Convivenza #26

Una notte siete a letto. Ti giri per cambiar posizione. Involontariamente la urti. Lei si sveglia immediatamente e ti dice una certa parola. La quale però trovi non c’entri nulla con te, così ti senti di puntualizzare: ce l’hai con me?

Lei risponde: no.

Allora con chi?, rinfocoli.

È complicato da spiegare, afferma tra la veglia e l’incoscienza.

Allora me la dici domani, fai il pragmatico.

Domani me ne sarò scordata, profetizza lei.

Vabbè, allora dormiamo, meglio se dormiamo…, poni fine alla questione, perché sai che lei ci tiene a dormire il più possibile senza disturbi di sorta. Lei sembra però ci rimanga un po’ male. A ogni modo si riaddormenta subito, come da sua caratteristica.

L’indomani, al mattino, appena vi svegliate le racconti l’aneddoto avvenuto la notte prima. Ovviamente lei non si ricorda nulla. Ti chiede quale parola avesse originato tutto ciò. Ma quello non te lo ricordi più tu.

Ronf!

Altman: Un matrimonio

Classica commedia anni Ottanta, corale, come poteva realizzarla Altman, con un mucchio di personaggi, che sembra voler prendere per il culo l’essere umano e tutte le sue assurde prese di posizione. Si narra del giorno del matrimonio di due giovani, provenienti da famiglie molto diverse tra loro. Uno dei fatti salienti su cui ruota la prima parte del film è la morte di una vecchia matriarca, che in un primo momento viene sottaciuta a tutti per non rovinare la festa… Nel finale ci saranno un altro paio di morti a sorpresa, affiorerà molta più malinconia, ma in fondo non troppa.

Una curiosità: tra gli attori chiamati a interpretare due ruoli da italiani ci sono nientemeno che Gassman padre e Gigi Proietti, che sembrano teletrasportati direttamente da commedie italiane di quegli anni. Proietti proprio da Febbre da cavallo, per quanto è caricaturale. Devo pensare che Altman li avesse visti all’opera in film precedenti ed, essendo rimasto parecchio impressionato, abbia chiesto loro di rifare grossomodo quei personaggi… 😉

Tom King + Mitch Gerads: Mister Miracle

Una vera goduria da leggere. È sinora senz’altro il più bel fumetto che ho letto di questo autore. I disegni del talentuoso ed eclettico Gerads lo impreziosiscono ulteriormente.

Mister Miracle viene da un momento difficile. Non sta tanto bene di cervello. Crede d’esser pazzo. Ha visioni con gente perita. Gli manca il suo vecchio amico Oberon, morto per un cancro alla gola. Nel frattempo si scatena l’ennesima guerra tra i suoi due mondi natii – quello tutto buono, e quello tutto cattivo. Sembra che stavolta il supercattivone che tutti sappiamo abbia finalmente ottenuto l’equazione dell’antivita. E a chi tocca salvare tutta la baracca anche se convalescente e non distingue più tanto bene la realtà dalla fantasia? A lui. Anche perché Altopadre è morto e Orion non è mai stato così odioso e ottenebrato dalla paranoia…

Questi personaggi così seminali del Quarto Mondo creato dal sempiterno Kirby ancora sono buonissimi per narrare storie epiche, fantastiche, ironiche, sanguinose, drammatiche, familiari e quant’altro. King fornisce una prova maiuscola e rende questo fumetto davvero molto bello.

Mister Miracle

Personaggi perlopiù insignificanti dell’agenzia Voli di Gabbiano #17

Nemesis si andò a lamentare da Strabic Boy per il lavoro che gli toccava svolgere. Già da un po’ non ne poteva più ed era ormai lì lì per prendere ed andarsene.

Lo trovò in compagnia di Checco Isterico, un ragazzo alto, con i capelli tagliati cortissimi, che aveva mani e corpo curatissimi, un filo di rimmel sugli occhi e un’insopportabile voce per l’appunto da checca isterica. La cosa amena di Checco Isterico – esattamente come sarebbe stato per un tipo che Nemesis avrebbe incontrato in seguito – era che egli di fatto rappresentava un omosessuale completamente formato – avendo tutti i requisiti di un gay: i modi, gli atteggiamenti, gli abiti, ecc. –, ma per qualche strano motivo… non se lo ammetteva, né mai l’avrebbe fatto.

Quando Nemesis gli parlò, Strabic Boy, affondato nella propria poltrona girevole di pelle umana marrone, pareva ancora più piccolo e ridicolmente fanciullesco del solito.

«Vorrei che ogni tanto ci cambiasse di ruolo. Non ce la facciamo più a fare sempre le stesse cose e a dover vendere per forza gli stessi identici… – Nemesis avrebbe aggiunto volentieri “idioti”, ma, per spirito di corporazione, riuscì all’ultimo momento a omettere quell’aggettivo – …prodotti!»

Strabic Boy, con il consueto fare mendace e anestetizzante, disse:

«Ma ceeerto. Non ti preoccupare che noi sappiamo tutto. Sappiamo come fare il nostro lavoro. Non siamo mica gli ultimi arrivati», affermò, quando poi neppure ricordava come si chiamasse Nemesis.

Comunque la sparata di Nemesis suonò più veemente di quanto ci si potesse aspettare. Così, sul volto di Checco Isterico comparve un sorrisino ironico che provava a far servilmente comunella con Strabic Boy. E dato che Checco Isterico sentiva d’esser in intimità con esso molto più di Nemesis, non esitò a riprendere quest’ultimo severamente, non curandosi minimamente di quello che il malcapitato avrebbe pensato.

«…Ma guarda questo! Certa gente si crede chissà chi! Ma da dove è venuto fuori?! Ma chi ce l’ha mandato?!», affermò a voce alta e stridula con le solite moine da omosessuale intrattabile.

Proprio in quell’attimo Strabic Boy ricevette una chiamata al telefono e dovette assentarsi lasciandoli soli nella stanza.

Ci furono subito scintille tra Nemesis e Checco Isterico i quali si guardarono in cagnesco come cani randagi che si fossero fiutati come nemici.

Nemesis si chiese se fosse il caso di replicare qualcosa per fargli abbassare le penne. Ma in verità non era affatto sicuro di poter avere con lui una discussione esplicativa senza mandarlo a quel paese, o senza lasciarsi scappare qualche epiteto colorito – che però moriva dalla voglia di dirgli –, del tipo: culo rotto, fottuto frocio, checca isterica, ciucciacazzi, spompinatore di uomini, risucchiatore di sperma, ecc. Inoltre Nemesis capì dallo sguardo sfolgorante con il quale Checco Isterico lo fissava che non sarebbe servito proprio a nulla proferirgli un qualsiasi tipo di insulto; quello era già pronto a schizzargli la sua limosa favella sulla faccia.

Checco Isterico sembrava proprio esser uno di quegli individui che quando iniziano un diverbio con qualcuno poi non si fanno troppi problemi a terminarlo a pugni. A ben vedere, appariva prossimo a saltargli addosso come un pugile dopato che non aspettasse altro che di udire il suono del gong per lanciarsi in un feroce e devastante assalto.

Se Nemesis avesse aperto bocca, sarebbe finita come minimo in rissa. Per questo Nemesis non disse una parola. E, quando Checco Isterico lo adocchiò sprezzante per l’ennesima volta, fu Nemesis a distogliere il volto dalla parte della finestra e a guardar fuori.

E certo Checco Isterico dovette prendere quell’evento come un segnale indubbio della propria schiacciante prevalenza. Ciononostante, non pago di quella presunta vittoria, fu così cretino da andarlo a stuzzicare: cioè non si accontentò di credere di averlo battuto ma lo volle umiliare. E allora gli disse:

«Ma chi ti credi di essere per venire qui a dire ai tuoi superiori quello che devono fare?! Tu che, al loro confronto, sei un piccolo lombrico strisciante che è venuto al mondo da, sì e no, un paio di giorni!»

Nemesis allora si voltò di scatto cercando gli occhi ottenebrati dalla superbia dell’altro: contrasse la mascella con rabbia non celando l’astio provato. Checco Isterico, beandosi dell’ira suscitata, continuò a provocarlo beffandosi di lui con quel ghigno da deficiente saputello. Ciononostante Nemesis non commise nessuna avventatezza. E quando da ultimo si espresse gli disse telegrafico:

«Hai la bottega aperta, furbone.»

Esterrefatto, Checco Isterico si affrettò a portarsi entrambe le mani all’altezza dell’inguine riscontrando come Nemesis avesse ragione. Dalla quella patta dei pantaloni usciva un lembo della sua lunga camicia bianca da sabato sera. In parte si poteva osservare pure fare capolino un brandello della mutanda nera attillata da spogliarellista che vi era sotto.

Così Nemesis riuscì nella non semplice impresa di far vergognare Checco Isterico. E mentre questi si affannò a cercarsi la lampo per tirarla su nel più breve tempo possibile, Nemesis abbandonò la stanza senza attendere il rientro del brevilineo direttore.

Checco Isterico

Cartoni irrinunciabili: Gigi la trottola!

Gigi la trottola è semplicemente uno dei cartoni più divertenti mai realizzati. Parla di un ragazzino (bassissimo) di liceo che per tante cose sarebbe proprio una peste. Ama alla follia le mutandine bianche (che considera forse una specie di simbolo di purezza estrema) e in particolare quelle della sua amata Annina. Ma Gigi è anche un fenomeno in ogni sport che pratica. Così si dedicherà a varie discipline: basket (nonostante l’altezza!), ping pong, scherma, gare massacranti di resistenza, ecc., uscendone sempre vincitore, perché lui è un campione nato!

Convivenza #24

E poi infine giunge il giorno del patatrac…

Lei sa che sei leggermente paranoico. Tuttavia ha in gran stima tutto quel che le dici, di cui tiene saggiamente conto, e non è mai successo che ti abbia dato del bugiardo – d’altronde, se così non fosse, non vi sareste mai messi assieme.

Tu l’avevi avvertita che hai dei vicini che si dilettano a spiare. E “spiare” non è un’esagerazione perché alcune volte ti hanno fatto delle foto col flash appena avvicinatoti alle finestre. Per questo le avevi detto di non girare nuda per casa come invece lei è abituata a fare a casa propria. E più o meno lei ti ha sempre accontentato…

Fin quando un giorno siete in cucina a mangiare. È estate, fa caldo ma avete chiuso la finestra (da cui comunque un po’ si vede attraverso) per non dare agli spioni degli ulteriori sproni di cui non hanno minimamente bisogno… Siete lì, con te di spalle alla finestra e lei che invece è davanti, sia a te che alla finestra… Quando lei ti dice che le è sembrato come di vedere un flash provenire da una finestra in alto.

Ti giri. Ti fai dire con esattezza quale sia la finestra e riconosci in quella indicata la presenza di spioni già consolidatisi nel tempo.

E niente. Alla fine gli spioni ti hanno fregato una foto della tua donna con le sue generose mammelle ben formate quasi al vento. E tu non puoi farci nulla.

Poppe ben formate

Cartoni irrinunciabili: Pollon!

Oggi sarà semplice incensare questo cartone, perché sono sicuro che tutti lo conosciate, quindi non ci sarà bisogno di dilungarsi troppo. Parliamo di Pollon!

È la storia di questa ragazzina, figlia di Apollo, che da grande vuol diventare una dea anche lei. Tra una cosa e l’altra finirà per ficcare il naso in alcune delle principali leggende riguardanti gli dei dell’Olimpo, ma sempre in chiave fortemente comica ed esilarante!

Pollon è uno dei cartoni più divertenti di sempre. È grazie ad esso se probabilmente mi sono così appassionato ai miti greci da comprarmi e poi leggermi quel grosso tomo che può esser considerato la bibbia su questo argomento, ovvero “I miti greci” di Robert Graves.

😉

3 film che si svolgono nel mondo dei supereroi (di cui uno bellissimo)

1 Ant-Man

Film più che dignitoso che serve per introdurre un personaggio che poi sarà fondamentale (almeno all’inizio) per risolvere la saga del guanto dell’infinito.

Mi aspettavo molto peggio, invece è un film anche superiore alla media dei super. Mi aspettavo pure che sarebbe stato più comico, dato che questo personaggio, nella saga di Thanos, fa sbellicare. Ma mi sono reso conto che solo lì gli hanno affibbiato quel ruolo di alleggerimento mentre in codesto film a lui dedicato è piuttosto serio.

Un uomo ruba casualmente una tuta che serve per rimpicciolirsi. Nel frattempo c’è uno scienziato cattivo che sfruttando la medesima tecnologia (scippata al legittimo proprietario, Michael Douglas), ha sviluppato una tuta appositamente per la guerra. Lo scontro sarà inevitabile…

Formichina, formichina…

2 Superman Returns

Avevo recuperato questo film poiché convinto di non averlo visto. La verità era molto peggiore: come al solito me l’ero scordato per quanto mi aveva deluso!

La cosa brutta di questo film è che ci si sono impegnati un sacco! Per molti aspetti sarebbe pure “curato”; i dialoghi lo sono, la psicologia dei personaggi lo è… Ma manca proprio della sostanza più importante: la ciccia! E per una storia con i supereroi è proprio la parte in cui Superman deve sventare la minaccia, che è completamente deludente e scarsa.

Trama: Superman torna sulla Terra dopo sette anni di assenza in cui ha compiuto un viaggio per sapere cosa è rimasto della sua terra natia. Nulla ovviamente! E lo sapeva già! Lo sapevamo tutti… Quando torna comunque trova Loise che è quasi sposata con un altro e ha pure avuto un figlio! Luthor invece, il suo nemico storico, in pratica si è impossessato di un cristallo della sua Fortezza della Solitudine e l’ha usato per terraformare spazi aperti di mare. Solo che perde rapidamente la mano della questione e tocca a Superman risolverla.

Il film riverbera un po’ della luce degli anni 80 e 90 che si voleva dare a questo eroe (con i film con Christopher Reeve), e questo sarebbe un bene. Ma il finale è talmente ‘na chiavica che per anni questo film ha fatto sì che il personaggio di Superman non venisse più sfruttato poiché ormai… tombato!

Se devi tornare così… era meglio se non tornavi!

3 Joker

Avevo sentito parlare così bene (e continuativamente) di questo film che mi ero anche stufato. Temevo quindi che vedendolo sarei rimasto deluso. Fortunatamente però non è stato il caso.

Il film ha un difetto, su cui si può benissimo sorvolare, e tanti pregi. Il difetto è che il fumettistico personaggio del Joker è molto lontano da questo. Però il risultato del film è talmente potente e verosimile nel proporre il ritratto di una persona di quel tipo – e anche triste, perché ci fa provare immensa empatia per questo sfortunato – che si rimane molto commossi e soddisfatti dalla qualità dell’esperienza emotiva.

La storia è un lungo excursus su un uomo, da bambino abusato dal padre, che ha una malattia che lo obbliga a ridere in certi momenti. L’uomo, preso a calci da tutti, a un certo punto non ce la fa più, e quando gli tolgono anche le medicine sbrocca e diventa un assassino, sentendosi tra l’altro molto meglio e neppur minimamente in colpa per il cambiamento. D’altronde questo Joker è una vittima della società che diventa carnefice, non solo un carnefice. E forse non gliene si può fare alcuna colpa. Un film da Oscar.

And the winner is…

Cartoni irrinunciabili: …Quelli di MTV!

Di solito in questa rubrica aperiodica procedo con una certa successione cronologica. Tuttavia stavolta ho deciso di fare un salto in avanti di qualche annetto sostanzialmente perché temo che se rimando di parlare di questi cartoni potrei dimenticarmene… 😉

…Perché solitamente tendo a rimuovere che siano esistiti i cartoni che passò MTV, probabilmente perché ce ne furono solo tre (che sono quelli di cui andrò a parlare) che mi colpirono molto ergendosi al ruolo dei migliori di sempre!

Il primo sicuramente fu Daria. Ve lo ricordate? Un’adolescente alternativa con gli occhialini, forse un po’ nerd, che si guardava intorno sentendosi oltremodo sconfortata dalla incipiente demenza del resto del mondo. Daria è stato un cartone molto ironico e di critica sociale. Il personaggio lo doppiava Marina Massironi, che certo aveva colto alla perfezione il carattere della ragazza…

Daria

Il secondo cartone che segnalo si discosta parecchio da Daria. Si tratta di Æon Flux, che fu un cartone fanta-distopico che mi intrigò moltissimo per il mondo futuristico che rappresentava. C’è questa eroina, Æon, mora, che se ne va in giro mezza nuda cercando di sventare i piani di un potere superiore tanto annichilente quanto possente… Il cartone era assai interessante per quel che narrava e per quello che lasciava intravedere dietro, che lasciava solo intuire. Ma non vi nascondo che era anche uno dei pochissimi cartoni mai esistiti volutamente “sessualmente allusivi”, creati per stuzzicare gli ormoni degli adolescenti. Con me ci riuscì benissimo, dato che finii per acquistare – cosa assai insolita per me – tutte le puntate della serie in dvd quando uscì! ;P

Æon Flux

Il terzo cartone di cui vi voglio parlare nacque proprio dal successo di Æon Flux, e difatti il disegnatore incaricato di sviluppare graficamente i personaggi fu lo stesso – se non erro un certo Chang, scusate se la mia pigrizia mi impedisce di fornire schede più accurate. Stavolta però forse il richiamo erotico, seppur presente, rimase secondario, e si tentò di fondere assieme sia temi mitologici che filosofici, oltre che fantastici. Venne così fuori Alexander, una saga ispirata ovviamente alle gesta di conquista di Alessandro il Grande.

Anche di questo cartone decisi di acquistare tutti i dvd! 3:-)

Alexander

MTV sfornò tantissimi altri cartoni, spesso undreground, ma nella maggior parte dei casi possiamo dire che furono trascurabili, e infatti oggi nessuno se li rammenta più…