Funeral parti

Trovo la sua foto su un giornale locale online. Dicono che era conosciuto nella zona (non dicono che era noto pure alle forze dell’ordine). Dicono che ci mancherà. Dicono che è stato sfortunato a finire sotto una macchina.

Mah. Io me lo ricordo diverso. Ricordo che puzzava sempre di ascisc, da fare davvero schifo. Lo incontravo al parco, dove infatti lo riconoscevo dalla puzza quando si avvicinava.

Ricordo quel giorno che attaccò bottone. Sembrava un mezzo sbandato. Voleva sapere dove abitavo. Ma fatti i cazzi tuoi!, ci sarebbe stato da dirgli.

Non sapeva parlare. Poteva sembrare anche ritardato. Probabilmente lo era diventato a causa della roba che si faceva incessantemente, senza che ci fosse un qualche genitore, un qualche pseudo amico che gli dicesse che stava esagerando, la merda.

E poi, sì, ricordo quella sua faccia da cazzo. Nella foto sul giornale ha la stessa espressione di sempre: sfacciata. Da demente che però si crede più dritto degli altri. Sì, sì. Vedi come sei stato dritto?

Addio coglione.

Beh, ogni tanto qualche buona notizia. Ti svegli una mattina e qualche rompiballe non c’è più. Peccato però che queste cose non te le godi. Te le goderesti molto di più se sapessi il giorno esatto della dipartita, penso.

ciao merda

Mister Hyde contro Frankenstein (fumetto)

Secondo numero della collana Weird Tales della Cosmo che si occupa di rielabora celebre letteratura horror del passato facendo incontrare personaggi provenienti da percorsi e autori diversi. Stavolta è stato il turno del mostro più famoso di tutti e del malvagio più malvagio di tutti (dato che è la rappresentazione di tutto il male che compone l’essere umano).

La vicenda narrata però si è rivelata fin troppo e inutilmente complessa. Il sangue del mostro dovrebbe curare e rendere maggiormente stabile, secondo il dottore, il siero che lo trasforma nel cattivone. Questo il movente del dottore per cercare il mostro. Metteteci poi in mezzo pure personaggi storici realmente esistiti e teoricamente contemporanei, come l’Uomo Elefante e Sigmund Freud, e il gioco è fatto.

Diciamo che poteva riuscire meglio. In compenso i disegni, come la volta scorsa (quella di Holmes contro i vampiri) sono ancora una volta all’altezza della situazione.

Alla ridda camuffata dell’impostura (Parte III)

Da una delle uscite di sicurezza che immettevano direttamente sul pianerottolo, Nemesis scorse affiorare Yellow Man e Pelle Liscia. Poi la porta si richiuse così come improvvisamente si era aperta.

Era quella una strana accoppiata, che Nemesis non aveva mai veduto scambiarsi una sola parola. Pensò dunque di farci una capatina. Si chiese se per caso non avrebbe rotto le uova nel paniere a Yellow Man, ma questi era uno dei tipi maggiormente assennati lì dentro, e non avrebbe mai provato un approccio con Pelle Liscia sapendola così libertina e sospirata. Quindi non vi era nulla da temere e Nemesis non avrebbe troncato proprio nessuna relazione sul nascere…

Aperta la porta capì però subito il suo grande abbaglio. In realtà Pelle Liscia, Yellow Man, come anche Plastic Boy, il Calvo Venditore e Troia Fumante (anche loro lì, assieme a un mucchio di altre persone) avevano tutti una cosa in comune: erano fumatori (del cazzo). Una nuvola di fumo infatti si stagliava alta come se quel luogo fosse stato la ciminiera di una fabbrica di materiale chimico. Era invero Plastic Boy quello intento a provarci con Pelle Liscia, non Yellow Man, che sorseggiava tranquillo dell’aranciata. Mentre Troia Fumante si godeva quelle boccate di puro veleno sorridendo laidamente, e il Calvo Venditore era immerso in una discussione politica su chi fosse meglio, se i personaggi della squallida Destra, o quelli della misera Sinistra. Pelle Liscia, notando lo stupore di Nemesis, volle prenderlo per i fondelli.

«Volevi forse qualcosa?», gli disse sardonica, avendo da tempo intuito quanto il malcapitato fosse incompatibile col fumo di sigaretta.

Nemesis fece in tempo a incrociare gli occhi placidi di Yellow Man, arrossì, quindi, richiudendo subito la porta, mentì:

«Niente. Cercavo uno…»

Ormai, non sapendo più dove sbattere la testa al muro, decise di assaggiare la famosa fetta di panettone gentilmente offertagli da Faccia di Luna. Ma, proprio come aveva sospettato, la ravvisò rancida, come si fosse trattato di un fondo di magazzino dell’anno prima.

Il trovarsi a quella festa, dove pareva che tutti fossero felici e contenti, mentre lui era negletto e triste, gli fece continuare ad avvertire in bocca quel sapore anche dopo che ebbe ingoiato il mal boccone.

Per qualche motivo si ricordò di quando, da bambino, dei suoi amichetti discoli gli avevano appiccicato sulla schiena un cartello con su scritto “Cry-Baby-Cry!” – poiché era risaputo che Nemesis fosse un irriducibile piagnone

Pelle Liscia non rinunciò a sferzarlo…

Giuseppina Torregrossa: Morte accidentale di un amministratore di condominio

Si sa, gli amministratori di condominio sono tutti un po’ ladri e non risolvono i problemi della gente. Per cui… Chi di noi non ha mai sognato di ammazzare un amministratore di condominio? Quando ho visto questo titolo, non ho resistito. Dovevo leggerlo! 😀

La lettura si è rivelata un mero intrattenimento. Il tono del libro è molto ironico. Scorre via veloce, senza approfondimenti di sorta. I personaggi sono sempre solo accennati. Compreso l’ispettore incaricato delle indagini.

La vicenda si apre con la fresca morte della madre dello stesso – pure questa appena accennata, tanto che verrebbe da pensare che la storia si incastri in altre avventure narrate precedentemente… C’è stato un delitto in una palazzina bene. È morto l’amministratore di condominio, un tipo che sembra avesse il vizio delle donne. La sua scomparsa parrebbe accidentale. Eppure molte cose non tornano. Vi anticipo solo che l’autrice, ritratta in terza di copertina con un bel sigaro in mano – e ciò non depone a suo favore nemmeno un po’ – ha elaborato un’uccisione assai inverosimile…

Kill the administrator!

Chi ci risarcirà?

Chi ci risarcirà delle persone lasciate morire, col metodo della tachipirina e della vigile attesa?

Chi ci risarcirà dei medici di base e delle farmacie che non rispondono al telefono?

Chi ci risarcirà dei vecchi lasciati morire negli ospedali per favorire i più giovani?

Chi ci risarcirà dei vecchi murati vivi nelle rsa, poi contagiati e poi abbandonati a loro stessi senza nemmeno poter vedere i loro cari o dirgli addio?

Chi ci risarcirà dei medici e degli infermieri impreparati che infettavano coloro che avevano attorno?

Chi ci risarcirà degli ospedali che hanno gonfiato il numero dei morti per covid per ottenere un beneficio economico?

Chi ci risarcirà del fatto che in Italia si è morti di covid molto più che in altri paesi del mondo?

Chi ci risarcirà se la Lombardia ha il tasso di mortalità più alto del mondo per covid?

Chi ci risarcirà dell’odio, dapprima per quelli che andavano a correre e poi per chi legittimamente non si vaccinava perché, giustamente, non si fidava?

Chi ci risarcirà di regole assurde, tipo quella dell’obbligo di portare i guanti (che favorivano il contagio invece di contenerlo)?

Chi ci risarcirà delle questioni mai evase di cui si diceva “dopo ci penseremo”?

Chi ci risarcirà delle regole create con l’accetta senza mai tener conto dei casi particolari?

Chi ci risarcirà delle discriminazioni palesi, con i soliti figli e figliastri?

Chi ci risarcirà per le leggi fasciste contro cui si è mossa solo una piccola minoranza?

Chi ci risarcirà per le morti e per le reazioni avverse per il vaccino?

Chi ci risarcirà per un paese in cui la sinistra è ormai destra a tutti gli effetti?

Chi ci risarcirà per averci dimostrato che Mario Giordano è meglio della maggior parte dei giornalisti italiani?

Chi ci risarcirà per la rimozione sistematica della realtà nella narrazione quotidiana?

Chi ci risarcirà per la propaganda di regime?

Chi ci risarcirà per la memoria a lungo termine, del tutto cancellata dalla testa degli italioti?

Chi ci risarcirà per l’umiliazione dei tamponi, le file, la ghettizzazione, i costi gonfiati?

Chi ci risarcirà per le multinazionali dei farmaci che fanno soldi a palate con vaccini che non funzionano come dicevano, con la complicità di governi corrotti?

Chi ci risarcirà per l’aumento delle bollette, per renderci tutti più poveri e ricattabili?

Chi ci risarcirà di tutte le infinite cazzate dette dai virologhi, presentati come novelli santoni?

Chi ci risarcirà di aver avuto un premier analfabeta funzionale?

Chi ci risarcirà per le colpe dei potenti, che hanno reso le nostre vite estremamente più complicate, colpe che il popolo ignorante non farà mai scontar loro, poiché già dimenticate o neanche comprese?

Le maledette mascherine ffp2

Ho una ridotta capacità polmonare. Vado in affanno anche solo se parlo in maniera concitata. Ho un cuore ballerino che normalmente è più sotto sforzo di quanto dovrebbe. Sono un soggetto asmatico. Infine i miei fori nasali per respirare sono molto piccoli…

Tutto questo fa in maniera che sia del tutto impossibilitato a indossare una mascherina ffp2. Se lo faccio, avverto subito un forte problema di respirazione. Mi manca l’aria. Mi viene da vomitare. E sento il battito cardiaco che aumenta, come stesse per scoppiarmi il cuore.

Ho fatto delle prove. Dopo pochi minuti la devo togliere sennò ho come la sensazione che mi prenderà un colpo.

Con le mascherine ffp2 non si scherza. Avvolgono tutte le vie respiratorie, senza scampo. Mi fanno soffocare. Non riesco proprio a capire come faccia la gente a tenerle su per ore. Ma è ovvio che la gente comune non ha tutte le problematiche fisiche che ho io.

Ho chiesto al mio medico di base un’esenzione dal doverle indossare. Mi ha detto che l’esenzione non esiste. Eppure io so di soggetti portatori di handicap che l’hanno avuta, l’esenzione.

Ho chiesto all’allergologa se per via dell’asma mi spettasse un’esenzione. Mi ha detto che purtroppo per legge non mi spetta. Come se l’asma non c’entrasse nulla con i problemi respiratori che provoca la mascherina…

Mi chiedo come faccia tutta quella gente (per lo più anziana) che non la può indossare.

La verità è che non fa. Non compie quelle azioni che necessitano di indossarla. Se può, le delega a parenti o amici. Se non può, si attacca.

Questa è l’Italia. Un paese dove non si tiene minimamente conto delle “minoranze”. Dove la teoria è molto lontano dalla realtà.

Ma ricordatevi che un giorno, prima o poi, tutti sono destinati a diventar minoranza. Un giorno toccherà a voi tutti, pur non avendo fatto nulla di male, giostravi con problematiche irrisolvibili e aver contro la legge, come pure torme di sudditi fedeli tanto ardimentosi di farla rispettare. Pronti a puntarti il dito contro se non vuoi o non puoi seguire la legge di merda che delle merde hanno prima pensato e poi cagato.

Depressione, violenza di genere e fantascienza — Al di là del Buco

Non so per gli altri ma a me la fantascienza ha salvato la vita in molti modi. Quando mio padre mi picchiava io immaginavo di poter migrare su un altro pianeta. Quando il mio ex marito mi lasciava fuori la notte, incinta, al gelo, immaginavo distopie post apocalittiche e ricorrevo alla fantasia per resistere a […]

Depressione, violenza di genere e fantascienza — Al di là del Buco

Paul Auster: Leviatano

La vita piuttosto incasinata di uno scrittore che passa dalle stalle alle stelle e viceversa. Nasce tranquillo, single, pacato e sicuro di sé; muore rivoluzionario, turbolento, passionale e problematico. Tutta questa esposizione è un costante “ero certo fosse così, ma invece andò in quest’altro modo”. Non so se questo stile narrativo abbia un nome vero e proprio. So solo che Auster in questa opera non fa che ripetere questo giochetto, alla continua ricerca dello spiazzamento del lettore, fino allo sfinimento.

Così devo dire che pur essendo un libro senz’altro decente mi è sembrato talmente contraffatto da risultarmi quasi antipatico.

Un romanzo con anarchici e bombe…

25 Aprile 2022 – Festa della Liberazione — 2010: Fuga da Polis

I partiti Progressisti sono lieti di invitarvi alla Festa della Liberazione, che si terrà lunedì 25 Aprile 2022 presso i giardini di Villa Balestra, nel quartiere popolare dei Parioli, in Roma Per motivi logistici, il settore per le classi subalterne, che votano il M5S, è stato collocato nel Giardino Comunale di Torre del Greco, in […]

25 Aprile 2022 – Festa della Liberazione — 2010: Fuga da Polis

Questa è satira, bellezza… 😉

Alla ridda camuffata dell’impostura (Parte II)

Fin dall’inizio Nemesis si sentì a disagio. Rifletté: a quale di quei vomitevoli circoli poter aderire per passare quei pochi momenti di teorica gioia? Ma a quei tempi, per un motivo o per l’altro, aveva già tagliato i ponti un po’ con tutti. Il Papero e la Merla si erano licenziati da un pezzo e forse erano stati, in ultima istanza, più lungimiranti di lui; per non parlare di Vlad, che aveva trovato un’occupazione assai più remunerativa che ne limitava di molto le apparizioni in loco. Tolti essi… rimaneva forse qualcun altro da poter considerare amico?

Nemesis intravide Betty Sapone. Per l’occasione aveva indossato tacchi altissimi che la facevano sembrare più slanciata e sbilanciata del solito. Con un bicchiere in mano, pareva già brilla; ma ciò era impossibile poiché gli spumanti ancora non erano stati stappati. Ci stava provando con uno spilungone più giovane di lei di oltre venti anni, risoluta a festeggiare a ogni costo portandosi a letto qualche nuovo ospite di sangue fresco.

Nemesis si spinse più avanti. Osservò il Fascio Ariano con la sua perenne espressione tesa in volto. Affondava le grandi ganasce in una fettona di panettone che divorò con tre sole morsicate.

Poi finalmente avvistò gente passabile: l’Effimera sorrideva amabilmente accanto alla Tettona Occhialuta. Ma se c’era questa, allora ci doveva essere anche… E infatti, immancabilmente, comparve Faccia Ferma, con il suo cipiglio da morta. No. A Nemesis non andava di conversare con quella zombi con l’acido al posto delle vene. Così girò a largo e si portò in un’altra stanza.

Strabic Boy e il Pelato si scambiavano sorrisi fasulli discorrendo di corbellerie. Poco più in là Susy Posacenere si era decisa ad azzannare un torrone al cioccolato, seppure ciò avrebbe potuto aggravare la sua già compromessa situazione epidermica.

Faccia di Luna appariva raggiante. Forse, per via della sua giovane età, credeva davvero all’aria di festa e a ciò che essa poteva simboleggiare. Era attorniata dalle solite persone adoranti le quali la ossequiavano a iosa da quando avevano capito che non fosse una team leader come gli altri, ma avesse un filo diretto con il temuto capo.

Faccia di Luna era una di coloro che si davano più da fare per distribuire le vettovaglie: difatti tagliava le fette di dolciumi e assegnava le porzioni. Appena intravide Nemesis, lo riconobbe e gli fu particolarmente propizia.

«Prendine una fetta, dai!», disse con entusiasmo.

Nemesis era intenzionato ad assaggiare ogni prelibatezza fosse stata resa disponibile, principalmente per due motivi: il primo era confermarsi che l’impasto di tutte quelle cibarie fosse decisamente grossolano; il secondo invece era che… sarebbe stato davvero difficile per lui trattenersi a una tale soirée, che non prometteva di fargli fare molte chiacchiere, senza neppure mangiare qualcosa per passare il tempo – come era ridotto male il povero Nemesis! Tuttavia, per un motivo che neppure lui comprese, fece il ritroso con Faccia di Luna.

«Non ho molta fame, a dir la verità…», le disse.

Probabilmente in quel momento, Nemesis, capricciosamente, cercava qualcuno che si occupasse di lui, o gli fosse accomodante. E, ottenuto il risultato che si attendeva, ovvero che Faccia di Luna insistesse, accettò il dono di una fetta di panettone con canditi e uvetta annessi, offertogli dalle giovani mani di quella ragazza così ambita e importante in azienda.

Quando i due furono particolarmente vicini, e le loro dita si sfiorarono, e Nemesis percepì che finalmente le loro rispettive curiosità potessero essere esaudite – perché era vero che Faccia di Luna fosse attratta dall’innegabile diversità di Nemesis, come pure lui dalle esuberanti carni di lei –, una tipa mai vista prima, più larga che alta, si avvicinò al tavolino dispensatore interrompendo il loro attuabile idillio.

«Faccia di Luna, scusa se te lo dico adesso, ma mi devi spostare. Io non posso fare quel turno a cui mi hai assegnato per il week end. Si è ammalata mia zia e la devo andare a trovare all’ospedale una volta al giorno, per darle il mio sangue, altrimenti morirà di pertosse convulsa e io perderò anche i soldi dell’eredità…»

L’azione dell’intrusa, tanto risoluta da risultare violenta, lasciò esterrefatta Faccia di Luna, la quale quasi sbiancò (ma per la rabbia, per quella che pareva tanto una colossale panzana riferita solo per ottenere una sospensione speciale in tempi di vacanza natalizie). Le disse: «Va bene. Ne parliamo dopo…», tentando di rimandare la questione. Ma l’altra non le diede tregua.

«No. Adesso devo andare per la trasfusione. Dopo non ci sono…»

Così Faccia di Luna dovette dirle:

«Okay! Ti sposto, allora. Fai gli auguri a tua zia da parte mia!»

«Non mancherò…», se ne andò felice quella.

Nel frattempo quel siparietto aveva reso non partecipe Nemesis, che quindi si era dovuto allontanare. Quando l’intrusa sparì, Faccia di Luna tornò splendente. Il suo ruolo di incensatrice eccelsa riprese a regime. Tuttavia Nemesis capì che il momento propizio era passato e quel prelibato bocconcino non si sarebbe più fermata a parlare con lui.

Faccia di Luna sembrava assai disponibile