NINNINI: La lista delle cose da fare fuori casa

Ninnini talvolta usciva di casa, ci credereste? Nonostante l’accidia fuorviante, i piedi che gli facevano male se camminava più di venti metri di fila, e il fiato corto da sollevatore di piume che si ritrovava, Ninnini eppure talvolta usciva da quelle quattro mura amichevoli di casa sua per gettarsi nel misterioso e periglioso mondo selvaggio esterno.

Ora, il punto era questo: ogni volta che ciò accadeva però Ninnini aveva un motivo serissimo per farlo. Cioè, lui mica usciva così, a casaccio, come sospettava facessero in molti. No, lui, essendo una personcina tutta d’un pezzo e quadrata, per uscire, doveva nutrire serie motivazioni, sennò non lo faceva per niente, perbacco! All’opposto, delle volte rimandava, se le giustificazioni che aveva sentiva nel profondo dell’anima non fossero sufficienti. E allora si diceva: vabbè, oggi non esco, posso sempre farlo domani: in fondo non ho tutta questa urgenza.

Così si arrivava al paradosso che magari, a forza di procrastinare le incombenze, ne accumulava così tante che nel frattempo alcune di esse avevano smesso di aver senso! Come quella volta che era estate e Ninnini si voleva comperare un cappellino per il sole. Ne aveva già uno ma non gli piaceva, perché era da pescatore, diceva Ninnini, mentre lui ne voleva uno alla moda, tipo quelli da baseball, che si potevano pure mettere all’indietro conferendo a chi li indossava un notevole charme. Insomma, quella volta, a forza di rimandare, sapete cosa era successo? Che aveva accumulato talmente tante cose da fare quando fosse uscito che gli servì una lista per tenerle tutte a mente.

Così si giunse al ventisette novembre. Fu quello il giorno in cui capì che non poteva proprio più rimandare, perché il giorno dopo sarebbe uscito il numero successivo del fumetto che lui si voleva comprare, quindi quello attuale non sarebbe stato più disponibile. Dunque Ninnini uscì dal suo nascondiglio/tana e cercò di fare tutta quella variegata serie di cose che attendevano da eoni…

Per primo, per l’appunto, si recò dal giornalaio di fiducia per acquistare quel fumetto che gli premeva tanto. Ma ebbe una cattiva sorpresa: quel numero era… terminato da tempo! Un certo bambino antipatico che Ninnini conosceva bene doveva averglielo soffiato, perché quel bambino era molto pestifero e sicuramente, una volta venuto a conoscenza del fatto che a Ninnini interessasse proprio quel fumetto, aveva deciso di metterci le zampacce sopra prima di lui, per tirargli uno scherzo di cattivo gusto. Ninnini, che in quell’occasione era in compagnia della madre, la implorò allora di accompagnarlo in altri giornalai della zona che poteva conoscere solo lei, perché lei era grande e sapeva un sacco di cose, inoltre negli anni era uscita così tante volte di casa che doveva aver maturato una percezione enciclopedica di tutti gli esercizi commerciali limitrofi.

Così Ninnini e la madre andarono in un altro giornalaio, ma anche questo non aveva quel fumetto; anzi Ninnini apprese che l’esercente proprio non ne aveva mai avuti, di fumetti, perché preferiva vendere le riviste per donne futili. Pieno di rabbia e preoccupazione, Ninnini fu condotto allora da un altro giornalaio ancora, il quale, per fortuna, possedeva ancora quel certo fumetto, anzi ne conservava pure altri di cui Ninnini non era mai stato messo a conoscenza poiché non presenti nel giornalaio di sua fiducia. Così acquistò anche quelli, perché sembravano molto interessanti e promettenti. Ninnini rifletté molto su quella questione, che non fosse stato informato della loro esistenza. Allora pensò che il mondo era talmente vasto che sarebbe stato uno spreco sperare un giorno di esplorarlo tutto. Era una fatica inutile, che lui non avrebbe mai compiuto, anche se più si spingeva lontano e più, probabilmente, avrebbe scoperto fumetti sempre nuovi.

La seconda cosa che Ninnini doveva fare era una visita dal dottore, una visita di routine che la madre gli chiedeva di fare da mesi: solo un controllo, dunque. Ninnini si ritrovò nella sala d’attesa del dottore con i suoi adorati fumetti. C’era da aspettare ma per fortuna aveva tutti quei comics per passare il tempo. Prima di esser chiamato riuscì a leggere metà storia dell’Uomo Ragno e non patì affatto la noia.

Per la cronaca, la visita andò bene, anche se il dottore notò che sul sederino, a forza di stare sempre seduto, gli si sarebbero potute formare delle piaghe. Cosa che però avrebbe potuto facilmente evitare svolgendo una comune attività fisica da bambino normale, o alternativamente magari sdraiandosi ogni tanto sulla pancia. Ninnini ne prese coscienziosamente atto e decise che d’ora in poi avrebbe messo in pratica almeno una delle due cose. Secondo voi quale fu? Ma certo: la seconda! E da quel momento non fu difficile vederlo sdraiato a pancia sotto sul letto. E se per caso la madre gli chiedeva che cosa stesse facendo così immobile, lui le diceva profeticamente: ma mamma, non vedi che sto portando avanti la terapia che il dottore mi ha assegnato? Inoltre quella cosa di starsene bocconi sul letto gli tornava utile anche per fare l’aria, come sappiamo, dunque Ninnini fu contento di metterla in atto per una duplice ragione. 😀

La terza cosa che Ninnini doveva fare quel giorno che si era segnato sulla lista era comprarsi una pistola ad acqua, per giocare coi suoi amici a schizzarsi. Ma non ne trovò più al mercato, dato che la stagione estiva si era ormai conclusa da un pezzo!

Mentre per fortuna il cappellino da baseball, che era la quarta cosa della lista, lo trovò eccome, perché in fondo quel copricapo era una specie di evergreen, cioè non era un vero prodotto di stagione e avrebbe sempre potuto raccattarne uno da qualche parte.

La quinta cosa che aveva sulla lista era comprarsi delle scarpe… estive. Anche qui Ninnini dovette attaccarsi e tirar forte perché ormai se ne trovavano solo di invernali. Ciò lo fece assai indisporre: così, per una volta in vita sua, decise di fare una furbata. Visto che si poteva supporre che prima o poi le scarpe invernali che già possedeva gli si sarebbero potute rompere, decise di acquistarne per l’appunto un nuovo modello, invernale, anche se non sapeva quando le avrebbe indossate per davvero, perché prima voleva consumare per bene quelle vecchie.

E così Ninnini dovette uscire a comprare l’ultimo numero dell’Uomo Ragno…

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