Convivenza #24

E poi infine giunge il giorno del patatrac…

Lei sa che sei leggermente paranoico. Tuttavia ha in gran stima tutto quel che le dici, di cui tiene saggiamente conto, e non è mai successo che ti abbia dato del bugiardo – d’altronde, se così non fosse, non vi sareste mai messi assieme.

Tu l’avevi avvertita che hai dei vicini che si dilettano a spiare. E “spiare” non è un’esagerazione perché alcune volte ti hanno fatto delle foto col flash appena avvicinatoti alle finestre. Per questo le avevi detto di non girare nuda per casa come invece lei è abituata a fare a casa propria. E più o meno lei ti ha sempre accontentato…

Fin quando un giorno siete in cucina a mangiare. È estate, fa caldo ma avete chiuso la finestra (da cui comunque un po’ si vede attraverso) per non dare agli spioni degli ulteriori sproni di cui non hanno minimamente bisogno… Siete lì, con te di spalle alla finestra e lei che invece è davanti, sia a te che alla finestra… Quando lei ti dice che le è sembrato come di vedere un flash provenire da una finestra in alto.

Ti giri. Ti fai dire con esattezza quale sia la finestra e riconosci in quella indicata la presenza di spioni già consolidatisi nel tempo.

E niente. Alla fine gli spioni ti hanno fregato una foto della tua donna con le sue generose mammelle ben formate quasi al vento. E tu non puoi farci nulla.

Poppe ben formate

Etica dello sport in RAI pari a zero!

Il 26 novembre c’erano i sorteggi per gli spareggi di calcio dell’Italia maschile. La rai ha pensato bene di accorpare l’evento con la trasmissione della partita di calcio della nazionale femminile (era una gara ufficiale, anche molto importante).

Lo stomachevole e vomitevole risultato è stato che, anche se i sorteggi sono terminati prima dell’inizio della partita femminile, quei £%%%%&oni hanno continuato a parlare dei sorteggi, riservando al più, a tratti, solo metà dello schermo alla partita delle ragazze. Durante quelle chiacchiere inutili e stucchevoli tra l’altro la squadra che affrontava le azzurre ha pure rischiato di segnare (e nessuno ha commentato quell’azione).

Aggiungiamo anche un altro paio di cosette sul televideo della rai. Primo: danno notizie del calcio femminile, o meglio del campionato, sì, ma quelle pagine sono piuttosto imboscate e te le devi ricercare per bene prima di scovarle.

Due: anche se nelle pagine dedicate ai programmi ne danno conto, in tutte le altre, ovvero in quelle sportive, vengono oscurate le partite della nazionale femminile. Non dicono quando gioca e chi affronta. Al massimo, proprio a sprecarsi, talvolta ne danno conto, ma solo nelle “brevissime” del calcio. Ecco poi se io voglio sapere l’Italia femminile quanti punti ha e come sta messa nel girone di qualificazione… basandomi sul televideo rai questo non lo posso sapere!

Questo è sessismo. È stronzagine. È criminale. Non è sportivo. Non è etico. È non fare bene il proprio lavoro. Per questo questi tipi andrebbero licenziati, radiati e messi pure in galera.

Giornalisti puttane dei soldo che paga di più!

Non hanno la minima idea di cosa sia l’etica

Evolution

Tempo fa mi chiedevo:

E adesso? Adesso che posso fare per continuare il mio percorso evolutivo? Adesso che mi rispetto. Adesso che ho capito tutto quello che c’è da capire su di me e sul mondo. Adesso che sono in pace con la mia coscienza ma non lo sarò mai con la società degli uomini. Adesso… che posso fare per accrescere ulteriormente la mia autocoscienza? Forse dovrei focalizzare la mia attenzione sulla mia… anima?

Ma in realtà, ritenendo mente, corpo e spirito un unicum, non credevo che questa strada spirituale andasse percorsa. Non credevo in quella strada e non pensavo che mi avrebbe riservato sorprese…

Allora che posso fare?, mi interrogavo ancora.

Stavo vagliando il volontariato (nell’ambito animale), ma purtroppo i luoghi deputati a praticarlo non erano così dietro l’angolo come speravo…

Ecco, in quel frangente mi capitò di innamorarmi di una ragazza. E poi di mettermici proprio assieme, evento, questo, per me oltremodo raro dal verificarsi.

In breve stravolsi la mia quotidianità e cominciai a vivere e ragionare nell’ottica della coppia, sempre la coppia.

Così compresi che era quello il nuovo cimento che mi attendeva, una sfida alla quale prima mi ero sempre sottratto.

Questa esperienza sono profondamente convinto stia allargando i miei orizzonti rendendomi migliore di come ero fino a poco fa.

O:-)

(SANTO SUBITO! :D)

Convivenza #23

Viene da una famiglia in cui entrambi i genitori non eran certo giganti. Di conseguenza anche lei è piccolina. Ha arti brevi. È di altezza modesta. Ha manine piccoline. Tanto che la assimili a una bimbetta in tutto e per tutto.

Anche casa sua sembra costruita tutta in base alle sue dimensioni. Porte e soffitti bassi. Letti piccoli. Copertine mini.

Delle volte ti sembra di stare in una casa di bambole.

Fischia il vento

Sono in metropolitana. A un certo punto entra una donna con una fisarmonica a braccio. Avrà circa quarantacinque/cinquanta anni ben portati. Altezza media. Corpo florido con bei fianchi e bel seno. Bel viso sorridente con un irreprensibile rossetto apposto. Carnagione bianca. Capelli corvini. Comincia a cantare accompagnandosi con la fisarmonica…

Canta bene. Il suo canto è gradevole. Riempie il cuore.

Chissà questa donna (sicuramente immigrata) quante deve averne viste in vita sua…

La sua voce scalda il cuore. Il suo sorriso conforta e accoglie. Sa risultare parimenti materna e seducente. Incarna la donna perfetta.

La sua vita non deve essere facile. Sulle vetture tutto il giorno. In piedi a cantare. Coi fasci che la disturbano. A fuggire poliziotti ligi alla demenza. E pensare che questa donna non dà fastidio a nessuno. Anzi, la sua presenza è una benedizione per tutti coloro che la incontrano. Tutti coloro che hanno un cuore nel petto che ancora batte.

Immagino che questa sia una canzone tradizionale del suo paese. Diffusasi durante la Guerra.

Meli e peri erano in fiore,
La nebbia scivolava lungo il fiume;
Sulla sponda camminava Katjuša,
Sull’alta, ripida sponda.

Camminava e cantava una canzone
Di un’aquila grigia della steppa,
Di colui che ella amava,
Di colui le cui lettere con cura conservava.

Oh canzone, canzone di una ragazza,
Vola seguendo il sole luminoso
E al soldato sulla frontiera lontana
Porta i saluti di Katjuša.

Fa’ che si rammenti di una semplice ragazza,
Fa’ che la senta cantare,
Possa egli proteggere la terra natia,
Come Katjuša protegge il loro amore.

Meli e peri erano in fiore,
La nebbia scivolava lungo il fiume;
Sulla sponda camminava Katjuša,
Sull’alta, ripida sponda.

Ebbe così successo che dapprima venne tradotta in italiano nella famosa Fischia il vento.

E poi venne anche rielaborata nel Casatschok cantato da Dori Ghezzi e Dalida.

Fischia il vento è una canzone sempre valida. Perché ci sono sempre ovunque fasci da estirpare. C’è sempre un oppressore che vuole usarci violenza. Dei draghi da abbattere…

«Fischia il vento e infuria la bufera,
scarpe rotte e pur bisogna andar
a conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell’avvenir.
A conquistare la rossa primavera
dove sorge il sol dell’avvenir.

Ogni contrada è patria del ribelle,
ogni donna a lui dona un sospir,
nella notte lo guidano le stelle,
forte il cuor e il braccio nel colpir.
Nella notte lo guidano le stelle
forte il cuore e il braccio nel colpir.

Se ci coglie la crudele morte,
dura vendetta verrà dal partigian;
ormai sicura è già la dura sorte
del fascista vile e traditor.
Ormai sicura è già la dura sorte
del fascista vile traditor.

Cessa il vento, calma è la bufera,
torna a casa il fiero partigian,
sventolando la rossa sua bandiera;
vittoriosi, al fin liberi siam!
Sventolando la rossa sua bandiera,
vittoriosi al fin liberi siam!»

Riesumazioni: Tabaccai offesi dalla campagna contro il fumo con Frassica

«Con quella campagna, criminalizzano implicitamente anche noi…»

Eccerto! Certo che siete complici! Come potete avere la coscienza a posto sapendo di vendere qualcosa che nuoce gravemente alla salute?!

Solo perché il Governo per ora vi permette ancora di farlo questo non vuol dire che non avete colpe.

Come quando c’erano le leggi razziali: quello non voleva dire che chi le applicava fosse esente da responsabilità.

Fuma sa!

Goliarda Speranza: L’università di Rebibbia

Goliarda Speranza, attrice, artista e libera pensatrice anarchica, a un certo punto della sua vita rubò un oggetto, più per sfregio, vendetta e azione dimostrativa che altro. Questo suo gesto di ribellione le cagionò un soggiorno obbligatorio in carcere con i controfiocchi. Così, la gran donna, molto amata dalla mia fidanzata, passò in quel luogo per lei assolutamente sconosciuto e sino allora stereotipato alcuni giorni in cui non le fu risparmiato nulla delle realtà carcerarie, comprese anche gli abusi delle guardie. Ne emerse diversa, migliorata nella visione dell’umanità. Uscita da lì scrisse questo libro (che credo sia stato pubblicato postumo, come quasi tutta la sua produzione) in cui parlava delle complicità che si creano nelle donne, della crudeltà di essere reclusi, dei ruoli che si devono recitare in quell’ambiente e dei linguaggi che si devono seguire per non esser emarginati e poi fare una brutta fine.

La Goliarda va all’università…

Convivenza #22

Tempo fa lei ha preso in stallo – cioè in affido temporaneo – una coppia di conigliette molto simpatiche, soffici, timorose e… rosicchione.

Un giorno le beccate con la loro aria da angeliche demoniette che stanno rodendo i piani bassi di una libreria. Per la precisione hanno attaccato Furore di John Steinbeck.

Lei glielo toglie dai denti e lo posiziona sopra dove non possono raggiungerlo. Al suo posto, sotto, inserisce L’età della ragione di Jean Paul Sartre.

Dice: «Quello ve lo potete magnà! Liberatemene!»

😀

Sono coniglie che si vogliono acculturare!

Convivenza #21

Un altro episodio circa il suo sonno.

Una notte, intorno le quattro, ti svegli, ti giri nel letto e la urti. Precisamente il tuo ginocchio destro finisce sulla sua mano destra. E lei – da incosciente – che fa? Comincia a carezzartelo, come fosse un prezioso gattino, con la sua piccola manina da bambina. La bambina pura più buona che ci sia.