Magic in the moonlight

Colin Firth ed Emma Stone sono i protagonisti di questa gradevole pellicola di Woody Allen.

Un famoso mago, che per ragioni di marketing si nasconde sotto fattezze orientali, viene incaricato da un suo pari di svelare le bugie di una sedicente giovane e affascinante sensitiva. Nonostante l’impegno, il famoso mago (che tra l’altro è un gran misantropo) non riesce a svelarne i trucchi, tanto che alla fine si convince che essa abbia davvero poteri fuori dalla norma. Il che al dire il vero lo rende per una volta in vita sua felice, dato che sino allora aveva sempre vissuto schiacciato da un razionalismo pessimistico che ne aveva minato l’umore…

Tra i due, il mago e la sensitiva, si crea anche un legame affettivo ma poi succede che…

Café Society

Gli ultimi di Allen non sono più imperdibili, si diceva qualche tempo fa. Sì, ma noto con piacere come siano comunque di qualità, come in questo caso.

Un giovane sta cercando la sua strada e un impiego. Un lontano zio, che opera nel magico mondo del cinema, gli propone di aiutarlo lavorando per lui. Dato che è nuovo della città, lo affida alla giovane e valente segretaria. Con la quale il ragazzo finisce per legarsi molto, e innamorarsi. Tuttavia lei sta già con un tipo più grande di lei, che invero sarebbe pure sposato…

Ci saranno vari intrecci amorosi… 😉

Povero bambino

Povero bambino.

Piccolo.

Avrà cinque anni, forse quattro.

Forse sembra solo più piccolo.

Forse è ritardato.

Piange spesso.

Di giorno e di notte.

Povero bambino.

Non parla.

O meglio non sa parlare l’italiano.

Ma nemmeno la sua lingua d’origine.

Per questo non fa che articolare suoni che somigliano più che altro a vocalizzi.

Povero bambino che non può neppure spiegare il suo malessere.

Povero bambino, figlio di famiglia povera, di immigrati.

Povero bambino che si sveglia la notte piangendo perché qualche caprone drogato del suo nucleo familiare non ha proprio potuto rinunciare a farsi di qualcosa.

Povero bambino con la tosse ormai divenuta cronica.

Non dovrebbe viver lì.

Non dovrebbe stare in quell’ambiente così insalubre.

Attorniato da gente che non pensa minimamente alla sua salute psicofisica.

Povero bambino, che si deve inventare come giocare.

Come passerà tutto il tempo se non possiede giocattoli e spesso non vede neppure altri bambini piccoli immigrati e miserabili come lui?

Povero bambino che sta sempre con una madre frustrata a cui spesso girano le scatole.

Così, quando lui piange, lei gli urla contro per farlo smettere.

Delle volte si sente la testa del bambino che sbatte sul muro e poi subito lui che piange.

Non credo che sia così distratto e goffo da procurarsi da solo quegli infortuni continui.

Credo invece che sia la madre, sempre incazzata col mondo per la propria condizione di donna sottomessa e rassegnata, che sfoga il proprio odio su lui poiché è l’unico che le è sotto in gerarchia.

Certo, quando il bambino crescerà le cose cambieranno.

Ma nel frattempo lei esercita quel sordido potere violento esattamente come i maschi lo esercitano su lei, e come il bambino un giorno, crescendo, potrà esercitare su tutte le donne del suo clan.

Povero bambino, negretto.

Finché è piccolo verrà visto dalla gente con simpatia.

Da grande lo guarderanno storto poiché negro.

E anche lui, sempre se arriverà un giorno a diventare un uomo, pure lui comincerà a ragionare nell’ottica del “noi” e del “loro”.

Una mattina ho visto il padre che se lo portava via, letteralmente.

Era un uomo nero con gli occhiali, vestito all’occidentale, come un colletto bianco, con le scarpe da geometra e la cinta ai pantaloni, non come i suoi compatrioti.

Se l’è caricato su una spalla come se il piccoletto fosse un pacco.

Una volta ho visto un macellaio portare un maialino morto a quel modo.

Il bambino, che doveva essere abituato a quel trattamento, messo a pancia sotto, non fiatava.

Chissà dove se l’è portato.

Chissà se gli ha fatto qualcosa.

Potrebbe usargli violenze di ogni tipo, chi mai lo scoprirebbe?

Chi mai farebbe sentire la sua voce muta?

Povero bambino senza futuro.

Se non ce l’ho io, un futuro, figuriamoci lui.

Povero bambino, nero, che non sa parlare, infelice, che piange sempre, con la tosse cronica per le schifezze che gli fanno respirare, senza amici, a cui non è concesso neppure di piangere quando è infelice.

Povero bambino, non amato dalla madre, scarto della società. Ultima ruota del carro della sua comunità di trogloditi. Che subisce da tutti.

Non ha scampo. Può solo sperare in qualche modo di sopravvivere. E poi un giorno crescere e scappare in una realtà meno dura.

Ma ce la farà mai ad arrivarci? In questo momento il suo futuro appare immutabilmente già segnato.

The staggering girl

Un cortometraggio di Guadagnino di una mezzoretta che però davvero sembra un film in miniatura per come è realizzato, dato l’abbondante traboccare di emozioni e suggestioni.

Una donna di mezza età, una scrittrice americana, si reca in Italia dall’anziana madre pittrice ormai cieca con l’intento di portarla via con sé per accudirla. Tuttavia nel passato delle due donne, nel rapporto tra loro, si trovano molte contraddizioni, che la scrittrice rivivrà davanti ai propri occhi come fossero il presente.

Senz’altro un corto girato con grande stile e attenzione.

Lo trovate su RAIPLAY.

L’intruso (film)

Un uomo di mezza età vende a malincuore una grande e bella villa a una giovane coppia di colore. Dovrebbe partire e andarsene dalla figlia ma… continua a orbitare intorno quel luogo in cui ha riversato tutte le energie di una vita. Si presenta non richiesto; si mette a fare piccoli lavori domestici… Il ragazzo della coppia è molto infastidito e si allarma. La ragazza invece prende con più leggerezza le ingerenze del vecchio proprietario provando anche molta compassione per lui…

Un thriller passabile che si sa già come finirà, che dunque non riserva nulla di nuovo.

Sherlock Holmes – La valle della paura

Altro sceneggiato rai in 3 puntate, molto simile al precedente di cui ho già parlato. Leggermente inferiore all’adattamento del mastino dei Baskerville, ma solo perché il racconto da cui è tratto è meno solido da un punto di vista logico.

Stavolta Holmes e Watson vengono chiamati a interessarsi di un caso apparentemente semplice, in cui per giunta sembra sia stato già trovato il colpevole, ovvero un ragazzo ubriacone. Una volta sul luogo del delitto però i due amici si rendono conto delle numerose incongruenze che la storia porta con sé. Inoltre sembra che quasi ogni persona interrogata, per un motivo o per l’altro, menta. Dunque le cose non sono sicuramente andate come la polizia vorrebbe far credere per chiudere sbrigativamente il caso…

https://www.raiplay.it/programmi/sherlockholmes-losceneggiato

Sherlock Holmes – L’ultimo dei Baskerville

Meraviglioso vecchio sceneggiato rai, in 3 puntate, in bianco e nero (quando ancora l’azienda produceva lavori di gran qualità) adattato dal celebre racconto dell’investigatore di Londra.

Il pregio primario di questa messa in onda, oltre l’attenta sceneggiatura e i grandi ed efficaci attori, è il tempo che si prende per narrare le vicende misteriose, lasciando che ogni elemento vada al suo posto e ogni più o meno celata psicologia venga alla luce.

Imperdibile per gli amanti del detective e per ogni amante del giallo.

Trama: S. H. si trova a indagare un curioso caso in cui sembra che una maledizione, sotto forma di cane demoniaco, sia in grado di uccidere tutti i successori di una data casata, evidentemente maledetta da qualcuno… Ma si tratterà davvero di un caso paranormale?

Lo trovate comodamente online, gratis, qui:

https://www.raiplay.it/programmi/sherlockholmes-losceneggiato