Due lunghe novelle di Arthur Schnitzler

Morire

Quando a un uomo viene diagnosticato un anno di vita, gli equilibri all’interno di una coppia patiscono notevoli scossoni. Dapprima lui vorrebbe lasciarla, per non farla soffrire. Lei dal canto proprio dichiara che non lo abbandonerà mai per nulla al mondo e gli sarà vicina sino alla fine. In un secondo momento lui diventa più egocentrico e possessivo, tanto che reclama per sé tutte le attenzioni di lei, la quale invece si interroga se sia davvero il caso di tener fede alla propria promessa…

Fuga nelle tenebre

Un uomo viene da un esaurimento nervoso in cui ha patito anche stati di delirio e paranoia. Sembra, ora, che stia meglio; tuttavia in passato, spaventato dal proprio stato di salute, ha consegnato al fratello una lettera che è praticamente un’autorizzazione ad ucciderlo qualora questi dovesse rinvenire in lui evidenti e irrevocabili segni di pazzia.

L’uomo stringe un legame con una signora che lo porta presto al fidanzamento. Il rapporto con questa donna spazza via gran parte dei dubbi che esso nutriva sulla propria salute psichica. Sennonché altre paranoie riemergono e lui pensa che la sua unica via di fuga possa esser scappare via con la sua fidanzata…

Entrambe le novelle presentano innumerevoli spunti interessanti che scavano negli animi delle persone. Per questo mi sarebbe molto piaciuto se l’autore avesse avuto la voglia e la pazienza di trasformarle in veri e propri romanzi.

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