Stephen King: A volte ritornano

Celebre raccolta di racconti dell’orrore (che passerò a Denise appena possibile, perché lei ama oltremodo lo Stephen) del re dei thriller-horror.

Un senso di continuo deja-vu mi ha pervaso durante l’intera lettura. Sì, stavolta è ammissibile che questo libro lo avessi già letto sul serio. E potrei anche indicarvi con esattezza il periodo. Si tratta di quando, intorno ai quindici/sedici anni, un mio caro amico si era fatto prendere da questo scrittore. Allora aveva comprato un sacco di suoi romanzi, che poi mi passava. Io in cambio gli davo alcuni dei miei libri, ma sopratutto fumetti di supereroi, in particolare dell’Uomo Ragno (che lui giudicava sfigatissimo e lo deprimeva anche un pochino per via di tutti i problemi che il tessiragnatele aveva sempre). Poi, di lì a poco, il mio amico si mise con una ragazza, per di più più grande di lui!, carina, spigliata, che si truccava sempre la faccia mettendo perfino il rossetto, che sapeva come era fatto il mondo e sopratutto lo faceva SCOPARE. Allora, ci credereste?, il mio amico smise di botto di leggere ogni cosa e si concentrò solo su di lei e sulle lussuriose, estatiche gioie del sesso. Fu il primo di noi ad avere una ragazza “vera”, ma anche il primo a essere lasciato e a rimanerci molto male. A dire il vero credo che quella ragazza, quando vide noi altri suoi amici, si rese conto del gruppo di sfigatelli sfigati (senza figa) che eravamo, e dovette pensare che lui era troppo piccolo per lei (che già sapeva come andava il mondo).

Detto questo, per risollevare il morale, vi potrei anche raccontare di alcuni vissuti intimi tra il mio amico e la sua ragazza che rimasero celeberrimi, tipo quella volta che dovevano fare all’amore, allora lui si tolse gli slip(pini), lei glielo vide e senza pudore gli chiese: tutto lì? E lui, con la battuta pronta che avrebbe avuto John Waine in una situazione simile, le disse: mo vedi come diventa dopo che ja ‘vrai dato du’ bottarelle!… Ma questo esulerebbe troppo da questa accuratissima recensione altamente professione che sto facendo allora… sarà per un’altra volta… 😉

Il King è uno scrittore tra i più prolifici al mondo. Ha sempre prediletto la storia all’arte dello scrivere, ovvero la sostanza alla forma, e nell’introduzione lo dice chiaro e tondo. Questo è uno dei crucci principali che gli si può imputare: che se invece di scrivere tot libri ne avesse scritti tot diviso 2 probabilmente avrebbe lasciato al mondo qualche capolavoro, invece di (talvolta) libri usa e getta, per cagarsi un po’ addosso sul momento ma poi basta. 🙂

Dunque che posso dirvi di questi racconti? Alcuni sono molto riusciti. Altri passano senza lasciare molta traccia. Però a dire il vero ognuno ha un suo senso ed è frutto di un’idea valida da cui non a caso si potrebbero trarre film o serie tv interessanti. Ogni racconto avrebbe potuto essere un libro a sé, se solo l’autore avesse avuto la costanza di impegnarsi in una tal opera di trasposizione. Ma si sa come sono gli autori: se un’ispirazione nasce nella loro testa come racconto, così deve essere, sarebbe inutile obbligarli a farla diventare un romanzo. Per loro sarebbe solo un grosso fastidio, che potrebbe diventare tormento…

I racconti spaziano davvero in tutti i tipi di horror: dallo splatter allo psicologico, al paranormale. Dunque troverete senz’altro qualcosa in grado di soddisfarvi ed esaltarvi.

Il racconto che mi ha colpito di più è quello dell’astronauta che viene a contatto con delle forme aliene che poi gli si insinuano nel corpo, da cui poi cominciano a uscirgli come degli occhi dai quali essi spiano il nostro mondo.

Adesso mi è venuta in mente pure quella ragazza che mi diceva che lei amava questo autore perché la faceva cagare addosso e poi, dopo ogni suo libro, per riprendersi e distendersi i nervi, si doveva leggere un romanzetto rosa. Ma vabbè, quella era un caso patologico… E poi ho già parlato di lei in uno dei miei tanti racconti d’amore-odio.

🙂

6 pensieri riguardo “Stephen King: A volte ritornano

  1. Me li leggo volentieri, anche perché in queste ultime settimane sono un po’ svogliata e più in là di un racconto o un romanzo breve non vado (come intuirai, avevo iniziato L’ombra dello scorpione, ma dopo il prologo non l’ho comunque portato avanti. Se non è il momento, non è il momento).

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  2. Il racconto Io sono la porta è sicuramente uno dei più interessanti e con dei vaghi rimandi a Lovecraft. In generale questa è una raccolta intrigante dove mostra storie con enormi potenziali. Per esempio Secondo turno di notte è tra i miei preferiti in assoluto, un racconto folle, assurdo e spaventoso pieno di essere raccapriccianti che mi ha divertito tantissimo.
    King ha sempre saputo cogliere l’attenzione dello spettatore in maniera molto intelligente.
    Per il resto interessante la storia del tuo amico e della sua prima ragazza.

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