Quel postribolante mercimonio del giornalismo #14

Valentina e Valentino sono due postribolanti giornalisti che hanno senso solo in coppia.

Lei la conoscevo da tempo. Era una gatta rinsecchita, perennemente mortifera che giustamente da tempo aveva capito la scevra efficacia della sua mansione lavorativa. Anche se più che altro l’atterriva la carenza di veraci rapporti umani nella sua vita infruttuosa.

Capelli lunghissimi, single, sentiva di non esser desiderata da nessuno. Ecco, era questo il cruccio che la deprimeva più d’ogni altra cosa. Allora teneva i capelli sempre più vicini agli occhi. Fosse stato per lei si sarebbe nascosta completamente il viso allo sguardo del mondo.

Un lieve sollievo glielo davano gli onanisti immaturi dei social che, contattandola, le scrivevano proposte ardentemente oscene e vogliose, secondo le quali lei era una donna stupenda, magniloquente profumatosa. Ovviamente quella specie di “complimenti” non valevano un’acca poiché provenienti da gente del tutto analfabeta funzionale, o incel, tra torme di impotenti e precox – ovvero quelli che vengono nelle mutande appena immaginano di avere anche solo un contatto fisico con l’altro sesso. Ma erano pur sempre meglio di niente e le servivano per non buttarsi al fiume.

Però non bastavano a impedirle di avere crisi di autolesionismo in cui avrebbe voluto estirparsi il bene più prezioso che aveva, cioè i capelli, i quali nei suoi incubi sognava di radersi a zero, per punizione, mentre nella realtà non faceva che acconciarsi sempre in maniera diversa. Un giorno la vidi che si era fatta mora. Il giorno dopo era diventata castana. Il giorno ancora dopo li aveva legati in maniera che sembrassero più corti, mentre si era solo accorciata la frangetta. Avrebbe potuto andare avanti così fino a consumarseli tutti, quei poveri capelli… Non fosse stato però che a un certo punto incontrò la sua anima gemella, Valentino, ovvero un collega single bisognoso d’amore proprio come lei.

Allora lei rifiorì. Per prima cosa trovò il coraggio di accorciarseli per davvero i capelli adottando un taglio più sbarazzino (per sembrargli più giovane). Poi si vide a occhio nudo che riprese a sorridere come da ventenne colma di speranze. Infine osò anche smettere quelle lunghe tuniche marroni a righe verticali che sempre indossava per nascondere le magre forme del suo corpo scarsamente attraente. Allora via a far vedere perfino le braccia con la pelle inflaccidita! Via ad aumentare la scollatura sul seno scheletrico! Via a comprare pushup che le regalavano una… se non due… taglie di più!

Ma chi era lui, colui che le ridonò la vita? Semplicemente un collega timido, lasciato dalla moglie per la troppa mitezza. Un tipo usuale che fino a ieri era un ragazzino ma poi si era ritrovato cinquantenne deluso senza figa. Di lui altro non so né conta dire.

So solo che Valentino e Valentina da allora fecero carte false per farsi mettere a lavorare alla stessa trasmissione. E ci riuscirono facilmente perché nessuno di rilevante aveva accampato diritti negli ambiti marginali a cui fin dal principio essi erano stati confinati.

Che spettacolo fu assistere a lui che si impampinava in diretta per l’emozione di condurre con lei, e lei che gli veniva in soccorso sorridendogli bonariamente… Signore e signori, chi siamo noi per pontificare su di loro? Se, pur essendo dei postribolanti giornalisti, in fondo hanno trovato il loro posto al sole? Chi siamo noi per smerdarli? Possiamo solo dire che almeno siamo felici per loro; anche se essi rimangono pur sempre di quella razza bastarda che serve il padrone e dice bugie per fottere le brave persone. Ah, ma questo non glielo si può perdonare…

Un prostituto
Una prostituta

9 pensieri riguardo “Quel postribolante mercimonio del giornalismo #14

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