Personaggi perlopiù insignificanti dell’agenzia Voli di Gabbiano #18 (Parte I)

«Ma che ti succede da un po’ di tempo a questa parte, Candida? Non vendi più neppure un bottone!» disse Faccia di Pesce mettendo in imbarazzo non poco la ragazza, la quale sbatté tre volte di seguito le palpebre e si affrettò ad affermare:

«Ehhh! Proprio non lo so che mi succede! Ho la testa fra le nuvole. Non ne imbrocco più una…», fece la poverina, visibilmente scossa per il brusco calo del proprio tasso di commerci.

Nemesis la guardò impietosito. Da giorni l’aveva notata inebriandosi della sua innata dolcezza, la quale ella spandeva ignara ovunque si portasse.

Candida aveva sempre avuto dei traffici costanti. Non era mai stata tra quelli che eccellevano, è vero; però neppure era mai stata segnalata al Boss Nano giacché dovesse esser messa nella lista dei candidati all’epurazione. Da quando Nemesis le si era messo accanto, i suoi indici avevano cominciato a calare a precipizio. Nemesis pensava che forse lei… poteva esser stata in qualche modo intimorita dalla sua presenza. Non lo sapeva, ma lo sospettava. In tal caso ciò avrebbe significato che ella ricambiava quel sentimento carico di attaccamento che era sbocciato in lui per lei.

Faccia di Pesce ebbe una parola anche per Nemesis e, vedendolo lì presente – e forse intuendo, molto più di quanto si pensasse, la nuda verità –, gli disse:

«E tu, Nemesis, invece mi pare che hai gli occhi lucidi. Hai forse la febbre?»

E stavolta toccò a Nemesis cautelarsi in una qualche maniera e risponderle:

«Forse. Effettivamente oggi mi sento un po’ strano…»

Nessuno di loro, né Nemesis, né Candida, voleva ammettere che, se l’una non riusciva a ritrovare la concentrazione necessaria per lavorare al meglio, e l’altro avvampava di passione amorosa quando ce l’aveva vicina, era solo perché entrambi soffrivano della stessa identica malattia, la quale dava loro differenti sintomatologie.

Quel pomeriggio Nemesis fece pausa con lei, come ultimamente ci teneva accadesse sempre. I due si ritrovarono a parlar soli. Nemesis se la gustò spostarsi lenta, leggera come l’aria, guardare tenuemente con quei suoi occhi profondi e irraggiungibili – che in un attimo parevano oscurarsi e divenire più foschi, preoccupati di chissà quale rilevante incombenza. La osservò mettere in moto con estrema dolcezza le esilissime scarnite falangi delle mani. Candida era così magra – soffriva forse di anoressia? – che le era sparito completamente il seno – o non lo aveva mai avuto? –; in compenso le sue ossa, soprattutto del bacino, erano indubbiamente femminili, e Nemesis gliele avrebbe volute sbaciucchiare adagio e con dovizia.

Ma mentre Nemesis si stava innamorando sempre più di lei, Candida cercava strenuamente di fare il contrario con lui. Nemesis lo capì solo quel giorno, allorché lei, per la prima volta, introdusse un argomento rispetto al quale non si erano mai confrontati.

«Presto, quando il lavoro andrà meglio, mi piacerebbe sposarmi con il mio ragazzo e metter su famiglia. Ma chissà quando arriverò a farlo di questo passo. Finché rimango in questa palude melmosa…»

Lo disse guardandolo fisso negli occhi, come a comunicargli che quel messaggio fosse diretto esclusivamente a lui, e che Nemesis non avrebbe dovuto più far finta di non sapere della sua situazione sentimentale – la quale però in realtà lui davvero non aveva appreso da nessuno fino a quel momento e dunque, la sua, non era stata una mancanza causata dalla superbia. Poi Candida distolse lo sguardo fiacco, il quale le si perse nelle semioscurità della propria mente.

Solo allora Nemesis vide per la prima volta quello che avrebbe dovuto mirare già da giorni: a una delle sottilissime sue dita – perfettamente formate da risultare egualmente fragili e bellissime – era infilata una fedina tipica di chi fosse fidanzata. Appena Nemesis la ebbe scoperta, dovette parlargliene.

«Quell’anello… Te l’ha forse donato lui?», disse trepidante.

Candida arcuò il braccio portandosi al viso quella vera che per lei aveva un enorme valore simbolico, fece un sorriso assai leggiadro e spontaneo, verso il quale Nemesis non poté provare alcun sentimento negativo, e gli disse oltremodo raggiante, interrompendo momentaneamente la propria depressa malinconia:

«Questo? Sì, è suo. Sono così felice che me l’abbia dato…»

Ma poi parve quasi menzionarsi che così dicendo avrebbe di fatto respinto le cortesi avance che Nemesis le stava velatamente porgendo da giorni. Allora l’assennata ragazza parve dolersene ancora tornando in pochi istanti a esser triste come prima.

Nemesis assimilò che lei sperava che lui le dicesse addio. Seppure alla fine essa avrebbe potuto cedere alla sua corte, questo avrebbe ingenerato in una brava ragazza quale lei era sensi di colpa tali che non le avrebbero permesso di vivere serenamente. Quindi, se le cose stavano così, il loro destino comune era già deciso. Era inutile opporvisi.

«Io torno dentro…», le pronunciò Nemesis che, per la prima volta, non l’aspetto. Ma poi gli venne un sussulto di educazione e pensò che forse sarebbe stato troppo scortese da parte sua voltarle le spalle appena saputo che lei apparteneva a un altro. Per questo esitò e le propose:

«Vieni anche tu?»

Ma lei, che era sulla sua stessa lunghezza d’onda, ancora una volta si dimostrò la signorina gentile e corretta che era. E gli disse, lasciandolo andare:

«No. Tu va pure. Io mi tratterrò ancora qualche secondo…»

E Nemesis da quel momento cambiò zona e cercò di non fermarsi più a parlare con lei. Ma non certo per causarle un dispetto, o perché fosse in collera con lei. Bensì perché entrambi sapevano che il loro rapporto clandestino avrebbe dovuto terminare, prima che si fosse fatto troppo ingestibile per potersi sospendere.

Quel giorno Nemesis pensò per l’ultima volta a Candida con tenerezza. Come è speciale, pensò. Come è diversa dalle altre. È lampante quanto sia buona… Non come tante cattive ragazze pronte a tutto pur di acquisire i loro obiettivi. Lei non si comporterebbe mai slealmente per meschini fini utilitaristici, come la Merla, o anche parzialmente Rose, o le altre… No, lei è davvero pura come una santa. Sarebbe la donna ideale per chiunque volesse realmente metter su famiglia… Non è bellissima, non ha un fisico straripante; tuttavia non si rifarà mai artificialmente i seni solo per avere qualche maschio sbavante che le lecchi i piedi (o qualcos’altro). Eppure, una così, sarà sempre più femmina di tante altre: incarna la stessa essenza della vera femminilità. La domestica e “normale” autenticità di Candida la rende in realtà una persona assai rara e preziosa. Beato il ragazzo che le sta accanto, che se la porterà all’altare!

The conspirator (film)

Che volete farci? Ho un pregiudizio negativo su Robert Redford. Penso che, salvo alcuni vecchi film di quando era giovane, tutto quello in cui mette le mani non sia imperdibile. Per questo non avevo mai visto sinora questo film, in cui lui è alla regia. Però devo dire che almeno in questo caso sbagliavo. Perché il film mi ha lasciato molto soddisfatto. L’ho trovato perfettamente calibrato nell’esposizione della storia, le inquadrature, le prove degli attori, i temi sociali trattati e le emozioni suscitate negli spettatori. Così gli do un bel “promosso a pieni voti”.

Si parla di una storia vera. Il presidente degli Stati Uniti d’America Lincoln viene assassinato da un manipolo di persone deluse dalla sua politica libertaria e paritaria. Vengono catturati quasi tutti i cospiratori, tranne uno. In sua vece però si cerca di incastrare la madre del latitante, che al massimo può aver agito (e comunque questo è tutto da appurare) come fiancheggiatrice, per amore del figlio. La gente e lo Stato vorrebbero mandarli tutti sulla forca indiscriminatamente… ma un giovane avvocato è pronto a non lasciar via libera a facili vendette che non rispettino i diritti fondamentali dell’essere umano, proprio come il presidente Lincoln avrebbe voluto…

Xavier coi capelli

Cartoni irrinunciabili: La principessa Zaffiro!

La principessa Zaffiro è un bellissimo cartone (e anche fumetto) ideato dal grande maestro Tezuka (autore di svariati altri importantissimi anime e manga).

È la storia di una principessa cresciuta come un ragazzo affinché un suo malvagio consanguineo non erediti il trono di Silverland, regno in cui vive. Zaffiro dovrà così sempre fingere di essere un maschio cercando di resistere ai loschi piani dello zio che vorrebbe ucciderla. Ma fortunatamente per lei avrà anche un angelo che in qualche modo cercherà di proteggerla.

La principessa Zaffiro è un cartone d’avventura che affronta anche tematiche da shojo manga (dunque teoricamente per ragazze, in cui si dà ampio spazio ai sentimenti).

Così poteva finire

Sentivo dentro

come un buco nero

che mi risucchiava.

Per cambiar stato nell’universo

mi sembrava normale

che il corso della linfa

s’arrestasse

fino a invertirsi.

Vinto il panico ero pronto:

“Prendimi, non ho rimpianti;

son così presuntuoso…

Certo sarebbero tante le cose da fare

ma sono acquietato.”

Sospirai affannoso

con voce non azionata.

Paura,

paura di morire.

Morire

Cosa dirai a tuo figlio, se accuserà un raro “evento avverso”

Cosa dirai a tuo figlio se un giorno svilupperà una patologia invalidante derivante dal vaccino oppure morirà proprio?

Gli dirai che è stato solo molto sfortunato?

Gli dirai che non lo sapevi che poteva succedere?

Gli dirai che, beh sì, ne avevi sentito parlare velatamente, di questi eventi avversi, ma tutti (anzi, quasi tutti) dicevano sempre di vaccinare tutti, in primis lo dicevano i politici, e… come potevi non credere a quelle brave persone incaricate di guidarci, quelle bravissime persone che stanno lì apposta per fare gli interessi di tutti gli italiani?

Cosa dirai a te stesso se questa cosa dovesse accadere? Perché non hai voluto sentire i campanelli d’allarme? Era più facile stare dalla parte della maggioranza cerebrolesa, vero? Era più semplice farsi una punturina ogni tanto e poi non dover più pensare a niente, vero?

Cosa dirai a tuo figlio se un giorno realizzerà che avresti dovuto proteggerlo eppure non l’hai voluto fare, perché hai lasciato che altri prendessero una decisione così cruciale, hai lasciato che altri scegliessero al posto tuo?

Che gli dirai, che sei una merda e sarebbe stato molto meglio per tutti se non avessi mai deciso di mettere al mondo figli, dato che non sei mai stato all’altezza del compito?

Gli dirai questo, oppure te la prenderai con Dio? O col destino crudele?

John Fowles: L’enigma

Racconto lungo di questo scrittore che ai miei tempi era considerato tra i migliori, sopratutto per i suoi “spiazzanti rovesciamenti dell’anima” – la definizione è mia. 😉

In questo caso si tratta di un giallo psicologico. Un politico di mezza età scompare nel nulla da un giorno all’altro. Dietro di sé non lascia alcuna traccia. Aveva una famiglia dignitosa e sembrava non cercare relazioni o storielle al di fuori del matrimonio. La sua vita politica era consolidata e sicura, seppure forse ultimamente egli si sentiva leggermente più attratto che in passato dalla sponda opposta la sua. Non aveva devianze o desideri erotici inappagati. Non era implicato in scandali finanziari o di corruzione di nessun tipo. Allora perché è scomparso nel nulla?

L’indagine è dura da portare avanti. Il detective incaricato non trova alcuna vera pista. Fin quando non viene come illuminato da un certo colloquio amichevole tenuto con una ragazza aspirante scrittrice…

Questo è un giallo anomalo. Un giallo-non giallo.