Sigle: Daltanious!

Altro robot che segnò senz’altro un’epoca fu Daltanious.

Ricordo come fosse ieri le emozioni che mi suscitava; il mistero delle prime puntate, con la comparsa dapprima del robot base e poi del misterioso robot-leone, che poi si andava a incastrare con l’altro originando un guerriero meccanico molto più potente…

Ma la cosa che mi colpì maggiormente all’epoca fu la sigla, molto coinvolgente e ironica, in cui i vari personaggi del cartone si abbandonavano diffusamente a balli smodati, come a voler smorzare il carattere drammatico (?) della guerra con i soliti invasori alieni…

😉

Sigle: Chobin!

Ero indeciso se metterla questa sigla… Poi mi son detto: ma sì, è carina e senz’altro in molti se la ricordano…

Chobin è il nome di un simpatico alieno nano saltellante che si sbatte molto per proteggere la Terra da un altro alieno cattivone… Non sembra ma le puntate di questo cartone avevano un certo pathos…

BOING! BOING!

Sigle: DAIKENGO!

Trattasi di un vecchio cartone un po’ strano. Ricordo che c’era una guerra, con degli invasori, un robot molto forte, un protagonista coi capelli lunghi vestito di un giallo intrigante e un misterioso vagabondo robotico con una specie di ghigno fisso sulla faccia di cui non si sapeva l’identità, che ogni tanto saltava fuori per salvare capre e cavoli al protagonista…

Complessivamente il cartone non era granché. La sigla, anche in questo caso, era meglio… 😉

Sigle: Capitan Harlock!

Tra i più amati cartoni di sempre c’è Capitan Harlock, il pirata buono che se ne andava per l’universo con la sua potente astronave (Arcadia?) a mazzolare alieni e quant’altro. Il suo successo, come dicevo in post precedenti, è dovuto ovviamente al genio visionario del suo autore, Matsumoto, capace di creare storie di genere fantastico tali da influenzare tutta una generazione.

Tuttavia non metto il cartone tra i miei preferiti in assoluto. Anche se per valutarlo meglio dovrei rivederlo adesso da adulto (nel senso che da bambino mi intrigava ma tutto sommato non mi piaceva troppo).

Insomma, è per questo che ho scelto di parlarne nella sezione sigle. Difatti il buon pirata con un occhio solo in Italia ha potuto fregiarsi di una meritevole canzone di apertura che è entrata nella storia del genere e ha indubbiamente fatto da apripista a tante altre che sarebbero venute dopo. 😉

Sigle: Bryger!

Il cartone non era affatto male. Trattasi di brigata spaziale formata da quattro elementi: il capo, che indossava un lungo mantello, due ragazzi eroici, e una ragazza avvenente. Se non sbaglio facevano parte dei buoni e se ne andavano per il cosmo a sventare minacce di vario tipo. Guidavano un’automobile volante che si trasformava in un prodigioso robot, tra i più belli mai creati. Oggi il cartone se lo ricordano in pochi. La sigla secondo me è anche meglio.

Cartoni irrinunciabili: I Supereroi! #4

Anche i cartoni dell’Uomo Ragno (e non Spiderman!) per me erano irrinunciabili. Ma ovviamente sto parlando dei vecchi cartoni, non delle schifezze per adolescenti scemi che girano oggi.

I vecchi cartoni dell’Uomo Ragno erano bellissimi. Per primo ricordo quelli degli anni ’60, con musiche di accompagno interne al cartone se vogliamo tipiche di quei tempi, con spruzzate jazz e quant’altro. Mi piaceva l’atmosfera notturna che si respirava, anche se non si trattava di un capolavoro.

Mentre invece capolavori del genere supereroistico probabilmente furono quelli che seguirono. Se quelli degli anni ’60 erano abbastanza cupi e crepuscolari, quelli degli anni ’80 furono molto più solari e ottimistici.

Il successo del primo di essi determinò una nuova serie dell’Arrampicamuri, ma stavolta, non mi spiego bene il motivo, con due comprimari: la supereroina Stella di Fuoco (creata appositamente per il cartone e poi integrata senza troppo successo, mi risulta, nell’universo fumettistico Marvel) e l’Uomo Ghiaccio. Esatto, quello degli X-Men. Non so proprio chi partorì questa balzana idea (tanto più che nel mondo dei comics i due eroi non hanno mai spartito nulla di particolare, a malapena si conoscevano), sta di fatto che il cartone era realizzato bene e nonostante tutto l’idea funzionò. Così il nostro simpatico Arrampicamuri di quartiere poté affrontare anche minacce forse più grandi e complesse di prima.

Il bello di questi cartoni era che grossomodo riuscirono a catturare le atmosfere che si respiravano negli albi della Marvel. 😉

Applausi per queste serie. CLAP CLAP.

Oliver Onions: Bomber

Oggi, volendo celebrare il motivo portante del film con Bud Spencer, Bomber, in cui il simpatico omaccione veste i panni di un ex pugile deluso dalle combine dietro gli incontri di boxe, in realtà vi fornirò una doppia razione della sezione sigle! Difatti ho rinnovato il ricordo di come la sigla del Galaxy Express sia praticamente identica alla suddetta! Difatti si narra che il regista di Bomber, dopo averla ascoltata, se ne innamorò e la volle nel suo film. Allora i fratelli De Angelis (ovvero gli Oliver Onions) gli cambiarono il testo e gliela concessero. 😉

Dato che ci sono, vorrei dire due parole anche sul cartone. Da piccolo mi intrigava parecchio questa idea bellissima di questo treno intergalattico che se ne va in giro per l’universo scoprendo sempre pianeti e culture nuove. E alcuni pianeti erano paradisiaci, altri facevano davvero spavento. Lo scopo del ragazzo che eseguiva il viaggio era quello di trovare un modo per ottenere un corpo robotico, così da vivere per sempre – anche se poi, se non ricordo male, alla fine si renderà conto che era meglio rimanere umani e campare gli anni che gli spettano accontentandosi di quello che la natura gli ha dato.

Da questo anime si evinceva facilmente anche la curiosa fissa del mangaka per le donne alte e magre con i capelli lunghi e biondi, e con la testa a pera. L’autore era Matsumoto, lo stesso di Capitan Harlock. Se date un occhio ai personaggi dei due cartoni infatti li troverete molto simili.

Tornando al Galaxy però, per quanto mi intrigasse, non è mai stato tra i miei preferiti. Forse perché per piacermi avrei dovuto essere un po’ più maturo? Forse perché alcune storie erano un po’ troppo inconsistenti? Chissà.

Sigle: BLUE NOAH!

È L’ORDA DEGLI EROOOOI!

Sentite questa sigla quanto è epica! È tassativo ascoltarla perlomeno fino al ritornello!

Anche in questo caso possiamo dire: il cartone ce lo siamo ampiamente scordato, la sigla rimarrà per sempre nella storia!

SOTTOTERRA, IN ARIA, IN CIELO…

E L’INFERNO SI SCATENERÀÀÀÀÀ!

PS: MAKOTO NON MUORE MAI!

Battiato: Niente è come sembra (film)

Ho scoperto che tutti e tre i film realizzati da Battiato sono visibili gratuitamente sul web. Così mi sono prefisso di vederli o rivederli, anche in ricordo dell’anniversario della sua recente scomparsa. Cominciamo da questo…

Un uomo stagionato, un professore, viene improvvisamente lasciato dalla moglie. Un giorno si perde in un bosco. Viene accolto come ospite in una casa in cui strani personaggi fuori dagli schemi sembra non facciano altro che interrogarsi circa grandi temi: la vita, il Male e il Bene, l’esistenza di Dio e del cosmo, il ruolo dell’essere umano.

Battiato è l’unico tra i registi che conosco (più recenti) che si sia interpellato circa questi argomenti realizzando film esistenzialisti, filosofici, non per tutti, in cui bisogna avere un’attenzione particolare alle parole pronunciate perché ogni frase potrebbe contenere un concetto importante che meriti riflessioni accurate. Solo a Buñuel in parte glielo ho visto fare, ma non a questi livelli. Perché i film di Battiato sono vere e proprie ricerche spirituali, mentre lo sprone di Buñuel nasceva più dalla critica e dalla ribellione alla società.

Il bello di questi film è che contengono parecchi argomenti su cui soffermarsi, dunque si possono rivedere tante volte senza stancarsene, secondo me.

Da un punto di vista tecnico, questo film ricorda i filmini amatoriali, magari porno, che si facevano una volta! 😀 Sono sicuro che se Franco Battiato fosse venuto a conoscenza di questa mia innocua battuta ne avrebbe riso di gusto, da uomo ironico quale era.