David Boring è un ragazzo magro con una faccia che non tradisce mai particolari passioni, che siano positive o negative. Vive con un’amica lesbica con la quale realizza filmettini porno che spera un giorno possano diventare capolavori del cinema – chi di noi non ha mai avuto questa idea da giovane?! 😀 È in fissa per un tipo preciso di donna, da cui è ossessionato, con il culo grosso e tondo. Quando ne incontra una che aderisce perfettamente alle sue aspirazioni, se ne innamora perdutamente. Ma la ragazza è di quelle molto ricercate – vogliamo dire un po’ “troie”?! – che non si accontentano facilmente. Così finisce che presto lo molla lasciandolo nello sconforto. La prima parte della storia si conclude come… la prima stagione di Twin Peaks: qualcuno (di ignoto) spara per uccidere… Ma non riesce nel suo intento.
Nella seconda parte David si ritrova con l’odiata e castrante madre, assieme alla sua coinquilina e altri bizzarri personaggi a convivere in una piccola isola. Mentre si riprende dal tentato omicidio scopre che a causa di alcuni terroristi sembra che nel mondo sia scoppiata una qualche pericolosissima epidemia che falcia la gente come fossero mosche. La coabitazione forzata tra queste persone col tempo si fa sentire, tra chi dà di matto, chi scompare e chi viene assassinato da qualcun altro di loro. David infine scappa dall’isola su di una barca.
Nella terza parte David torna al suo precedente appartamento, anche se intorno a lui è tutto cambiato. La madre lo ha abbandonato, così come la sua ex, a cui pensa ancora, e la coinquilina, che sta inseguendo il proprio sogno d’amore lesbico con una ragazza molto più giovane incontrata sull’isola. David trova un lavoro nel campo del cinema, che però non lo soddisfa affatto, si mette con una ragazza piuttosto assennata, che però non lo attira né fisicamente né mentalmente quanto la sua ex e… cerca indizi circa che fine abbia mai potuto fare la sua ex col bellissimo culo grosso e tondo… Il resto non ve lo svelo. 😉
Il bello di questa storia è che… per tutto il tempo uno si chiede che diamine succederà proseguendo con la lettura. Perché ha una trama davvero imprevedibile. Questo è un grosso pregio…
Il bianco e nero della versione, ho notato, non dona per niente al fumetto (credo ne esistano anche versioni colorate ma non ne sono sicuro). A ogni modo siamo di fronte un ennesimo centro di questo autore davvero tra i migliori in circolazione, per i miei gusti, nonostante i disegni non siano il massimo (e ho detto tutto). Quando il narratore è molto bravo, i disegni possono passare in secondo piano – e dire che comunque Clowes sa disegnare molto meglio di quanto mostri qui, ma, la sua, evidentemente, è una precisa scelta stilistica che si rifà ai vecchi comics degli anni Cinquanta.








