Bohemian Rhapsody (film)

Alcuni hanno trovato questo film un “capolavoro”. Altri ne sono rimasti mortalmente delusi. Il mio giudizio è a metà tra questi due modi di vederla. Mi è piaciuto, nel complesso. Mi ha molto commosso il finale, ma trovo che si sarebbe potuto far meglio.

I dilemmi della storia – tutte questioni che gli autori si sono sicuramente posti – sono stati: quanto deve essere realistico, ovvero corrispondere al vero? Quanto spazio va dato alla musica? Ci si possono prendere, e se sì, in che misura, delle licenze poetiche?

Diciamo che sarebbe stato difficile non riuscire a commuovere lo spettatore – che sicuramente già conosceva e pure bene il front-man dei Queen – dopo avergli narrato che Freddy sarebbe morto di lì a poco e che doveva fare forse quello che sarebbe stato il suo ultimo concerto, mettendoci per di più dentro alcune delle canzoni più catartiche dei complesso rock, e proprio in quegli ultimi minuti finali della pellicola. Da questo punto di vista, la missione si può considerare compiuta.

Tuttavia rimane il dubbio che se si fosse scavato un po’ di più in alcuni momenti, e si fossero usate più canzoni – porcaputtana! Sembra siano andati al risparmio! – il film e il personaggio di Freddy sarebbero apparsi meno superficiali e macchiettistici.

Nanana-nnannna-nannannnnaaaa…

Morgan è… vivo

Però…

Cosa vuol dire però…

Il ragazzo che stava meglio in un pozzo che su un piedistallo è tornato. E ora sta bene.

Ho sempre sentito un legame speciale con Morgan. Una volta l’ho pure sognato.

Sarà che siamo coetanei e siamo cresciuti assieme, abbiamo vissuto gli stessi eventi storici dal medesimo punto di vista.

Sarà che lo considero un grande artista, sopratutto molto empatico.

Sta di fatto che mi dispiaceva ultimamente vederlo giù. Sapere delle sue vicissitudini depressive, amorose, lavorative.

Invece adesso il ragazzo che ha scritto la canzone italiana considerata la più bella del terzo millennio, ovvero Altrove, sembra essersi ripreso alla grande, tanto che lui stesso si definisce “felice”.

E pazienza se ha ancora a che fare con quella merda di X-Factor, che per me è merda mentre per lui ragione di vita. Pazienza, ce lo teniamo così con i capelli tinti di verde che sembra il Joker perché lui, no, Batman non avrebbe mai potuto esserlo, lui no, lui solo il Joker, al limite.

Nel link sotto trovate una puntata della trasmissione La mia passione completamente dedicata a lui, che si è rivelata per me molto emozionante e interessate, da cui ho anche potuto scoprire un mucchio di cose di Morgan che ancora non sapevo.

Mi sveglio col piede sinistro, quello giusto…

PS: Morgan imita Battiato benissimo! 😀

https://www.raiplay.it/video/2018/08/La-mia-Passione-Morgan-e91f53c7-6dee-4499-82f7-139d39398514.html

Dietro i candelabri

Film (per la tv, ma per la qualità non si nota affatto) di Soderbergh sulla vita di un noto suonatore di piano americano, omosessuale (morto di AIDS) e del suo rapporto amoroso con uno dei suoi maggiori boyfriend, tra capricci, eccessi, tradimenti, sessualità, droghe, gioielli preziosi, interventi estetici, anche dell’amante, nel tentativo di renderlo più simile al suo mecenate.

Prove maiuscole recitative di Michael Douglas (quasi irriconoscibile, per quanto bravo e diverso dal solito) e Matt Damon (anche in versione cicciosa).

Non me ne sarebbe fregato nulla di questa vicenda sennonché sono rimasto affascinato a guardare come veniva presentata.

Belle prove da parte di tutti.

Nota: il regista ha dichiarato che il film è dovuto uscire per la tv perché non ha trovato nessuno disposto a farglielo uscire al cinema. Tutti gli dicevano che il film era “troppo gay”(!).

Questo è molto inquietante. Ed è successo pochi anni fa, non nell’altro secolo…

https://www.raiplay.it/video/2016/09/Dietro-i-candelabri-633501ed-36cb-419d-b6b8-9875ccb8d1b1.html

David Bowie’s stories #5: The artist


Ho deciso di riprendere questa serie di brevi pillole su Davis Bowie che avevo interrotto tempo fa. Quale modo migliore per ricordarlo?

Ora, diciamo che David Bowie fin da bambino si manifestò molto attratto dall’arte in tutte le sue forme e in particolare dalla musica. Rimase molto colpito quando vide sua cugina danzare… Si fece regalare un sassofono che amò notevolmente… Si interessò di teatro e poi anche di mimica… Dichiarò che voleva diventare l’Elvis britannico…

Questo per dire che David Bowie va inquadrato prettamente da un punto di vista artistico. Direi che tutto quello che ha fatto e detto va calibrato su questa fondamentale considerazione, nel suo caso (ci torneremo sopra).

Io non tengo conto del David Bowie uomo. Perché non lo conosco. Magari era pure antipatico, chi lo sa… Però conosco le sue canzoni e posso dire che David Bowie ha svariato in lungo e in largo in tutte le direzioni della musica, tanto che il “suo genere” non può essere recintato in un solo ambito, perché lui li ha toccati praticamente tutti i generi. Lui che cercò di non essere mai uguale a se stesso. Anche se indubbiamente in alcuni casi si può parlare di “stile Bowie”, per esempio nel modo di cantare…


David Bowie’s stories #4: space and aliens

 


Non so perché, ma David Bowie si è sempre mostrato molto affascinato dallo spazio e dagli alieni, fin dall’inizio, fin dal famosissimo e pluricitato Space Oddity, che fu il suo primo grande successo.

Creò anche un personaggio da portare in giro per il mondo al quale legò per sempre il suo nome: Ziggy Stardust, che infatti era un alieno venuto dallo spazio. Ziggy rappresentò per anni la sua croce e delizia. Si immedesimò talmente in lui, da confondere talvolta la realtà con la finzione (ne riparlerò).

Inoltre anche per il cinema David fu alcune volte alieno, o vampiro…


Perché non mi piacciono gli U2

 


1 Perché piacciono a tanti.

2 Perché nella loro musica c’è qualcosa di profondamente artefatto, forzosamente buonista, tanto che mi sembrano sempre fasulli, loro e le loro canzoni.

3 Perché lo stesso Bono dice di non sopportare ormai da tempo la sua immagine pubblica, intendendo con questo il personaggio che è diventato.

4 Perché Bono è alto un cazzo e mezzo ma si comporta (si è comportato) come fosse uno strafico.

5 Perché le loro canzoni in genere mi annoiano a morte. E già dopo il primo ascolto non vorrò più sentirle.

6 Perché, se cerco la verità, sarei uno sciocco a cercarla negli U2.

7 Perché spesso si sono battuti per temi ambientalisti, ma poi i loro spettacoli erano assai inquinanti e sovrabbondanti. E loro sembravano incapaci di rendersi conto di questa palese contraddizione.

8 Perché forse sono davvero così ignoranti da pensare che la fame del mondo si risolva raccogliendo denaro, mentre ovviamente si risolve solamente eliminando a monte le fonti di tali squilibri, cioè il Capitalismo, il Potere e i governi del mondo…

Detraetevi dalla mia vista, U2.

David Bowie’s stories #3: il suo orientamento sessuale

 


Una volta se ne uscì dicendo di essere omosessuale. In seguito ritrattò affermando che lo aveva detto poiché sembrava che tutti gli artisti lo fossero e che dunque se lo si aspettasse pure da lui.

Almeno una volta gli capitò simulare un rapporto orale durante un suo concerto e ciò destò molto scandalo…

Infine un’altra volta lessi su un giornale che era stato scoperto a letto con Mick Jagger da sua moglie (moglie non ricordo se di Jagger o proprio sua, di Bowie)… Era dunque bisessuale?

Oggi è considerato ufficialmente etero.

Ma a me comunque che me ne frega?!?

David Bowie’s stories #2: Space Oddity

 


Questo brano fu realizzato quando era ancora molto lontano dal divenire famoso. E all’inizio ricevette un’accoglienza tiepidissima, diciamo pure disastrosa. Ma David continuò a lavorarci, lo arricchì acusticamente e il brano poi assunse i connotati dello Space Oddity leggendario che tutti conoscono, con quel video suggestivo che è un piccolo capolavoro perché sembra che lo studio di registrazione in cui è girato si tramuti in uno shuttle lanciato nello spazio! Mi ricordo che mi faceva molta impressione da piccolo quando per qualche motivo quell’estate veniva passato di continuo; mi fermavo sempre a guardarlo esterrefatto…

Di Space Oddity esiste anche (è la cosa è divertentissima!) una versione italiana cantata dallo stesso Bowie (come fosse S. Shapiro, cioè in un italiano tipico della gente anglosassone), che si intitola Ragazzo solo, ragazza sola, realizzata sicuramente nell’ottica di farsi conoscere da più persone possibili e nel più breve lasso di tempo. Tale brano è stato ripreso recentemente per un film (di Bertolucci, se non erro) tratto da un libro (di un autore che non mi piace che non cito)…

David Bowie’s stories: gli occhi #1

 


Fino a qualche tempo fa ero convinto che avesse un occhio azzurro e uno verde. Invece recentemente ho scoperto che non dovrebbe esser così. Infatti parrebbe che in realtà possieda semplicemente un occhio con una pupilla permanentemente dilatata a causa di un pugno ricevuto per una disputa giovanile per una ragazza…