E ti vengo a cercare

Avevo preparato una cassetta, con quella canzone.

Quella canzone che al telefono le avevo detto che mi faceva pensare a lei.

Quel giorno l’attendevo. Non c’era.

Non andavano bene le cose tra noi. Lei era tornata a osteggiarmi.

Era fuggita da me. Perché era difficile stare con me.

Era difficile perché lei stava già con un altro. Ma non solo…

Era difficile perché io ero fortemente attratto da lei ma nascondevo un segreto.

Era difficile perché nutriva dei dubbi su di me. Ero troppo diverso da tutti gli altri. Così temeva. Temeva che poi quella col sedere all’aria sarebbe stata lei, per una volta.

Ma nel frattempo si era pentita di avermi trattato a quella maniera vigliacca. Allora avrebbe voluto riportarmi da lei, almeno in parte. Ma non riusciva a farlo. Io mi ero irrigidito. Di certo avevo, oltre che annusato, assaporato per intero l’amaro calice del suo tradimento. E ciò mi aveva nauseato e fatto impazzire.

Quel giorno tante persone intorno a me che camminavano, discutevano, scherzavano, pensavano agli esami. Non mi importava nulla di loro. Ero certo che nessuna stesse vivendo il mio dramma. Io ero un’anima in pena. Loro semplice carne animata da desideri materiali.

Indugiavo nel mio buio angolo di dolore. Osservavo i paraggi, come un gatto accerchiato dai gabbiani, che finge d’esser come loro.

Poi a un tratto lei venne. Lunghi capelli neri – ricordavo il loro profumo. Pochi passi ed era lì, nella folla. Diversa eppure uguale agli altri. Uguale eppure diversa da quella folla.

Era accompagnata. Uno nuovo…

Forse mi aveva avvistato, ma non sembrava. Allora colsi la palla al balzo per oscurarmi ancor di più.

La feci passare intonsa. Lei, beata della sua egoistica credulità che le faceva ritenere giusto prender dagli altri tutto quel che le serviva senza dover mai nulla a nessuno, neppure al cuore.

Sorrideva: mi sembrava la leggerezza incarnata. Lei rideva all’esterno, io piangevo all’interno.

Un attimo e non c’era più.

Così, avvinto da gran rabbia, presi la cassetta che avevo in mano e la buttai in un cestino della spazzatura. Pensai un istante di farne dono a qualche amico, ma poi mi dissi che, no, quella cassetta doveva morire, non doveva avere un’altra vita. Doveva morire lì come ero morto io quel giorno, per l’ennesima volta. Come era morto il nostro amore ancora una volta.

Sono passati anni da allora. Oggi quella canzone non è più per lei – che comunque vorrei non mi odiasse più.

Oggi quella canzone è per qualcuno che non mi farà mai pentire di avergliela dedicata.

7 pensieri riguardo “E ti vengo a cercare

      1. Sai che non so dirti?
        L’originale l’ho sentita ma ora non ricordo come sia. Comunque questa versione non è male (e non è poco detto da me 😉 )
        Bacino sulla bua 😘
        Ci sono qui io adesso che ti difendo dalle cattive ragazze.

        Piace a 1 persona

      2. Sì, lo so: tu mi difendi dalle ragazze cattive (anche se in questo caso, non per salvarla totalmente, ma ritengo che più che una cattiva ragazza fosse una che incasinava sempre le cose, le sue cose prima ancora che quelle degli altri, dunque non era proprio cattiva, secondo me, ma forse mi sono dimenticato certe aspetti perché è passato tanto tempo).
        Una delle cose più belle di te è che… mi posso fidare ciecamente. ❤ Mai successo prima! Dovevo sempre stare con le antenne appizzate per vedere se in una maniera o nell'altra mi stavano per tradire. Adesso no!

        Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...