Magic in the moonlight

Colin Firth ed Emma Stone sono i protagonisti di questa gradevole pellicola di Woody Allen.

Un famoso mago, che per ragioni di marketing si nasconde sotto fattezze orientali, viene incaricato da un suo pari di svelare le bugie di una sedicente giovane e affascinante sensitiva. Nonostante l’impegno, il famoso mago (che tra l’altro è un gran misantropo) non riesce a svelarne i trucchi, tanto che alla fine si convince che essa abbia davvero poteri fuori dalla norma. Il che al dire il vero lo rende per una volta in vita sua felice, dato che sino allora aveva sempre vissuto schiacciato da un razionalismo pessimistico che ne aveva minato l’umore…

Tra i due, il mago e la sensitiva, si crea anche un legame affettivo ma poi succede che…

Ratataplan

Adoro Maurizio Nichetti. Per me è un mezzo genio. Tuttavia la mia onestà intellettuale mi fa dire sempre quel che penso. Per cui se c’è da criticare qualcuno che pur stimo, lo faccio.

Come in questo caso. Ora, spero che quel che cercherò di esprimere risulterà abbastanza chiaro e verrà compreso… Non sono sicuro che vi riuscirò.

Dunque il film, nel suo genere, è un capolavoro. Sì, ma capolavoro di cosa? Non proprio di comicità. Non solo… Ecco, qui dovrei promettere che l’ho visionato in un momento in cui ero oppresso dalla nausea. Quindi forse il mio giudizio può esser stato fortemente influenzato da questo… A ogni modo, proprio tramite la nausea, questo film, che pure per certi versi è un capolavoro, mi è risultato orribile, nauseabondo. Il motivo è che mostra un tipo di umanità totalmente disfatta, marcescente. Tutti i personaggi, per come l’ho vista io, schiacciati talvolta da una povertà che non lascia scampo, talvolta, al contrario, oppressi da meccanismi di potere i quali anch’essi rendono prigionieri, …sono delle merde. Conducono esistenze inutili. Si sforzano di vivere, sì, ma mica è vita quella. È ottusa ostinazione a permanere in vita: è il contrario di quel che dovrebbe esser la vita.

Detto questo, se si fosse trattato di un fumetto di satira, probabilmente le mie considerazioni sarebbero state del tutto opposte…

Ora, sono quasi sicuro che nessuno vedendo questo film penserà queste cose, primo fra tutti lo stesso Nichetti. Ma io la penso così…

La storia la possiamo riassumere in questo modo. In una prima mezzora c’è un tizio che scopre casualmente una specie di elisir di lunga vita capace di ridonare le gambe anche ai paralitici… Nella seconda parte, c’è questa compagnia teatrale che vive molto caoticamente, tutta ammassata, che si reca al lavoro, dove però poi finisce che il pubblico, insoddisfatto del loro miserabile spettacolo, gli fa la festa, allora scappano via. Tra tutti i personaggi, in questo punto, spicca il detestabile impresario malvagio… Infine c’è una terza parte in cui il tipo della prima parte, che ovviamente era anche uno degli attori della seconda parte, interpretato da Nichetti, per conquistare la sua bella, che non lo vede proprio, si mette in testa di costruire un robot con le proprie fattezze. Il quale, per motivi imponderabili, infatti avrà successo con la donna, ma finirà anche per andare in tilt…

Il film è una schifezza. Ma un capolavoro di schifezza, in cui io ci vedo un pessimismo cosmico nei riguardi della presenza umana sulla terra.

Nichetti penserà che son matto, ma pazienza.

Il cavaliere di Lagardere

Gradevole film francese che narra le avventure di un simpatico guascone arruffone abbastanza bravo con la spada il quale però si imbatte in un nobile impareggiabile nell’utilizzo di tal arma. Allora si mette in testa di volerlo battere… Ciò farà sì che infine divengano amici. Il nobile gli insegnerà anche le sue mosse segrete, arrivando a farlo perfino cavaliere. Solo che questo nobile è sotto il tiro del cugino, che vorrebbe metter le mani sul suo denaro…

La prima parte è molto più ironica, e l’ho preferita. La seconda invece prende una piega seria e sembra un incrocio tra un dramma shakespeariano e i Miserabili di Victor Hugo.

Convivenza #34

Lei ha un vizio, un’importante dipendenza di cui forse non si libererà mai. È una lettrice, forte. Non sa stare senza leggere. Se non lo fa per un periodo troppo lungo, diventa svogliata, irritabile, infelice, va in crisi d’astinenza. Per questo, dopo averle trovato un serbatoio quasi inesauribile di ebook gratuiti – MLOL, a cui lei però sembra non voglia attinger poiché preferisce di gran lunga i libri cartacei a quelli elettronici –, l’ultima volta che è venuta brevemente a stare da te le hai fatto trovare ben dieci nuovi libri da poter leggere.

Così il primo giorno si è messa lì e dopo attenta valutazione ne ha selezionati tre. Gli altri ha decretato non valgano il suo interesse.

Data la sua estrema voracità in tale ambito, qualche giorno dopo però – e dire che si è pure impegnata a stare ore al computer per rimandare il più possibile quel momento – la sua modesta scorta di libri finisce per esaurirsi… Allora, prima che diventi infelice, ricorrete alla vostra ultima sostanziosa risorsa, di cui invero le avevi accennato più volte per tranquillizzarla su questo argomento per lei così sensibile: si può andare in una biblioteca vicino dove ci sono forse centinaia di libri da portarsi a casa, e senza prenderli in prestito perché si tratta di un bookcrossing!

Dunque una mattina programmate la giornata in maniera da avere quella sortita come punto nevralgico della stessa. E ne vale davvero la pena. Infatti, appena immersa in quel mondo paradisiaco in cui si deve solo occupare di isolare i libri che più le aggradano dagli altri, il tuo amore comincia a sorridere benevolmente colmandosi di gioia.

A un certo punto vi mettete seduti a un tavolino per vagliare i tomi che avete scelto. Anche tra i tuoi ce ne sono alcuni che le interessano, bene. Per fortuna previdentemente ti sei portato dietro un carrello per fare la spesa, altrimenti adesso tutti quei volumi non sapreste proprio dove metterveli o come portarli a casa.

Ci vuole così poco per rendere felice la tua bambina… Basta non farle mai mancare dei libri nuovi da leggere. E più ne avrà a disposizione e più sarà felice, la tua bambina. ❤

Giole Dix: Manuale dell’automobilista incazzato

Libro che riporta forse uno dei primi e più grandi successi di questo artista.

Il tema centrale è, come si capisce, l’automobilista. La cosa che mi ha sorpreso è che Dix ha affrontato l’argomento praticamente a 360 gradi. Vi troverete celebri pezzi comici che hanno visto luce in tv, racconti più o meno umoristici, capitoli dedicati a temi specifici. Alla fine ci sarà perfino un quiz per capire che tipo di automobilista siete. Senza contare dei nuovi falsi quiz di scuola guida, da sbellicarsi.

Se vi piace l’autore, non vi annoierete.

😉

Sigle: Dragonball!

La forza principale di questo cartone (che ormai conoscono tutti) è quel tipo di serialità che ne incoraggia la visione. Dunque se si inizia a guardarlo si tende a continuare a farlo per vedere poi come andrà a finire… Solo che la fine è molto, molto lontana…

Ricordo come fosse ieri quando, all’incirca venticinque anni fa, un mio amico che comprava il fumetto, sbalordito della piega combattistica che ormai avesse preso la storia, se ne uscì dicendomi: non si regolano più!, stanno decisamente esagerando!, adesso Goku sfida pure Dio! – e non aveva torto.

Forse non tutti sanno che agli inizi Dragonball non era affatto solamente un prontuario infinito di combattimenti tra superguerrieri… Difatti nelle prime puntate si poteva trovare un mucchio di ironia. Akira Toriyama (l’autore del manga, che ancor oggi si sorprende lui stesso del successo conseguito da questa opera) al principio non aveva previsto dove sarebbe andato a parare, per cui lo aveva infarcito del suo tipico umorismo alla Arale

Qui riporto la sigla, perché è comunque carina…

Copperman (film)

Un ragazzino autistico che vive in un paesino si invaghisce di una bambina con anche lei dei problemi da risolvere – si taglia poiché si crede responsabile della morte prematura della madre, finita sotto un treno per salvarla. La bambina ha un padre violento, uno strozzino, molto stronzo, il quale osteggia la loro amicizia. Dal canto suo, il ragazzino autistico è ossessionato dalla mancanza del padre. La madre gli ha raccontato la balla che è un supereroe e non c’è mai a casa proprio perché sta salvando il mondo. Allora il ragazzino si convince che da grande anche lui deve diventare come suo padre: lui sarà Copperman, l’uomo di rame… Sullo sfondo, il personaggio cattivo (il padre della ragazzina), a cui nessuno dà una sonora lezione, finirà per arrecare un male esponenzialmente peggiore nelle vite di tutti coloro che incrocia… Vecchia storia. E lo Stato dove sta?, lo Stato che dovrebbe togliere dalla circolazione queste persone deleterie per le altre. LO STATO NON ESISTE.

Anime gemelle (film)

Uno Steve Martin in forma è il mattatore di questo vecchio film degli anni ’80 ingiustamente caduto nel dimenticatoio, nonostante la buona fattura. È la storia di un single incallito che si sente molto solo e del suo fraterno amico, afflitto dallo stesso problema. “L’uomo solo” le proverà tutte per non esserlo più, solo, ma avrà molta sfortuna nelle scelte con l’altro sesso. Finché a un certo punto si innamorerà di una donna che sembrerà perfetta per lui. Il problema però è che questa donna, con alle spalle una lunga serie di fallimenti sentimentali, per la troppa paura di soffrire ancora tenderà ogni volta a lasciarlo spezzandogli il cuore…

Uno humour un po’ alla Woody Allen prima maniera, dunque pieno di paradossi comici. Consigliato.

Ci vuole un gran fisico

Film passato in secondo piano ma con grandi pregi. Per prima cosa presenta una serie infinita di gag a getto continuo, alcune anche diverse dal solito, tra una comicità più classica e una più fantasiosa. Ci sono un mucchio di personaggi funzionali alla storia, anche se la mattatrice assoluta è un Angela Finocchiaro in grande spolvero, un’attrice bravissima con ottimi tempi comici, capace di reggere da sola un intero film sulle proprie spalle e la propria bravura. Ed è così da sempre!

La storia parla di una mamma che si arrabatta per far combaciare tutti i pezzi della propria vita, tra un lavoro che si fa sempre più complicato e competitivo, un amore odierno che non esiste, l’amore antico che è stato un fallimento assoluto, una figlia con cui non c’è dialogo e una madre con cui anche lì non è che ci si capisca molto. Senza contare un curioso angelo custode che tenta di darle una mano, con risultati esilaranti. Nel variegato cast compaiono anche Aldo, Giovanni e Giacomo, in personaggi riusciti.

Credo che si tratti di un film che rimarrà nella storia del cinema italiano e che in seguito diverrà un piccolo cult e verrà sicuramente rivalutato.

Andrea de Carlo: Treno di panna

Come forse saprete ho letto molti libri di questo autore. Dunque in lui ho visto più cose positive che negative. Tuttavia questo libro mi ha un po’ sorpreso, in negativo. Nel senso che è il suo primo, e rappresenta anche il suo successo apripista, e io non capisco perché, dato che è un libro normale e ha un paio di caratteristiche che personalmente reputo molto fastidiose (in realtà tipiche dell’autore), che a me sono subito saltate agli occhi. E dire che poi ci hanno fatto anche un film – con Rubini nel ruolo del protagonista, un film che si perde abbastanza nel finale, quando sul principio sembrava promettente, strambo e quasi grottesco, sicuramente comico. Un film che se non erro lo stesso autore ha diretto… E qui mi viene da pensare. Cioè, uno fa il suo esordio letterario con un libro normale che però ottiene un gran successo, e poi riesce pure a dirigere il film! Non è mica da tutti… Viene da pensare che Andrea abbia avuto qualche santo in paradiso. Ed effettivamente, scartabellando su internet, avrei trovato qualche suo appoggio che certo gli ha reso molto più facile l’esordio. In ogni caso, in seguito ha scritto anche dei libri bellissimi, almeno tre o quattro, per rimanere bassi. E me ne mancano ancora di suoi da leggere… Quindi non sto discutendo il suo valore oggettivo. Solo faccio notare che ben pochi possono contare su appoggi rilevanti quando esordiscono. E tante volte, questo dell’appoggio, può benissimo fare la differenza tra un autore pubblicato e uno che non lo sarà mai…

Ma dicevo delle cose che mi hanno infastidito, che sono: la narrazione sempre in prima persona (tipica di molti suoi romanzi), ma sopratutto al presente, che proprio non sopporto. Poi mi secca parecchio che in ogni suo libro ci siano sostanziose parti in cui perde tempo a descrivere le azioni pratiche (più che le reazioni psicologiche) dei suoi personaggi. Non sono assolutamente interessato a quelle parti. Se posso, quando scrivo un racconto, le taglio sempre perché le valuto inutili. Inoltre, nei suoi libri, tali scene finisco anche per comunicarmi un’ulteriore sensazione negativa, perché fanno apparire gli esseri umani per i miserabili che sono – io ci traggo questa lezione, che ci volete fare? –, poiché essi si affannano a compiere azioni che per l’appunto, a vederle da fuori, dall’esterno, fanno capire quanto le loro esistenze siano insulse e deleterie. E io non ho bisogno che questa occorrenza che ho ormai incamerato e do per scontata mi venga continuamente ricordata.

Con questo non voglio affatto dire che il suo intento sia stato quello. Anzi, probabilmente semplicemente egli ritiene che sia consono, quando si narra una storia, arricchirla il più possibile di codeste descrizioni che a me sembrano pura aria fritta…

Un giovane va a stare da amici italiani che cercano di sfondare, in America. La convivenza però diventa insopportabile. Così, alla prima occasione, il ragazzo va a convivere con la cassiera di un ristorante italiano (in cui lui fa il cameriere ed è l’unico italiano a parte il padrone) con la quale ha un flirt. Forse una delle parti più belle del romanzo è proprio questa in cui l’autore esporre le dinamiche di un cameriere. Comunque a un certo punto al giovane il lavoro risulta insopportabile, dunque si licenzia e per sua fortuna viene subito preso come professore di italiano che impartisce lezioni linguistiche ad americani. Anche qui, dopo alcune esperienze controverse, approda a fornire lezioni a una famosa attrice, molto bella. Di cui lui ovviamente si invaghisce, e sembra che in parte sia contraccambiato, nonostante essa abbia già un marito, per la verità assai strepitante ed eccessivo…

Il finale del libro è abbastanza diverso da quello del film, se non ricordo male.