e Ceci!

Giuseppina Torregrossa: Morte accidentale di un amministratore di condominio

Si sa, gli amministratori di condominio sono tutti un po’ ladri e non risolvono i problemi della gente. Per cui… Chi di noi non ha mai sognato di ammazzare un amministratore di condominio? Quando ho visto questo titolo, non ho resistito. Dovevo leggerlo! 😀

La lettura si è rivelata un mero intrattenimento. Il tono del libro è molto ironico. Scorre via veloce, senza approfondimenti di sorta. I personaggi sono sempre solo accennati. Compreso l’ispettore incaricato delle indagini.

La vicenda si apre con la fresca morte della madre dello stesso – pure questa appena accennata, tanto che verrebbe da pensare che la storia si incastri in altre avventure narrate precedentemente… C’è stato un delitto in una palazzina bene. È morto l’amministratore di condominio, un tipo che sembra avesse il vizio delle donne. La sua scomparsa parrebbe accidentale. Eppure molte cose non tornano. Vi anticipo solo che l’autrice, ritratta in terza di copertina con un bel sigaro in mano – e ciò non depone a suo favore nemmeno un po’ – ha elaborato un’uccisione assai inverosimile…

Kill the administrator!

Banco del Mutuo Soccorso: Moby Dick

Di questa canzone mi piace molto la musica, che tende a prestarsi per evocazioni quasi epiche, mentre detesto proprio il testo. La ragione è molto semplice: trovo che in esso ci siano delle forzature insopportabili. Va bene le metafore ma qui accennano agli amori di una balena (concetto verso il quale tendo a esser molto poco empatico); si parla di vascelli fantasma; …e cavalieri del Santo Graal che la inseguono! Per queste ragioni questa canzone mi risulta indigeribile!

Sigle: Arrivano i superboys! :D

Questa sono certo che ve la ricorderete, anche se il cartone non lo vedevate, perché era molto particolare e rimaneva impressa… 😉

Ben prima di Holly e Benji, ci fu questo cartone sul calcio, in cui questo sport veniva preso estremamente seriamente. In cui cominciarono a fioccare impossibili tiri iperbolici contro le leggi della Fisica…

😀

Stanlio & Ollio (film)

I famosi attori comici – probabilmente l’accoppiata più divertente della storia del cinema –, per rilanciare la loro carriera, decidono di intraprendere una tournée teatrale nel Regno Unito. Ciò dovrebbe esser loro d’ausilio anche per raccogliere dei fondi per un (ultimo?) film che vogliono fare, una parodia di Robin Hood.

Tuttavia tra loro c’è come un’ombra che li divide. Infatti, circa quindici anni prima, Ollio accettò di fare un film senza Stanlio, e quello rappresentò la fine del loro connubio. Durante la tournée il loro antico diverbio rinascerà più forte che mai, tanto da compromettere ogni loro progetto futuro. Sennonché poi subentrerà un altro fatto che invece li farà riavvicinare parecchio: la grave malattia di Ollio.

Su Stanlio e Ollio ci sarebbe potuto dire tutto un mondo. Gli autori invece hanno fatto un film quasi ridotto all’osso, che si concentra unicamente su quell’unico periodo del loro sodalizio artistico e sentimentale. Così il film avrebbe potuto esser fin troppo rarefatto se non avesse avuto quell’accelerazione coincidente con l’affezione di Ollio. A visione ultimata rimane la grande, commuovente amicizia instauratasi tra quei due.

:’)

PS: non so se poi nella realtà lo fecero per davvero quel film su Robin Hood. A me però sembra di ricordarmelo… 😉

25 Aprile 2022 – Festa della Liberazione — 2010: Fuga da Polis

I partiti Progressisti sono lieti di invitarvi alla Festa della Liberazione, che si terrà lunedì 25 Aprile 2022 presso i giardini di Villa Balestra, nel quartiere popolare dei Parioli, in Roma Per motivi logistici, il settore per le classi subalterne, che votano il M5S, è stato collocato nel Giardino Comunale di Torre del Greco, in […]

25 Aprile 2022 – Festa della Liberazione — 2010: Fuga da Polis

Questa è satira, bellezza… 😉

Alla ridda camuffata dell’impostura (Parte II)

Fin dall’inizio Nemesis si sentì a disagio. Rifletté: a quale di quei vomitevoli circoli poter aderire per passare quei pochi momenti di teorica gioia? Ma a quei tempi, per un motivo o per l’altro, aveva già tagliato i ponti un po’ con tutti. Il Papero e la Merla si erano licenziati da un pezzo e forse erano stati, in ultima istanza, più lungimiranti di lui; per non parlare di Vlad, che aveva trovato un’occupazione assai più remunerativa che ne limitava di molto le apparizioni in loco. Tolti essi… rimaneva forse qualcun altro da poter considerare amico?

Nemesis intravide Betty Sapone. Per l’occasione aveva indossato tacchi altissimi che la facevano sembrare più slanciata e sbilanciata del solito. Con un bicchiere in mano, pareva già brilla; ma ciò era impossibile poiché gli spumanti ancora non erano stati stappati. Ci stava provando con uno spilungone più giovane di lei di oltre venti anni, risoluta a festeggiare a ogni costo portandosi a letto qualche nuovo ospite di sangue fresco.

Nemesis si spinse più avanti. Osservò il Fascio Ariano con la sua perenne espressione tesa in volto. Affondava le grandi ganasce in una fettona di panettone che divorò con tre sole morsicate.

Poi finalmente avvistò gente passabile: l’Effimera sorrideva amabilmente accanto alla Tettona Occhialuta. Ma se c’era questa, allora ci doveva essere anche… E infatti, immancabilmente, comparve Faccia Ferma, con il suo cipiglio da morta. No. A Nemesis non andava di conversare con quella zombi con l’acido al posto delle vene. Così girò a largo e si portò in un’altra stanza.

Strabic Boy e il Pelato si scambiavano sorrisi fasulli discorrendo di corbellerie. Poco più in là Susy Posacenere si era decisa ad azzannare un torrone al cioccolato, seppure ciò avrebbe potuto aggravare la sua già compromessa situazione epidermica.

Faccia di Luna appariva raggiante. Forse, per via della sua giovane età, credeva davvero all’aria di festa e a ciò che essa poteva simboleggiare. Era attorniata dalle solite persone adoranti le quali la ossequiavano a iosa da quando avevano capito che non fosse una team leader come gli altri, ma avesse un filo diretto con il temuto capo.

Faccia di Luna era una di coloro che si davano più da fare per distribuire le vettovaglie: difatti tagliava le fette di dolciumi e assegnava le porzioni. Appena intravide Nemesis, lo riconobbe e gli fu particolarmente propizia.

«Prendine una fetta, dai!», disse con entusiasmo.

Nemesis era intenzionato ad assaggiare ogni prelibatezza fosse stata resa disponibile, principalmente per due motivi: il primo era confermarsi che l’impasto di tutte quelle cibarie fosse decisamente grossolano; il secondo invece era che… sarebbe stato davvero difficile per lui trattenersi a una tale soirée, che non prometteva di fargli fare molte chiacchiere, senza neppure mangiare qualcosa per passare il tempo – come era ridotto male il povero Nemesis! Tuttavia, per un motivo che neppure lui comprese, fece il ritroso con Faccia di Luna.

«Non ho molta fame, a dir la verità…», le disse.

Probabilmente in quel momento, Nemesis, capricciosamente, cercava qualcuno che si occupasse di lui, o gli fosse accomodante. E, ottenuto il risultato che si attendeva, ovvero che Faccia di Luna insistesse, accettò il dono di una fetta di panettone con canditi e uvetta annessi, offertogli dalle giovani mani di quella ragazza così ambita e importante in azienda.

Quando i due furono particolarmente vicini, e le loro dita si sfiorarono, e Nemesis percepì che finalmente le loro rispettive curiosità potessero essere esaudite – perché era vero che Faccia di Luna fosse attratta dall’innegabile diversità di Nemesis, come pure lui dalle esuberanti carni di lei –, una tipa mai vista prima, più larga che alta, si avvicinò al tavolino dispensatore interrompendo il loro attuabile idillio.

«Faccia di Luna, scusa se te lo dico adesso, ma mi devi spostare. Io non posso fare quel turno a cui mi hai assegnato per il week end. Si è ammalata mia zia e la devo andare a trovare all’ospedale una volta al giorno, per darle il mio sangue, altrimenti morirà di pertosse convulsa e io perderò anche i soldi dell’eredità…»

L’azione dell’intrusa, tanto risoluta da risultare violenta, lasciò esterrefatta Faccia di Luna, la quale quasi sbiancò (ma per la rabbia, per quella che pareva tanto una colossale panzana riferita solo per ottenere una sospensione speciale in tempi di vacanza natalizie). Le disse: «Va bene. Ne parliamo dopo…», tentando di rimandare la questione. Ma l’altra non le diede tregua.

«No. Adesso devo andare per la trasfusione. Dopo non ci sono…»

Così Faccia di Luna dovette dirle:

«Okay! Ti sposto, allora. Fai gli auguri a tua zia da parte mia!»

«Non mancherò…», se ne andò felice quella.

Nel frattempo quel siparietto aveva reso non partecipe Nemesis, che quindi si era dovuto allontanare. Quando l’intrusa sparì, Faccia di Luna tornò splendente. Il suo ruolo di incensatrice eccelsa riprese a regime. Tuttavia Nemesis capì che il momento propizio era passato e quel prelibato bocconcino non si sarebbe più fermata a parlare con lui.

Faccia di Luna sembrava assai disponibile

Sessualità: da oggetto a soggetto del desiderio — Al di là del Buco

Sono stata stuprata quando avevo quindici anni. Ero andata a trovare una amica che mi disse Rimani! e io restai in un lettone che ospitava me, lei e il suo ragazzo. Lui scavalcò e mi stuprò. Il giorno dopo capii che la mia amica gli procurava le adolescenti per il suo sollazzo. Lei sapeva. Non […]

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