The signal (film)

Un ragazzo, il suo amico e la sua ragazza si mettono all’inseguimento di un pericoloso hacker denominato NOMAD che si diverte a stuzzicarli facendo capir loro che li spii.

Rintracciano il suo segnale arrivando alla casa da cui proviene. Però il luogo è davvero isolato e lugubre, per di più ci giungono di notte.

La ragazza rimane in macchina e le viene detto di non uscire. I due ragazzi entrano nella casa, che sembra proprio abbandonata. È arredata in maniera strana. Per esempio trovano una sedia rivolta verso un angolo tra due muri.

Se ne stanno per andare quando decidono di perlustrare la cantina. Scendono… ed effettivamente lì trovano un server. Allora è davvero quello il luogo da cui l’hacker agisce? Eppure ovunque è pieno di polvere… Ma non hanno il tempo di indagare oltre che sentono fuori la ragazza gridare, più volte. Si precipitano a vedere cosa succede e…

È questo l’intrigante incipit del film che da lì però prende tutta un’altra piega, sempre più fantascientifica e paranoica. Il ragazzo protagonista si trova prigioniero in una struttura governativa segreta dove avvengono cose insolite. La sua ragazza sembra in coma in un’altra stanza. Lui è paralizzato dal busto in giù mentre il suo amico dapprima sembra scomparso ma poi gli parla attraverso il condotto dell’aria (e pure lui è messo piuttosto male). In poche parole sembra che abbiano avuto un contatto con gli alieni…

Indipendentemente dalla storia, più o meno brillante, il film risulta bello sopratutto poiché impreziosito dal regista, bravissimo a far render al massimo gli strumenti a sua disposizione; in tutti i sensi: sia gli strumenti tecnici – che poi, se non erro, dovrebbe essere un film indipendente e dunque a basso budget, e la cosa non si nota per niente – che quelli “emotivi”.

Sul finale rimangono un po’ ambigui alcuni aspetti, che io ho interpretato in un modo ma non è detto che siano davvero così.

Insomma, si è capito che ve lo consiglio?

😉

The_Signal

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