Personaggi perlopiù insignificanti dell’agenzia Voli di Gabbiano #18 (Parte II)

Nemesis si guardò nei paraggi. Nel marasma della moltitudine brulicante di persone, uomini e donne, che si aggiravano senza posa in quella agenzia, fu rischiarato da una considerazione spaventosa. Molti di loro – perfino lui stesso – si trovavano in quell’azienda proprio per la grande e irretente quantità di offerta umana che vi si poteva trovare. Cioè, vi era un tale convegno di uomini e donne, che era statisticamente valido poter ritenere che molte di quelle persone sostassero lì non solo per portare a casa uno striminzito stipendio a fine mese, ma soprattutto per avere dei rapporti sociali, i quali il più delle volte sfociavano fatalmente nell’attrazione fisica. E i dirigenti di quella compagnia non potevano non saperlo. Dunque capì che quella mescolata e costante promiscuità, il lavorare tutti ammassati, delle volte anche calcati uno sull’altro, era sia un metodo calcolato per risparmiare sulle spese sia principalmente un metodo per render più allettante quel soggiorno, che per molti di loro sarebbe dovuto essere solo un momentaneo porto d’attracco in attesa di una sistemazione più sicura, duratura e di valore. Con il trascorrere del tempo, quel momentaneo soggiorno diventava una sorta di volontaria reclusione volta all’ergastolo. Questo gli apparve improvvisamente roboante e mefistofelico: venivano trattati come polli d’allevamento ai quali rendevano più interessante la villeggiatura prima della macellazione, la quale alla fine sarebbe immancabilmente avvenuta. E quella mattazione equivaleva al dilapidare della loro unica ricchezza: la giovinezza.

In quell’insano ambiente lavorativo, quanta gente si inebriava di nuove storie, complicità, amicizie, ma anche contrasti e nefandezze e scontri – tutti accadimenti che comunque facevano sentir vivi. Ciò costituiva per gli sfruttati un notevole incentivo a rimanere, anche se lo stipendio era sottopagato, non si rispettavano i diritti sindacali e venivano spinti a rifocillarsi di valori deviati utili all’azienda.

Quell’occorrenza era aberrante, pensò Nemesis in un momento d’irrefutabile lucidità. E allora la sua nausea crebbe a dismisura e infine maturò l’idea di andarsene da quel limbo che pietrificava il corretto svolgimento della vita tentando di renderla viziata e contorta.

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