Quel postribolante mercimonio del giornalismo #10

Oggi vi presentiamo la Regina delle fiere, una donna attempata che ormai si sta ritirando dalle postribolanti scene del giornalismo per acclarati limiti di età, i quali a questo punto ella non può più nascondere, nonostante le bocce straripanti di otto chili l’una, le forme maggiorate oltre Cindycrawfford e il fatto che lei si creda stocazzo.

Bei tempi eran quelli in cui, giovane e povera in canna, se ne andava in giro in barca per fiere sospese erranti a intervistare riccastri che non le potevano resistere, colpendoli sempre (a meno che gay) con quel suo sguardo magnetico, quegli occhi azzurrati che la elevavano a celestiale presenza femminile, oltre quelle bombe alla Venus del Grande Mazinga, tutte ritte, che sembravano pronte a esplodere un colpo mammario espulse direttamente sul suo nemico o, a seconda dei punti di vista, amico. Per non parlare naturalmente del suo trucco perfetto, lo smalto luccicante catarifrangente e i piedi profumati al limone.

Sì, bei tempi quelli, in cui essa lavorava nelle retrovie, e pure poco. Non le toccò di sgobbare mai molto perché prestissimo incontrò quel gran magnate industriale corrooottissimo che aveva un sacco di soldoni il quale la avvinse col fascino della sua testa grossa e tonda (che a lui calenda je faceva ‘na pippa).

Insomma la Regina delle fiere in quel periodo appariva e scompariva. Lavorava, era stipendiata, sì, ma in fondo si mostrava pochino. E tutti a chiedersi come mai una donna così attrezzata non fosse mostrata di più e che diavolo stesse facendo…

La risposta era semplice: si arredava casa. Un lavoro difficilissimo, il più impegnativo di tutta la sua vita, che la accompagnò per eoni e eoni, anni luce. E oggi che è vecchia neppure avrebbe tanto finito, avrebbe ancora da risistemare parecchio se l’età non le remasse contro. Provateci voi ad ammobiliare al meglio sette ville, due giacimenti di petrolio, una foresta semi-amazzonica, una base sulla luna, otto rifugi antiatomici e un’abitazione abusiva ricavata da un sottopalco nelle grotte di Fracazzi…

Ma torniamo alla sua epopea… Poi, finalmente, al culmine della sua maturità tettonico-artistica, ottenne il programma più importante di tutti. Che ben presto si trasformò nella sua personale vetrina per abbacinare il mondo con la sua bellezza ancheggiante, per dimostrare a tutti che lei sapeva quel che diceva, ma in ogni caso c’erano una manica di avvocati prezzolati che l’avrebbero difesa in tribunale; quindi meglio non romperle troppo le balle.

Ecco, furon quelli gli anni di sua maggiore fulgidezza, nei quali anche rifletté a lungo se non fosse il caso di scendere in politica per salvare il paese dall’invasione dei comunisti cino-russo-marziani rilanciando il suo marchio certificato d’evasori fiscali d’Italia nel mondo, che al solito c’era sempre qualcuno che lo metteva in discussione.

Per ben due volte fu vicinissima a diventare ancora più patriottica. La prima, fu tentata dal Partito Pensionati Arrapati Ricchi di Montecarlo con Tutto in Nero. Ma poi litigò col capo delegazione per una disputa sullo strascico che dovevano avere gli abiti da sposa e non se ne fece più niente.

La seconda volta era a un passo all’aderire al Partito Negazionista Nazional Fantacazzista Con Vista Sulle Lobby Delle Armi, ma anche lì non se ne fece niente poiché un giorno un suo follower su Twitter le fece una domanda politica oltremodo imbarazzante a cui non seppe rispondere (ovvero cosa ne pensava della Costituzione). Per la prima volta in vita sua, ella si sentì talmente inadeguata da abbandonare la politica tosto e per sempre, pur continuando a dissipare i suoi saggi consigli al mondo, del tipo: andate al mare invece di votare il referendum; usate sempre le infradito; meglio non aderire al veganesimo perché non vogliamo che i bambini nascano con insufficienze carnose; per i calli, la pietra pomice è una manna e dovrebbe essere innalzata a orgoglio nazionale (e prodotta col marchio DOC).

E oggi, che fine ha fatto la Regina delle fiere, che non la si vede più da nessuna parte? Ci dicono che, totalmente rincretinita, si stia dedicando a una questione per lei ormai divenuta irrinunciabile, lei che per tutta la vita ha sempre voluto dimostrare a tutti che poteva fare qualsiasi cosa a costo di rimetterci la fama e la santità mestruale: stia imparando a fare la maglia. Eppure sbaglia sempre qualcosa: i suoi maglioncini hanno sempre solo una manica e risultano come sbrindellati sul davanti, o sul di dietro, a seconda dei punti di vista.

Oggi, talvolta, palesa una bocca storta per il troppo botox. Talvolta non riesce a parlare, perché ormai lo stesso le è entrato in circolo arrivandogli fin nel cervello. Quando morirà ha già stabilito di donare il suo prorompente corpo al cimitero scientifico di Playboy, dove le donne più belle e formose vengono messe in naftalina, mummificate affinché di esse si possa godere nei secoli dei secoli – inoltre il suo chirurgo plastico di fiducia le ha garantito che le tettone le rimarranno su per almeno cinquanta anni, pure da morta.

Amen.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...