La favorita (film)

Terzo film che vedo di “so er mejo de tutti” Lanthimos, dopo le due precedenti immani cagate. Posso affermare che almeno questo abbia i crismi indubbiamente del “bel film”, seppur non rientri nei miei gusti – tiè! Prendetela in culo ancora una volta, Lanthimos! Non mi hai conquistato neppure stavolta! Ti eri illuso, eh?! E invece no! Ti ho fregato, pezzo di $/%£%! 3:-)

La differenza con gli altri due film (sotto trovate i link a essi) è che qui il gran registone non ha intenti così istruttivi e ammorbantemente ammonitori e giudicanti tali da farmi incazzare. Qui realizza il suo bel film, storico e in costume, sì, si concentra parecchio sull’ironia, ma per il resto non mi è risultato molesto. Seppur, a film concluso, ho pensato: vabbè, e allora? Che senso ha raccontare una storia simile? Risposta: secondo me nessuno.

Diciamo che talvolta Lanthimos è stato accostato da qualcuno a Kubrick. Beh, allora diciamo che questo è il suo “Barry Lyndon”, che guarda caso è il film di Kubrick che mi è piaciuto meno e ho trovato più inconsistente – a onor del vero, valuto il film di Lanthimos molto migliore di quello di Kubrick, nel complesso.

Adesso alcune cose che ci tengo a specificare prima della pubblicità:

1 La trama: c’è una giovane ragazza, caduta in disgrazia per via dei debiti di gioco del padre, che si autoinvita, in cerca di una qualsiasi occupazione, nella vita della cugina. Solo che la cugina è la persona a più stretto contatto con la Regina Anna d’Inghilterra, nel delicato momento storico in cui la Bretagna sta facendo guerra alla Francia e il conflitto comincia a esser molto pesante sia dal lato economico che per il bilancio delle vittime. In breve la ragazza entrerà nelle grazie della regina, ma così facendo scatenerà le gelosie della cugina, e da allora tra le due sarà conflitto aperto…

2 Emma Stone, che fa la damigella decaduta, appare meno bella del solito, perché finalmente le scoprono il viso ed essa non può più confonderlo nei capelli! Ecco perché Ortolani la considera una rana! 3:D

3 Vorrei sapere per quale stracavolo di motivo il film è passato col bollino rosso. Dai, spiegatemelo. Forse solo perché a un certo punto la Stone fa una sega (handjob) a un uomo, senza che comunque si veda assolutamente nulla? Tra l’altro è la seconda volta che una performance del genere avviene in uno dei film che ho visto di questo regista. Due su tre non è male come media… ;-> Ah! Ma sapete che adesso che ci penso… avrebbe potuto esserci anche nell’altro, in cui comunque c’erano scene di sesso (anche anale)?! Sarebbe clamoroso…

4 Ah, anche qui è emerso l’uso che fa Lanthimos della musica. a) ce ne mette un sacco, classica (sicuramente poiché convinto che così impreziosisca il film) b) … troppa! c) …e pure a tratti fastidiosa ed eccessivamente reiterata, tanto che a un certo punto mi sono ritrovato a esclamare: aho, ma la volemo finì co’ ‘sta tortura?!?

5 Una particolarità della pellicola è che è estremamente orientata al femminile. Le protagoniste assolute sono queste tre donne di cui sopra. Gli uomini ci sono ma sono sempre in fondo accessori. Buoni o cattivi che siano, sempre comparse sono. Tanto che direi che si sente un po’ la mancanza di essi. Credo che il film piacerà molto a qualche movimento lesbico che ce l’ha a morte cogli uomini (in genere, a ragione).

6 Le scenografie, le luci, le inquadrature, bisogna dargliene atto, sono bellissime, da un punto di vista squisitamente tecnico. Poi adesso vanno molto di moda queste inquadrature in cui sembra sempre di guardare le cose attraverso una prospettiva deformata… Qui ci sono, perché codesto registone deve sentirsi molto alla moda. 😉

Infine come promesso ecco i link agli altri due suoi film che ho esaminato in precedenza con la scrupolosa meticolosità cazzarona che mi contraddistingue:

The Lobster

Il sacrificio del cervo sacro

Oh mio Dio! In questo film ci sono pure i coniglietti!

Temporary Road – (Una) Vita di Franco Battiato

Per tutti quelli come me a cui manca un artista del calibro di Franco Battiato (che rimane molto simpatico anche umanamente) consiglio di recuperare questo film su di lui, sulla sua filosofia di vita, che ripercorre con le sue stesse parole la sua avventura su questa terra, sia da un punto di vista umano che musicale. Ovviamente non mancano curiosità e aneddoti, oltre che ovviamente le sue canzoni, da quelle più vecchie alle recenti.

https://www.raiplay.it/video/2016/08/Temporary-Road-una-vita-di-Franco-Battiato-0fed0f8d-7240-4bf2-9461-3c5a8fd667cf.html

The Lobster (ovvero COME NON SPRECARE DUE ORE DEL VOSTRO PREZIOSO TEMPO E PREFERIRE ORINARE, CHE FA MOLTO BENE ALLA SALUTE)

Se beccate un film di Yorgos Lanthimos vi suggerisco di fuggirlo come la peste. È il regista de Il sacrificio del cervo sacro. E di questo miserabile film. Diciamo che guardare questo film non vi darà alcuna soddisfazione – a meno che non siate forse delle persone che aspirano a sentirsi intellettuali. Diciamo che pisciare dà molta più soddisfazione. Quindi bevete più acqua e pisciate di più e non vedete film di questo regista così pateticamente presuntuoso.

Avevo sentito dire che questo film fosse ironico e pungente. Niente di più falso. Il registone mette in scena la critica della società, sì, ma a parte le chiare metafore la storia si palesa essere una sterile successione di avvenimenti ridicoli compiuti da persone immature e infantili, da prendere a schiaffi per la loro lampante idiozia.

La trama ve la dico ma c’è il rischio che qualcuno ne rimanga mortalmente intrigato e poi voglia vederselo lo stesso questo obbrobrio. Beh, io vi ho avvertiti… Dunque in una società futuribile i singoli, ovvero i single, considerati un male, vengono coartati a recarsi in un albergo con altri single per starci tot giorni di tempo cercando di trovare l’anima gemella. Se superano il lasso di tempo assegnato vengono trasformati in un animale a scelta (il nostro misero protagonista darà mandato per un’aragosta). A parte le leggi e le restrizioni assurde (come quella di non masturbarsi, per esempio), il nostro, che pure sarebbe uno zerbino d’uomo, alla fine, dopo alterne vicende, non ce la fa più e decide di scappare da quella prigione-pensione. Di fuori trova subito i ribelli, altri idioti che si oppongono al regime, ma anche loro non permettono altre cose assolutamente naturali, come il consolidarsi di rapporti amorosi tra membri della combriccola. Non ci voglio spendere altre parole che sarebbero oltremodo inutili. Vi dico solo che nella prima parte ho riso. Ma poi ho finito per rimanere annichilito da tutto questo nulla imperante condito di così tanta sicumera. Se volete lasciarvi con la ragazza e non sapete come dirglielo, fatele vedere questo film. Al termine vi odierà spontaneamente e non vorrà più saperne di voi – ho rischiato grosso con la mia, che per fortuna si è mostrata comprensiva. Oppure, se c’è qualcuno che detestate profondamente, regalategli il dvd al compleanno. Sarà uno smacco che non vi perdonerà mai, che continuerà a rivivere per il resto della sua vita. Ma dovete essere davvero perfidi per farlo. 3:-)

Amen.

PS: ah, un’ultima cosa. Questo regista infarcisce le sue pellicole di musica classica (pensando che così diventino in automatico dei capolavori). Questa musica classica così massiccia andrà a depositarsi immancabilmente tutta sui vostri cojoni. Dunque a fine visione dovrete meticolosamente scartavetrarla con pazienza per evitare tumori spontanei. Grazie.

Angelo Branduardi: Alla fiera dell’est

In questa celeberrima canzone non ci vedo solo una semplice cantilena che si richiama forse a tradizionali narrazioni orali. Ci vedo molto di più. È come fosse una specie di metafora della vita dell’uomo, del suo inestricabile legame con la natura e anche una specie di racconto sull’ineluttabilità del destino.

Oh!, sarò strano io, ma questo è quello che ci vedo… 😉

Poi ho messo anche la dissacrante presa in giro di questa canzone, di Lillo e Greg… 😉

Poveri bambini

Poveri bambini

senza forze

per cambiare il mondo.

Poveri bambini

generati

da genitori stronzi

irresponsabili.

Poveri bambini

senza futuro

a cui i loro padri

hanno riservato

questo triste destino.

Poveri bambini

carne da macello

esattamente come

i loro antenati

che non vollero

cambiar le cose

per ignoranza

e codardia.

Poveri bambini

incolpevoli

già segnati

che vedranno

la loro stessa fine

assieme alla fine del mondo.

Padre padrone (film)

Proseguo a rinfrescare quei film che vidi da piccolo di cui non ricordavo molto…

Questo è la storia (vera, tratta dall’omonimo libro) di un ragazzo cresciuto nella famiglia di un pastore sardo, il quale lo obbliga ad accudire le pecore e fare tutto quello che vuole lui.

È un film crudo, con molte scene di violenza agli animali (e purtroppo immagino che non sempre siano state solo recitate). Mi chiedevo perché venisse passato col bollino rosso, poi ho capito. Per non parlare delle scene – in questo caso, sì, solo accennate! – di accoppiamenti sessuali con gli animali.

È comunque un film ipnotico, che una volta che si comincia a vedere si prosegue, segno di quanto sia riuscito, diciamo pure un capolavoro nel suo genere neorealista-verista-agreste (genere per cui non stravederei).

Fu accusato di una certa teatralità, ma in realtà, col proseguo della pellicola, si entra sempre più in accordo coi personaggi e questo aspetto scompare.

C’è solo una scena che ricordavo nitidamente ed è quella in cui la pecora gli caga nel latte appena munto. Quella, da bambino, mi aveva davvero molto colpito.

Il film però non si limita solo a fare una fredda cronaca del lento percorso di emancipazione del ragazzo dal padre e, per esempio, più volte mostra apertamente anche i pensieri degli altri personaggi, compresa la pecora che caga nel latte. Insomma ha anche un indubbio valore artistico – non so dire fin quanto ispirato al libro perché non l’ho letto. Anche l’uso della musica, talvolta catartica, è stato opportuno o magistrale.

È un film talmente venuto bene che uno si potrebbe anche chiedere come mai nei successivi, i Taviani, che sono i registi, non si siano avvicinati a questo livello.

Curiosità: a un certo punto del film, quando stiamo andando verso la fine, compare Nanni Moretti!, nel ruolo di un commilitone del protagonista che gli insegnerà a parlare meglio l’italiano…

PS: guarda caso, proprio in questi giorni, si è spento l’attore (che fu anche doppiatore) che qui interpretava superlativamente il padre.

Padrepadrone

Una fragile armonia (film)

Un evento infausto mina il debole equilibrio d’un quartetto d’archi famoso e conosciuto in tutto il mondo, quando uno dei suoi membri dichiara di avere il Parkinson e che presto non potrà più suonare con loro. Da lì le loro vicende raggiungono un punto di rottura: vengono fuori vecchie storie mai sopite, rancori, gelosie, e anche bramosie d’amore.

Ogni tanto mi imbatto in un “nuovo” film di P. S. Hoffman che con conoscevo e mi sorprendo per l’ennesima volta di quanti film di qualità abbia fatto prima di morire. E aumenta la convinzione che abbiamo perso un grandissimo attore, di cui quasi non ci eravamo accorti.

https://www.raiplay.it/programmi/unafragilearmonia/