Etica dello sport in RAI pari a zero!

Il 26 novembre c’erano i sorteggi per gli spareggi di calcio dell’Italia maschile. La rai ha pensato bene di accorpare l’evento con la trasmissione della partita di calcio della nazionale femminile (era una gara ufficiale, anche molto importante).

Lo stomachevole e vomitevole risultato è stato che, anche se i sorteggi sono terminati prima dell’inizio della partita femminile, quei £%%%%&oni hanno continuato a parlare dei sorteggi, riservando al più, a tratti, solo metà dello schermo alla partita delle ragazze. Durante quelle chiacchiere inutili e stucchevoli tra l’altro la squadra che affrontava le azzurre ha pure rischiato di segnare (e nessuno ha commentato quell’azione).

Aggiungiamo anche un altro paio di cosette sul televideo della rai. Primo: danno notizie del calcio femminile, o meglio del campionato, sì, ma quelle pagine sono piuttosto imboscate e te le devi ricercare per bene prima di scovarle.

Due: anche se nelle pagine dedicate ai programmi ne danno conto, in tutte le altre, ovvero in quelle sportive, vengono oscurate le partite della nazionale femminile. Non dicono quando gioca e chi affronta. Al massimo, proprio a sprecarsi, talvolta ne danno conto, ma solo nelle “brevissime” del calcio. Ecco poi se io voglio sapere l’Italia femminile quanti punti ha e come sta messa nel girone di qualificazione… basandomi sul televideo rai questo non lo posso sapere!

Questo è sessismo. È stronzagine. È criminale. Non è sportivo. Non è etico. È non fare bene il proprio lavoro. Per questo questi tipi andrebbero licenziati, radiati e messi pure in galera.

Giornalisti puttane dei soldo che paga di più!

Non hanno la minima idea di cosa sia l’etica

Dalle ombre #5

. L’ardimento del sangue

L.C. amava sbucciarsi le ginocchia, farsele proprio sanguinare. Aveva visto che succedeva spesso agli altri bambini turbolenti, e che poi essi potevano anche stare lì a piagnucolare per parecchio tempo. Lui adottava invece un atteggiamento diverso. Lui se le sbucciava apposta, poi tutti vedevano che gli colava il sangue; e se andavo lì e gli chiedevo se gli faceva male, lui mi diceva che avrebbe resistito, avrebbe fatto lo stoico, dunque potevamo continuare a giocare come prima…

Solo oggi posso immaginare le innumerevoli occasioni in cui finiva tagliato fuori senza neppure che me ne accorgessi. Si giocava a guardie e ladri? Lui spariva. Si giocava a fare le olimpiadi? Lui spariva. Lui non poteva correre decentemente, era questo il suo dilemma: per questo si dissolveva.

Ma dove andava quando stabilivamo di optare per un gioco a cui lui non avrebbe mai potuto partecipare? Effettivamente non lo so. Non l’ho mai saputo. Forse si metteva in un angolino a osservarci mestamente. Forse tornava in classe a far finta di studiare, o disegnare. Forse provava ad avere più fortuna con i bambini più piccoli, i quali si sarebbero accontentati con maggiore facilità di un mezzo bambino come lui. Bambini più piccoli sui quali poteva già esercitare parte del suo proto-potere malvagio ancora piuttosto in erba.

Per fortuna, in un gioco molto popolare, L.C. un ruolo era stato in grado di ritagliarselo. Si era scelto il ruolo del portiere di calcio. Certo, era chiaro che il suo handicap esisteva ugualmente però, vista la modestia dell’attività che praticavamo, il più delle volte faceva la sua figura non facendo rimpiangere gli altri due portieri presenti. Eh, sì: poi c’era anche quel problema. I portieri erano dispari: tre. Dunque o si facevano tre squadre (e una a rotazione avrebbe dovuto attendere di giocare mentre le altre due si sfidavano, ipotesi questa che non andava a genio a nessuno perché volevamo tutti partecipare al gioco subito); oppure uno dei portieri (quasi mai lui, perché lui avrebbe preferito non giocare piuttosto che far finta che fosse in grado di correre) si adattava a fare il difensore.

Comunque fare il portiere nelle sue condizioni voleva dire esser molto coraggiosi. Per lui, arrivare su una palla, era più facile con le mani che non con i piedi. Ciò implicava che dovesse coordinarsi al limite delle possibilità umane e scegliere il momento giusto per “cadere” a terra. Se avesse scelto il momento sbagliato, l’attaccante non solo avrebbe segnato ma lo avrebbe anche umiliato mettendolo letteralmente col sedere per terra. Proprio da qui era nato quel suo frequente sbucciarsi le ginocchia. Quando sbagliava il tempo di “caduta” non era infrequente poi che qualche bambino che non ci stava a perdere gli facesse piovere addosso critiche feroci…

Nick Hornby: Come diventare buoni

Avevo letto altri libri di Hornby. Mi erano piaciuti, avevo apprezzato il lato ironico, suo marchio di fabbrica, ma con questo l’autore mi ha sorpreso perché è stato capace di andar oltre. Mi ha colpito come, pur mantenendo la narrazione sempre piuttosto brillante, in alcune situazioni sia riuscito a farmi esclamare: è proprio così che vanno le cose! Dunque promosso in pieno per quanto riguarda verosimiglianza psicologica e conoscenza di certe dinamiche sociali che spesso sfociano nei conflitti di coppia.

È la storia di una famiglia in cui i coniugi non vanno più molto d’accordo. Rosi dal rancore reciproco, sono ormai incapaci di vivere serenamente la loro vita familiare. Sennonché un giorno lei pronuncia una frase spauracchio che nessuno dei due si sarebbe mai davvero aspettato potesse provenire dalla sua bocca: “voglio il divorzio”. Inoltre la donna avrebbe pure una relazione al di fuori del matrimonio, ma non è certo quello il motivo della sua richiesta di separazione, semmai quello è solo un sintomo.

Lui allora, che normalmente reagirebbe in maniera assai caustica e violenta, si prende un periodo di riflessione. Quando torna è totalmente cambiato, tanto da sembrare una persona irriconoscibile. Sembra la sua versione angelica. E ha tutta l’aria di voler salvare il loro matrimonio, rivoluzionando da capo sia la propria vita che quella, di conseguenza, della famiglia…

Bello. E fa riflettere in più punti.

Come?

4-4-2 – Il gioco più bello del mondo

Film di qualche tempo fa – quando Mastandrea era ancora giovane –, a episodi, sul gioco del calcio, piuttosto carino. Mi permetto di consigliarlo pur non avendo ancora (ri)visto i primi due capitoli…

Si parla di amori lesbici all’interno degli spogliatoi, di promesse calcistiche venute da paesi stranieri, di calcio-scommesse, amicizia, eccetera… 😉

Fase 4: Tutta nel vostro posteriore!

GIOVINASTRI DI MERDA

Ecco qua! I giovinastri vanno in vacanza e tornano contagiati! Ah, ma non è mica la vacanza in sé. È che se ne sono sbattuti al mazzo. Hanno fatto assembramenti come non ci fosse un domani. Si sono ubriacati. Hanno pomiciato con sconosciuti. Per questo si sono presi il virus in vacanza! Si sono sputati in bocca!

Il virus avrebbe potuto estinguersi questa estate – almeno in Italia; è chiaro che non lo avrebbe fatto così facilmente in tutti gli altri paesi del mondo, in particolare quelli che ora sono in inverno –; ma no, non si è estinto, perché al mondo esistono persone teste di razzo come queste.

Le discoteche che si son ingozzate di giovinastri non pensando al domani. Come le vogliamo chiamare? Dementi? Sono fatte della stessa pasta dei giovinastri… Così adesso esse stesse hanno determinato la propria chiusura, se non son dementi questi!

Ma ovviamente non è solo colpa loro se siamo ancora e sempre più nella merda.

Per esempio, secondo voi da chi avranno preso l’idea questi giovinastri che in fondo si poteva fare tutto quel che razzo pareva loro?

CATTIVI MAESTRI

Faccio due esempi semplici semplici che non vi meraviglieranno (sì, continuerò a farveli finché non comincerete pure voi a farli e lamentarvi, cosa che non avverrà mai, perché ormai siete come quei servi talmente abituati alla catena del padrone che non sanno neppure immaginarsi un mondo in cui sarebbero liberi, o anche siete come i negri da cortile di malcomxiana memoria).

Il primo esempio lo hanno visto dai calciatori. Calciatori (che tra l’altro hanno il tampone garantito, al contrario della popolazione normale) che fanno assembramenti senza mascherine dopo un gol. Calciatori che giocano in deroga a uno sport in cui c’è contatto fisico e non esiste alcuna limitazione circa la distanza. Calciatori e tecnici che si abbracciano, si baciano tra loro mentre e dopo le partite. Calciatori che scopano a tutto spiano con chi gli passa a tiro.

Il secondo esempio è dato da quei politici che fanno assembramenti, indicono manifestazioni non autorizzate, vanno in giro senza mascherina in luoghi ricolmi di gente e per di più si fanno i selfie con i loro fan ritardati. Tipo salvini e meloni, ma non sono certo i soli.

Polizia, ma perché multate la gente che fa assembramenti ma non se si tratta di politici influenti? Che non ce li avete gli occhietti? Che non lo vedete il telegiornale? Serve che io faccia la denuncia sennò voi non intervenite? A parte che la denuncia in Italia qualcuno l’avrà pur fatta, a parte che comunque mica funziona così, che voi non vedete e non sentite se non è una persona comune a fare la denuncia… Sappiamo tutti che il discorso è un altro. È sempre quello: LA LEGGE NON È UGUALE PER TUTTI. E vi sentite di applicarla come razzo vi pare a voi. Punto e basta. E una legge che non è uguale per tutti, non serve a niente, è scorretta, è fuorilegge, è fuori da ogni etica e grazia di Dio.

Tornando a bomba, in parole povere, quei giovinastri che ora stanno infettando tutti non stanno facendo altro che seguire la strada in cui si predica bene ma si razzola male, la strada dei politici.

A parte mi fa ridere che molti di quelli che si son presi il virus in vacanza, tornino dalla Sardegna. Ma che fanno lì, le orge?!

CONTROLLI AEROPORTUALI

Che ridere poi i controlli agli aeroporti! Avete sentito?

Adesso faremo controlli agli aeroporti a tutti quelli che arrivavano da certi posti a rischio (a parte che non capisco perché la lista di quei paesi sia così esigua e non ci siano in mezzo pure Francia e Germania – detto questo non so se quando pubblicherò questo articolo nel frattempo saranno state inserite, ma il discorso non cambia, nella sostanza), dicevano… Ah! poi nella pratica mi dicono che i tamponi si fanno nel giro di 48 ore! 48 ore?! Ma se uno è infetto ha il tempo di contagiare chissà quante persone! Poi loro sono i primi a chiudere a una certa ora gli uffici che servono per fare i tamponi… Amici, s’è fatta ‘na certa, me ne torno a casa, sembrano dirci… Voglia de lavorà sartame addosso!

Poi addirittura mi dicono che a certi a cui dovrebbero farli non li fanno, in base a loro criteri soggettivi inventati di sana pianta che neppure hanno l’avallo del governo…

Per dire che tra il dire il fare ci passa il mare.

SCUOLA

Un discorso simile poi vale per la scuola… So che tanti genitori fremono per togliersi dalle palle i loro amati pargoli, che non sanno a chi lasciare quando loro vanno a lavorare…

Ora però io voglio dire a questi genitori… ma voi vi sentite sicuri ad affidare nelle mani di questo Stato cialtrone e bugiardo e truffaldino e assassino il vostro amato figlio, sapendo che chissà che casino combineranno? Sapendo che mandandolo a scuola lo esporrete a maggiori probabilità di contagio, che con una mascherina addosso per tutte quelle ore potrebbe avere anche grossi problemi – in particolare se ha problemi respiratori già di suo –, sapendo che se poi dovesse risultare positivo ci potrebbe essere anche il caso che ve lo sequestrino per portarlo in un posto dove non vi sarà più possibile vederlo?! Siete tranquilli?! Preferite questo piuttosto che perda, male che va, uno o due anni di scuola? Si, vabbè li avrebbe persi, ma ‘sti cazzi, almeno ce l’avreste ancora lì con voi e vivo, non credete che vi convenga, genitori acefali?!

A oggi è già annunciata la data di ripartenza delle scuole e dicono che non la sposteranno! Voglio proprio vedere, spero proprio che non facciano slittare tutto per vedere e far vedere a voi tutti i casini che verranno fuori!

Qui parliamo di scuole, edifici scolastici che in gran parte normalmente andrebbero ristrutturati perché sennò il soffitto cade in testa! Ecco, questi soggetti che non hanno voluto e non sono stati in grado di sistemare questa cosa dovrebbero approntare tutta una serie di disposizioni che oggi sono poco più che bozze immaginose per far stare in sicurezza i vostri figli?!

Distribuiremo ogni giorno alle scuole milioni di mascherine!, hanno detto. Voi ci credete?! Ma siete scemi?!

Banchi! Parliamo dei banchi! A parte che molte scuole già si sa che non avranno in dotazione tutti questi banchi fichi singoli che servono di cui si fa un gran parlare… Ma poi a nessuno è venuto in mente che un banco per due può andar bene anche per una singola persona… basta che ce ne sieda solo una?! Ma siete idioti?!

Sembra tanto che la disposizione del banco singolo sia stata partorita da un demente, e che poi tutti gli altri gli siano andati dietro. Oppure, a voler pensare male, si potrebbe pensare che qualcuno abbia voluto favorire ditte che creano proprio siffatti banchi singoli…

Poi c’è il responsabile covid, le distanze di sicurezza da mantenere sempre, i luoghi preposti a stoccare bambini eventualmente positivi… Poi che succede se uno di loro è positivo, in quarantena tutta la classe, o tutta la scuola, e la quarantena quale facciamo, quella seria di quindici giorni o la presa per il culo di tre giorni, quella che hanno tirato fuori alla stessa oms per dare delle regole più facili da seguire agli Stati?

Ma non vi rendete conto di quanto questa vicenda sia surreale e smascheri le enormi magagne del Sistema?

Il re è nudo. Ma voi ancora lì zitti che non dite una parola. Fanculo pure e sopratutto a voi.

Ultimo minuto (film)

Da bambino questo film mi aveva molto emozionato. Mi ero chiesto come mai non esistessero altri film sul mondo del calcio, il quale a dire il vero pensavo fosse stato qui rappresentato in maniera troppo guasta. Ma ovviamente sbagliavo alla grande, per eccesso di ingenuità. A rivederlo oggi mi è sembrato assolutamente realistico, forse fin troppo tollerante col calcio, anche quello di una volta, che certo era meno cattivo e più dilettantistico di quello di oggi.

È la storia del dirigente sportivo di una società calcistica che si barcamena tra diplomazie e corruzioni, dovendo anche star dietro le bizze di alcuni calciatori che poi si vendono le partite. In più ha una figlia che ha avuto una storia con uno dei suoi calciatori più testa calda.

L’ottimo Ugo Tognazzi è il protagonista assoluto della pellicola, e infatti compare in quasi ogni scena.

Il film (di Pupi Avati, scritto anche con l’apporto del giornalista sportivo Michele Plastino), affrontando senza sosta un mucchio di tematiche, risulta quasi naif. Nel senso che contiene molteplici elementi interessanti che avrebbero potuto anche essere approfonditi maggiormente facendo di esso un prodotto sontuoso. Invece così il risultato è un film carino ma decisamente minore.

I tagliani antisportivi

Nartro po’ e se inculavano lui… Questo è il livello dei romanisti odierni. Gli altri ultrà non sono molto dissimili…
Tra l’altro, sicuramente non è così ma… Pallotta mi ha sempre dato l’impressione di avere qualche disturbo della personalità… 😀

Pallotta portace a mignotte

*

Da non credere! Gli danno un rigore contro e loro, abituati sempre a riceverne, vanno fuori di testa. E addirittura accusano gli altri di aver corrotto l’arbitro! Loro! Che, chissà perché, sono stati retrocessi in serie B qualche anno fa, chissà perché…

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*

Quando ho sentito la notizia non potevo crederci. Ho fatto: che?!?
sembra che qualcuno abbia avuto la bizzarra idea di far giocare delle partite di tennis non su un campo di tennis costruito per giocare partite di tennis ma in una della piazze più famose di Roma. Sicuramente per mere questioni economiche e sponsorizzazioni varie.

Trovo semplicemente che tutto questo sia folle.

Pensate invece a costruire bagni pubblici, che a Roma non esistono. Pensate a fare le strade fatte per bene. Pensate a togliere l’amianto dalla città e a mettere in sicurezza le scuole piuttosto che impegnarvi in carnevalate a cazzo di cane che hanno il solo scopo di suscitare curiosità mediatica.

Calciatori piangenti

Calciatori che piangono
perché non vanno al mondiale.
Calciatori che piangono
pensando ai soldi che hanno perso.
Calciatori che piangono
per dare da bere che gliene importi qualcosa.
Calciatori che piangono
sperando di incorrere in un’ira più mite dei tifosi traditi.
Calciatori che piangono
così la gente non pensa che si son venduti la partita.
Calciatori che piangono
perché davvero quello è tutto il loro squallido mondo.
Calciatori che piangono
non sapendo attribuire il giusto peso
alle cose della vita.
Poveri calciatori,
bastardi e dementoidi.

Mondiali di calcio alla Fininvest?!?

Il comportamento della RAI, da un po’ di tempo a questa parte, pressappoco da quando c’è berlusconi in politica, lascia esterrefatti. L’ultima è che NON hanno voluto prendere i mondiali di calcio, con la scusa che l’Italia non c’era. Hanno detto che non conveniva prenderli. Come no. Così li hanno praticamente regalati alla Fininvest. Adesso riuscite a immaginarvi che palle sarà assistere a delle partite piene zeppe di pubblicità? “Superspot! Spot per noi! Ci vediamo tra un momento!”… Già immagino queste frasette rintronarvi il cervello.
Personalmente a me non frega nulla. Posso sempre non vederle. Ma non è questo il punto. Il punto è che non mi sta bene che un’azienda pubblica, cioè un’azienda a cui tutti diamo i soldi, per la quale quindi dobbiamo tutti tifare affinché vada bene, compia delle scelte che vanno a indiscutibile vantaggio del noto piduista pregiudicato corruttore condannato in via definitiva per frode fiscale. Questo mi fa molto incazzare.
E sono ancora molto incazzato per la vicenda Santoro-Biaggi-Luttazzi, per cui tuttora nessuno è finito in galera. Anche in quel caso è stato indiscutibile (almeno in due casi su tre) l’ingente danno economico che quell’allontanamento ha prodotto anche dal solo mero punto di vista commerciale.
Segue il comunicato sindacale del 3/1/2018 dei giornalisti di RaiSport in cui si annuncia guarda caso un loro sciopero.
“Oggi le giornaliste e i giornalisti di Rai Sport sono in sciopero. Ci scusiamo per il disagio. Ma è una protesta necessaria, per ribadire il diritto di voi cittadini che pagate il canone a poter assistere gratuitamente ai più importanti eventi sportivi. Che, infatti, registrano sempre straordinari risultati di ascolto. La Rai invece non trasmetterà in diretta tv alcuni grandi appuntamenti, come i mondiali di calcio. È la prima volta che accade. Ed è a rischio anche la Formula1. Tutto a beneficio della concorrenza privata. L’azienda e il direttore di Rai Sport dunque fanno scelte di segno contrario, per di più spendendo soldi in costose collaborazioni e per acquistare prodotti da società esterne. Noi vogliamo una Rai Servizio Pubblico che trasmetta più sport, con sempre maggiore qualità. Riteniamo inaccettabile che ormai lo sport sia un privilegio dei pochi che possono permettersi un abbonamento alla pay tv. Vogliamo che – grazie alla Rai – lo sport sia di tutti e per tutti.”  
Vittorio di Trapani 
Segretario Usigrai 
*
PS: ecco, invece un programma Rai che sono contento che esista è: Inviati speciali, di RAI 3, in cui si impara sempre qualcosa. Alla facciaccia di Senso comune, della stessa rete.

International Soccer (gioco)

Ricordate il Commodore 64? Proprio da lì arriva questo gioco che fa tenerezza per quanto è retrò…
Si tratta di uno dei primi giochi del calcio decenti della storia umana. Era un po’ il successore di Calcio replay, per certi versi molto simile. Stupisce ancora oggi per l’estrema rozzezza ed essenzialità. Ma anche per come possa risultare, con tutti i suoi immensi limiti, divertente anche ai tempi nostri. E dire che sarebbe bastato pochissimo ad alzarlo di importanza, per esempio se fosse stato possibile selezionare un livello di gioco con il quale stabilire la difficoltà quando si affronta il computer (come era infatti per il suo predecessore), o anche se fosse stato possibile realizzare dei tornei, stile coppa andata e ritorno o anche round robin.
È difficile parlare dividendo con esattezza i pregi e i difetti di questo gioco, perché in alcuni casi uno stesso aspetto può risultare in entrambe le categorie. Però posso dire che all’inizio, quando giocherete contro il computer avrete difficoltà a batterlo e prenderete anche delle sonore scoppole, prima di aver imparato le strategie migliori da applicare al gioco. Oppure si potrebbe parlare della risibile circostanza che il portiere non para mai la palla, può solo respingerla!, o che esistano dei tiri impossibili da parare (a voi il divertimento di capire quali siano).
Se si gioca solo contro il computer, è un gioco discreto. Ma il massimo del divertimento si ha quando si gioca in due, uno contro l’altro. Allora sì che ci si diverte!, con i dribbling, gli sfottò, i contropiedi, eccetera.
😀
Di questo gioco esiste una versione aggiornata ai tempi nostri (nel senso che gira anche sugli odierni personal computer), che praticamente è un semplice eseguibile, scaricabile gratis dal web. Questa versione presenta ovviamente anche gli stessi identici bachi di quella del Commodore 64, ma fa niente… 😉