Raf: Cosa resterà

Quando questa canzone uscì pensai: che scemo Raf a interrogarsi così malinconicamente sugli anni ’80. Avrei capito se fossero stati i ’60 o i ’70, ma gli ’80, che per me erano gli anni caciaroni ed effimeri dei paninari e del Drive In (la trasmissione trash di Italia1, proprio non trovavo che necessitassero di tributi nostalgici…
Si citava il confronto Reagan-Gorbaciov, che vabbè, per l’epoca fu importantissimo ma in definitiva… Reagan era una semplice merdina che infatti oggi nessuno più ricorda (né tanto meno si vuol celebrare) mentre Gorbaciov, beh, sì, lui la storia la fece, in una maniera o nell’altra.
A ogni modo era come paragonare uno gnomo con un gigante…
Venendo ai giorni d’oggi… devo dire che questa canzone ha lasciato il segno. Non tanto perché parla di quegli anni, ma perché si è imposta in generale come canzone che pensa al passato in maniera da rimpiangerlo.
E allora avanti con la nostalgia, visto che stiamo andando sempre più verso tempi duri…

Banco del Mutuo Soccorso: Moby Dick

Di questa canzone mi piace molto la musica, che tende a prestarsi per evocazioni quasi epiche, mentre detesto proprio il testo. La ragione è molto semplice: trovo che in esso ci siano delle forzature insopportabili. Va bene le metafore ma qui accennano agli amori di una balena (concetto verso il quale tendo a esser molto poco empatico); si parla di vascelli fantasma; …e cavalieri del Santo Graal che la inseguono! Per queste ragioni questa canzone mi risulta indigeribile!

Stanlio & Ollio (film)

I famosi attori comici – probabilmente l’accoppiata più divertente della storia del cinema –, per rilanciare la loro carriera, decidono di intraprendere una tournée teatrale nel Regno Unito. Ciò dovrebbe esser loro d’ausilio anche per raccogliere dei fondi per un (ultimo?) film che vogliono fare, una parodia di Robin Hood.

Tuttavia tra loro c’è come un’ombra che li divide. Infatti, circa quindici anni prima, Ollio accettò di fare un film senza Stanlio, e quello rappresentò la fine del loro connubio. Durante la tournée il loro antico diverbio rinascerà più forte che mai, tanto da compromettere ogni loro progetto futuro. Sennonché poi subentrerà un altro fatto che invece li farà riavvicinare parecchio: la grave malattia di Ollio.

Su Stanlio e Ollio ci sarebbe potuto dire tutto un mondo. Gli autori invece hanno fatto un film quasi ridotto all’osso, che si concentra unicamente su quell’unico periodo del loro sodalizio artistico e sentimentale. Così il film avrebbe potuto esser fin troppo rarefatto se non avesse avuto quell’accelerazione coincidente con l’affezione di Ollio. A visione ultimata rimane la grande, commuovente amicizia instauratasi tra quei due.

:’)

PS: non so se poi nella realtà lo fecero per davvero quel film su Robin Hood. A me però sembra di ricordarmelo… 😉

La canzone più criptica dell’universo! :D

Proviamo a spiegare il testo de “La musica che gira intorno” di Ivano Fossati. Dai, che forse, se la analizziamo scientificamente tutti assieme, ce la faremo a svelarlo…

Per niente facili

uomini così poco allineati

li puoi chiamare ai numeri di ieri

se nella notte non li avranno cambiati

Beh, fin qui si capisce, no? Evidentemente si parla di uomini particolari, gente un pochino asociale che solitamente non è facile contattare… O almeno questo si evince dalle prime battute…

Per niente facili

uomini sempre allineati

li puoi pensare nelle strade di ieri

se non saranno rientrati

Ah, ma aspetta… ‘Sti uomini sono allineati oppure no? Ma sta parlando di altri uomini, o sempre di quelli (citando la teoria che gli opposti coincidono)? Forse si tratta di uomini allineati per certe cose e disallineati per altre… Beh, sicuramente i versi seguenti chiariranno la questione…

Sarà possibile sì

incontrarli in aereo

avranno mani e avranno faccia di chi

non fa per niente sul serio

Okay, questi uomini prendono l’aereo e sembra abbiano una faccia di chi “non fa sul serio”, qualsiasi cosa voglia dire…

Perché l’America così come Roma

gli fa paura

e il Medio Oriente qui da noi

non riscuote nessuna fortuna

A questi uomini fanno paura… i grandi paesi, le cose grosse, le responsabilità?! La cosa sul Medio Oriente non l’ho capita. Cioè che c’entra?! Ma forse è detta per arricchire il discorso…

Sarà la musica che gira intorno

quella che non ha futuro

sarà la musica che gira intorno

saremo noi che abbiamo nella testa

un maledetto muro

Dunque il nostro prova ad attribuire la colpa di tutto alla musica… Allora c’è della musica che gira, che non ha futuro, perché evidentemente si tratta di canzonette, musica usa e getta, usata esclusivamente per intrattenere?!… Poi fornisce un’altra possibile soluzione: è colpa nostra che abbiamo un muro nel cervello, che evidentemente ci impedisce di essere aperti circa certe questioni. Sì, okay, ma quale cazzo era il problema, non si capisce!?

Ma uno che tiene i suoi anni al guinzaglio

e che si ferma ancora ad ogni lampione

o fa una musica senza futuro

o non ha capito mai nessuna lezione

Ah, questo è tutto da decodificare, ma forse ci si può arrivare. Allora, vediamo, uno che tiene i suoi anni al guinzaglio… è uno che si sente ancora giovane (lasciam perdere che si ferma a ogni lampione, che forse vuol dire che cerca la verità nella luce, o forse che è ubriaco). Dunque quest’uomo che si mantiene giovane, dice, o fa una musica senza futuro (la musica di cui sopra) o non ha capito nessuna lezione… Ma perché?! Perché sarebbe obbligato a fare della musicaccia?! Perché?! Perché?!

Sarà che l’anima della gente

funziona dappertutto come qui

sarà che l’anima della gente

non ha imparato a dire ancora un solo sì

Ed ecco che riprova a fornire una spiegazione… Sì, ma quale cazzo è il problema, la questione, il dilemma di cui stiamo parlando?! Non si capisce! L’anima della gente funziona dappertutto nello stesso modo, okay… L’anima della gente non ha imparato ancora a dire un solo sì. Dunque si nota una certa chiusura mentale, e anche prima c’eravamo imbattuti in qualcosa di simile, me lo ricordo, sì… E dunque?!

Sarà la musica che gira intorno

quella che non ha futuro

sarà la musica che gira intorno

saremo noi che abbiamo nella testa

un maledetto muro

Insomma c’è sta musicaccia senza futuro e noi che abbiamo un muro… Ah, ma aspetta! Forse la musica non ha futuro non perché è usa e getta, ma perché la gente non la capisce?! Era questo il senso?!

Per niente facili

uomini così poco allineati

li puoi cercare ai numeri di ieri

se nella notte non li avranno cambiati

Sì, ma ‘sti uomini chi sono, i musicisti che fanno musica, che poi hanno paura ad andare in America, oppure sono la gente comune, la quale, essendo mediocre, non è capace ad apprezzare la musica vera e per questo la fa morire poco dopo, alla musica?!

Per niente facili

uomini poco affezionati

li puoi tenere tra i pensieri di ieri

se non ci avranno scordati

Vabbè, vabbè, capita l’antifona… Ma aspetta!… Tu puoi tenere tra i pensieri questi uomini se loro non ci avranno scordati?! Ma questa frase non dovrebbe essere il contrario, per avere un senso?!

Sarà la musica che gira intorno

quella che non ha futuro

sarà la musica che gira intorno

saremo noi che abbiamo nella testa

un maledetto muro

La canzone è finita… A Ivà… Nun se capisce ‘na mazza! Iscrivite a un corso de comunicazione!

PS: si narra che Ivano Fossati abbia scritto questa canzone dopo aver ascoltato “Life on Mars” di Bowie ed essersi calato un acido, dicendo: ah, sì, tu hai scritto questo, bowie?, e mo te faccio vedè io cosa pò scrive ‘n italiano! (SCHERZO) 😀

PPS: come forse saprete, Ivano Fossati mi è molto simpatico e apprezzo abbastanza la sua musica. Viene anche considerato una persona di una certa cultura e con bei testi… Però io non sono d’accordo sui testi, Ivano mi perdonerà… 😉

PPPS: Ah, ultima cosa: ho sentito dire che in realtà l’autore di questo testo neppure sarebbe Ivano, bensì Zucchero! 😀

Il prezzo di Hollywood – Nuotando con gli squali

Kevin Spacey è Buddy Ackerman, un tirannico dirigente cinematografico, tanto potente quanto collerico e mutevole nel proprio umore, mentre Guy è il suo nuovo giovane assistente tuttofare.

Guy è molto felice di aver trovato quell’impiego. Sa che quella strada lo porterà al successo – tra l’altro lui è anche uno scrittore che nutre ambizioni personali. Ma lavorare con quello stronzo di Buddy, che gli rende la vita un inferno e lo umilia in tutti i modo possibili, si rivela presto essere una maledizione per il ragazzo, il quale nel frattempo finisce pure nelle mire di una avvenente produttrice ex amante di Buddy. La quale decide di avere da quel momento in poi un canale preferenziale con Buddy servendosi per l’appunto del suo giovane assistente, il quale diventa di fatto il suo nuovo e unico amante, e un amante “per amore” e non (solo) per interesse, parrebbe…

Il film, molto teatrale, che si svolge sempre in luoghi chiusi – il posto di lavoro di Buddy e Guy, oppure una delle loro case –, si regge tutto su questi tre personaggi e sui rapporti ambigui che si creano fra essi. Finché alla fine Guy, arcistufo delle angherie del suo capo, ne ha colma la misura, quando capisce che la sua amante produttrice si concederà per l’ennesima volta a Buddy. Allora va da lui e lo lega a una sedia tenendolo in ostaggio e torturandolo finché non si presenta anche la donna…

Sicuramente un film (seppur minore) che è nella storia del cinema per la grande interpretazione di Spacey e la celebre scena delle torture.

Si narra che l’autore del copione si ispirò parecchio a caratteri di personaggi reali quando lo scrisse…

Schizoallergia

Lo scorso anno praticamente ho passato l’intera primavera su al nord, dalla mia fidanzata. Morale della favola: la mia allergia non si è mai palesata. 🙂

Adesso invece, che sto nuovamente a Roma, è febbraio e la mia allergia è tornata a farmi “sanguinare il naso” – fortunatamente, questa, è solo una metafora, anche se rende assai bene l’idea.

In questo periodo, complice pure il freddo, so, per via dell’esperienza, che per patirla meno devo stare più caldo possibile – ecco perché anche a maggio, a meno che non ci saranno trenta gradi, andrò in giro molto più coperto di una persona normale e continuerò a tenere il cappello in testa fino all’inverosimile; anzi diciamo che sarò l’ultimo a toglierlo e quando lo farò vorrà davvero dire che fa caldo!

La mia schizoallergia è sensibilissima. Per esempio in certe ore della giornata, quando a casa sto al computer, è consigliabile che mi copra i reni con una copertina extra, altrimenti comincio a starnutire e non la finisco più. Oppure è una tragedia ogni volta che vado in cucina, per far colazione, cucinare, desinare, o lavare i piatti. Devo esser rapido a riscaldarmi la stanzetta, che rimarrebbe piuttosto freddina, con una stufetta elettrica, altrimenti anche qui comincio a starnutire e non la smetto più. D’altro canto rischio anche facilmente di sudare troppo in certi altri momenti della giornata…

E pensate che esiste gente che non sa di essere allergica, che crede stoltamente che in alcuni periodi dell’anno semplicemente gli venga l’influenza. E magari va dal medico e si prende tutta una serie di medicine, compresi gli antibiotici, per l’influenza… Solo che quella non è influenza, idioti! Se aspettate che ve lo dica un medico che non vede l’ora di prescrivervi il numero più alto possibile di medicine state freschi!, ovvero siete dei fresconi che ancora credono a babbo natale!

BABBO NATALE È MORTO!

Sofocle: Antigone (adattamento a fumetti)

Certo ci vuole coraggio a chiamare quest’opera, che praticamente è una riduzione aggiornata della famosa tragedia greca, “fumetto”, vista la scarsità delle illustrazioni, tra l’altro pure a tutta pagina, senza veri e propri fumetti che escono dalla bocca dei protagonisti. Tuttavia l’ho molto apprezzata per la potenza evocativa e morale e spirituale che sprigiona ancor oggi.

Si narra di Edipo e dei suoi quattro figli. Alla sua morte, i quattro successori, dispongono di dividersi il regno, come pure il governo di Tebe. Ma quando un fratello deve subentrare all’altro nel comando, il primo si rifiuta di tener fede al patto e cedere il potere. L’altro allora gli fa una guerra nella quale entrambi finiscono per perire.

Subentra dunque come autorità uno zio il quale deve decidere che posizione prendere nella disputa fratricida. Alla fine stabilisce che il fratello che scatenò la guerra sia da ritenersi maggiormente in fallo dell’altro, quindi gli tributa un gran disonore: non venir sepolto. Ma tale decisione scatena le ire accorate di Antigone, sorella di entrambi, la quale ritiene quella deliberazione ingiusta. È dunque pronta a infrangere la legge pur di regalare giuste esequie al fratello, amato sinceramente in vita… Da ciò ne seguirà una disgrazia dietro l’altra…

Sì, queste storie, queste tragedie greche, sono ancora validissime ai giorni d’oggi – altro che Shakespeare! –, perché affrontano sempre temi conflittuali, sull’etica, le leggi del cuore e dello Stato, e cosa sia più importante e non si debba mai perdere di vista anche in situazioni gravi o ingarbugliate.

Inutile dire che i politici di oggi, con i loro comportamenti aberranti e le loro ipocrite rivendicazioni, vilipendono completamente tutta questa sublime, antica arte.