Elizabeth: Il suo scudiero


Lei era sempre immutata e bellissima. Con quell’espressione che si sbalordiva della propria condizione. Le disse:

«Oh mio Dio, quanto sei bella, babie…»

Poté notare l’incanto delle sue sopracciglia nere che sembravano disegnate con la matita… Ma come era possibile che le donne ce le avessero talvolta così belle?, si chiese. Bikal sapeva che alcune se le curavano, modellandosele come volevano, ma quelle di Elizabeth sembravano stupendamente naturali e regolari… Mentre le sopracciglia di Bikal erano più… pelose e dispotiche, e sconfinavano dove non avrebbero dovuto, confondendogli la faccia rendendogliela più… mannara. Che bella era invece Elizabeth…

Bikal allungò una mano e con il dorso le accarezzò la pelle, che trovò assai liscia. Poi si incantò a guardarla. Gli occhi di lei non gli permettevano di abbandonarla come se niente fosse. Allora lui le si mise davanti, così che lei lo avesse frontale. Per qualche motivo ritenne che fosse più giusto così perché lui la poteva guardare (di nascosto?) di lato, mentre la poverina aveva lo sguardo fisso in quella direzione potendolo rivolgere solo là…

Le si presentò pensando nella propria testa: piacere, Elizabeth. io sono Bikal. sarò il tuo scudiero d’ora in poi. tu non ti dovrai più preoccupare di niente… e vedrai che scopriremo chi sei… tu vuoi che si scopra, vero? oppure preferiresti che non si sappia niente? perché a me non importa, sai… a me basta averti conosciuta…

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