Avengers: Age of Ultron

Adoro Joss Whedon. È solo merito suo se un gruppo di supereroi improbabili come i Vendicatori/Avengers – basti dire che nelle loro fila c’è Hulk, cioè un bruto ingestibile per chiunque! –, che nei fumetti hanno avuto più momenti di bassa qualità che di alta, possano essere considerati oggi un fenomeno supereroistico tra i migliori in circolazione. È bello andare a vedere un film che sai abbia scritto e diretto JW perché puoi star sicuro che perlomeno non ti annoierai, che ti piacerà e che sarà di buona qualità. Anche se – pensavo malignamente –, probabilmente, difficilmente JW potrà mai un giorno concepire un capolavoro perché lì non può arrivarci. E sapete perché? Perché lui controlla alla perfezione la trama ma è come se non si affezionasse davvero ai suoi personaggi; è come se li muovesse come un burattinaio e basta – ovviamente questa è una mia personalissima opinione non suffragata da nessuna prova certa… Ma fa niente, in fondo non ci si aspetta questo dai supereroi, no?

Mi piacerebbe tanto vederlo all’opera al cinema con gli X-Men, che tra l’altro lui conosce benissimo perché ha scritto per anni delle saghe che i fan ancora ricordano con affetto e nostalgia… Mi piacerebbe che li rilanci, dopo che sono stati all’altezza della loro fama solo, secondo me, nei loro primi due film.

La storia? Un giorno ciccia fuori un progetto super segreto dell’Hydra (una cellula nazista nel mondo Marvel) di un’intelligenza artificiale; da cui ciccia fuori questo super robot: Ultron (che in parte si modella sui pensieri di Tony Stark, Iron Man, che certo non ha una visione totalmente ottimistica del mondo). Solo che questo robot super evoluto ha concepito che l’essere umano sia il male del mondo, e vada per cui estinto – oddio, chi potrebbe dargli torto, così su due piedi?, non certo io! ;-D – per cui si scatena questa lotta tra lui e i Vendicatori. Solo che Ultron può replicarsi quasi all’infinito, anche servendosi di internet. Inoltre il suddetto ha in mente di potenziarsi un pochino nel corpo utilizzando il materiale “più duro al mondo” – e il vecchio Logan/Wolvie saprebbe bene quale sia perché ce lo ha impiantato nelle ossa! –, in maniera da diventare quasi indistruttibile!

JW si mostra abile a gestire oltre che l’azione principale, in cui prevalgano i temi supereroistici, anche i singoli personaggi e le interazioni tra loro, con le sottotrame che arricchiscono la storia a più riprese.

Alcune scene rimangono nella memoria: come quando alla fine Hulk, che si trova su un aereo invisibile, si sta dirigendo da qualche parte nel mondo; allora la Vedova Nera, che invece è sull’astronave dello Shield, gli dice di togliere il dispositivo di mascheramento così che lei lo possa vedere per riportarlo da lei. Ma Hulk-Banner, che non vuole più vederla perché sente di essere inadatto ad avere una relazione sentimentale con lei, chiude la comunicazione senza compiere l’azione che lei gli ha chiesto, e lei ci rimane di merda e capisce che forse non lo vedrà più…

Ormai i rimandi ad avvenimenti passati si fanno numerosi, e solo chi non si è perso neppure un capitolo della sega… pardon saga… e li conosce nel dettaglio capisce le citazioni o i discorsi che si rifanno a quegli episodi precedenti; però la storia è godibile anche se ogni tanto si perde qua o là il significato di qualche battuta, potenza di JW.

Gli usuali film d’azione mi avevano stancato da tempo. Ben vengano quindi i film dei supereroi, che considero una loro mutazione, migliorata. 🙂

PS: a dire il vero devo ancora vedere i due capitoli successivi della loro epopea cinematografica, ma me li aspetto buoni.

ave

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