The place

Film decisamente atipico, che si svolge interamente in un bar ristorante. Dove un certo misteriosissimo tizio, accessoriato di inseparabile agenda, riceve incessantemente gente che vuol soddisfare un qualche desiderio, alla quale assegna un’azione o un compito da portare a termine. Se la persona esegue correttamente il compito otterrà quel che tanto agogna, altrimenti no.

Ora, il tizio misterioso, poco loquace e piuttosto scarsamente empatico, che sembra molto stanco o annoiato da quel suo dovere che non interrompe mai, delle volte assegna compiti che sembrano crudeli, tipo uccidere una bambina. Oppure compiti che finiscono per interferire con altri compiti precedentemente assegnati ad altre persone desiderose di ottenere il loro premio…

Chi è in realtà il tizio misterioso? Come può esaudire sempre i loro desideri a patto che essi eseguano i suoi ordini? E perché tali ordini sembra sempre che in definitiva non li decida tanto lui ma li prenda direttamente da quella agenda da cui non si separa mai in cui annota continuamente le emozioni delle persone che gli capitano davanti?

Sull’identità del tizio misterioso c’è stato molto dibattito. Personalmente io non ritengo che sia il Diavolo, come qualcuno potrebbe pensare. Primo perché sembra che non sia lui a decidere, cioè in finale sia solo un intermediario. Secondo perché anche quando il compito assegnato sembra malvagio, vi sono uno o più aspetti della vicenda da considerare che sconfessano questa tesi…

Dunque, in definitiva, semmai il tizio misterioso secondo me potrebbe essere uno strano personaggio che magari sta solo a sua volta svolgendo un compito, uno finito in una specie di limbo perché deve scontare una specie di pena, prima di trovare la pace…

La cosa piacevolmente sorprendente del film è che, anche se non ci muoviamo mai da quel bar, e viviamo le vicende dei vari personaggi unicamente tramite le loro parole e i loro racconti, non ci si annoia affatto.

Se non erro il film è ispirato a una serie per la televisione…

3 pensieri riguardo “The place

  1. A me è piaciuto moltissimo, piacevolmente sorpresa da un film italiano intelligente e ben recitato. Anche io ho pensato che lui fosse come condannato a svolgere questo compito e che fosse anche stufo di farlo, mentre nel personaggio della Ferrilli ho visto una specie di angelo che alla fine lo libera.

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