Luis Buñuel: Quell’oscuro oggetto del desiderio

Un signore anzianotto non dedito allo sposalizio che solitamente preferisce divertirsi con avventurette di poca importanza si invaghisce un giorno di una bella ragazza che fa la cameriera. La vuole, la corteggia, le fa avance. Lei lo rintuzza garbatamente pur lasciandogli uno spiraglio di speranza. Nondimeno la mattina dopo se n’è andata.

L’uomo la rincontra successivamente per caso. Ancora riprova a conquistarla. Lei cerca di mantenerlo a distanza; tuttavia col tempo, tra vari tira e molla, lui diventa gradualmente sempre più importante per lei. La quale però non gli si concede neppure quando entrambi dichiarano di amarsi. E ciò diventa un ostacolo sempre più grande…

Il film si contraddistingue per il carattere capriccioso e contraddittorio della ragazza, che per tutto il tempo non farà che allontanarlo e riavvicinarlo. Anche il finale riserva sorprese e non credo sia facilmente prevedibile.

Buñuel ha portato all’estremo quello che ogni uomo, almeno una volta nella vita, può pensare nei confronti di una donna: che è pazza, contraddittoria, stronza, lo prende in giro, è un’opportunista e non si capisce mai se e quanto ci faccia o ci sia. È capitato anche a me di incontrare ragazze di questa foggia delle quali col tempo mi sono fortunatamente liberato etichettandole come “stronze” (e da quel momento è stato tutto molto più semplice).

Curiosità: il regista per tutto il film ha alternato nel ruolo della ragazza ben due attrici diverse! Come mai?, vi chiederete voi; chissà quale incredibile intento aveva avallando questa scelta… Ma la verità, se non ricordo male, è semplicemente che, non sapendo lui stesso a quale delle due affidare quel ruolo, alla fine ha scelto di prenderle entrambe.

A me questo film è piaciuto molto. Alla mia fidanzata proprio per niente. Con questo regista può capitare.

5 pensieri riguardo “Luis Buñuel: Quell’oscuro oggetto del desiderio

  1. E pensa che, nonostante non mi sia piaciuto il tono del film, il finale mi ha fatto sogghignare: l’ho letto come una presa in giro della fame di sesso degli uomini, come il protagonista che per tutto il tempo si lamenta e s’incazza e fa il sostenuto perché lei tergiversa, ma di capire l’antifona e lasciar perdere non è capace.

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  2. credo ci fosse dell’autoironia in quel film, forse era lui il signore anzianotto.
    e il fatto che due attrici interpretassero lo stesso ruolo sta a significare che il desiderio (sessuale) ossessivo prescinde dalla specifica donna e insegue una certa idea di femmina.
    ml

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