Sing sing in the rain

Dato questo cacchio di lockdown ho ripreso a leggere copiosamente fumetti online o comunque scaricabili gratuitamente, per cui da questo momento in poi parlerò spesso di prodotti simili. 😉

Ringrazio Lo spazio bianco per aver segnalato tutti questi fumetti.

Il primo su cui mi sono buttato si intitola Sing sing in the rain. Si tratta di una serie di brevi racconti d’autore che hanno come tema comune se vogliamo il fantastico, il paranoico e i colpi di scena.

Complessivamente mi ha soddisfatto. Qualità e bravura.

Jonathan Bazzi: Febbre

A un ragazzo viene una febbriciattola che non passa. All’inizio la sottovaluta, dopo comincia seriamente a preoccuparsi.

Non sa cosa sia. Fa degli esami clinici. Tutti gli dicono di non preoccuparsi, a parte la madre che si manifesta ansiosa. Col tempo il ragazzo scivola in uno stato di stanca svogliatezza. Alla lunga la febbre lo spossa parecchio ridimensionando tutta la sua vita. Nel frattempo ci porta nel suo mondo, nel suo background infantile, in un paese dell’interland lombardo. Ci parla della vita familiare, con la madre e il padre molto diversi tra loro che infine si lasciano. Ci parla degli zii e dei nonni, dei tipacci che girano nella sua zona e della malavita. Ci parla della bullizzazione subita da bambino poiché omosessuale.

Alla fine scopre che non ha la mononucleosi come a un certo punto sembrava, bensì…

PS: il podcast di questo libro è disponibile nella trasmissione Ad alta voce di RaiRadioTRE. 🙂

Personaggi perlopiù insignificanti dell’agenzia Voli di Gabbiano #7

Ma se la Merla fu per Nemesis sicuramente un’amica, ci fu un’altra ragazza che lui tentò invece di innalzare allo status di amante. E questa fu l’Effimera.

L’Effimera era una ragazza modesta, semplice, sempre gentile, la quale Nemesis considerava incontaminata fonte primaria di purezza. L’Effimera, non molto alta, magra, indubbiamente molto femminile in ogni suo gesto, in nessun caso sarebbe mai potuta esser un maschio. La sua lunga chioma di capelli lisci e neri era il suo biglietto da visita e i suoi occhi intensi e scuri ne rappresentavano la giusta prosecuzione.

Per lunghi giorni Nemesis si invaghì di lei tentando di esserle il più possibile vicino, di parlarle. Ma non riuscì mai a rompere interamente il muro della garbata diffidenza che ella opponeva a ogni maschio.

In realtà l’Effimera aveva un animo molto delicato, per questo temeva di essere angariata dalle persone. Tuttavia c’era anche da dire che era già accompagnata da un ragazzo che le dava tutto quello che essa desiderasse.

Quando Nemesis lo seppe, dopo un mese che le stava dietro cercando affannosamente di stanarla dal suo guscio, accusò un brutto contraccolpo.

Così per una settimana si chiuse in sé stesso cullando la propria malinconia, rendendola feconda di alcuni frutti amari che presero la forma di sommesse ingrigite poesie.

In una di esse in particolare vi gettò dentro tutta la propria mestizia esprimendo la domanda principale che si faceva in quel periodo, e cioè: perché lei sembra cercarmi quando non ci sono, eppure mi si allontana quando le sono più vicino? Infatti tale era l’atteggiamento di lei per lui.

Labirinto

Sono entrato in te

Perché la strada era verde.

Poi è stata invitante.

Ora la perdo e la ritrovo

Nei tuoi occhi che mi vogliono

E mi allontanano,

Mi cercano e mi negano,

Mi comprendono e mi biasimano.

Io penso: se questo,

Allora codesto.

Tu pensi: se è si, è forse;

Se è no, è forse.

Mi aiuti quando mi perdo.

Mi lasci indietro quando ti avevo

Raggiunta.

Ci si può perdere nel tuo

Labirinto.

Si può rinunciare.

Ma io…

Solo il vento

Seguo,

Nel tuo labirinto.

1989 – La svolta

Probabilmente se pensate a quell’anno non potrete non ricordare quella cosa lì, di cui per l’appunto parla questo film: la caduta del muro di Berlino. Poi personalmente ricordo anche sempre l’evento musicale che seguì di lì a poco, cioè un favoloso concerto di Roger Waters dei Pink Floyd per celebrare l’evento in cui venne suonato tutto The wall… Eh! Eh! 😉

Tornando al film, più precisamente, narra della storia di questa donna del controspionaggio che faceva finta di lavorare per la CIA. Erano tempi molto incasinati quelli, tra la già citata CIA, la STASI e il KGB, tempi in cui non ci si capiva un’acca e tutti si fottevano tra loro credendo di essere più furbi degli altri. La donna ha ormai una famiglia con un marito e due figli che ama. Cerca dunque di fare tutto il necessario per rimanere in vita all’indomani della scoperta da parte della CIA che uno dei loro agenti sia una talpa. Deve compiere le sue missioni residue senza farsene accorgere, rimanere viva e se possibile continuare a sviarli. Una gran faticaccia!

Il film non è male.

https://www.raiplay.it/video/2020/10/1989—La-Svolta-24c4d350-a940-47a2-ab20-b1161f3df35b.html

Paul Auster: Viaggi nello scriptorium

Un uomo anzianotto non totalmente autosufficiente si ritrova in una comune stanza da letto. Non ricorda nulla né di sé né di come sia finito lì. Ma sulla sua scrivania ci sono dei fogli scritti e anche delle fotografie per lui molto evocative che non mancherà di visionare. Inoltre presto comincia a ricevere visite e telefonate da parte di gente che dovrebbe conoscere già…

Procedendo con la lettura e arrivando alle ultime pagine ci si rende conto che l’autore non potrà risolvere tutti i misteri nel dettaglio, quindi servirà una soluzione in grado di contenerli e spiegarli tutti, la quale non vi svelo anche se qualcuno potrebbe intuirla…

Un libro minore di questo scrittore che amo molto, meno bello degli altri suoi che ho letto, ma con un grosso potenziale rimasto parzialmente inespresso, ideale anche come copione per un regista cinematografico che ci sappia fare.

Sono intenzionato a leggere tutto quello che troverò di questo autore, per me è molto valido.

Il Cittadino Onesto contro lo Stato (S-Fascista) #4

Mi rivedo con l’assistente dell’avvocato il giorno dopo. In un parco, durante la strada, mi fa leggere le correzioni che ha apportato alla denuncia. Stavolta non ci sono inesattezze.

E se anche oggi non c’è il capoccia, che facciamo?, gli chiedo. Lui dice che in caso ci attacchiamo e tiriamo forte. È così che vanno le cose in Italia, dove la Polizia decide di volta in volta se e come applicare la Legge, ovvero non è vero che la Legge è uguale per tutti.

Siamo alla caserma. Rinveniamo lo stesso identico pezzo di carta di ieri buttato a terra: nel corso delle ultime ventiquattro ore non lo ha raccolto nessuno.

Alla guardiola di ingresso compare un giovane poliziotto diverso da quello di ieri. Vuol sapere nel dettaglio che cosa vogliamo fare. Sembra soppesare con alterigia ogni nostra parola. Ah, chiaramente anche lui fuma come il collega di ieri, e anche lui ovviamente in quel luogo non potrebbe assolutamente farlo.

Alla fine ci fa questa concessione e ci dice che possiamo fare la nostra bella denuncia recandoci a un certo ufficio. Ce lo indica. Dice: a sinistra, in fondo. Noi ci spostiamo, ma a lui non va bene e ci blocca: a sinistra, in fondo!, ribadisce quasi alterandosi. In pratica intendeva in fondo a sinistra, ma fa niente.

Seduti fuori l’ufficio preposto chiedo all’assistente dell’avvocato quanto ci metteremo secondo lui. Lui mi “rincuora” dicendo che quando si entra in una caserma non si sa mai quando se ne uscirà. Ah, bene.

Osservo sfilare una donna con un cane al guinzaglio. È un poliziotto anche lei. In realtà non sono contrario che uno si porti gli animali domestici al lavoro, ma mi sembra un po’ strano che si prendano questa libertà – nota: i fatti che riporto qui, tutti veri, risalgono a svariati anni fa, quando questa usanza non aveva ancora preso piede praticamente da nessuna parte.

Mentre siamo in attesa di esser ricevuti respiriamo il fumo delle sigarette del tipo alla guardiola, che arriva anche dove siamo noi.

Dostoevskij: Il giocatore

Storia di un uomo che vive nei pressi di un casinò intorno al quale ruotano personaggi ambivalenti tutti molto in bolletta o comunque ardenti di acquisire forti somme di denaro. È innamorato di una ragazza che però non perde occasione per disprezzarlo. Nonostante questo egli si dichiara pronto a essere il suo schiavo e servirla in ogni modo…

La vicenda viene sbloccata nel momento in cui un’anziana donna imparentata o comunque invischiata con alcuni di essi (donna di cui da tempo queste iene aspettano la morte per metter le mani su un’eredità assai cospicua) viene in visita in quella località ma… si prende anche lei il vizio del gioco mettendo a repentaglio la sua intera fortuna.

Da questo momento si innescheranno una serie di eventi che frazioneranno quegli individui disperdendoli nel globo. Questa è anche la parte più bella del libro.

Le tematiche legate al gioco compulsivo sono molto affascinanti. Ho già letto diverse cose in merito e penso che prima o poi ci scriverò anche io una storia. 🙂

The innkeepers (film)

Horror-commedia carina.

Due giovani albergatori rimangono soli a tenere un hotel che presto chiuderà. Si annoiano, così lui imbastisce un sito che si occupa di misteri di fantasmi, mentre lei si appassiona a uno di essi in particolare che riguarda la morte di una donna. Ci si appassiona sempre di più fino a convincersi che davvero l’albergo sia infestato da qualche presenza…

Il Cittadino Onesto contro lo Stato (S-Fascista) #3

E’ il grande giorno della deposizione della denuncia in caserma. Ho appuntamento con il giovane assistente dell’avvocato alla fermata della metro vicino casa mia.

Qualche giorno fa avevo scritto un’email all’avvocato dicendogli che non mi aveva rilasciato la fattura quando gli ho corrisposto il suo compenso, quindi chiedevo che mi venisse consegnata oggi. Non mi aveva risposto niente di niente.

Incontro il suo assistente. Gli chiedo subito della fattura. Lui dice che l’avvocato ha detto che mi avevano fatto un prezzo di favore vista l’amicizia (?) che lo lega ai miei genitori. Alternativamente, mi avrebbe dato la ricevuta, sì, ma avrebbe dovuto chiedermi un onorario maggiore. Che poi è il metodo migliore per silenziare richieste di questo tipo. Ripenso a quando mia madre mi aveva detto che era onesto… Mi è bastata una volta per rendermi conto che non lo è affatto!

Ci rechiamo alla caserma. All’ingresso vedo un pezzo di carta buttato lì, proprio in mezzo il passaggio – e siamo già dentro il complesso della caserma. Ma nessuno lo toglie?, mi chiedo: è come se non lo vedessero o non volessero vederlo.

Al gabbiotto delle informazioni c’è un ragazzetto di meno di trenta anni. Sta fumando, anche se la Legge glielo impedirebbe.

Gli comunichiamo cosa dobbiamo fare. Ci risponde che oggi non è possibile depositare alcun tipo di denuncia perché non è presente il capo della caserma. Ci invita dunque a tornar domani. E a noi non resta che andarcene via.

Sono basito di questa procedura appena appresa. Se manca una persona si ferma tutta la caserma?!, non posso crederci. L’assistente mi dice che lo fanno, lo fanno eccome, anche se non si potrebbe fare.

Dato che abbiamo la giornata libera, mi chiede se voglio leggere la denuncia che ha scritto in mia vece. Ci trovo due errori abbastanza importanti. Mi dice che li correggerà per l’indomani, quando riproveremo a depositare la denuncia.

I segreti di Twin Peaks (la terza stagione)

Ricordo bene le sensazioni che mi aveva lasciato vedere Twin Peaks in televisione quando ero ancora adolescente. C’erano delle cose che mi erano piaciute molto. Però a dire il vero, nella seconda stagione, avevo anche trovato un mucchio di boiate partorite sul momento, sia per questioni di (carenza di) tempo che per il fatto che non tutte avessero come padre ispiratore Lynch e il suo fedele alleato Frost… Poi il finale mi lasciò interdetto, affascinato ma anche spiazzato, e, diciamolo, non lo capii affatto.

Anni dopo Lynch decise di realizzare un film (Fuoco cammina con me) in cui accorpò le idee che non era riuscito a sviluppare nelle prime due stagioni. Tutti i misteri furono risolti? Null’affatto. Qualcosa fu più chiaro ma altre cose nuove vennero aggiunte ed… erano piuttosto misteriose.

Infine veniamo a pochi anni fa, quando Lynch decide che aveva ancora molto da dire su quei temi e quei personaggi, a cui evidentemente si era molto affezionato. Così ritroviamo moltissimi dei protagonisti di allora invecchiati venticinque anni (!) e la storia riprende proprio lì dove l’avevamo lasciata. Anche se in questa nuova incarnazione il protagonista assoluto è l’agente Cooper, che in passato era rimasto intrappolato nell’altra dimensione con la Loggia Nera. Difatti questa nuova stagione narra proprio delle sue vicissitudini per ritornare alla realtà.

Ritroviamo le tipiche atmosfere Lynchiane, con molti momenti di commedia ma anche altri inquietanti e non molto chiari, tra l’onirico e lo psichedelico. Posso solo aggiungere che mentre il doppione malvagio di Copper, al cui interno c’è ancora l’entità malvagia Bob, si dà da fare sulla terra per non tornare nella Loggia Nera continuando a perseguire i suoi oscuri piani, il Cooper originale e buono riesce a scambiarsi con un altro dei suoi doppi; però nel trapasso tra una dimensione o l’altra perde la memoria e gran parte delle sue facoltà intellettive.

Poche altre cose da segnalare:

Il “buongiorno” di Cooper nel momento in cui vince alle slot machine è rimasto nella (mia) storia;

Quasi ogni puntata si conclude con una canzone molto bella, talvolta composta dallo stesso Lynch;

Il quale compare nelle veci dello spassoso capo dell’FBI sordo che nelle stagioni precedenti aveva un ruolo modesto mentre qui è uno dei personaggi più presenti.

Qualora non si sia capito, il materiale qui proposto si interseca strettamente con tutto quello precedente, tanto che verrebbe voglia di rivedersi tutto da capo di seguito per capirci qualcosina di più.

Insomma, se siete fan di Lynch o Twin Peaks la terza stagione è imperdibile.