La mela


Certe volte sei sazio, hai la nausea. Tutto ti fa ribrezzo.

Non vuoi un frutto succoso.

Non vuoi essere riempito.

Non vuoi roba troppo dolce.

Rifiuti gli zuccheri.

Vuoi qualcosa di semplice. Affidabile. Non invasivo.

E allora ti affidi alla sempre affidabile mela.

Lei è lì che ti aspetta paziente, anche per settimane, sulla credenza.

Lei c’è sempre.

Lei non ce l’ha con te perché sei andato con le altre.

Lei non è gelosa di tutti quei frutti che consumi golosamente.

Lei capisce.

Lei sa come va il mondo.

Sa come vanno le cose.

Lei ti vuole realmente bene.

Lei è resistente.

Non marcirà.

Lei si farà trovare pronta quando non sopporterai più niente.

L’addenterai e ti dirai:

che bello che esiste la mela.

 

Jorge Amado: Gabriella garofano e cannella


Avrei preferito leggere una storia d’amore passionale piuttosto che un affresco sudamericano intriso di potere e lotte politiche, condito con personaggi simpatici e donne fatali come sfondo.

Così ho trovato questo (bel) romanzo troppo lungo per i miei gusti e per quel che cercavo. E la Gabriella del titolo neppure si può dire che sia il personaggio principale…

Le amabili starlette della tv


 

Qualche volta a pensar male ci si prende. Perché alcune volte le cose sono molto, molto peggiori di quanto le nostre limitate fantasie possano immaginare. E lo sono soprattutto in quei sistemi di potere in qualche modo “chiusi”, da anni arroccati in loro stessi, o che si tramandano il potere l’un l’altro, in modo che a ogni generazione il meccanismo si faccia sempre più perverso e si raggiungano sempre nuove vette di degenerazione, fino a farne un congegno preciso come quello d’un orologio svizzero. Tanto difficile da estirpare quanto da far regredire…

Ma tornando al discorso iniziale… Io penso spesso male delle starlette della televisione. Mi scorrono davanti agli occhi i modi bassi con i quali sono state assunte e selezionate, o sono dovute scendere a patti per ottenere il loro impiego di prestigio… Credete forse che io non sappia i turpi patti che avete stipulato con qualche dirigente, o qualche politico, o qualche registucolo per stare lì? Eppure è così evidente! Soprattutto per alcune di voi in cui non si evince alcuna dote particolare o qualità notevole che vi faccia spiccare rispetto alle altre; se non quella, ovviamente, di ciò che siete disposte a fare per raggiungere il successo o il sogno di lavorare alla televisione e fare i soldi…

 

Bugie, bugie, bugie, un mucchio di bugie


Le bugie hanno sempre le gambe cortissime. E i bugiardi di solito sono così abituati a mentire che lo fanno compulsivamente sparandone sempre di nuove a getto continuo e non curandosi affatto che tra di esse esista la benché minima verosimiglianza. E se qualcuno dovesse far loro notare qualche discrepanza tra i concetti asseriti, i bugiardi si affretteranno a spiegarci perché invece è tutto assolutamente sensato e comprovato, affermando altre panzane le quali saranno così grosse da contenere o disintegrare anche le antecedenti. Dunque dovrebbero essere scoperchiate assai facilmente, le bugie… Ma spesso non è affatto così perché, a ogni nuova bugia, sussisterà ancora una parte di noi che vorrà credere alla persona che ci sta prendendo in giro. Perché in genere non facciamo altro che sopprimere la vecchia bugia (la quale saremmo tentati di obliare per sempre ma che rimarrà in un posto più o meno recondito del nostro cervello) per, immediatamente, sostituirla con la nuova, anche se essa può essere in totale disaccordo con quello che ci era stato espresso in precedenza. Mentre, qualora osservassimo i fatti in maniera distaccata, ecco che quella serie di bugie dette così impunemente ci salterebbero agli occhi e allora ci chiederemmo come abbiamo potuto essere così idioti da non accorgercene subito.

 

Storiacce


«…Lo penso anche io. Esattamente così. Io scrivo di storiacce d’amore anche per far capire agli altri che le cose si ripetono sempre e in tante persone, che tuttavia ci sarebbe una maniera universale per farle andare meglio; che gran parte di tutto quel dolore che un’anima prova in vita potrebbe essere evitato con l’esperienza e la saggezza (altrui); che se uno è preparato, può evitare pericolose uscite di strada che possono segnare tutta un’esistenza…»

 

Gilda (1945)


A rivederlo oggi, questo famoso film con Rita Hayworth, si notano un mucchio di dissonanze logiche nella storia e nella psicologia dei personaggi. Ma la cosa davvero sorprendente sono quei dialoghi talvolta così ridicoli da risultare accidentalmente comici. Anche quando Gilda balla è piuttosto comica, se si va a vedere. Non ci vorrebbe proprio nulla a ricavarne una parodia. Il materiale è già lì pronto davanti agli occhi…

Da notare, come al solito, l’incessante fumare degli attori durante il procedere della storia. E oggi sappiamo bene perché: le industrie del tabacco pagavano Hollywood per quello.