Il gaio carrozzone #6

Poi tocca a un super-vecchio. A lui chiedono di ballare senza stampelle con le sue giunture scricchiolanti. A lui chiedono di eseguire piroette rotanti e capriole – sperano che cada, ma sfortunatamente non lo fa. Gli chiedono di avere il fiatone e quasi rimanerci. E lui, che nella vita ha sempre vissuto di piccoli mezzi e stratagemmi, è contento di far parte di tutto quel baraccone che rilancerà la sua immagine ancora una volta nel mondo, pensa. Sa che quei cinque minuti gli faranno guadagnare molto più di quanto abbia mai intascato in precedenza in una botta sola, in anni di lavoro più seri, e lo renderanno più popolare che mai. Allora lo fa, fa il suo numero, sbraita perché tutti si aspettano che lo faccia, dice che lui si sente avulso a tutto quello, glielo lasciano dire, per colore, ma intanto ne fa parte eccome, il coglione. Poi lo masticano e un attimo dopo lo buttano via. Avanti un altro.

[Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è puramente casuale. E anche cazzuale.]

2 pensieri riguardo “Il gaio carrozzone #6

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