Wolinski: Non ci sono più uomini!

Vecchio libro della Granata Press che raccoglie strisce fumettistiche che nella prima parte sono particolarmente politiche e in alcuni casi troppo dentro la questione francese per interessarci. Per fortuna nella seconda si riscatta un po’ concentrandosi in quella che si potrebbe definire una forte critica satirica della società contemporanea.

(rielaborata) “Non è vero che c’hai le ragnatele!”

Dunkirk

Con questo film Nolan ci dimostra che non sa solo dirigere film che si interrogano sul concetto fisico/scientifico di tempo. Difatti questa storia, costatagli un lavoro di svariati anni di ricerca e approfondimento, si ispira e narra vicende di guerra più o meno realmente accadute durante la Seconda Guerra Mondiale, quando dei soldati inglesi si ritrovarono incagliati in terra francese, su una spiaggia, in attesa di tornare in patria, con i tedeschi alle porte che li bombardavano tranquillamente, e i francesi che mantenevano una caparbia resistenza ma non potevano fare a meno di perder sempre più posizioni.

Praticamente si tratta di un film corale (anche se ci si concentra su alcuni personaggi in particolare) che segue tre diverse linee narrative, tra l’altro una a terra, una in mare e una in aria. In questo modo Nolan è come se fornisse una visione panoramica dell’intera vicenda. Il risultato ultimo è eccellente. Il film è pieno di tensione, dal principio alla fine, con alcune scene enfatiche di catartico sollievo.

Anche le musiche accompagnano perfettamente gli stati d’animo dello spettatore e dei protagonisti.

Il film dura meno di due ore ma è talmente intenso che sembrano di più. Alla fine si rimane esausti – e questo non è affatto casuale perché anche in altri film di Nolan accade esattamente la stessa cosa.

Se amate i film di guerra giudicherete questo film un vero e proprio capolavoro. Ma anche se non amate questo genere è indubbio che valuterete questo film assolutamente riuscito.

Nolan, ripeto ancora una volta, è uno dei registi contemporanei più bravi in assoluto. Qui ne fornisce un’ennesima soddisfacente prova.

La guerra la fanno gli Stati, non i popoli

Raf: Cosa resterà

Quando questa canzone uscì pensai: che scemo Raf a interrogarsi così malinconicamente sugli anni ’80. Avrei capito se fossero stati i ’60 o i ’70, ma gli ’80, che per me erano gli anni caciaroni ed effimeri dei paninari e del Drive In (la trasmissione trash di Italia1, proprio non trovavo che necessitassero di tributi nostalgici…
Si citava il confronto Reagan-Gorbaciov, che vabbè, per l’epoca fu importantissimo ma in definitiva… Reagan era una semplice merdina che infatti oggi nessuno più ricorda (né tanto meno si vuol celebrare) mentre Gorbaciov, beh, sì, lui la storia la fece, in una maniera o nell’altra.
A ogni modo era come paragonare uno gnomo con un gigante…
Venendo ai giorni d’oggi… devo dire che questa canzone ha lasciato il segno. Non tanto perché parla di quegli anni, ma perché si è imposta in generale come canzone che pensa al passato in maniera da rimpiangerlo.
E allora avanti con la nostalgia, visto che stiamo andando sempre più verso tempi duri…

Lucio Dalla: L’ultima luna

Proseguiamo il ciclo delle canzoni belle ma con testo “strampalato”. Stavolta è il turno di questa, di Lucio Dalla.

Non si capisce bene cosa vogliano significare queste lune. Forse sono solo lo scorrere del tempo. Forse rappresentano la molteciplità delle forme dell’esistenza umana. La quale difatti sembra essere il fulcro della narrazione. Vengono narrate esistenze talvolta inutili, spesso violente. E sullo sfondo ci sono Dio e angeli, che osservano. Probabilmente anche loro centrifugati nei vortici della ferocia della vita…


La settima luna
era quella del luna-park
lo scimmione si aggirava
dalla giostra al bar
mentre l’angelo di Dio bestemmiava
facendo sforzi di petto
grandi muscoli e poca carne
povero angelo benedetto.

La sesta luna era il cuore di un disgraziato
che, maledetto il giorno che era nato,
ma rideva sempre
da anni non vedeva le lenzuola
con le mani, con le mani sporche di carbone
toccava il culo a una signora
e rideva e toccava
sembrava lui il padrone.

La quinta luna
fece paura a tutti
era la testa di un signore
che con la morte vicino giocava a biliardino
era pelato ed elegante
né giovane né vecchio
forse malato
sicuramente era malato
perché perdeva sangue da un orecchio.

La quarta luna era una fila di prigionieri
che camminando
seguivano le rotaie del treno
avevano i piedi insanguinati
e le mani, e le mani, e le mani senza guanti
ma non preoccupatevi
il cielo è sereno
oggi non ce ne sono più tanti.

La terza luna uscirono tutti per guardarla
era così grande
che più di uno pensò al Padre Eterno
sospesero i giochi e si spensero le luci
cominciò l’inferno
la gente corse a casa perché per quella notte
ritornò l’inverno.

La seconda luna
portò la disperazione tra gli zingari
qualcuno addirittura si amputò un dito
andarono in banca a fare qualche operazione
ma che confusione
la maggior parte prese cani e figli
e corse alla stazione.

L’ultima luna
la vide solo un bimbo appena nato,
aveva occhi tondi e neri e fondi
e non piangeva
con grandi ali prese la luna tra le mani, tra le mani
e volò via e volò via era l’uomo di domani
e volò via e volò via era l’uomo di domani

Ho sempre sognato…

Di stare con una ragazza cogli occhi verdi.

Di stare con una ragazza intonata, con una voce naturalmente avvezza al canto.

Di stare con una ragazza che in parte mi avrebbe ricordato una bambina.

Di stare con una ragazza identica a me per quanto riguarda gli aspetti più importanti e irrinunciabili della vita.

…Ma diversa da me per tante altre cose, così che ci si potesse arricchire reciprocamente con i nostri confronti.

Ho sempre sognato di stare con una ragazza a cui spiegare le cose che ancora non aveva compreso.

Di stare con una ragazza in alcuni ambiti più intelligente di me, da cui poter apprendere delle modalità per migliorarmi…

Di stare con una ragazza sensibile.

Di stare con una ragazza sincera a cui si potesse credere.

Di stare con una brava ragazza.

Poi un giorno mi son svegliato. Sì, lei era lì con me, non era un sogno. Era tutto vero. E ho scoperto che ero fortunato.

Sigle: All’età della pietra!

Comincio una nuova rubrica che si occupa di presentare semplicemente alcune vecchie sigle dei cartoni animati. La differenza con Cartoni Irrinunciabili è per l’appunto che qui ci si sofferma sopratutto sulla sigla in sé stessa. Ehhh, in Italia abbiamo avuto un mucchio di belle sigle, dunque è giusto che vengano presentate anche loro quasi fossero state importanti come il cartone stesso. Delle volte una buona sigla ha aumentato non di poco l’indice di gradevolezza di un cartone…

La neve cade sui cedri [flop!]

Se, passando gli anni, non vedo mai un dato film, solitamente c’è sempre un motivo valido!

In questo caso i motivi capaci di procurarmi fastidio sono stati diversi. Il film probabilmente è troppo prolisso per quello che si prefigge di narrare. Poi si svolge tutto attraverso lunghissimi flashback. Inoltre nella vicenda principale viene inserita una parte abbastanza tediosa che avrebbe dovuto e potuto essere maggiormente snellita.

La storia: un pescatore muore. Viene incriminato per omicidio un nippo-americano che poteva avere dei conti in sospeso col esso. Infatti la madre del pescatore praticamente gli aveva scippato un terreno che il padre del giapponese aveva già pagato. Ma questo non è tutto. Uno dei giornalisti che segue l’inchiesta, che scoprirà delle prove che potrebbero scagionare il giapponese, da ragazzo era stato innamorato della virginea moglie dell’imputato… Tutto ciò mentre i fatti della disputa del terreno si svolgono durante la Seconda Guerra Mondiale e i giapponesi sono nemici degli USA…

Un film che mirava apertamente a esser un capolavoro. Obiettivo fallito alla grande.

flop!

E venne il giorno… #3

…In cui a un onesto cittadino, sano, incensurato, che non aveva mai fatto del male a nessuno, venne proibito di entrare in alcuni negozi e accedere a certi luoghi.

Non era mai successo prima. Non era successo per i mafiosi. Non era successo per i pedofili. Non era successo per i corrotti. Non era successo per i fascisti…

Beh, a dire il vero una volta era successo. Agli ebrei. E quello era un regime fascista…