La miseria dell’ipocrisia

Ariel sognò che non vedeva Miriam da svariati anni, poiché non lavoravano più nella stessa azienda. Un giorno però, percorrendo una strada per lui nota, se la vedeva, con immensa sorpresa, venire giù anche lei dal lato opposto della carreggiata. Allora il suo cuore cominciava a pompare forte. Nel sogno Miriam era ormai sposata con Richard da molti anni, ma non doveva esserne molto felice, tutto sommato. Era ormai una donna, ammogliatasi in definitiva sopratutto per “sistemarsi”. Non certo per amore, o passione, o sesso.

Anche Miriam lo aveva avvistato ma non lo guardava negli occhi. Camminava facendo assolutamente finta di nulla. Eppure veniva proprio verso lui. A ogni passo si avvicinava sempre più. Così era certo che si sarebbero ritrovati a breve l’uno davanti l’altra…

Ariel era vestito come al solito; negli anni non aveva rinunciato al suo stile lineare e pulito. Invece rimase sorpreso che lei indossasse degli abiti che non le aveva mai visto addosso. Dei pantaloni – che lui giudicò molto casalinghi – che le mettevano in evidenze le ginocchia. Ariel non si era mai accorto che Miriam avesse le ginocchia così grandi perché lei era sempre stata abile a camuffare ciò che essa doveva certamente ritenere un suo brutto difetto fisico.

A un certo punto furono davvero a pochi centimetri… Ma mentre Ariel aveva naturalmente sorriso cercandole gli occhi, si rese amaramente conto che lei aveva ulteriormente abbassato lo sguardo. Così Ariel capì che Miriam gli aveva riservato il destino delle persone sgradite: fingere di non riconoscerle. Questo lo immalinconì molto perché pensava che un tempo erano stati assai vicini e, bene o male, non meritava d’esser trattato a quel modo, freddo, quasi da scocciatore. Certo, sapeva pure che delle volte questo atteggiamento era messo in pratica per viltà, più che per altro, ma allo stesso modo si sentiva deluso dalla situazione e dal suo atteggiamento.

Una volta che Miriam lo sorpassò, ad Ariel venne spontaneo di girarsi a guardarla. Lì fu quasi tentato di gridarle qualcosa dietro, del tipo: sei sempre la solita! Hai una notevole faccia tosta a fingere di non riconoscermi! Ti confermi la persona più ipocrita che conosco!

Ma poi non lo fece. La vide sfilar via come davvero fosse stata una sconosciuta di nessuna importanza. Di nessuna rilevanza. D’altronde quello era il ruolo che Miriam aveva scelto di impersonare quasi sempre nella sua vita.

Stronza fino alla fine

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