Il miglio, questo sconosciuto


Di miglio fino a qualche tempo fa conoscevo solo… la nota unità di misura americana. Poi mi viene in mente anche l’ideologo della Lega (!)… Si chiamava così, no?

Ultimamente ho scoperto anche l’alimento. Che mi sembra ottimo. Come sapore ricorda vagamente la pastina grattata, avete presente? Dunque un gusto neutro e delicato che si presta alla perfezione ad arricchire minestre e zuppe, in primis. Ma ci si possono fare anche delle polpettine, similmente alla quinoa.

Anche questo prodotto contiene molte proteine e può quindi essere utilizzato in un regime alimentare che voglia far prevalere il vegetale sull’animale.

🙂

Robert Altman: La fortuna di Cookie


Pazienza… Solo pazienza… Ecco perché questo film non mi era mai piaciuto, o meglio non ero mai riuscito ad avere la costanza di vederlo tutto: perché avevo tentato di farlo sempre in periodi in cui non avevo la pazienza di attendere che il regista mi portasse laddove voleva portarmi. E quel finale particolare in cui le due sorelle si guardano negli occhi proprio non me l’aspettavo, mi ha stupito e vale da solo tutto il film…

Un giorno la vecchia e triste e stanca Cookie decide di uccidersi. Scopre il suo corpo per prima una sua parente la quale però, per via del presunto scandalo che quella notizia potrebbe ingenerare nel paese, decide di simulare un assassinio-rapina. Sennonché ci va di mezzo anche un caro amico della scomparsa che sarebbe dovuto essere l’ultima persona coinvolta nell’indagine con una tale infamante accusa…

Con Glenn Close, Julianne Moore, Liv Tyler, si tratta, come al solito per Altman, di un film corale, con molti personaggi.

Allergie da polline d’inverno!


Non ci crederete ma questo inverno così “non inverno” fa in modo che in certi giorni mi arrivino con un anticipo spaventoso quei pollini che dovrebbero giungere solo in primavera, con conseguenti scatenamenti di allergie annesse…

Questo per ribadire quanto siano malati i tempi in cui viviamo e quanti segnali ci lanci la natura per avvertirci che sta andando tutto a rotoli…

Pizza al tofu


Il tofu (il noto formaggio alla soia) non mi piace quasi per niente. Però rappresenta l’ennesima alternativa alle proteine animali. Quindi cercavo da tempo una maniera per utilizzarlo… E infine l’ho trovata: sulla pizza, al posto della mozzarella! Così, tagliato a fettine sottili, è commestibile! Poi la pizza si può guarnire a piacimento con quello che si preferisce!

🙂

Un fottuto paio di pantaloni nuovi!


Quest’anno mi sono deciso! Ora basta!, mi son detto. Mi voglio fare un nuovo paio di pantaloni, di quelli che piacciono a me! Perché qualcuno dei miei vecchi pantaloni sta cedendo, si sta usurando. E poi perché alcuni sono un po’ brutti e non li sopporto più tanto. Me ne serve uno nuovo da alternare con gli altri…

Allora mi sono messo di impegno e una settimana dopo l’inizio dei saldi ho cominciato a interessarmi seriamente alla faccenda. Ero così carico, e avevo così tanta voglia di comperarli, che ero pronto a partire recandomi in centro, dove mi sarei imbattuto in un mucchio di negozi di abiti. Mi sono trattenuto a stento… Avrei sbagliato. Infatti ci sono già passato… Mi è già accaduto altri anni di trascorrere un’intera mattinata fuori casa in cerca di quello che cercavo e poi non trovare neppure un singolo negozio accessoriato con quella per me così preziosa merce.

No. Stavolta non mi volevo far inculare. Avrei fatto le cose scientifiche. Allora mi sono cercato i numeri di telefono di quei negozi in cui volevo andare e li ho chiamati prima. E infatti ho fatto bene: neppure uno di essi aveva quel che cercavo!

Ma allora che potevo fare? Dove potevo andare? Dovevo placare nella frustrazione i miei umori commerciali? Volevo acquistare qualcosa ma non me lo facevano fare! Bastardi!

A un certo punto però ho avuto l’illuminazione: il mercatino dell’usato vicino casa! Ma sì! Che diavolo! Ha così tanta roba che qualcosa dovrò pur trovare, no?!

Allora quando riesco a ritagliarmi uno spazio giusto esco di casa un quarto d’ora prima del normale. Mi reco lì e proprio in un quarto d’ora riesco a selezionare due modelli di pantalone che potrebbero andare bene per me e me li provo pure. Solo uno è adeguato alle mie esigenze ma va benissimo così.

Ecco qua!, penso esultate: ci ho impiegato appena quindici minuti per colmare un vuoto esistenziale che andava avanti da anni, nel mio vestiario come nel mio animo! Sono un grande!, penso. Uno di quelli che quando si muovono agiscono e sono efficientissimi! E ho speso appena sette-euro-sette! Se non sono un fuoriclasse io… nessuno lo è!

Sempre più inorgoglito di me decido di dare una sbirciata alla busta con i pantaloni nuovi che mi sono portato appresso. Apro la busta e mi accorgo subito… Acc! Non hanno le tasche, cazzo! E io non indosso pantaloni senza tasche perché sennò le chiavi e il portafoglio dove li metto? Beh, farò un’eccezione per stavolta. Dovrò adeguarmi alle nuove necessità. Però, che diavolo!, ce la farò. Basta attrezzarsi…

Giunto a casa li metto subito a lavare. Quando li stendo mi accorgo di qualcosa di strano: in basso, all’altezza dei piedi, per qualche ragione astrusa hanno accumulato una grande quantità d’acqua. Come mai? Forse perché in quel punto c’è un’apertura a strappo. Beh, li metto a stendere e ce li lascio anche un bel po’ più del normale. Ma quando tre giorni dopo vado a riprenderli mi accorgo che di sotto sono ancora umidicci! Ma perché?! Apro entrambe le aperture a strappo (prima non l’avevo fatto, che scemo che sono!) e li rimetto ad asciugare. Nel frattempo mi sono accorto che in quella zona c’è come della plastica. Cos’è? Proprio della plastica…

Bah! Li lascio un altro paio di giorni stesi. Poi quando li riprendo capisco tutto. Non sono propriamente dei pantaloni da… passeggio. Sono invece dei copripantaloni resistenti all’acqua, di quelli che indossano i motociclisti quando piove! Che coglione che sono! E io non me ne ero reso conto prima!

Fa niente, mi dico, per non voler ammettere che ho preso la sola: li indosserò come fossero pantaloni normali. Il problema però e che la puzza di plastica si sente. E potrebbe darmi fastidio, sensibile come sono alle puzze…

Insomma, ero tanto orgoglioso di me, ma la verità è che ho toppato, alla grande!

Elizabeth: Sul divano


Si sentiva un po’ fiacco, sennonché lo rinfrancò l’idea di avere finalmente con sé Elizabeth. Era stata la decisione migliore che avesse preso in vita sua quella di portarsela appresso. Si recò da lei con un’espressione felice che il suo volto non esprimeva da secoli .

Lei era lì dove lui l’aveva lasciata, deposta alla meno peggio (come fosse stata una bambola oscena) sul divano. Non aveva avuto il tempo di sistemarla, ma ora poteva rimediare. Gli parve opportuno farla sedere alla maniera dei cristiani. La tirò su e la pose più o meno eretta.

«Scusa amore, così starai più comoda…»

[…]

Terminando l’operazione di spostamento, decise di accavallarle le gambe per darle un tocco di quotidiana rispettabilità. La visione spudorata della sua fica lo eccitava incredibilmente, ma non voleva che gli impedisse di rimanere in sé o lo obbligasse a buttarlesi subito addosso come un lupo famelico. Inoltre non c’era fretta. Adesso avrebbe avuto tutto il tempo di scoparsela…

10 film di Ettore Scola


Segnalo questi dieci film di Ettore Scola, sapendo che probabilmente ce ne sarebbero anche altri interessanti su cui porre l’accento e discutere…

Il primo è il mitico Il sorpasso (1962) di cui Scola avrebbe curato la sceneggiatura; dico avrebbe perché alcune fonti stranamente non lo citano. È la storia di un fregnacciaro che in un’assolata giornata estiva coinvolge un ragazzo più riservato di lui in una lunga incessante scorribanda per strade e luoghi, come a voler inseguire la giovinezza che se ne fugge via. Finale tragico.

Anche il secondo è un film in cui Scola contribuì a scrivere la sceneggiatura: Io la conoscevo bene (1965). Che in realtà è un film che personalmente non mi piacque appieno (anche perché non amo particolarmente la Sandrelli). Però è indubbiamente un film atipico, coraggioso, assai malinconico in cui tra l’altro, se non ricordo male, Ugo Tognazzi fornisce una recitazione davvero straordinaria. Da vedere almeno una volta se non lo si è mai visto.

Il terzo è uno dei suoi film più famosi e apprezzati da regista: Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca (1970). Mi colpì molto quando lo vidi. Si parla di amore, gelosia e tradimenti, di un triangolo amoroso tra due amici (Marcello Mastroianni, Giancarlo Giannini) e una donna (Monica Vitti) che prova a dividersi tra i due con risultati infine disastrosi. È un film che vuol far ridere ma anche meditare. Credo che sia un film unico. Non conosco film simili capaci di affrontare tali tematiche in questo modo. Dunque è un film che se non ci fosse stato se ne sarebbe sentita la mancanza. Monica Vitti era uno dei sex-symbol femminili del tempo, anche se, personalmente, pur trovandola molto bella, per qualche strana ragione non sono mai riuscito a vederla in maniera sensuale, anzi…

Il quarto è, credo, il suo capolavoro assoluto: C’eravamo tanto amati (1974). È la storia agrodolce di tre amici che il trascorrere del tempo cambia, svilisce, amareggia, tra l’impegno e il disimpegno politico, sullo sfondo dell’Italia che fu. E naturalmente c’è posto anche per sentimenti quali l’amore, l’invidia e l’adulterio. Girato in maniera stilisticamente particolare, a tratti teatrale, con personaggi che si fermano e solo uno parla, illuminato da un riflettore, fu un film che raccolse svariati premi. Probabilmente il miglior film di Nino Manfredi.

Il quinto è un altro film piuttosto peculiare che quando vidi mi lasciò molto interdetto, Brutti sporchi e cattivi (1976), ma che alla fine mi conquistò e mi fece decidere che si trattava certamente di un bel film. In pratica è una specie di finestra senza censure su un nucleo di persone (un clan) che vivono tutti assieme, incanagliti e imbastarditi dalla miseria e dalla vita.

Per sesto e per settimo voglio citare due film a episodi, con più registi, a cui Scola partecipò quindi solo parzialmente. E allora segnalo un film che reputo un gioiellino (ampiamente sottovalutato) di cui ho parlato diffusamente in precedenza, Signore e signori, buonanotte (1976), una pellicola di satira ferocissima sull’Italia del potere e del malaffare, e I nuovi mostri (1977), che a differenza del precedente (I mostri) fa meno ridere fornendo un risvolto molto più agro.

Per ottavo metto Una giornata particolare (1977) che è la storia di un omosessuale e di una casalinga rimasti soli in un intero palazzo, in cui si ha modo di riflettere sul Fascismo, la privazione della libertà, eccetera.

E qui avrei finito… Beh, sì. Avevo parlato di dieci film. Invece ne ho presentati solo otto. Dove sono allora gli altri? Gli altri due sono La terrazza (1980) e La famiglia (1986) di cui però non ricordo la storia, o meglio non sono certo di averli mai visti per intero. Però ne ho sentito parlare bene. Per questo pongo l’accento su di essi ripromettendomi io per primo di vederli appena mi sarà possibile…

😉

PS: e sul Duca Bianco non ho detto nulla? Come mai parlo di Scola e non di Bowie? Per ora non ho maturato bene quello che voglio dire. Mi serve del tempo per farlo. Però in seguito sono certo che prima o poi parlerò anche di questo grande, grandissimo cantante e artista.