Lei, Lui: Fantasie perverse

«Oggi ho fatto ancora quel sogno, sai?», dice lei mentre sono a tavola a far colazione.

«Diventavo ricca e coi soldi compravo un’altra casa, dove ci andavo a stare io, o ti ci spedivo a te, questo non era importante nel sogno. A ogni modo, così stavamo separati. E potevo starmene per i fatti miei tutto il santo tempo che volevo. Poi la sera si dormiva da uno dei due, nello stesso letto, chiaramente… Ah, che bello sarebbe, poterti avere la maggior parte del tempo fuori dagli zebedei! Sarebbe come tornare a quando eravamo fidanzatini, ognuno a casa sua, non trovi? Che poi è stato il periodo più bello della nostra vita», dice lei con occhi sognanti e nostalgici, implicitamente accusandolo degli inevitabili cambiamenti subiti dalle loro vite da coniugi.

Intanto a lui, a lume di naso, non sembra ottimale che lei sogni costantemente di cacciarlo via di casa. E si chiede se, sotto sotto, ciò non stia per caso a significare qualcosina di leggermente inopportuno…

“Chissà che ne direbbe Freud…”

Sclavi-Dell’Edera: Le voci dell’acqua

Ho gradito a sufficienza questo fumetto pur molto minimale, affidato ai disegni per lo più tratteggiati del disegnatore e agli scarni testi di Sclavi, che si è “limitato” sopratutto a ideare questa trama malinconica e desolata (che è proprio una delle “sue”).

È la storia, un filo kafkiana, di un faticoso patimento, in cui al solito prevale il malessere e lo sforzo del vivere. In un mondo in cui sembra non faccia che piovere, un uomo è ossessionato da delle voci che solo lui sente provenire… dall’acqua. Ovviamente è a conoscenza che quel fastidio potrebbe avere la natura di un disturbo schizofrenico. Tuttavia l’uomo sembra normale e non particolarmente incline a credersi solo un malato mentale.

Per quale altro motivo potrebbe sentire quelle voci – il cui messaggio tra l’altro non è quasi mai così chiaro da captare – allora?

Easy Girl

Ho visto questo film nel periodo in cui la mia compagna si trovava in ospedale (da diverse settimane). Per cui osservare la faccia tonda di una giovane Emma Stone, con quei bellissimi occhi verdi, mi ha fatto pensare incessantemente alla mia amata! ❤

In ogni caso il film è carino e divertente, anche se è solo una commediola americana come tante, in cui i personaggi appaiono parecchio sarcastici e parlano veloce rifilando un mucchio di battute in pochi secondi. È la storia di una ragazza sui diciotto che un giorno, per darsi un tono, lei che è ancora illibata, afferma di non esser più vergine. Di lì a poco il passo è breve e, anche per generosità, ovvero per gonfiare la reputazione di maschietti molto insicuri di loro, fingerà di averla data a destra e manca. Troppo tardi si renderà conto però che così se l’è rovinata lei la reputazione passando per quel che non è: una ragazza facile, spregiudicata e superficiale.

Alcune battute centrano proprio il bersaglio. 😉

Visto su Raiplay.

…Celia coi capelli!

Convivenza #71

Lei ha vari disturbi ossessivo-compulsivi.

Uno di questi riguarda l’ammontare dei soldi da avere nel portafoglio che, almeno in certi periodi, devono darle l’impressione di essere più in ordine possibile: ovvero devono essere possibilmente multipli di cinque.

Così capita talvolta che per esempio le debba fornire un euro e quarantacinque centesimi per farle avere esattamente nel portafoglio quarantacinque euro.

Tu glieli dai senza difficoltà. Se con questo piccolo contributo puoi favorire il suo equilibrio psicofisico, sei ben contento di farlo…

E pensi che ti vada ancora bene. Che se avessi dovuto arrotondare ogni volta a cento euro a quest’ora saresti sul lastrico…

:*

Hanif Kureishi: Il Corpo

Racconto lungo con una serie di interessanti tematiche che sarebbero andate benissimo anche per un vero e proprio romanzo, se l’autore avesse voluto approfondire maggiormente l’interessante materia e i numerosi spunti di riflessione che questa narrazione porta con sé.

È la storia di uno scrittore che sta diventando vecchio, con sempre maggiori acciacchi e problemi fisici, il quale un giorno viene avvicinato da un giovane che gli dice che in realtà non sarebbe poi tanto giovane come sembra, o meglio che il suo maturo cervello è stato trapiantato nel fresco corpo di un ragazzo morto tramite una complicata ma ormai possibile operazione chirurgica, la quale per l’appunto gli ha donato una nuova giovinezza e una nuova vita nella quale sta realizzando dei desideri sino allora rimasti inappagati.

Ma perché gli dice tutto ciò? Perché gli vuol proporre di provare la medesima cosa. E il vecchio, dopo un’attenta riflessione, decide di portare avanti per sei mesi questa esperienza, avendo in mente però poi di tornare al suo corpo originale e dalla moglie, perché fare il contrario gli darebbe l’impressione come di approfittare di un favore non dovuto e anche innaturale – perché è giusto che si muoia tutti, prima o poi, pensa.

Così quest’uomo risperimenta la giovinezza. E le sue prospettive cambiano radicalmente. Il sesso torna ad avere un ruolo centrale, forse in grado perfino di soppiantare quei valori maturati lentamente nella sua vita precedente…

L’uomo vive diverse avventure – la storia mi ha ricordato sia Siddharta che Narciso e Boccadoro di Hesse, ma ovviamente preferisco queste due pietre miliari della Letteratura e dell’arte umana a questo racconto. Insomma, è come se riscoprisse tutto nuovamente e si chiedesse per quali ragioni sia il caso di vivere.

Poi la svolta avviene quando comincia a lavorare in centro gestito solo da donne le quali, attratte dalla sua bellezza, si innamoreranno di lui – sia chiaro che il racconto non risulta per niente erotico o eccitante dal punto di vista sessuale. Di li a poco lo scrittore conoscerà un ricco che ha compiuto il suo medesimo percorso, ovvero si è insediato nel corpo di un giovane, e sta cercando un altro bel corpo per il fratello moribondo. E, invaghendosi subito del suo, non è disposto ad andare tanto per il sottile pur di ottenerlo.

Così, la storia si ripete… Non importa a quali progressi scientifici andremo incontro. Ci saranno sempre i potenti che vorranno fregare i più poveri prendendosi con la forza quel che vogliono: altre ricchezze, benessere, o altro.

Quindi anche l’AI non servirà tanto a voi per lavorare meno, ma ai potenti per divenire ancora più ricchi – mentre voi sarete più poveri e ricattabili. Contenti?!

Perché voi glielo permettete.

“Io so’ giovane dentro…”

Sigle: Trider G7!

Confesso che non ricordo tanto bene contro chi combattesse questo robot comunque molto bello che stilisticamente è un incrocio tra Danguard e Daitarn (tutti, ispirati, al solito, ai vecchi samurai giapponesi). I suoi avversari erano altri robot o semplici astronavi? Boh! Comunque Trider era peculiare perché usciva da un comune parco giochi per bambini e sopratutto perché alla fine si trasformava in una specie di fenice d’energia tramite la quale puntualmente distruggeva i suoi nemici. Era guidato da un bambino che doveva portare avanti una piccola ditta commerciale…

Al solito, una bella sigla italiana ha reso eterno un cartone un po’ ripetitivo che a rivederlo oggi non credo valga molto.

Loeb-Sale: Superman – Stagioni

È forse la prima volta che un fumetto sfornato da questa celebre accoppiata mi soddisfa a sufficienza (no, nemmeno le tanto rinomate saghe di Batman lo avevano fatto, nonostante le magnifiche, fosche atmosfere).

Ci viene rinarrata la storia di Superman in quattro passi/stagioni. Ogni capitolo ha una voce narrante diversa, e non è mai quella di Superman stesso ad accompagnare il racconto. Per la cronaca segnalo anche che si è usato spesso un espediente narrativo che non amo particolarmente (ma qui non mi ha infastidito troppo). Ovvero quello di mostrare una certa azione mentre la voce narrante ci sta parlando di tutt’altro.

Gli argomenti delle storie sono: l’infanzia di Clark/Superman nella sua felice fattoria (con gli anziani genitori che preoccupati perché lui è diverso dagli altri ragazzi); la possibile storia d’amore con Lana Lang (una storica compaesana, sua vecchia fiamma) mai realmente andata a compimento; le schermaglie con un giovane, ancora capelluto ma già pericoloso Lex Luthor…

Infine arricchiscono il volume tre storielline brevi di pochissime pagine sempre di questo affiatato duo creativo.

“Non sono obeso. Ho solo le ossa grandi!”