Evolution

Tempo fa mi chiedevo:

E adesso? Adesso che posso fare per continuare il mio percorso evolutivo? Adesso che mi rispetto. Adesso che ho capito tutto quello che c’è da capire su di me e sul mondo. Adesso che sono in pace con la mia coscienza ma non lo sarò mai con la società degli uomini. Adesso… che posso fare per accrescere ulteriormente la mia autocoscienza? Forse dovrei focalizzare la mia attenzione sulla mia… anima?

Ma in realtà, ritenendo mente, corpo e spirito un unicum, non credevo che questa strada spirituale andasse percorsa. Non credevo in quella strada e non pensavo che mi avrebbe riservato sorprese…

Allora che posso fare?, mi interrogavo ancora.

Stavo vagliando il volontariato (nell’ambito animale), ma purtroppo i luoghi deputati a praticarlo non erano così dietro l’angolo come speravo…

Ecco, in quel frangente mi capitò di innamorarmi di una ragazza. E poi di mettermici proprio assieme, evento, questo, per me oltremodo raro dal verificarsi.

In breve stravolsi la mia quotidianità e cominciai a vivere e ragionare nell’ottica della coppia, sempre la coppia.

Così compresi che era quello il nuovo cimento che mi attendeva, una sfida alla quale prima mi ero sempre sottratto.

Questa esperienza sono profondamente convinto stia allargando i miei orizzonti rendendomi migliore di come ero fino a poco fa.

O:-)

(SANTO SUBITO! :D)

Fischia il vento

Sono in metropolitana. A un certo punto entra una donna con una fisarmonica a braccio. Avrà circa quarantacinque/cinquanta anni ben portati. Altezza media. Corpo florido con bei fianchi e bel seno. Bel viso sorridente con un irreprensibile rossetto apposto. Carnagione bianca. Capelli corvini. Comincia a cantare accompagnandosi con la fisarmonica…

Canta bene. Il suo canto è gradevole. Riempie il cuore.

Chissà questa donna (sicuramente immigrata) quante deve averne viste in vita sua…

La sua voce scalda il cuore. Il suo sorriso conforta e accoglie. Sa risultare parimenti materna e seducente. Incarna la donna perfetta.

La sua vita non deve essere facile. Sulle vetture tutto il giorno. In piedi a cantare. Coi fasci che la disturbano. A fuggire poliziotti ligi alla demenza. E pensare che questa donna non dà fastidio a nessuno. Anzi, la sua presenza è una benedizione per tutti coloro che la incontrano. Tutti coloro che hanno un cuore nel petto che ancora batte.

Immagino che questa sia una canzone tradizionale del suo paese. Diffusasi durante la Guerra.

Meli e peri erano in fiore,
La nebbia scivolava lungo il fiume;
Sulla sponda camminava Katjuša,
Sull’alta, ripida sponda.

Camminava e cantava una canzone
Di un’aquila grigia della steppa,
Di colui che ella amava,
Di colui le cui lettere con cura conservava.

Oh canzone, canzone di una ragazza,
Vola seguendo il sole luminoso
E al soldato sulla frontiera lontana
Porta i saluti di Katjuša.

Fa’ che si rammenti di una semplice ragazza,
Fa’ che la senta cantare,
Possa egli proteggere la terra natia,
Come Katjuša protegge il loro amore.

Meli e peri erano in fiore,
La nebbia scivolava lungo il fiume;
Sulla sponda camminava Katjuša,
Sull’alta, ripida sponda.

Ebbe così successo che dapprima venne tradotta in italiano nella famosa Fischia il vento.

E poi venne anche rielaborata nel Casatschok cantato da Dori Ghezzi e Dalida.

Fischia il vento è una canzone sempre valida. Perché ci sono sempre ovunque fasci da estirpare. C’è sempre un oppressore che vuole usarci violenza. Dei draghi da abbattere…

«Fischia il vento e infuria la bufera,
scarpe rotte e pur bisogna andar
a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell’avvenir.
A conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell’avvenir.

Ogni contrada è patria del ribelle,
ogni donna a lui dona un sospir,
nella notte lo guidano le stelle,
forte il cuor e il braccio nel colpir.
Nella notte lo guidano le stelle
forte il cuore e il braccio nel colpir.

Se ci coglie la crudele morte,
dura vendetta verrà dal partigian;
ormai sicura è già la dura sorte
del fascista vile e traditor.
Ormai sicura è già la dura sorte
del fascista vile traditor.

Cessa il vento, calma è la bufera,
torna a casa il fiero partigian,
sventolando la rossa sua bandiera;
vittoriosi, al fin liberi siam!
Sventolando la rossa sua bandiera,
vittoriosi al fin liberi siam!»

Cartoni irrinunciabili: Capitan Futuro!

Ricordo il piacere di quando da bambino venne fuori dal cilindro questo cartone, che facevano sulla RAI, che parlava di questo Capitan Futuro e delle sue avventure spaziali. Il buon capitano era davvero molto buono e forte e non si lasciava mai andare nelle difficoltà. Se ne andava in giro per il cosmo a “sistemare” cattivi. Poi aveva quelle splendide pistole a raggi che all’occorrenza potevano anche fungere da propulsori, se si trovava in assenza di gravità. Era aiutato da un paio di tipi buffi, un robot (che si vedeva che era un robot) e una specie di androide (che non si vedeva che lo era) capace di assumere qualsiasi forma!

Capitan Futuro picchia duro anche per noi!”

😉

In Bruges – La coscienza dell’assassino

Film molto ironico che narra invece una storia che sarebbe abbastanza drammatica. Due killer si stabiliscono a Bruges, in Belgio, in attesa di ordini del loro capo. Uno dei due ha invero combinato un casino nell’ultimo “lavoro” compiuto: senza accorgersene, ha ammazzato un ragazzino…

Tra incontri bizzarri, battute fulminanti, crisi di coscienza con conseguenti pulsioni al suicidio e rapporti d’amicizia messi a dura prova dalla fedeltà e dall’onore. Con nani.

Alcuni considerano questo film un capolavoro. A me è semplicemente piaciuto.

Cartoni irrinunciabili: Conan il ragazzo del futuro!

Anche questo sicuramente è tra i più bei cartoni animati mai realizzati: Conan il ragazzo del futuro!

In un futuro apocalittico in cui la vita sulla Terra ha rischiato di estinguersi a causa delle scellerate scelte dell’essere umano, c’è questo ragazzo che vive su un’isola deserta col vecchio nonno malato che di lì a poco morirà…

Conan è un ragazzo straordinario. Per prima cosa è estremamente buono e generoso. Poi ha eccezionali doti fisiche che gli permettono di cimentarsi anche in azioni che per i più sarebbero impossibili da compiere.

Un giorno conosce una ragazza sua coetanea di cui si innamora praticamente all’istante, Lana. Essa viene rapita da degli uomini malvagi che la vogliono usare come arma di ricatto per costringere il nonno della ragazza, ovvero il migliore scienziato rimasto in vita, a lavorare per loro.

Così inizia l’avventura di Conan che, nel tentativo di salvare Lana, finirà dall’altra parte del globo a combattere una battaglia per la libertà da cui dipenderanno le sorti di tutti gli esseri viventi. Lungo il suo percorso Conan conoscerà tante persone, alcune delle quali lo aiuteranno nella sua missione, altre lo ostacoleranno.

Nella serie, in cui ne succedono tante ed è assolutamente paragonabile per intensità a un vero e proprio romanzo d’avventura, si combinano perfettamente elementi umoristici con elementi drammatici, come nella migliore tradizione nipponica in fatto di manga e anime. Ovviamente sono presenti molti temi ecologici.

Ah, ultimo particolare fondamentale: la serie si avvale della sceneggiatura e anche della regia di una pietra miliare dell’animazione mondiale, Miyazaki – già solo lui dovrebbe farvi capire a che qualità si arriva – il quale per questa storia trasse ispirazione dal romanzo di Alexander Key, The incredible tide, che ho letto ed è decisamente molto meno emozionante e coinvolgente della storia di Conan.

W Miyazaki sempre!

PS: se vogliamo Conan, il ragazzo del futuro può tranquillamente essere annoverato tra gli esempi di fantascienza Steampunk, perché vi è una forte commistione tra nuove tecnologie ed elementi che utilizzano vecchie forme di energia (tipo il vapore). 😉

Cartoni irrinunciabili: L’uomo Tigre!

Tra i cartoni animati più violenti e belli che abbia mai visto c’è il mitico Uomo Tigre! È la storia di un orfano che entra a far parte di una spietata organizzazione criminale che forma lottatori di wrestling professionisti che usano ogni mezzo (anche quelli scorretti) per vincere gli incontri. L’organizzazione si chiama Tana delle Tigri e infatti i lottatori più forti che sforna sono tutti ispirati a questo felino.

L’Uomo Tigre è il più brillante tra tutti i lottatori di Tana delle Tigri ma a un certo punto, nauseato dai loro metodi, fugge e si mette in proprio. Da allora Tana delle Tigri gli promette che lo assassinerà, magari proprio sul ring.

L’Uomo Tigre esordisce nel circuito di lotta professionistica all’inizio utilizzando i metodi malvagi di Tana delle Tigri ma in seguito si sforza di seguire le regole e non arrecare danni permanenti ai suoi avversari e non ammazzarli. Da questo momento questo sarà un leitmotiv della serie, che risalterà fuori ogni volta che l’Uomo Tigre si troverà in seria difficoltà sul ring, e magari starà affrontando anche un lottatore scorretto. La sua coscienza sarà tentata di tornare alle vecchie abitudini sentendosi quasi giustificato a farlo. Cederà solo praticamente nello struggente finale, in cui, dopo aver affrontato i lottatori più forti di Tana delle Tigri, Grossa Tigre, Tigre Nera e il Re delle Tigri, proprio con l’ultimo di essi, abbandonandosi alla rabbia e ormai senza maschera, certificherà che non è stato in grado di redimersi nonostante tutti i suoi sforzi.

Questa conclusione si rivelerà particolarmente amara, non solo per lui, ma per tutti i suoi fan che vedevano in lui un campione di rettitudine e forza. I più delusi e scioccati saranno i bambini dell’orfanotrofio da cui lui proveniva al quale lui continuava a tornare fornendo aiuto e mezzi economici.

A questa serie ne seguì un’altra in cui l’Uomo Tigre se non erro era incarnato proprio da uno dei ragazzini dell”orfanotrofio di cui sopra ormai cresciuto. Questa seconda serie è di buonissima fattura e molto più fluida e di qualità per quanto riguarda disegni e animazione, tuttavia non riesce a raggiungere il lirismo tragico della prima, che la surclassava anche in violenza.

Ho sentito poi che ci sarebbe una terza serie che si collocherebbe a cavallo tra queste due stagioni ma di essa non ricordo assolutamente nulla.

PS: nel cartone apparirono lottatori reali che all’epoca spopolavano in Giappone, tipo il mitico Antonio Inoki!

Il sospetto (2012)

Uno di quei film che raccontano una storia che fa molto arrabbiare. Uno di quei film che però sono assolutamente necessari.

Un maestro di asilo viene accusato, per ripicca, da una bambina, di averle fatto vedere il proprio membro. Per la precisione non è esattamente la bambina a puntare il dito su di lui bensì tutti coloro che vengono a conoscenza del presunto fatto. Così anche gli amici storici dell’uomo, tranne pochissime eccezioni, non credendo alla sua innocenza, lo abbandonano. In breve quest’uomo non sarà più libero neppure di andare a fare la spesa. Si troverà totalmente emarginato dalla comunità di cui prima era un membro assai integrato e attivo.

Una volta che l’uomo sarà finalmente scagionato e reintegrato in tutto e per tutto nel gruppo a cui apparteneva, gli verrà riservata un’amara sorpresa…

Questo film dovrebbe far riflettere coloro i quali si macchiano di simili infamie – ovvero se la prendono con un innocente. Ma non credo che riuscirà nel suo intento poiché la gente è molto ipocrita e troppo stronza per pentirsi di qualcosa o impegnarsi a diventare persone migliori.

Il sospetto (2012)

Kiss of the dragon

Felice di aver ritrovato recentemente questo “vecchio” – si fa per dire, è dei primi del 2000 – film di Luc Besson (qui nelle vesti di ottimo sceneggiatore) che ovviamente omaggia ed è ispirato alle pellicole di Bruce Lee.

Se vi piacciono i film d’azione non rimarrete delusi. Anche perché qui il buono è molto buono, il cattivo molto cattivo – davvero un tipo detestabile che si vorrebbe uccidere per quanto è stronzo – e c’è anche una povera ragazza da salvare nascosta dietro le apparenze di una donna di strada…

Niente da dire. Un film di qualità. 😉

Uccidi i cattivi!

Tom King: Sheriff of Babylon

Ho preso questo fumetto che pure aveva un’ambientazione per me non allettante poiché ho sentito dire che Tom King sia uno dei migliori scrittori di fumetti al momento – a breve parlerò di altre sue opere.

Siamo in Iraq, nel 2003. Saddam Hussein è caduto. Gli americani occupano il territorio, al solito perché stanno “esportando la loro democrazia” bella. In giro c’è un gran casino, tra abusi di americani, attentatori suicidi, martiri e psicosi inerenti tutto ciò, servizi segreti all’opera, gente che fa il doppio gioco da entrambe le sponde. Ognuno, anche chi sta dalla stessa parte, persegue i propri scopi, nascondendo le sue mosse a tutti gli altri.

Scopriamo presto che i veri protagonisti della storia sono tre individui, e precisamente: un addestratore militare americano incaricato di formare una guardia irachena con gente locale; una donna di potere che media tra USA e nativi; uno smaliziato ex poliziotto torturatore iracheno, che nella vita ne ha viste tante, il quale adesso presta i suoi servigi agli americani.

L’addestratore è il più puro dei tre e anche il più ingenuo. La donna porta su di sé il pesante fardello di essere del sesso “sbagliato” in un paese dove i diritti delle donne non sono troppo garantiti. Infine l’ex poliziotto subisce lo sterminio della sua famiglia e questo lo renderà ancora più disilluso e apatico.

Ciò che innesca la storia è l’uccisione di una recluta dell’addestratore, la quale forse stava facendo anch’essa una sorta di doppio gioco. Ma intanto c’è da scoprire chi l’ha ammazzata…

Se non vi nauseano troppo le vicende militaresche, l’inutilità della guerra vi verrà qui rappresentata in tutta la sua rigurgitante possanza.

S.o.B.