Angelo Branduardi: Alla fiera dell’est

In questa celeberrima canzone non ci vedo solo una semplice cantilena che si richiama forse a tradizionali narrazioni orali. Ci vedo molto di più. È come fosse una specie di metafora della vita dell’uomo, del suo inestricabile legame con la natura e anche una specie di racconto sull’ineluttabilità del destino.

Oh!, sarò strano io, ma questo è quello che ci vedo… 😉

Poi ho messo anche la dissacrante presa in giro di questa canzone, di Lillo e Greg… 😉

Baglioni: E tu

Oggi, in questo spazio cool-turale (anche un po’ cul), dovevo parlare di un film che non mi è piaciuto granché. Ma sapete che c’è? Ho deciso di cambiare idea per postare una bellissima canzone di Baglioni del passato.

Eh, esiste oggi una canzone nostrana in grado di raggiungere questo livello? Mi riferisco a quelle che fanno i cantanti gggiovani di oggi. Col cacchio.

E allora gustiamoci questi versi eterni, in questa musica capace di emozionare il cuore ad ogni ascolto.

Quel prostibolante mercimonio del giornalismo #5

Ballerina Ballerini è da parecchio che va in giro. Avrà cominciato giovanissima. Oggi ha i suoi annetti e bene o male è conosciuta e si è fatta una fama.

Era molto brava nel suo settore specifico. Poi aveva una bellissima voce che certo impreziosiva ancor di più la sua professionalità. Sembrava una bambina vivace con un cervello fino che si emozionava per i fatti del mondo!

A dire il vero non ho mai capito perché non abbia mai realmente sfondato. La sua carriera ha avuto dei picchi in alcuni posti importanti. Ma poi si vede che ogni volta c’era qualcosa che non funzionava. Immagino i rapporti con chi le stava sopra. Con loro che premevano affinché lei andasse in una direzione, e lei che, pur volendo soddisfarli per tenersi il posto, però più di tanto non ce la faceva, perché non sarebbe stato divertente e giusto quello che le chiedevano di fare, se la sua natura la portava a esser in maniera diversa – che poi qui neppure parliamo di mera prostituzione fisica, ma solo intellettuale; che però è di gran lunga peggio…

Così infine Ballerina Ballerini ha trovato posto in quest’altra redazione, nella quale sta da un po’ di annetti e sembra ormai consolidatasi e che non si sposterà più. Qui invero è apprezzata e può essere abbastanza come le pare. Anche se è palese come sia diversa da tutti gli altri, sia maschi che femmine: come quasi a voler dimostrare che lei non si integrerà mai al cento per cento da nessuna parte, perché evidentemente nessuno vede le cose come lei.

Un giorno ho scoperto l’esistenza di un gruppo Facebook in suo onore con un nome assurdo, tipo: se non la fate lavorare mi ammazzo dopo essermi evirato in diretta… Eh sì, perché lei di charme ne avrebbe: in tutti questi anni, di fan, ne deve aver accumulati parecchi, sia per meriti che sopratutto empatia, cioè per la simpatia che ti prende a forza di sentir parlar qualcuno comunque dotato di una passione verace per il suo lavoro.

Anche se Ballerina Ballerini non sarebbe strabellissima. In realtà per anni l’ho guardata rammaricandomi amaramente poiché mi rendevo conto che non avesse trovato uno stile, il suo stile!, un modo di vestire in grado di impreziosirla. Eppure, una donna, a un certo punto della sua vita dovrebbe trovarlo! Cioè, tutte le donne capiscono a un certo punto se stanno meglio con i capelli lunghi o corti, se debbano preferire la gonna o i pantaloni, se rimangano meglio con abiti larghi o aderenti, se siano più attraenti scoperte o più coperte possibili, se abbiano belle gambe o no, in che maniera valorizzare il proprio seno… Ma lei no! Per anni e anni, per tutta la sua giovinezza e oltre, sembrava si fosse vestita, truccata e pettinata con gli occhi chiusi, cioè a casaccio!

Ecco, parliamo della sua capigliatura… Tendeva a tenere i capelli sempre molto corti, ma ciò la rendeva più brutta. Poi comunque, a ogni nuovo taglio, la sua faccia permaneva sempre un po’ strana. Cioè aveva appena cambiato look… e mi sembrava peggiorata! Così mi chiedevo come cacchio potesse toppare tutti quei tagli anche se li cambiava a getto continuo e delle volte radicalmente…

Adesso che ha superato i quaranta e la faccia le si comincia moderatamente a sfaldare, da ultimo, forse ha imbroccato uno stile che si possa dire accettabile, anche se a dire il vero potrebbe essere semplicemente che, conoscendola da tanto tempo, mi sia abituato io a vederla in ogni sua propagazione. Ahhh (rammarico): su di lei avrei tanto voluto metterci le mani; ovvero, per una volta, avrei voluto trasformarmi in stilista per tentare di trovare qualche abito e look capaci di abbellirla a dovere…

Ballerina Ballerini comunque è abbastanza magra, ha la faccia lunga, e i seni che si stanno sempre più rinseccolendo.

Ballerina Ballerini un tempo la stimavo, ma oggi, a vedere come si prostra quando un politico le capita a tiro, con quella disgustosa servilità, non la stimo più tanto.

Alla fine si è convertita anche lei al partito della pagnotta: non è più battitrice libera – sempre ammesso che lo sia mai stata. Penso che un tempo fosse più ribelle. Oggi, dopo anche tante sgrugnate che ha avuto nella vita, deve essersi arresa al Sistema anche lei. Come quelli che da giovani andavano alle manifestazioni contro il Capitalismo… e poi alla fine, trovando un posto in banca, se lo tengono stretto.

Ma che è vita, quella? E la dignità, dove te la metti?

ballerina

Fabrizio De André: Inverno

Tratta dall’album Tutti morimmo a stento, raramente è possibile incontrare una canzone tanto bella, perfetto connubio tra un testo così poetico e una melodia così struggente…

Sale la nebbia sui prati bianchi

come un cipresso nei camposanti

un campanile che non sembra vero

segna il confine fra la terra e il cielo.

Ma tu che vai, ma tu rimani

vedrai la neve se ne andrà domani

rifioriranno le gioie passate

col vento caldo di un’altra estate.

Anche la luce sembra morire

nell’ombra incerta di un divenire

dove anche l’alba diventa sera

e i volti sembrano teschi di cera.

Ma tu che vai, ma tu rimani

anche la neve morirà domani

l’amore ancora ci passerà vicino

nella stagione del biancospino.

La terra stanca sotto la neve

dorme il silenzio di un sonno greve

l’inverno raccoglie la sua fatica

di mille secoli, da un’alba antica.

Ma tu che stai, perché rimani?

Un altro inverno tornerà domani

cadrà altra neve a consolare i campi

cadrà altra neve sui camposanti.

Sotto pressione

Dovete sapere che a un certo punto sia Bowie che i Queen manifestarono interesse a lavorare assieme. I Queen diventavano ogni giorno più popolari, anche a livello globale, mentre Bowie era già Bowie. Ora, non ricordo esattamente la vicenda come andò (ne parla in un documentario andato in onda su Rai5 uno degli stessi componenti dei Queen) ma mi sembra che si incontrarono in uno studio di registrazione. Però, dato che sia Bowie che Freddy volevano fare le prime donne e si sentivano troppo in competizione tra loro rimanendo guardinghi e freddi, alla fine si decise di fare quella canzone assieme, sì, ma senza che Bowie e i Queen si incontrassero mai fisicamente. Ovvero Bowie registrò le sue tracce e i Queen le loro. Tra l’altro, sempre se non ricordo male, il contributo di Bowie fu fondamentale per rendere il pezzo così come è adesso. I Queen lo trovarono migliorato dal suo intervento e decisero di lasciarlo così.

Curiosità: all’inizio detestavo questo pezzo ritenendolo troppo commerciale e orecchiabile, così l’avevo cancellato dall’antologia digitale di Bowie in mio possesso. Quando però l’ho ritrovato nei dischi dei Queen, sono stato felice di riaccoglierlo. E oggi mi piace molto. 🙂

Fabrizio De André: Andrea

Anche questa per un periodo è stata la mia canzone preferita di De André. L’ho sempre trovata molto insolita… Poi un giorno ho scoperto che per qualche ragione a me sconosciuta Fabrizio soleva dedicarla agli omosessuali…

Sempre tratta dall’album capolavoro “Rimini”, pieno zeppo di belle canzoni. 🙂