Cesare Prandelli

 


Semplicemente il miglior ct di cui abbia memoria (quindi da Bearzot in poi, ma suppongo di sempre) che si sia seduto sulla panchina azzurra…

È riuscito a cavare il meglio dai giocatori in ogni occasione.

È riuscito a gestire le macerie del dopo Lippi facendo rifiorire una squadra nuova.

Ha fatto giocare la squadra quasi sempre bene (come mai un commissario tecnico era riuscito a fare).

Ha fatto qualificare l’Italia per i Mondiali ben due giornate prima del termine (evento non a caso mai accaduto in precedenza).

Ha dimostrato, tanto per dirne una, che abbiamo dei buoni terzini (quando sembrava il contrario), a dimostrazione che bastava essere degli intenditori di calcio per selezionare la gente giusta.

Ha creato un larghissimo gruppo di giocatori in cui gioca chi sta meglio.

Ha svecchiato parecchio la rosa.

Ha puntato su gente indubbiamente brava (e non solo nominalmente), gente che secondo alcuni non rappresentava abbastanza una sicurezza, quando era il contrario.

Sa leggere le partite e i momenti come pochi (come nessuno?). In parole povere capisce davvero di calcio. E i suoi cambi producono spesso i cambiamenti sperati, in maniera presumibilmente da far procedere le cose al meglio.

È il primo tecnico che quando cambia modulo non solo è seguito dai calciatori, non solo cambia volto alla squadra, ma ottiene dei risultati apprezzabili. Cosicché con lui il calcio è davvero una scienza… Trap, Zeman, Sacchi, e tanto più Lippi e Capello non sono nessuno al suo confronto…

Ha portato l’Italia al secondo posto all’Europeo e terza alla Confederation Cup, ottenendo il massimo che poteva ottenere, ribadisco.

Beppe Signori

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Beppe Signori rivelazione insieme al Foggia di Zeman.

Beppe Signori che fa il grande salto e arriva nell’ambiziosa Lazio di Cragnotti.

Beppe Signori che segna subito tanti gol.

Beppe Signori e il suo caschetto biondo.

Beppe Signori più forte di Ruben Sosa.

Beppe Signori idolo della Curva Nord.

Beppe Signori castigatore della Roma (con lui non si aveva paura ai derby).

Beppe Signori e la sue esultanza rabbiosa a Genova contro la Sampdoria: l’esultanza di uno che ha una gran voglia di vincere e di ottenere qualcosa.

Beppe Signori che si trasforma sempre più da attaccante di movimento a cecchino goleador.

Beppe Signori capitano della Lazio.

Beppe Signori che calcia ed è in grado di segnare da tutte le posizioni del campo.

Beppe Signori orgoglioso e tignoso, eppure umilissimo negli allenamenti.

Beppe Signori che si smarca tutti e insacca. Beppe e il suo sinistro sempre più preciso e potente.

Beppe Signori per il quale i tifosi mettono in scena una clamorosa protesta quando trapela la notizia che verrà venduto al Parma per quasi cento miliardi.

Beppe Signori per diverse volte capocannoniere della serie A.

Beppe Signori che “segna sempre lui!”.

Beppe Signori che aveva infortuni gravi ma sempre si riprendeva e ricominciava a buttarla dentro.

Beppe Signori che sulla sua strada incontra una donna bellissima che sembra molto diversa dalle solite veline destinate ai calciatori. Beppe Signori innamorato.

Beppe Signori che cena con Fini (non fare l’errore di entrare in politica, Beppe! La politica è troppo sporca e non farebbe mai per te! E poi proprio da quella parte…).

Beppe Signori acclamato in nazionale a furor di popolo, assieme a Baggio.

Beppe Signori rispettato da tutti, anche dai romanisti.

Beppe Signori che al mondiale fa il terzino, perché Sacchi glielo chiede.

Beppe Signori che si rifiuta di non giocare da attaccante e per questo viene escluso dalla finale con il Brasile.

Beppe Signori che, potendo tornare indietro, accetterebbe anche di fare il portiere pur di giocare in quella occasione.

Beppe Signori che con Eriksson non trova più spazio.

Beppe Signori che viene fatto scaldare per tutto un tempo ma che poi non entra.

Beppe Signori che prende la macchina e gira tutta lo notte per le strade di Roma, come un’anima in pena.

Beppe Signori che, per trovare spazio, decide di cambiare squadra.

Beppe Signori che perde per un soffio il massimo momento di splendore che mai abbia avuto la Lazio (e gli rimarrà sempre quel rimpianto di non esserci stato anche lui).

Beppe Signori che comunque rimarrà sempre tra i calciatori più amati nella centenaria storia della Lazio (come Chinaglia).

Beppe Signori che nella Sampdoria non rende (e lui stesso teme di non essere più alla propria altezza).

Beppe Signori che raggiunge il suo amico Baggio al Bologna e che risorge anche grazie ad un allenatore che gli dà piena fiducia (Mazzone).

Beppe Signori che diventa sempre più vecchio ma che i suoi gol li fa sempre.

Beppe Signori che va all’estero.

Beppe Signori che non ha molta fortuna e che rimane disoccupato e cerca una squadra (perché lui ha ancora molta voglia di giocare).

Beppe Signori malato di adrenalina.

Beppe Signori che forse è il caso che cerchi di fare il dirigente (ma quella vita forse non gli piace granché e gli dà pochi stimoli. La domenica non è più la stessa cosa).

Beppe Signori come ospite a Cotrocampo. Ha uno strano colorito rossiccio, come Pagliuca e Carboni. Sembra un po’ appesantito e imbalsamato. Ma che gli è successo in questo periodo? Pare anche un po’ giù e insicuro.

Beppe Signori che quando arriva la notizia che lui sarebbe coinvolto nel calcio scommesse, non dice che è innocente, ma dice ai giornalisti di avere pietà e che parlerà tramite il suo avvocato.

Beppe Signori che non ferma il turbine di indiscrezioni che lo riguardano e non smentisce nulla.

Beppe Signori che spezza milioni di cuori di suoi fan, e anche di semplici sportivi, per i quali lui era un esempio pulito da seguire.

Beppe Signori non potevi deluderci così tanto. Non tu. Altri sì, ma non tu.

Beppe Signori che però adesso, se lo conosco davvero, proverà un’amarezza e una vergogna talmente ingenti, che non potrebbero mai essere paragonate con quelle di tutti coloro che ha deluso.

Ma che è successo Beppe? Forse a Bologna hai conosciuto qualcuno che sarebbe stato meglio che non avessi mai incontrato?

Beppe Signori che si sente solo.

Rigore pe’ a Roma!: campionato taroccato

…Continuano i “rigore pe’ a Roma!”…

E continuano a fregare la Lazio di quel che le spetterebbe (ma non è l’unica società che dovrebbe lamentarsi, ce ne sono tante altre, le cosiddette piccole…).

Lichtsteiner: «Il rigore? Quelli li danno solo alla Roma…»
Reja: «C’è qualcuno che soffia contrario. Le maglie non sono tutte uguali e le nostre probabilmente sono indigeste…»
Lotito: «Ricordate quando, ai tempi di tangentopoli, un famoso procuratore della Repubblica di Milano disse: sento il tintinnio delle manette? Beh, alla fine poi sono arrivate…»

Fin da quando sono diventato adulto ho sempre avuto molte perplessità circa i (statisticamente curiosi ed improbabili) fatti che si verificavano nel campionato italiano.
Poi è venuta calciopoli a porre uno squarcio circa il reale andazzo delle cose… E faccio notare che in tale occasione sono state vagliate solo alcune delle molteplici circostanze di un periodo assai ristretto di tempo, altrimenti chissà che cosa sarebbe emerso (forse quello che si è sempre sospettato?)…
E ancora, avete mai notato (altra singolare congiuntura) come, per quanto riguarda la Coppa Italia, gli arbitri tendano a sbagliare molto di meno piuttosto che in campionato? Che stranezza, eh? Forse che sono più rilassati e questo gli giova alla vista e all’intelletto tutto? Pare vero!

Ma come fa la gente seria a scommetterci pure sopra? Non sarebbe il caso invece di chiedere un mega risarcimento danni omni comprensivo e fargliela pagare cara a questi rivoltanti personaggi?!