Boyhood (film)

Una (abbastanza comune) famiglia con genitori separati. In particolare la lente di ingrandimento viene puntata sul figlio maschio. Fine.

Di film come questo ne esistono a centinaia. E questo non apporta proprio nulla di nuovo, in nessun senso. Dunque io non ve lo consiglio affatto nonostante questa pellicola abbia vinto diversi premi.

Ma come mai ha vinto dei premi?, vi chiederete voi. Perché il film ha una particolarità che lo rende unico. È realizzato nel corso di una dozzina d’anni, seguendo i protagonisti, in particolare i figli della famiglia, durante il loro sviluppo fisico. Cioè, per renderlo più credibile hanno utilizzato sempre gli stessi attori, dilazionando le riprese per tutti quegli anni. Secondo alcuni ciò rappresenterebbe una cosa notevole, mentre a me non ha impressionato granché.

Gli eventi che pur accadono prendono una forma troppo evanescente. Non si approfondisce quasi mai nulla, se non gli aspetti più scontati. Così l’impressione che rimane è di una storia che in fondo ci potevamo comodamente risparmiare.

Alla fine dei conti è quasi un’operazione da voyeur, di stare lì a vedere quanto e come sono cambiati nel fisico i protagonisti con il trascorrere del tempo.

6 pensieri riguardo “Boyhood (film)

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