NINNINI: Farsi i muscoli

Ninnini un giorno si ricordò che la madre gli aveva comprato un peso da cinque chili per farsi i muscoletti. Difatti Ninnini, seppur molto atletico, poteva sembrare piuttosto magrolino, almeno per una madre iperpremurosa che lo vedeva tale.

Il peso stanziava in un angolo della sua cameretta, come in attesa d’esser utilizzato, ed era di colore rosso. Ninnini quella mattina lo vide e si disse che, sì, era ora di diventare davvero un uomo, farsi una ragazza, forse di lì a poco sposarsi sistemandosi per il resto della sua vita con quattro marmocchi al seguito. Poi, certo, avrebbe dovuto anche cercarsi un lavoro, ma quello era facile perché male che andava si sarebbe appostato tutti i giorni sui gradini della chiesa a vendere le sue cose usate, come faceva d’estate rimediandoci molti soldini, perché lui, diciamocelo, aveva il bernoccolo degli affari, oltre che il pollice verde, il gomito del tennista, la coda di cavallo, le mani di fata e i glutei di Alan Delon.

Dunque Ninnini si chinò a raccogliere il manubrio da terra tuttavia… lo trovò molto più pesante di quanto avesse immaginato! Così esclamò il più stupito acciderbolina che quella casa avesse mai udito. Però decise comunque di cominciare. Difatti riteneva che con quel peso così pesante i muscoli gli si sarebbero formati prima, forse anche al doppio della velocità prevista.

Nondimeno il peso era talmente pesante che Ninnini pensò una cosa che normalmente non avrebbe mai pensato: che forse era il caso di scaldarsi un po’ i muscoli.

Così cominciò a corricchiare sul posto. Dopo cinque secondi si disse che andava bene. Poi cominciò a fare i piegamenti sulle ginocchia. I quali però trovò oltremodo faticosi, per cui decise di sospenderli al terzo, che tanto le gambe non erano poi così importanti, cioè, tanto uno cammina sempre, no?, si disse tra sé e sé Ninnini.

Pensò poi ai piegamenti sulle braccia, che comunemente qualcuno chiama “flessioni”. I film di Rocky gli avevano insegnato che si potevano fare anche solo con una mano; forse anche lui le avrebbe fatte così.

Si distese a terra. Poi puntò le punte dei piedi al pavimento: dunque cercò di tirarsi su. Ma rimanendo rigido, in asse con il corpo, non c’era verso di farlo. Allora pensò che in fondo la rigidità non era mica tassativa per compiere quell’esercizio. Così fece flettere la schiena ed eseguì la bellezza di dieci dico die-ci flessioni a modo suo, prodigandosi in un gran lavorio con la schiena, tanto che dopo non gli facevano male i bicipiti della braccia, e neppure le spalle, no, gli doleva un po’ proprio la schiena, che era stata flessa troppo.

Soddisfatto di quell’ottimo inizio, Ninnini volle cominciare a fare sul serio con il manubrio. Allora lo prese con una mano ma… era spropositatamente pesante per lui! D’altronde lui pesava trentacinque chili. Forse usare un peso di cinque chili, cioè di un settimo del suo peso – infatti, bambini, 35 : 5 = 7 – era troppo. Così non c’era modo di tirare su quel peso solo con un braccio. Ce ne volevano almeno due – e se ne avesse avute quattro, di braccia, le avrebbe utilizzate tutte quante senza lesinare sulle spese.

Così Ninnini cominciò a tirare su, con immane sforzo, quel manubrio da cinque chili con entrambe le braccia. Tuttavia non riusciva a essere armonico. Lo sollevava tutto storto dalla parte del braccio destro, perché lui non era certo mancino. Inoltre oscillava molto e, per lo sforzo, Ninnini divenne tutto rosso e cominciò presto a surriscaldarsi la testa e a sudare.

Dopo dieci sollevamenti maldestri decise di fare una pausa. Allora, da atleta consumato qual era, si chiese se non fosse il caso di reintegrare i sali minerali con qualche bevanda apposita. In frigo non aveva proprio quelle bevande, però poteva sempre contare su dei succhi di frutta che sentiva avrebbero fatto ugualmente al caso suo. A ogni modo, non aveva sete. Anzi, forse, se avesse bevuto, dato l’immane sforzo compiuto, gli sarebbe pure venuto da vomitare, e non era il caso di bagnare in quel modo la sua prima giornata dedicata al fisico e la palestra.

Ninnini si buttò sulla poltrona in una posa scomposta. Si meritava proprio quel dannato riposo dopo tutto l’impegno profuso a farsi i muscoletti. La sua pigrizia gli consigliava di fermarsi lì, che poteva andare bene, per la prima giornata di allenamento. Però, quando diede un’occhiata all’orologio, si accorse che erano passati appena cinque minuti. Per confutare quella evidenza tentò anche di convincersi che l’orologio si doveva esser fermato. Ma era inutile che cercasse di barare: quell’orologio digitale non aveva mai perso un colpo e mai lo avrebbe fatto: era così puntuale che ci avrebbe potuto rimettere l’orologio, cioè un qualsiasi altro orologio sulla faccia del pianeta Terra e anche quelli spediti su Giove in missione suicida per vedere se lì il tempo scorreva nello stesso modo.

E niente, pensò Ninnini: mi tocca fare un’altra serie, ma poi davvero basta, che se divento muscoloso troppo in fretta poi la mamma si spaventa e pensa che non sono più io; che poi, se sembro grande, mi toccherà subito fare le cose da grande che ancora non ho voglia di fare, tipo: rifarmi il letto, lavarmi tutti i giorni anche i piedi, farmi la barba, bere il caffè, e sopratutto svegliarmi presto la mattina, che proprio non voglio fare almeno prima dei dodici anni; senza contare le interminabili file alla posta per pagare le bollette.

Dunque Ninnini, come uno stoico guerriero spartano aduso alla venerazione del proprio corpo, si alzò dalla poltrona un poco ingobbito, seppur con sguardo fiero, e tornò eretto. Poi adocchiò quel manubrio rosso che cominciava già un po’ a odiare per tutta la fatica che gli faceva fare. Lo raccolse ancora una volta con entrambe le mani – e invero sentì che i muscoli delle braccia gli si erano indolenziti, e dunque esultò perché l’esercizio stava già dando i suoi frutti – e lo risollevò in alto una volta. Poi un’altra ancora. Poi ancora. E ancora…

Giunto alla decima volta si sentiva sfinito. Ma visto che stavolta voleva proprio darci dentro, oltre che battere il suo record precedente di sollevamenti, si disse di spingere!, spingere al massimo finché avrebbe avuto forza – che poi magari, domani poteva dedicarsi pure a un riposo completo saltando l’allenamento, se oggi lavorava per bene. Allora andò avanti. Arrivò all’undicesimo sollevamento con infinita fatica. Per fare il dodicesimo si aiutò anche con lo slancio che poteva dargli il resto del corpo.

A quel punto doveva fare la tredicesima ma sentiva che quel peso era diventato come di marmo duro, e sembrava non di cinque chili ma almeno il doppio, se non il triplo o il quadruplo. Eppure Ninnini non voleva ancora arrendersi; allora si disse che quella sarebbe stata l’ultima, sì, porcamiseriaccia!, ma la doveva completare. Allora fece lo sforzo più grande della sua intera esistenza, cominciò a urlare e infine fece quel dannato sollevamento, cadendo poi sfinito e senza forze, sia lui che il peso, sul divano.

Il peso rimbalzò su un cuscino per poi andare a sfrangiare una lampada da tavolo, facendo tra l’altro un gran fracasso. Mentre Ninnini sentì al basso ventre come se qualcosa di bollente e forse liquido gli fosse esploso – ma tranquilli: non si era pisciato addosso.

Attirata da quel suo urlo, sua madre giunse immediatamente sul posto. Non gli ci volle molto per capire quel che era successo. Ma le cose andarono anche peggio di quanto si sarebbe potuto paventare. Infatti a Ninnini, si scoprì presto da come camminava, gli era venuta l’ernia, per l’eccessivo sforzo. Allora la madre lo portò subito all’ospedale per farlo operare, perché, bambini, dovete sapere che se volete fare qualcosa che fanno i grandi, dovete però prendere le stesse accortezze, che in questo caso avrebbe significato munirsi di una cintura contro l’ernia, sennò si finisce per fare la fine di Ninnini, e vi ho detto tutto!

3 pensieri riguardo “NINNINI: Farsi i muscoli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...