Cartoni irrinunciabili: Gigi la trottola!

Gigi la trottola è semplicemente uno dei cartoni più divertenti mai realizzati. Parla di un ragazzino (bassissimo) di liceo che per tante cose sarebbe proprio una peste. Ama alla follia le mutandine bianche (che considera forse una specie di simbolo di purezza estrema) e in particolare quelle della sua amata Annina. Ma Gigi è anche un fenomeno in ogni sport che pratica. Così si dedicherà a varie discipline: basket (nonostante l’altezza!), ping pong, scherma, gare massacranti di resistenza, ecc., uscendone sempre vincitore, perché lui è un campione nato!

Michela Murgia: Noi siamo tempesta – Storie senza eroe che hanno cambiato il mondo

Partiamo da lontano… Noi anarchici vediamo quelli di “sinistra” come persone che certo sono generalmente un po’ meglio di quelli di “destra” ma allo stesso tempo ci sembrano allocchi indottrinati e stolti, capaci solo di vedere una parte del problema. Sono cuginetti scemi, borghesi, adattatisi così bene al Consumismo-Capitalismo da non esser più capaci di intendere quale sia il punto focale del problema, di conseguenza inabili anche solo a immaginare il mondo “diverso” che diciamo noi anarchici.

Premesso questo, la Murgia è indubbiamente di Sinistra. E data la progressiva e ineluttabile dissoluzione dei principi migliori della Sinistra (basti pensare che uno come renzi è stato il segretario del principale partito di sinistra in Italia per svariati anni), questa scrittrice si è sentita sempre più responsabilizzata a entrare in questioni politiche, che se ci fosse stata una minima sinistra decente il suo intervento non sarebbe stato necessario. Complessivamente è stato pure un bene in alcuni frangenti se lei si è fatta carico (prendendosi più rogne che altro) di portare avanti certe battaglie, spesso anche giuste, battaglie che altrimenti la sinistra istituzionale (con la sua faccia come il culo) avrebbe bellamente ignorato.

Tutto ciò per arrivare a questo libro. Che è un libro politico, ideologizzato, che ha come scopo quello di porre all’attenzione il concetto che tante volte la storia non la fanno i singoli, ma l’unione di più persone, cosa tra l’altro giustissima da dire e ribadire data anche l’odierna era di esasperata “concretezza virile” che viviamo, in cui sembra sempre che uno, eroe o no che sia, debba fare energicamente tutto da solo, nel bene e nel male. D’altro canto, ci sarebbero da ricordare gli enormi danni che in moltissimi casi una moltitudine è in grado di arrecare più o meno consapevolmente (per esempio pensiamo alla gente che abbandona la plastica nell’ambiente; un piccolo gesto, un piccolo errore reiterato di tanti, diventa un enorme problema impossibile da risolvere per chiunque)…

Insomma la Murgia realizza un libro raccontandoci una serie di aneddoti ispirati a fatti reali. E si mette lì, come deve aver fatto da bambina di fronte a un tema “sociale”, raccontando la sua bella favoletta imbellettata, buonista e perbenista. Esegue insomma uno di quei temi che a scuola presumo le facessero prendere sempre dieci, poiché molto mieloso e grondante ottimismo delle facoltà dell’essere umano, che alla maestra per quello piaceva tanto. E così ecco che tra le altre cose fa lo sponsor della ricerca scientifica (poiché progressista) e non dice niente sulle violenze e le torture agli animali su cui si sperimentano…

In breve, il suo intento sarebbe buono, e in certa misura è anche importante che qualcuno faccia quel che fa lei, visto che da quando c’è berluscopi la società è regredita e si va sempre più verso il peggio… Ma preferirei che scrivesse romanzi. Non raccontini ideologizzati. Al contempo mi rendo anche conto che possa essere difficile per lei sfornare romanzi essendo sempre più immersa in attività socio-politiche e bersagliata da attacchi fascisti che la distolgono da quel fine.

L’ultima annotazione la faccio alla grafica, che mi ha stupito molto. Il libro contiene parecchie illustrazioni e anche un fumetto breve. Le illustrazioni sono fatte indubbiamente bene ma… Peccato che per quanto mi riguarda richiamino una specie di grafica futurista, e dunque, per derivazione, in parte fascista! Il che è assai comico. Ora, mi chiedo se la Murgia se ne sia accorta oppure quelli della grafica abbiano deciso di farle un incredibile scherzo… Ai posteri l’ardua sentenza.