Io non credo al campionato


Io non credo nella regolarità del campionato. Io non credo ai primi tempi scialbi e ai secondi tempi pirotecnici. Io non credo alle partite di fine stagione. Io non credo ai gol presi giocando alle belle statuine. Io non credo che laddove circolino molti soldi non ci sia un acclarato e immenso malaffare. Io non credo nella loro buona fede. Io non credo che essi davvero possano sostenere che sostanzialmente è tutto pulito. Io credo che loro lo dicano poiché coinvolti. Io non credo agli improvvisi cali di rendimento. Io non credo che l’arbitro non possa non vedere alcuni rigori o fuorigioco. Io non credo che un atleta possa fare tutta una stagione correndo come un matto senza qualche sorta di doping. Io non vedo perché si debbano praticare delle flebo a gente sana. Io credo che, forse, l’ultimo campionato abbastanza regolare svoltosi fu uno di tanti anni fa, quando ero piccolo e vinse imprevedibilmente un outsider in volata. Io non credo che l’insorgenza di alcune gravi patologie nei calciatori sia casualmente più elevata. Io non credo che gli sportivi e i dirigenti sportivi non sappiano ciò che succede (o che loro fanno succedere). Non credo neppure che non lo sappiano quei giornalisti che sono sempre al loro seguito.

Io non credo che i tifosi siano la parte più malata del calcio.

Io credo che, se tutto fosse regolare, il più debole vincerebbe molto più spesso di quanto accade oggi.

Io credo che molti calciatori siano dipendenti dall’adrenalina e che sia anche per questo se poi finiscono per divenire scommettitori compulsivi.

Io non credo nei mostri sbattuti in prima pagina, nei benpensanti, nei giornalisti iene e nei bigotti che soffrono di perdita della memoria.

Io non credo che chi bari se la possa cavare con una lieve condanna, una radiazione e una pacca sulle spalle.

Io, sopratutto, non credo che ad oggi sia emerso tutto ciò che doveva emergere e che dunque alla fine ognuno abbia avuto ciò che si meriti. Penso il contrario, che è emersa solo una minima parte, che se fosse emerso tutto, molti avrebbero avuto l’ergastolo e alcuni sport sarebbero stati cancellati.

Io non credo che si possa dire che un uomo sia morto in circostanze accidentali quando invece è palese che sia stato ammazzato da un’organizzazione criminale. E non credo che chi indaghi possa ostinarsi a sostenere il contrario senza subirne delle conseguenze.

Io sono libero di credere e non credere in quello che voglio. Questo nessuno me lo può togliere, né può farmi tacere.

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