Angelo Branduardi: Alla fiera dell’est

In questa celeberrima canzone non ci vedo solo una semplice cantilena che si richiama forse a tradizionali narrazioni orali. Ci vedo molto di più. È come fosse una specie di metafora della vita dell’uomo, del suo inestricabile legame con la natura e anche una specie di racconto sull’ineluttabilità del destino.

Oh!, sarò strano io, ma questo è quello che ci vedo… 😉

Poi ho messo anche la dissacrante presa in giro di questa canzone, di Lillo e Greg… 😉

Baglioni: E tu

Oggi, in questo spazio cool-turale (anche un po’ cul), dovevo parlare di un film che non mi è piaciuto granché. Ma sapete che c’è? Ho deciso di cambiare idea per postare una bellissima canzone di Baglioni del passato.

Eh, esiste oggi una canzone nostrana in grado di raggiungere questo livello? Mi riferisco a quelle che fanno i cantanti gggiovani di oggi. Col cacchio.

E allora gustiamoci questi versi eterni, in questa musica capace di emozionare il cuore ad ogni ascolto.

Sotto pressione

Dovete sapere che a un certo punto sia Bowie che i Queen manifestarono interesse a lavorare assieme. I Queen diventavano ogni giorno più popolari, anche a livello globale, mentre Bowie era già Bowie. Ora, non ricordo esattamente la vicenda come andò (ne parla in un documentario andato in onda su Rai5 uno degli stessi componenti dei Queen) ma mi sembra che si incontrarono in uno studio di registrazione. Però, dato che sia Bowie che Freddy volevano fare le prime donne e si sentivano troppo in competizione tra loro rimanendo guardinghi e freddi, alla fine si decise di fare quella canzone assieme, sì, ma senza che Bowie e i Queen si incontrassero mai fisicamente. Ovvero Bowie registrò le sue tracce e i Queen le loro. Tra l’altro, sempre se non ricordo male, il contributo di Bowie fu fondamentale per rendere il pezzo così come è adesso. I Queen lo trovarono migliorato dal suo intervento e decisero di lasciarlo così.

Curiosità: all’inizio detestavo questo pezzo ritenendolo troppo commerciale e orecchiabile, così l’avevo cancellato dall’antologia digitale di Bowie in mio possesso. Quando però l’ho ritrovato nei dischi dei Queen, sono stato felice di riaccoglierlo. E oggi mi piace molto. 🙂

Fabrizio De André: Andrea

Anche questa per un periodo è stata la mia canzone preferita di De André. L’ho sempre trovata molto insolita… Poi un giorno ho scoperto che per qualche ragione a me sconosciuta Fabrizio soleva dedicarla agli omosessuali…

Sempre tratta dall’album capolavoro “Rimini”, pieno zeppo di belle canzoni. 🙂

Fabrizio De André: Volta la carta

Una delle canzone che credo eseguisse maggiormente volentieri nei concerti, forse per il potere trascinante che ha. O perché regala serenità. È una metafora della vita umana. Un attimo e cambia tutto. Questa è la vita. Sempre tratta dall’album capolavoro “Rimini”.