Paul Auster: Lulù on the bridge (sceneggiatura)

Alcuni decenni fa a Paul Auster viene in mente una storia. Dato che sarebbe da realizzare più come film che come romanzo, e che lui viene già da due esperienze registiche che l’hanno sfinito (Smoke e Blue in the face), prova a ignorare la voce di quella storia. La quale però ormai gli è entrata nella testa talmente prepotentemente che non lo lascerà stare finché non l’avrà in qualche modo portata alla luce. Allora, per liberarsene, prova a scriverla sotto forma di romanzo. Sennonché il risultato ottenuto non lo soddisfa affatto, proprio perché la storia è troppo visiva per i suoi gusti. Allora infine cede: scrive una sceneggiatura. Di seguito prova a passarla al suo amico Wenders. Il quale in un primo momento accetta di portarla in scena. Ma anche qui c’è un intoppo… Infatti un bel giorno Wenders si rende conto che tutti i suoi ultimi film parlavano di registi che stavano facendo un film, cosa che in parte succede anche in Lulù in the bridge. Allora decide di declinare la proposta di Auster. Al quale non resta che dirigere lui stesso la propria opera, anche se all’inizio non ne aveva affatto voglia…

Dunque la storia di Lulù on the bridge esiste sia sotto forma di sceneggiatura, che ho letto, che sotto forma di film, che, se la mia mente non mi inganna, devo aver veduto secoli fa.

Leggere una sceneggiatura ovviamente è diverso da leggere un romanzo. Comunque posso dire che mi sia piaciuta. Si parla della vicenda di un certo Izzy, un musicista di buon successo, molto chiuso in sé, egocentrico e scontroso, a cui un giorno un fuori-di-testa spara. Quell’incidente, oltre che portarlo a un passo dalla morte, lo costringe a cambiare completamente vita. Lui era un musicista, e la musica era tutto per lui: ora non può più suonare. Così non sa più che fare della propria vita. Poi un giorno, per strada, si imbatte in un uomo morto ammazzato con accanto una valigetta. D’istinto Izzy la prende e se la squaglia. Dentro la valigetta trova una pietra che sembra magica: al buio irradia una luce azzurra e si solleva in aria. Ma non solo: probabilmente emana anche un’energia vitale, positiva. A ogni modo la pietra lo porterà a incontrare la donna della sua vita, che vuol far l’attrice. Solo che quella pietra è molto ambita e i tizi che hanno accoppato il tizio che la possedeva in precedenza torneranno alla carica per riottenerla…

Il film ha come protagonista maschile Harvey Keitel e per protagonista femminile Mira Sorvino. Non credo venga passato troppo spesso. Difatti, pur essendomi rimasto impresso il titolo, non lo ricordavo quasi per niente.

Il libro è corredato con foto di scena tratte dal film. Inoltre alla fine presenta una ricca sezione con interviste al regista e ad altri componenti della produzione.

“Lulù?” “Uì, se mua!”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...