Curzio Malaparte: La pelle

Romanzo che parla degli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale a Napoli, ferocemente criticato per eccessiva finzione, cinismo, voglia di stupire e sconvolgere a tutti i costi, confondendo fatti reali e inventanti talmente bene da instillare subdolamente il dubbio che possa esser tutto vero… Invece a me è piaciuto. ;-P Fosse stato un comune libro sulla guerra (argomento che cerco di evitare poiché non mi piace affatto) d’altronde non lo avrei letto.

Malaparte – che tra parentesi è un nome d’arte, e mi chiedo se sia stato scelto in qualche modo in antitesi a Bonaparte, Napoleone – ci narra di vicende allucinate. Della vendita di persone per le strade. Uomini morti o vivi. Soldati americani bianchi o neri. Bambini, maschi e femmine. Ovviamente donne. Ci parla del flagello della peste come male assoluto, ben peggiore della guerra, perché la guerra mortifica i corpi e la fame degli uomini, mentre la peste arriva a intaccare e umiliare persino l’anima. Ci parla di Napoli talvolta come la città più unica del mondo, altre di come invece essa possa incarnare lo spirito dell’intera Europa. Ci parla di Napoli come snodo principale in cui tutti gli invertiti del mondo si sono dati appuntamento. Ci parla di comunisti diventati invertiti quasi per il pervicace perseguimento delle loro idee, o per estremo sfregio. Ci parla di donne che in un attimo cambiano umore, e poi scopriamo che erano uomini vestiti da donna. Ci parla dei nobili e del loro mondo a parte e di come essi vissero comunque una guerra diversa da tutti gli altri. Ci parla di quella volta che una bambina morta fu servita cotta a un tavolo di alleati spacciandola per vera “sirena di mare”. Ci parla dei continui, paradossali dibattiti con gli americani, che non capivano gli italiani, i quali americani invece erano intesi perfettamente da Malaparte nella loro semplice stolidità. Ci parla dell’eruzione del Vesuvio come di uno spettacolo meta-umano che lascia esterrefatti. Ci parla di quando gli rapiscono il cane e lo ritrova poco prima di morire, vilmente usato come cavia da laboratorio. Ci parla di quella volta che vide un uomo schiacciato sotto un carro armato, diventato ormai come fosse fatto di carta…

Ci parla di tante cose, sempre con le sue descrizioni enfatiche, caricate e talvolta retoriche e ridondanti. Forse usa troppe parole. Perché, fosse stato un libro di poco più di duecento pagine, invece che del doppio, secondo me avrebbe potuto esser un capolavoro vero. Invece mi ha dato l’impressione che, almeno in lunghezza, sì, Malaparte abbia un poco esagerato, nel tentativo di realizzare un’opera trionfalmente decadente destinata per sempre a rimanere.

In ogni caso, un romanzo caustico con meno ipocrisia di tanti altri sulla guerra.

Cosa rimane infine agli umani quando gli si porta via tutto, perfino la dignità? Rimane la pelle, sì, e la voglia di salvarsela, nonostante tutto, secondo Malaparte.

Malaparte

2 pensieri riguardo “Curzio Malaparte: La pelle

  1. Questo è un libro decisamente difficile, feroce, che fece molto discutere alla sua uscita. Ma le cose viste , scritte e vissute, pare siano drammaticamente vere. Quindi va preso come un documento, sulla capacità di fare del male e di far di tutto pur di salvare ” la pelle ” appunto. Comunque per la sua crudezza, posso dire che non mi è piaciuto .

    Piace a 1 persona

    1. Ho un labile ricordo (non so quanto vero) di quando mi fecero leggere un brano di questo libro alle scuole medie (forse proprio la vicenda della “sirena” servita a tavola). Mi colpì molto all’epoca. Oggi, che i tempi sono cambiati e che il livello di “inaccettabile” sale sempre più, non mi ha fatto lo stesso effetto. Per questo posso supporre che se lo leggessi adesso forse non lo troveresti così vergognoso come fu la prima volta. Ma è solo un’ipotesi…
      In realtà di “male” vero e proprio non ne vedo in questo libro. Nel senso, non è che abbia cambiato di una virgola la mia visione dell’essere umano. E anche le azioni più turpi qui descritte paiono come galleggiare sopra la moralità. In tempo di guerra si può dire che fosse assolutamente sbagliato mangiare… un essere umano morto? Non so.

      "Mi piace"

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