Una vita in sofferenza, storia di un bambino debole #8

.Ancora nausee

Cominciai a rifiutare gli inviti dei miei amici a giocare a pallone. Ricordo che da un lato mi dispiaceva moltissimo dover declinare perché sentivo che mi perdevo momenti irripetibili della mia giovinezza. D’altro canto però… quanto era bello passare un sabato a casa, senza affanno, nutrendo la mia pigrizia: starmene in santa pace nell’illusione di star bene. Dentro casa il problema non sussisteva, potevo fingere che non esistesse.

Nel frattempo le nausee crescevano sempre più quando invece uscivo. L’abitudine di succhiare una caramella per mandarle via funzionava ma aveva degli effetti collaterali, se così si vuol chiamarli.

Primo: se la caramella era zuccherata, cariava i denti. Allora passai alle liquirizie… Ma scoprii presto che alzavano la pressione non facilitando quella sensazione di pace che anelavo.

Infine optai per le cosiddette caramelle senza zucchero, le quali il glucosio non lo contenevano ma in realtà anch’esse spesso avevano dentro delle sostanze più o meno “zuccherate”. Senza contare poi le peggiori di tutte, quelle coll’aspartame, sostanza cancerogena che può causare vari disturbi tra cui, cefalea, nausea, eccetera; sostanza che si accumula nell’organismo e può rimanere lì anche per anni.

Comunque a me le caramelle senza zucchero causarono principalmente un altro problema: mi chiudevano lo stomaco. E dato che ne succhiavo più di una al giorno, un bel giorno senza accorgermene mi ritrovai nell’impossibilità di consumare pasti normali senza aver voglia di vomitare. Ero diventato anoressico, signore e signori.

Una volta compreso il grosso pericolo che correvo, mi chiusi in casa un mese, non toccai più caramelle; consumai piccoli pasti più volte al giorno, integrando molto anche con latte e biscotti, fin quando guarii a sufficienza da poter nuovamente mettere il collo nel mondo normale.

Un giorno, molti anni dopo, avrei fatto un calcolo rendendomi conto che gli anni in cui avevo provato nausee erano la metà di quelli che avevo vissuto. Oggi forse quella media si è un po’ abbassata.

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